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Medici Convenzionati: Arezzo accoglie il 1° Forum Internazionale Sviluppo Ambiente e Salute



Medici Convenzionati: Arezzo accoglie il 1° Forum Internazionale Sviluppo Ambiente e Salute
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Arezzo accoglierà, dal 20 al 23 di novembre, il 1° Forum Internazionale su ‘Ambiente, Sviluppo e Salute’ nel quale saranno trattati questioni legate al cambio di paradigma, le politiche ambientali e la salute.

 

Si tratta di un evento importante per quel che riguarda la scienza e lo sviluppo in materia di salute e benessere. Inoltre, l’evento ospiterà anche una sessione del Regional Enviroment Center di Budapest, l’istituzione dell’ONU, della UE cui aderiscono fino a 30 paesi del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’Asia Centrale.
Nello specifico esperti, medici e scienziati parleranno su temi che riguardano la salute dei cittadini e lo sviluppo del territorio per fare in modo di trovare un punto d’incontro sulle incidenze dei fattori ambientali nelle condizioni di salute della popolazione. In effetti, molte volte il rispetto all’ambiente è stato considerato come un blocco o un impedimento allo sviluppo, all’industrializzazione e all’edificazione, una scusa magari per fermarsi.
“Oggi invece – come spiega Vasco Giannotti, Direttore della Fondazione Gutenberg che ha ideato e organizzato l’evento – è possibile trovare un modo affinché la valorizzazione dell’ambiente e la promozione della salute siano occasioni per coniugare una nuova qualità di sviluppo economico”.
D’altro lato, il Ministro dell’ambiente, Corrado Clini, considera che ad oggi le politiche industriali devono essere coerenti con le politiche ambientali in tutti i paesi dell’Europa. In questo senso assicura che un errore di questo genere “ ha pesato sulla politica ambientale italiana, che è stata più caratterizzata dall’ esercizio del potere di interdizione che da proposte positive per la crescita sostenibile. Il mio lavoro di questi mesi è stato guidato dall’ esigenza di superare questo errore, riportando l’ ambiente al centro delle politiche di sviluppo”.
Il Ministro si è preso il compromesso di evitare che questo tipo di errori vengano ripetute e assicura che “la strada giusta è quella di accelerare la riqualificazione ambientale degli impianti, secondo le migliori tecnologie disponibili, e non quella di ritenere che l’ ambiente si salva chiudendo l’ Ilva. Se la riqualificazione ambientale di Ilva procede, la siderurgia italiana potrà contare su tecnologie «pulite» e competitive, a vantaggio dell’ impresa e dell’ ambiente. Se Ilva chiude, oltre al disastro sociale ed economico, resterà il deserto di un ambiente contaminato.”

 

Fonti: Repubblica.it / Il Fatto Quotidiano

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