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Esuberi province: come avverrà la ricollocazione di questi dipendenti?



Esuberi province: come avverrà la ricollocazione di questi dipendenti?
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Affiorano novità di rilievo per i dipendenti pubblici che rientrano all’interno della categoria degli esuberi delle province: la Legge di Stabilità pone infatti come priorità il loro ricollocamento, con la Corte dei conti che ha contestualmente deciso per la prevalenza del vincolo delle riassunzioni in chiave nazionale e non territoriale. Ma cosa significa ciò in concreto?

 

Esuberi province

Esuberi province: la scelta della Corte dei conti

 

I magistrati della Corte dei conti optano per il percorso più rigoroso nell’applicazione della corsia preferenziale per gli ex dipendenti delle province aperta dal comma 424 della legge 190/2014: si tratta di una scelta coerente con l’obiettivo sotteso a una norma nata per evitare che il personale “di troppo” negli enti di area vasta possa restare senza posto mentre gli enti locali bandiscono nuovi concorsi. Ma nell’odierno momento vengono a crearsi evidenti problemi applicativi. Primo fra tutti quello relativo alla complessità di una procedura che, ad esempio, costringe un amministrazione comunale ad indirizzare la lettera di assunzione al vincitore del concorso di un ente non confinante (come sarebbe più agile) bensì ad un “soprannumerario” di una Provincia non vicina. La conseguenza chiara di tale farraginosa procedura non farà altro che innescare, per molti enti, un blocco sostanziale delle assunzioni.

 

Ricollocamento: la procedura da seguire

 

In pratica, prima che un Comune possa bandire nuovi concorsi o oppure scegliere dalle graduatorie di un ente vicino, sarà necessario che tutti gli esuberi delle Province italiane siano stati ricollocati. L’unica deroga è prevista per quelli che vengono definiti profili “infungibili”, cioè per quelle professionalità che sono necessarie al’amministrazione comunale ma che in Provincia non si trovano perché estranee alle funzioni dell’ente di area vasta.
Il piano generale di ricollocamento degli esuberi delle province era stato scandito e reso di pubblico dominio poche settimane fa, con il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia che aveva ricordato come all’interno della Legge di Stabilità fossero “state bloccate tutte le assunzioni”, con l’accantonamento delle risorse necessarie per ricollocare i dipendenti delle Province”. La Madia aveva, inoltre, evidenziato “la complessità delle operazioni di mobilità, che coinvolge circa 20mila persone, ed è la più importante della storia italiana”. “Abbiamo le risorse e anche gli strumenti visto che abbiamo anche aperto il portale per gestire la mobilità”: insomma la Madia aveva tracciato un affresco assolutamente rassicurante per gli esuberi delle province. Con un obiettivo ben chiaro: “Garantire tutti le lavoratrici e tutti i lavoratori delle Province italiane, assicurando stipendio e lavoro”.

 

L’assunzione del personale in esubero dalle province: Decreto Enti Locali

 

In tale direzione non bisogna dimenticare che il recente Decreto “Enti Locali” permetterà ai comuni di assumere il personale in esubero dalle province anche nel caso di mancato rispetto dei tempi di pagamento e violazione dei termini per l’invio della connessa certificazione. In ulteriore istanza viene data la possibilità ai dipendenti provinciali in comando o distacco presso altre pubbliche amministrazioni di trasferirsi definitivamente presso di esse, qualora lo consentano i limiti di spesa e di dotazione organica.

 

Fonte: sole24ore.com

 

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