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Infermieri dipendenti pubblici, attenzione alla pronta disponibilità



Infermieri dipendenti pubblici, attenzione alla pronta disponibilità
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infermieri pronta disponibilitàPuò accadere che l’istituto della pronta disponibilità per gli infermieri venga utilizzato come sostitutivo di turno e non integrativo dello stesso? Tale situazione starebbe avvenendo anche in Sicilia: ad affermarlo sono i Collegi Ipasvi della Sicilia, che non esitano a puntare il dito contro le dotazioni organiche in atto, quelle determinate mediante decreto assessoriale del 2010.

 

Pronta disponibilità infermieri, rapido focus

 

Per comprendere queste dichiarazioni, facciamo un rapido focus sul tema della pronta disponibilità relativa al comparto degli infermieri dipendenti pubblici. In primo luogo è necessario affermare che il servizio di pronta disponibilità prevede che il lavoratore sia immediatamente reperibile e che lo stesso sia obbligato a raggiungere la struttura nel tempo previsto con modalità già stabilite in sede di concertazione.
Il servizio di pronta disponibilità può essere svolto soltanto dai dipendenti addetti alle attività operatorie e nelle strutture di emergenza, in numero strettamente necessario a soddisfare le esigenze funzionali dell’unità e, ordinariamente, dal personale della stessa unità operativa. Per eccezionali esigenze di funzionalità della struttura, il servizio di pronta disponibilità può essere svolto anche dal personale tecnico e da operatori appartenenti alla categoria D.

 

Durata, periodicità, indennità

 

Con riferimento a durata e periodicità, il servizio di pronta disponibilità deve essere limitato ai turni notturni ed ai giorni festivi e, nel caso in cui esso cada in giorno festivo, deve spettare al dipendente un riposo compensativo senza riduzione del debito orario settimanale. La durata si assesta sulle 12 ore, ma può variare da un minimo di 4 ore ad un massimo di 24 ore (in tale ultima circostanza solo nei giorni festivi). Di regola non possono essere previste per ciascun dipendente più di sei turni di pronta disponibilità al mese.
Il servizio conferisce all’infermiere dipendente diritto ad una indennità per le dodici ore, e nel caos in cui il turno sia articolato in orari di minore durata, l’indennità deve essere corrisposta proporzionalmente alla sua durata, con una maggiorazione del 10%.

 

La polemica proveniente dalla Sicilia

 

Nel frattempo è polemica in Sicilia, come si affermava in apertura, anche con riferimento all’importante tema della pronta disponibilità infermieri: “Parlano di ottimizzazione delle risorse infermieristiche” e “si ostinano a non riconoscere che i margini di recupero delle risorse sono finiti”. Le parole provengono appunto da una nota, emessa dai Collegi Ipasvi della Sicilia. “Lo dimostra lo sforamento del budget dello straordinario, – prosegue la nota – utilizzato in maniera indiscriminata per eventi non straordinari ma programmati; l’istituto della pronta disponibilità utilizzato come sostitutivo di turno e non integrativo dello stesso; alcune pronte disponibilità partono addirittura dalle ore otto del mattino dei giorni feriali; dal cumulo di ferie residue del personale. Paradossalmente rimane evidente la difficoltà quotidiana degli infermieri, ma anche dei coordinatori e dei dirigenti infermieri, dove presenti, impegnati sui tavoli negoziali in estenuanti contrattazioni per ottenere più infermieri”.  Le dichiarazioni dei Collegi si innestano in ultima istanza su un aspetto sopra il quale non si può transigere,quello dei livelli assistenziali minimi da garantire: risulta infatti necessaria “un’adeguata definizione del fabbisogno di infermieri atto a garantire adeguati ed appropriati livelli assistenziali”, oltre all’auspicio che “la soddisfazione dei bisogni primari e all’igiene personale degli ammalati siano garantiti dal personale di supporto”.

 

Fonti: quotidianosanita.it

 

Marco Brezza

 

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