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Indennità Temporanea Inail Dipendente Pubblico



Indennità Temporanea Inail Dipendente Pubblico
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inail-Il datore di lavoro senza distinzione se pubblico o privato, è obbligato ad assicurare i propri dipendenti contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, compresi i dipendenti che hanno un regime di collaborazione coordinata e continuativa. Questa tendenza si è estesa sempre di più grazie anche alle decisioni giurisprudenziali, che hanno di fatto ampliato questa tutela alla quasi totalità dei lavoratori dipendenti.

 

L’assicurazione viene stipulata tramite l’ente Inail, Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul lavoro, il quale nasce e garantisce per conto dello stato, il dipendente contro infortuni e malattie professionali.

In altre parole, se un dipendente, nell’esercizio delle proprie funzioni e non solo – anche in caso di evento legato all’imprudenza del lavoratore stesso purché non sfoci in un rischio gratuito – si ferisce, questo è tutelato dall’assicurazione Inail.

 

 

Cosa si intende esattamente per infortunio? Secondo quanto stabilito dall’inail, l’infortunio è un “evento occorso al lavoratore per causa violenta in occasione di lavoro e da cui sia derivata una inabilità temporanea che comporti l’astensione dal lavoro per più di tre giorni, una inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, la morte”.

 

 

 

Che cos’è l’Indennità Temporanea Inail

 

 

 

 

Dopo questo breve cappello introduttivo, andiamo a vedere insieme in cosa consiste nel concreto l’assicurazione inail in caso di infortunio.

Quando un dipendente subisce un infortunio si parla di indennità temporanea Inail dipendente pubblico. Con questo termine di indica l’importo che l’ente appena citato eroga a partire dal quarto giorno e fino alla fine del periodo di infortunio al posto del datore di lavoro, il quale copre i primi 3 giorni. In questo modo il lavoratore riceve comunque la sua retribuzione, pur non essendo presente sul posto di lavoro.

 

 

L’indennità temporanea inail dipendente pubblico viene erogata per tutti i giorni compresi i festivi e può essere anticipata al dipendente direttamente dal datore di lavoro; inoltre precisiamo che si tratta di un importo che non può essere cumulabile con la malattia, maternità, cassa integrazione guadagni.

Nel caso peggiore di indennità temporanea inail dipendente pubblico, che ha come conseguenza la morte del lavoratore, la liquidazione verrà erogata agli eredi, in relazione al grado di parentela con il defunto.

In termini numerici l’indennità temporanea INAIL, dal quarto fino al novantesimo giorno ha un importo pari al 60% della retribuzione media giornaliera; dal novantunesimo giorno fino alla fine del periodo di infortunio, questa percentuale scende al 75%.

Anche per il datore di lavoro, in capo al quale c’è la liquidazione dei primi 3 giorni di infortunio, la percentuale da erogare non è sempre la stessa. Il giorno dell’accaduto, il datore di lavoro deve erogare il 100% della retribuzione, mentre per i giorni rimanenti solo il 60%, fatta eccezione per eventuali particolarità contrattuali previste nel CCNL di appartenenza.

 

 

 

Quando si parla di indennità temporanea inail pubblico impiego, non si può non affrontare il tema del danno biologico. Fino all’estate del 2000,  in realtà, si parlava di  l’indennità per danno permanente. Oggi invece con danno biologico si intende una lesione di carattere psichico o fisico, sottoposta a valutazione del medico legale. In questo caso, a differenza di quanto avviene per l’indennità temporanea Inail pubblico impiego, l’erogazione della liquidazione non va di pari passo con la retribuzione mensile e si basa invece su due parametri differenti:

 

-          Se la menomazione rientra tra il 6 e il 16% l’erogazione sarà in termini di capitale;

 

 

-          Se la menomazione invece supera il 16% si parla di rendita.

 

 

 

 

I Dipendenti Pubblici Hanno Diritto?

 

 

 

Anche nel caso di infortunio per un dipendente pubblico si parla di indennità temporanea inail e si prevede anche il diritto alla conservazione del posto di lavoro fino a un massimo di 36 mesi sia nel caso di infortunio che anche nel caso di malattia riconosciuta come dipendente da causa di servizio.

 

 

 

Per il periodo di assenza per infortunio, al dipendente pubblico spetta l’intero stipendio comprensivo del trattamento accessorio come determinato nelle tabelle allegate ai contratti collettivi nazionali.

Ciò significa che di fatto, il dipendente pubblico non ha diritto all’indennità temporanea inail, in quanto percepisce l’intera retribuzione.

 

 

 

Cosa accade se, passati i 36 mesi per la conservazione del posto di lavoro, il dipendente non sia più idoneo per lo svolgimento della sua mansione, ma sia comunque idoneo per essere reintegrato nell’ambito lavorativo? In questo caso l‘amministrazione pubblica, compatibilmente con la sua struttura interna, può inserirlo in altri contesti, purché con mansioni equivalenti, quindi o nell’ambito della stessa qualifica oppure, con il consenso dell’interessato, anche in mansioni di profilo professionale inferiore.

In questo ultimo caso, il lavoratore percepirà la retribuzione prevista per la nuova qualifica senza alcun adeguamento rispetto a quanto percepito in precedenza.

 

 

 

Esiste poi un obbligo in capo al datore di lavoro di garantire la conservazione del posto per quei lavoratori che al momento dell’assunzione non posseggono alcun tipo di disabilità, ma che l’abbiano acquisita per infortunio o malattia professionale.

 

 

 

 

 

 

Fonte: fpcgil / laleggepertutti

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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