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Giovani Medici. Futuro a Rischio



Giovani Medici. Futuro a Rischio
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Il parlamento ha ormai convertito in legge il DL 90/2014 sulla Pubblica Amministrazione, compresi i tagli previsti per la sanità. Per buona pace di tutte le coscienze istituzionali però il ricavo dei tagli nell’ambito sanitario rimarranno all’interno dello stesso settore.

In che modo non è dato sapere al momento, ci basti questa promessa. Chi ne esce con le ossa rotte e con poche speranze di sopravvivenza sono, tra gli altri, i medici più  giovani. Penalizzati prima di tutto dalla rumba sull’età pensionabile, dunque sul cambio generazionale ovvero su uno dei cardini del nostro sistema sanitario nazionale: il mancato ingresso dei giovani provocherà un collasso dell’intero sistema con inevitabili ripercussioni sui cittadini.

 

medici e infermieri in crisiE intanto il ministero pensa di aumentare i finanziamenti a quelle università che promuovono più di altre il progetto di studio all’estero Erasmus che “rappresenta una esperienza formativa importante nel percorso universitario, con riflessi positivi sia sulla crescita personale e professionale che sulle relazioni tra atenei” ma che mette a rischio la qualità della ricerca e della formazione degli studenti.

 

Concentrare i finanziamenti già ridotti a progetti universitari, per quanto importanti e necessari in un contesto europeizzato, è penalizzante per gli altri settori. Quello che il responsabile Nazionale Anaao Giovani Domenico Montemurro sottolinea con forza è che “da un Governo giovanilista evidentemente, almeno sulla carta, ci si sarebbe aspettato non qualcosa di più ma molto di più. Nella realtà la situazione risulta peggiore rispetto agli anni precedenti sino al culmine raggiunto attualmente, in cui è stato firmato in extremis il finanziamento dei contratti, 5505, numero del tutto insufficiente (…) Ci pare veramente poca cosa la promessa di un aumento dei posti senza che venga affrontato il problema in modo strutturale”.

 

 

 

L’Intero Universo Sanitario Ha Il Futuro Ipotecato

 

 

 

 

 

L’’articolo 49 del Codice Deontologico degli infermieri recita: “l’infermiere, nell’interesse primario degli assistiti, compensa le carenze e i disservizi che possono eccezionalmente verificarsi nella struttura in cui opera”.

Quando si parla di carenze e disservizi si intende nel contesto del personale e della struttura.

 

Probabilmente nessuno si sarebbe mai immaginato che nel corso degli anni la figura dell’infermiere professionale sarebbe stata così demansionata e così confusa con altre figure in rapida espansione nel panorama socio-sanitario.

 

A questo si aggiungono una serie di problematiche che di sicuro non aiutano il settore: la crisi occupazionale con circa 30.000 infermieri non occupati, il sovraccarico di lavoro, il mancato ricambio generazionale per la riforma pensionistica di cui ancora non si vede la fine.

 

Problemi risaputi, problemi conosciuti e al vaglio delle istituzioni che prima o poi prenderanno le giuste decisioni. O almeno qualche decisione. Intanto l’intero settore lentamente muore.

 

 

 

Fonte: quotidianosanita / quotidianoinfermieri / lanazione

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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