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Forze dell’ordine: i carabinieri finiscono sotto la scure dei tagli alla spesa?



Forze dell’ordine: i carabinieri finiscono sotto la scure dei tagli alla spesa?
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Forze dell’ordine e spending review: come prosegue la vicenda che vede la possibilità di un cospicuo numero di tagli sul comparto difesa nel nostro paese?
Già qualche settimana fa il commissario alla Spending review Carlo Cottarelli aveva presentato il suo piano di tagli illustrando un elenco di oltre 30 voci e cinque capitoli di spesa, riguardanti tematiche che ineriscono all’efficientamento diretto della pubblica amministrazione, “cespite” da cui si punta ad ottenere 2,2 miliardi quest’anno, 5 miliardi nel 2015, fino ai 12 e spiccioli del 2016.

 

Fonte: www.ilgiornaledelmolise.it

Fonte: www.ilgiornaledelmolise.it

La parola d’ordine: sinergia tra corpi di polizia

 

Uno dei punti che qui vengono in rilievo per quello che inerisce i tagli di spesa è la cosiddetta sinergia tra corpi di polizia”: in questo settore sono compresi la digitalizzazione complessiva e la riorganizzazione delle prefetture e dei i vigili del fuoco a partire dal 2015. Questo piano di tagli (o forse sarebbe meglio dire di “razionalizzazioni”) fa parte del capitolo complessivo inerente alla riorganizzazione delle province, delle spese degli enti pubblici e della riorganizzazione dei costi della politica (entro cui si annoverano tagli a Comuni, Regioni e finanziamento ai partiti, oltre a organi costituzionali). Tutti ambiti di intervento attraverso cui risanare il bilancio dello Stato e consentire alla macchina Italia di mettersi nella posizione migliore per poter innestare la marcia della ripresa.
Nel frattempo tramite l’approvazione ufficiale del Def 2014 l’ammontare totale dei tagli previsti dalla revisione di spesa dovrebbe andare a colpire, secondo quanto annunciato e ipotizzato finora, comparto statali, Difesa, sanità ed enti cosiddetti non utili. Rimane da vedere in quale modo.

 

Blocco dei contratti: allarme rientrato (per ora)

 

Insieme ai tagli annunciati, che probabilmente saranno tutti confermati, arriva anche la smentita sull’eventuale blocco dei contratti dei dipendenti pubblici fino al 2020. A confermare questa, diremmo, buona notizia è un comunicato del Ministero dell’Economia in cui si legge che “nel Def 2014 non è contenuto, e non potrebbe esserlo, alcun riferimento a ipotesi di blocco di contrattazione nel settore pubblico”.
Carlo Cottarelli, l’uomo che regge i fili di una operazione certamente non facile sia da un punto di vista tecnico che, ancor di più da una angolo visuale più latamente sociale, si è soffermato a spiegare la “ratio” del taglio di spesa: “Non si dovranno colpire tutte le realtà locali allo stesso modo e si terrà conto di ciò che funziona colpendo solo gli sprechi laddove sono presenti. Non c’è nessun taglio alla spesa pubblica che possa trovare tutti d’accordo ma questo non vuol dire che si vadano a toccare i servizi pubblici essenziali”. Come a dire, tagli sì, ma razionali, in un’ottica definitiva di razionalizzazione della complessa (e talora ridondante) macchina dello Stato.

 

Prospettive per il 2015

 

Nelle prospettive spalancate in materia carabinieri (e Difesa in generale) dal Def (il documento che stabilisce la programmazione economica  e finanziare che sovrintende la gestione economica dello Stato italiano) affiorerebbero tagli per 200 milioni quest’anno e per 900 milioni a partire dal 2015: si tratterebbe degli interventi previsti per la rideterminazione di programmi di investimento per la difesa nazionale (mentre sulla discussa questione taglio degli F35 per ora rimane il silenzio).

 

Fonti: WebMasterPoint.org, businessonline.com

 

Marco Brezza

 

 

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