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Frazionabilità ad ore di assenza malattia pubblico impiego: Cosa c’è da sapere?



Frazionabilità ad ore di assenza malattia pubblico impiego: Cosa c’è da sapere?
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Il tema della scansione del lavoro e dei permessi per malattia nella pubblica amministrazione italiana rivestono notevole importanza in un’ottica di complessivo corretto allineamento dell’attività amministrativa. A questo riguardo particolare interesse suscita la tematica della frazionabilità ad ore di assenza malattia pubblico impiego.

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frazionabilità ad ore di assenza malattia pubblico impiego

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Frazionabilità ad ore di assenza malattia pubblico impiego: i contatti collettivi

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È la legge, in combinato disposto con le varie declinazioni dei contratti collettivi nazionali a disciplinare la complessa materia delle assenze per malattia dei lavoratori impiegati nella pubblica amministrazione del nostro paese. In questo senso va preliminarmente affermato che il periodo massimo di assenza per un dipendente pubblico assunto a tempo indeterminato è equivalente a 36 mesi di cui 18 con diritto alla conservazione del posto di lavoro e retribuiti (nel range temporale di 3 anni), mentre gli ulteriori 18 mesi non sono soggetti a retribuzione. È qui che entra in gioco una prima accezione del concetto di frazionabilità: a parere dell’ARAN (l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) gli ulteriori 18 mesi, non retribuiti, non sono frazionabili. Questo non sta a significare, però, che il lavoratore, qualora la guarigione sia giunta prima del diciottesimo mese, non possa riprendere servizio previo accertamento delle sue condizioni di salute: nell’ipotesi, infatti, in cui il dipendente, dopo aver ripreso servizio, si assenti nuovamente per malattia, si torneranno ad applicare le regole generali.

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L’orientamento applicativo dell’ARAN

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Il tema sopra analizzato conferisce al discorso l’abbrivio per giungere alla vessata questione della frazionabilità ad ore di assenza malattia pubblico impiego. In questa direzione giunge in soccorso un orientamento applicativo emanato sempre dall’ARAN (l’istituto che, come già si poteva intuire precedentemente, rappresenta la controparte pubblica in sede negoziale, gestendo la contrattazione con le rappresentanze sindacali) nel quale si afferma che, utilizzando come parametro disciplinare il contratto collettivo di categoria, non è in alcun modo prevista la possibilità di frazionare ad ore l’assenza per malattia nell’arco della giornata. Perlustrando nelle pieghe del parere ARAN si scova infatti che nell’ambito della disciplina del rapporto di lavoro del personale del Comparto Regioni-Autonomie Locali, i permessi brevi sono quei permessi che possono essere fruiti ad ore nel rispetto dei limiti e delle modalità stabilite nel contratto collettivo nazionale del 1995: tali permessi possono essere utilizzati dal dipendente pubblico anche per sottoporsi a visite specialistiche o ad esami diagnostici. In questo caso, secondo il suddetto parere ARAN del 11 febbraio 2014, parrebbe evidente che, poiché trattasi di permessi ad ore ammessi espressamente dalla disciplina negoziale,  gli stessi non possono in nessun modo essere sovrapposti o ricondotti alla regolamentazione delle assenze per malattia.

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Cenni conclusivi sulla frazionabilità ad ore di assenza malattia pubblico impiego

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La frazionabilità ad ore di assenza malattia pubblico impiego si inserisce pertanto nella complessiva disciplina generale della pubblica amministrazione del nostro paese: la quale si estende dalla definizione del trattamento economico nei primi dieci giorni di malattia fino alle modifiche inerenti ai giorni in surplus. La frazionabilità ad ore di assenza malattia pubblico impiego pertanto deve essere ricondotta necessariamente ad una norma di legge per poter estendere i suoi effetti ed essere utilizzata nella pubblica amministrazione.

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Roberta Buscherini

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