Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

Accessibilità per i visitatori: sola lettura, ma potrete presto chiedere la registrazione ed esprimere i vostri pareri.

Categorie

 
Nuovi Arrivi Autunnali Uomo

Archivi per la categoria 'Fasce reperibilità malattia dipendenti pubblici'

mar, dic 10, 2013  Roberta Buscherini
Visite Fiscali Dipendenti Ospedalieri: tutto quello che c’è da sapere 3.54/5 (70.71%) 28 Vota Questo Articolo

Un rilevante settore nella gestione della Pubblica Amministrazione che deve essere improntato all’efficacia e all’efficienza, elementi cardine di una corretta e trasparente gestione della cosa pubblica: è questo l’assunto basilare che dovrebbe informare la disciplina delle visite fiscali dipendenti ospedalieri. Ma come funziona il sistema di visite fiscali del nostro ordinamento? Ecco una rapida panoramica sulla questione.

.

Visite fiscali dipendenti ospedalieri: quante possono essere?

 

Il cuore della disciplina (anche per quanto riguarda le visite fiscali per malattia dei dipendenti ospedalieri) è contenuto nell’art. 2 del Decreto Ministeriale n. 206/2009, all’interno del quale è stabilito che sono in primo luogo esclusi dalla visita fiscale per malattia i dipendenti ospedalieri nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita per il periodo di prognosi segnalato dal certificato.

Da ciò deriva con tutta evidenza che una visita fiscale non può essere prevista per due volte per il medesimo evento morboso inerente allo stesso dipendente. Quindi, qualora all’interno di una prognosi di dieci giorni la visita dovesse essere effettuata il primo giorno, nei restanti nove il dipendente avrebbe la possibilità di allontanarsi dal domicilio senza il timore di  alcun obbligo di reperibilità da assolvere, e quindi senza la minaccia di una decurtazione di stipendio: pertanto è possibile una sola visita medica di controllo. Nel caso in cui vi sia invece un prolungamento della malattia sarà possibile, per l’istituto adibito all’ispezione, programmare una ulteriore visita fiscale.

Fonte: Sole 24 Ore

Fonte: Sole 24 Ore

 

.

Giustificazioni esperibili per le visite fiscali dipendenti ospedalieri

 

Addentrandosi nei meandri della disciplina inerente alle visite fiscali dipendenti ospedalieri ci si imbatte nel fondamentale istituto delle giustificazioni opponibili dal dipendente pubblico. In questo senso è utile fare chiarezza tra i numerosi provvedimenti giudiziari e le circolari esplicative susseguitesi negli anni. Infatti la circolare 8 agosto 1984,  n.134421 prevede che siano da considerare giustificati i lavoratori assenti alla visita fiscale in caso di eventi afferenti alla sfera della forza maggiore e in caso di situazioni che abbiano perentoriamente reso imprescindibile la presenza fisica del lavoratore in un altro luogo.

.

In linea di massima pertanto, l’assenza durante le fasce di reperibilità inerenti alle visite fiscali dipendenti ospedalieri per malattia potrebbe essere considerata giustificata in presenza di situazioni, documentate in maniera congrua, che abbiano reso imprescindibile e indifferibile la presenza del lavoratore altrove, al fine di evitare gravi conseguenze per sé o per gli altri membri della famiglia. In questa direzione, una divaricazione quantitativa del “range” di possibilità di giustificazione a vantaggio del dipendente ospedaliero viene implementata grazie alla sentenza n. 5718 del 9 marzo 2010: nelle motivazioni della stessa sentenza il giudice afferma che il dipendente assente dal lavoro per malattia, qualora deduca un giustificato motivo per la non reperibilità alla visita fiscale domiciliare di controllo, ha l’onere di provare che la causa del suo allontanamento dall’abitazione durante le previste fasce orarie, pur senza necessariamente integrare una causa di forza maggiore, costituisce, al fine del contemperamento con altri interessi di pari grado, una necessità determinata da situazioni comportanti adempimenti non effettuabili in orari diversi da quelli di reperibilità.

.

Decurtazione stipendio in caso di assenza non giustificata

 

Altro argomento di eminente interesse e rilevanza per la tematica delle visite fiscali dipendenti ospedalieri è quello riguardante la decurtazione dello stipendio in caso di ingiustificata assenza alle visite fiscali per i dipendenti stessi. Come avviene la decurtazione? Osserviamola più da vicino.
Il Decreto Legge n. 463 del 12 settembre 1983, all’art. 5 statuisce che se il lavoratore (e conseguentemente, quindi, anche il dipendente ospedaliero) dovesse risultare assente alla visita fiscale di controllo per malattia senza giustificato motivo, allora lo stesso incorrerebbe nella decadenza del diritto a qualsiasi trattamento economico per l’intero periodo (sino a dieci giorni) e nella misura della metà del trattamento per l’ulteriore periodo, esclusi quelli di ricovero ospedaliero o già accertati da una precedente ispezione.

.

Roberta Buscherini

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, ott 17, 2013  Roberta Buscherini
Rimborso Spese Sanitarie Inpdap: Guida alla Domanda per Dipendenti Pubblici 3.56/5 (71.16%) 43 Vota Questo Articolo

Rimborso Spese Sanitarie Inpdap: la prestazione per rimborso spese sanitarie Inpdap, ora Inps, consta di un’assistenza di carattere ordinario, con percentuali di contribuzione che dipende dalla spesa in questione e dallo stato di bisogno dell’interessato. L’ importo per rimborso spese sanitarie viene determinato in base ad una tabella di valutazione.

 

 

rimborso spese sanitarie

 

Chi può accedere alle prestazioni per rimborso spese sanitarie Inpdap

 

Il rimborso spese sanitarie Inpdap è riservato a:

-          Coniugi di dipendenti Inpdap

-          Figli, genitori o fratelli di dipendenti Inpdap inabili al lavoro

-          Vedovi di dipendenti Inpdap senza lavoro e a carico del lavoratore al momento del decesso

-          Orfani anche se titolari di quota parte della pensione di reversibilità

 

Quando far richiesta di rimborso spese sanitarie

La richiesta di rimborso spese sanitarie è ammesso quando si tratta di spese mediche, di qualsiasi tipo (anche la fecondazione assistita), tranne le spese per questioni puramente estetiche.

Nello specifico, sono ammesse i documenti relativi a spese per:

-          Cure e protesi odontoiatriche

-          Protesi ortopediche

-          Protesi acustiche

-          Protesi oculari

-          Occhiali da vista e lenti

-          Visite allo specialista medico

-          Farmaci

-          Trattamenti terapeutici

-          Trattamenti di riabilitazione

-          Cure termali

-          Interventi chirurgici non estetici

-          Fecondazione assistita

Per ottenere le prestazioni è necessario presentare la domanda entro i primi dodici mesi dal momento in cui sono state realizzati gli interventi in questione o sostenute le spese mediche.

 

Presentazione di Domande di Rimborso Spese Sanitarie

 

Per ottenere le prestazioni di rimborso spese sanitarie, i dipendenti pubblici interessati devono compilare il modulo apposito (in fondo all’articolo) e presentarlo, allegando la pertinente documentazione sulle spese mediche, alla sede provinciale dell’Inpdap, ora Inps.

Inoltre, è necessario allegare alla domanda una copia di:

-          Ultima busta paga

-          Carta d’identità

-          Certificazione comprovante handicap superiori al 66 %

-          Certificazione per attestare la permanente incapacità al lavoro di fratelli/sorelle;

-          Autocertificazione per documentare che il vedovo/a al momento della scomparsa del dipendente pubblico in questione era a suo carico.

-          Non sono ammessi documenti riguardo una spesa medica inferiore ai 20,00 euro

-          Sulla documentazione per spese mediche di importo superiore a 78,00 è necessario applicare la marca sanitaria da 1,81 euro.

 

Scarica ora il modulo di domanda per il rimborso spese sanitarie: Modulo A.S

 

In caso di dubbi o problemi con il sistema è possibile contattare l’Inps, gestione ex Inpdap, al numero verde gratuito: 803 164 e premere il tasto 4 per parlare direttamente con un operatore dell’ente.

 

Roberta Buscherini

 

 

Ti potrebbero anche interessare:

- Fasce Reperibilità Malattia Dipendenti Pubblici

- Visite Fiscali Scuola

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, giu 5, 2013  Roberta Buscherini
Orari Visite Fiscali 2013: Le nuove regole per i dipendenti pubblici 4.06/5 (81.14%) 123 Vota Questo Articolo

Orari Visite Fiscali dipendenti pubblici, la normativa vigente per il 2013. La legge che regola gli orari visite fiscali 2013 è la n.300/70, Statuto dei Lavoratori.

Secondo questo Statuto, i datori di lavoro hanno diritto a richiedere la visita fiscale, all’amministrazione di appartenenza, in questo caso l’Inps ex Inpdap, dei propri dipendenti per verificare l’effettivo stato di malattia del lavoratore in questione, assente per motivi di salute. In questo modo viene effettuato un controllo sul lavoratore malato che, in determinati orari, non può allontanarsi dal proprio domicilio.

I dipendenti pubblici in malattia infatti possono aspettarsi, già nel primo giorno di assenza, la visita fiscale del medico incaricato.

 

Orari Visite Fiscali dipendenti pubblici: Le Nuove Regole

 

orari visite fiscali 2013Ecco tutte le informazioni su regole e orari visite fiscali 2013 per dipendenti pubblici e per dipendenti statali. La normativa sugli orari visite fiscali presenta piccole variazioni a seconda che i lavoratori oggetto delle visite fiscali siano dipendenti pubblici, militari, carabinieri, dipendenti locali o insegnanti. In ogni caso, non cambiano le fasce di reperibilità, ovvero gli orari visite fiscali veri e propri.

 

I dipendenti statali, dipendenti pubblici, docenti, militari, dipendenti di ASL o Enti locali, in malattia, sono obbligati a rispettare una reperibilità di 7 giorni su 7, inclusi giorni non lavorativi, week end, festivi e prefestivi, nelle seguenti fasce orarie:

 

 

  • dalle ore 9.00 alle ore 13.00;
  • dalle ora 15.00 alle ore 18.00.

Questi lavoratori dipendenti devono essere reperibili, presso l’indirizzo domiciliare, indicato al momento della dichiarazione di stato di malattia.

 

Orari Visite Fiscali: Eccezioni

 

La legge sugli orari visite fiscali prevede alcune eccezioni. Ad esempio, possono essere esclusi dall’obbligo di reperibilità i dipendenti pubblici con malattie gravi che richiedano terapia salvavita o altri trattamenti in ospedale:

 

-          infortuni sul lavoro,

-          malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio,

-          stati patologici legati all’invalidità riconosciuta o

-          gravidanza a rischio.

 

Orari visite fiscali: Conseguenze di infrangere le regole

 

Le visite fiscali, come abbiamo detto prima, hanno l’obbiettivo di verificare il reale stato di malattia del lavoratore dipendente. Il medico dell’Inps, tramite queste visite, deve esaminare il dipendente e controllare il suo stato di salute per:

 

-          prolungare la diagnosi

-          confermare la diagnosi

-          modificare la diagnosi in base a miglioramenti ed invitare il dipendente a rientrare al lavoro

-          richiedere ulteriori esami obbligatori dal medico specialista

 

Ma, cosa succede se il lavoratore non viene trovato presso l’indirizzo comunicato durante gli orari visite fiscali?

 

Tutte le assenze dal domicilio del dipendente malato devono essere giustificate. Infatti, il dipendente è obbligato a recarsi presso la ASL, su richiesta di una comunicazione ufficiale, nel giorno e nell’orario indicato dal medico fiscale per giustificare quella assenza.

Se si tratta di un motivo giustificato, ad esempio una visita medica o qualcun altro impegno ragionevole e serio che non può essere rimandato, non ci sono conseguenze per il dipendente.

 

Se invece si tratta di un motivo non giustificato come assenza senza motivo, distrazioni del dipendente che forse non ha sentito il campanello,… le conseguenze, in base all’art. 5 del D.L. 12/9/1983, nr.463 convertito con modificazioni nella legge 11/11/1983, n.638, sono:

 

-          perdita del diritto all’indennità di malattia per i primi 10 giorni di malattia

-          riduzione dell’indennità di malattia del 50% per il restante periodo di malattia, ad esclusione dei periodi di ricovero in ospedale.

 

 

Per ulteriori informazioni puoi accedere alla nota dell’Inps: Orari Visite Fiscali Dipendenti Pubblici

 

Roberta Buscherini

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, feb 27, 2013  Ranalli
Assenza per Malattia Scuola: Normativa e Fasce di Reperibilità 3.27/5 (65.45%) 11 Vota Questo Articolo

Assenza malattia scuola. Il  personale docente a tempo indeterminato può assentarsi dal servizio per complessivi mesi diciotto, in base alla normativa che regola l’assenza per malattia scuola, percependo per il suddetto periodo la retribuzione così come di seguito indicato:

  • ° I primi nove mesi vengono retribuiti per intero
  • ° I successivi tre mesi vengono retribuiti al 90%
  • ° I successivi sei mesi vengono retribuiti al 50%.

Ove mai l’assenza per malattia scuola perdurasse ulteriormente al docente verrà conservato unicamente il posto di lavoro.

Trascorsi questi ulteriori sei mesi l’amministrazione può chiedere alla competente commissione medica di verifica di sottoporre il docente a visita medico-collegiale per accertarne l’idoneità lavorativa e l’opportunità di assenza per malattia scuola.

La commissione medica di verifica oltre ad accertare l’idoneità o meno alla mansione specifica, nell’ipotesi in cui accerti l’inidoneità può anche deliberare per il cambiamento del profilo professionale.

 

Cambiamento di Posto di Lavoro per Assenza Per Malattia Scuola

 

assenza per malattia scuola

Foto: renatobrunetta.it

Il cambiamento del profilo professionale qualora venisse meno potrebbe determinare il licenziamento del docente per assenza per malattia scuola.

Non tutte le patologie rientrano ovviamente tra quelle per il quale scatta la conta dei 180 giorni per assenza per malattia scuola ovvero ci sono le cosiddette gravi patologie che non subiscono questa conta e per le quali non e prevista alcuna decurtazione degli emolumenti.

Tale decurtazione e prevista sulla parte accessoria degli emolumenti solo per le patologie non gravi e riguardano solo i primi dieci giorni di un unico evento morboso .

Vale a dire che se un docente si assenta per malattia per giorni venti , la decurtazione opererà per i primi dieci giorni. Se un docente invece si assenta per dieci giorni e poi continua la sua assenza per malattia scuola per altri dieci giorni la decurtazione opererà su tutti i venti giorni.

 

 

Assenza per Malattia Scuola: Fasce di Reperibilità

 

L’assenza per malattia scuola è  ovviamente soggetta a controllo medico su richiesta della scuola alla competente INPS ed è a carico della stessa istituzione scolastica.

Recentemente è intervenuta una disposizione da parte del Ministero per la Funzione Pubblica che ha inteso premiare la non ripetitività dell’assenza per malattia, per cui i dirigenti scolastici potranno inviare il controllo fiscale solo a quei dipendenti che ritengono essere degli abitudinari.

Le fasce di reperibilità sono la mattina dalle 09 alle 13 e nel pomeriggio dalle 15 alle 18.

 

Assenza per Malattia Scuola Docenti: casi particolari

Il personale docente a tempo determinato può assentarsi dal servizio per un solo mese e la retribuzione viene ridotta del 50%

Il personale docente di religione a tempo determinato se stabilizzato, ovvero se ha maturato il diritto alla ricostruzione di carriera ( vale a dire servizio superiore a 180 giorni per quattro anni con almeno 12 ore nella scuola primaria, e servizio superiore a 180 giorni per quattro anni con almeno 09 ore nella scuola secondaria se non dovute a ragioni strutturali ) ha gli stessi diritti a livello di assenze per malattia del personale appartenente ad altre classi di concorso.

Mentre il docente di religione a tempo indeterminato che non si trova nelle suddette condizioni è considerato supplente e quindi può assentarsi dal servizio al pari degli altri docenti supplenti con la possibilità di assentarsi dal servizio per malattia per trenta giorni con la riduzione della retribuzione pari al 50%. 

 

Giancarlo Ranalli

 

Vuoi scaricare online la tua busta paga? Ecco dove devi andare: Noipa

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, gen 31, 2013  Roberta Buscherini
Malattia Dipendenti Statali: cade il numero di assenze 4.00/5 (80.00%) 1 Vota Questo Articolo

Malattia Dipendenti Statali: Gli ultimi dati disponibili sulle assenze per malattia  dipendenti statali rivelano che ad ottobre si è registrata una diminuzione dell’ 2,3 % rispetto allo stesso mese del 2011. Inoltre, si sono rilevate riduzioni sia degli eventi di assenza di oltre 10 giorni per malattia dipendenti statali , in un -12 % sia delle assenze per altri motivi, in un – 6%.

Questi dati, forniti dal Ministero della Pubblica Amministrazione e l’Istat, riguardano i dipendenti di tutte le amministrazioni pubbliche, eccetto quelli della scuola, università, pubblica sicurezza e vigili del fuoco.

 

Malattia dipendenti statali: Collaborazione delle amministrazioni

 

malattia dipendenti statali

Fonte: Newnotizie.it

Su un totale di 8.623 pubbliche amministrazioni in Italia, circa 5.300 hanno partecipato allo studio e hanno fornito i dati sulle assenze per malattia dipendenti statali, tramite il sistema “perla pa”.

 

Dati per amministrazioni sulle assenze per malattia dipendenti statali

 

Le amministrazioni pubbliche con percentuali maggiori di riduzione di assenza per malattia dipendenti statali in generale sono state:

-          Regioni e Province Autonome (-15,7%) e altre

-          PA Centrali (-7,5% )

Se parliamo invece di malattie con periodi di assenza superiori a 10 giorni, sono rilevate riduzioni importanti nelle PA Centrali (-21,9%) e le Aziende Sanitarie Locali (-18,1%).

Geograficamente, sono registrate riduzioni maggiormente significative nel sud e le isole.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest