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Guardie e Ladri. Le Due Facce Della Stessa Tragedia



Guardie e Ladri. Le Due Facce Della Stessa Tragedia
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Il consiglio d’Europa ha reso pubblica una fotografia della situazione carceraria nei 47 stati membri. Ma quanto descritto, secondo le associazioni di categoria non rispecchia affatto la realtà dei fatti con la quale tutti i giorni i poliziotti della polizia penitenziaria devono fare i conti.

 

Il segretario nazionale dell’Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti è stato tra i primi a sottolineare l’imprecisione dei dati divulgati partendo dal presupposto che non si è tenuto conto del fatto che la polizia penitenziaria svolge quotidianamente compiti aggiuntivi alle mansioni contrattuali e che riguardano l’organizzazione diretta della detenzione, come i percorsi per il recupero del condannato.

 

Carceri Italiane. Numeri Che Spaventano

 

Polizia-penitenziaria

 

Non va mai dimenticato che un agente di polizia penitenziaria si rapporta mediamente  con  90/100 detenuti in un turno lavorativo che raggiunge spesso le otto ore continuative.

 

Il fatto che il sovraffollamento delle carceri riguardi altre all’Italia anche altri 19 stati membri, non rende la situazione meno drammatica. Dopo Serbia e Grecia, l’italia riveste secondo il rapporto europeo il terzo posto con 147 detenuti ogni 100 posti disponibili.

 

Drammatici anche i dati riguardanti i detenuti in attesa di giudizio: 14.140 unità  su un totale di 67.104 carcerati, che corrisponde al 21,1%. L’Italia sale invece al secondo posto, alle spalle della Spagna, in termini di numero di detenuti con pene definitive per reati connessi alla droga: 14.868 su 37.622, cioè quasi il 40%.

 

Agente Penitenziario. Un Lavoro Ad Alto Rischio

 

Ma il vero problema annoso in tema di carceri italiane riguarda la professione degli agenti penitenziari che sono sottodimensionati rispetto al volume di detenuti che si trovano a gestire; si parla di una guardia carceraria ogni 1,9 detenuti.

 

È la ciliegina sulla torta di una situazione ben oltre il limite della tolleranza” commenta così Donato Capece, segretario generale del Sappe, l’ultimo episodio di violenza ai danno di un agente penitenziario avvenuto nel carcere di Salerno per mano di un detenuto con conclamati problemi psichici. L’agente è stato colpito con estrema violenza dal detenuto, con calci, pugni e graffi e si è resa necessaria una prognosi di 10 giorni.

 

Paradossalmente poi dalla giustizia italiana arrivano anche degli schiaffi morali forti come quello del Tar Toscano che ha respinto il ricorso di 60 agenti di polizia penitenziaria che avevano avanzato allo stato la richiesta di tutela del diritto alla salute e il diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e biologici subiti, per via delle difficili condizioni di lavoro all’interno del carcere di Prato. “Pur riconoscendo la sussistenza della situazione ambientale denunciata dai ricorrenti, ha assolto l’Amministrazione Penitenziaria perché, ha ritenuto preminente l’interesse pubblico su quanto vantato dai poliziotti penitenziari”. Come dire avete ragione, ma non essendoci alternative, dovete sopportare in silenzio.

 

Punire con pene esemplari, anche sotto il profilo disciplinare coloro che commettono atti violenti contro gli agenti per evitare il sorgere di pericolosi effetti emulativi è certamente una delle priorità delle associazioni di categoria che tutelano gli agenti di polizia penitenziaria, ma è in controtendenza rispetto alle decisioni prese a livello normativo come la sottoscrizione del patto di responsabilità che di fatto indebolisce il ruolo degli agenti e il loro potere all’interno delle mura carcerarie.

Con l’insediamento del nuovo governo e del nuovo ministro Cancellieri, si apre uno spiraglio di luce e di speranza.

 

 

Fonte: uglpoliziapenitenziaria / lettera43 / notiziediprato / ilmattino / clandestinoweb

 

Valentina Stipa

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