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Infortuni Dipendenti Pubblici



Infortuni Dipendenti Pubblici
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Fonte: accessclaimssolution.co.uk

Fonte: accessclaimssolution.co.uk

 

Chi lavora, a prescindere dal settore per il quale presta servizio, è possibile che incorra in qualche incidente più o meno grave durante il proprio orario di lavoro. Quando ciò accade si parla di infortunio. In questo articolo ci vogliamo concentrare su tutto ciò che riguarda gli infortuni dipendenti pubblici, quindi per tutti coloro che lavorano nella pubblica amministrazione.
La definizione più opportuna di infortunio è danno imprevedibile dovuto a una causa violenta avvenuto durante l’orario di lavoro o durante il tragitto di andata o ritorno tra il domicilio e la sede presso al quale si presta servizio. Questa ultima ipotesi implica l’assenza di deviazioni o interruzioni rispetto al tragitto più breve d compiere.
Anche per la pubblica amministrazione, l’ente preposto alla gestione e al controllo di tutto ciò che concerne gli infortuni dipendenti pubblici è l’Inail, a cui va fatta tempestiva comunicazione di quanto accaduto da parte del datore di lavoro. Lo stesso deve quindi comunicare all’Inail le condizioni in cui è avvenuto l’infortunio, l’orario e la dinamica e i danni riportati.

 
Gli scenari che si aprono in caso di infortuni dipendenti pubblici dipendono chiaramente dall’entità del danno subito; il dipendente può quindi recarsi al pronto soccorso per farsi refertare oppure dal proprio medico curante o ancora dal medico della propria azienda, qualora esista questa figura all’interno dell’organico.
Una volta che il certificato è stato emesso, deve essere spedito in via telematica, sia al datore di lavoro che all’Inail.

 

 

 

 

Denuncia infortunio sul lavoro pronto soccorso

 

Qual è la prima cosa da fare in caso di infortuni dipendenti pubblici? Il primo passo è quello che obbliga il lavoratore a dare comunicazione immediata al datore di lavoro di quanto accaduto e recarsi subito al pronto soccorso per tutti gli accertamenti necessari.

 

 

Sarà proprio al pronto soccorso infatti che il medico ospedaliero che prenderà in carico il dipendente infortunato, rilascerà il primo certificato. Tale documento dovrà pervenire al datore di lavoro, il quale, una volta ricevuto, dovrà a suo volta esporre denuncia all’ente preposto alla gestione dell’infortunio, cioè l’Inail.

 

 

La trasmissione del certificato all’inail deve avvenire entro 48 ore dall’emissione e in via telematica, tramite un apposito modulo reperibile sul sito dell’ente.
La denuncia da parte del datore di lavoro va effettuata ogni qual volta gli infortuni siano considerati non guaribili entro tre giorni. Nel caso estremo in cui l’infortunio abbia causato la morte del dipendente, o che il pericolo di decesso sia tangibile, la segnalazione all’inail deve arrivare entro 24 ore.

 

 

 

Quanto può durare un infortunio sul lavoro

 

 

Nei casi di infortuni dipendenti pubblici, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 36 mesi.
Le assenze per infortunio non sono soggette al periodo di comporto e non si possono sommare con le assenze per malattia a meno che non lo preveda il contratto di lavoro collettivo nazionale
In caso di infortunio, il dipendente ha diritto alla conservazione del posto di lavoro fino alla completa guarigione, a prescindere dalla durata della pratica. ma questo non significa che non ci siano alcune conseguenze al momento del reintegro.

 

 

Infortunio sul lavoro retribuzione

 

 

 

Nel caso di infortuni dipendenti pubblici, al lavoratore spetta l’intera retribuzione comprensiva del trattamento accessorio come determinato nelle tabelle allegate ai contratti.

 

 

Per i primi 4 giorni di assenza, compreso quello nel quale è avvenuto l’infortunio, la retribuzione è in capo al datore di lavoro e ha un importo pari al 100 %.  Per i successivi 3 giorni, chiamati periodo di carenza, il lavoratore percepirà il 60% della retribuzione.
Dal 5 giorno in avanti, fino alla chiusura dell’infortunio, il lavoratore percepirà la sua retribuzione dall’Inail, suddivisa in questa percentuale:

• al 60% della retribuzione fino al 90° giorno.

 

• al 75% della retribuzione dal 91°giorno e fino alla completa guarigione del lavoratore infortunato.

 

 

 

Dal quinto giorno in poi non si parla più di retribuzione ma di indennizzo, il quale viene liquidato per tutti i giorni, compresi i festivi che cadono nel periodo di astensione dal lavoro.
Precisiamo anche che in caso di infortuni dipendenti pubblici, il lavoratore viene tutelato economicamente dall’INAIL anche per la copertura delle spese per esami diagnostici e terapie riabilitative, se preventivamente prescritte o autorizzate dall’Inail.

 

 

Infortunio sul lavoro controlli

 

 

A differenza di quanto avviene in caso di malattia, per gli infortuni dipendenti pubblici non esiste obbligo di reperibilità in capo al lavoratore; a stabilirlo è il decreto ministeriale n.206 del 18 dicembre 2009, che esonera appunto dall’obbligo di reperibilità per tutte quelle situazioni delle quali sia certa la natura e l’origine dell’assenza; l’infortunio rientra tra queste categorie.
Per gli infortuni sul lavoro l’inail quindi non ha facoltà di eseguire visite fiscali.
Attenzione però, perché il datore di lavoro può comunque richiedere la verifica dello stato di salute del proprio dipendente, rivolgendo la sua richiesta direttamente all’Inps. Tale facoltà è stata sancita dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 15773/2002, nella quale si spiega che il datore di lavoro a sue spese può attivare il servizio a richiesta per l’esecuzione di visite fiscali di controllo a domicilio, non solo sulle assenze dal lavoro per malattia, ma anche nei casi di denuncia di infortunio sul lavoro, per l’intera durata del periodo di prognosi.
La visita di controllo da parte dell’Inail diventa invece obbligatoria per il datore di lavoro prima di poter riprendere regolare servizio. È necessario quindi che si rechi presso gli ambulatori dell’Inail, ottenendo, dopo una visita, il certificato di idoneità che chiude definitivamente l’infortunio.
La completa chiusura della pratica d’infortunio avverrà con l’invio da parte dell’Inail di un questionario che il lavoratore dovrà compilare e restituire, nel quale si chiedono dettagli circa le modalità di svolgimento dell’infortunio.

 

 

Licenziamento dopo infortunio sul lavoro

 

 

 

Come abbiamo già scritto in precedenza il dipendente ha diritto in caso di infortunio alla conservazione del posto per un massimo di 36 mesi.

Cosa accade se al termine di tale periodo il lavoratore non viene riconosciuto abile nella medesima mansione prevista dal suo contratto? In questo caso l’amministrazione può spostare il dipendente in profili professionali diversi ma equivalenti a quello originale oppure, se questo non è possibile, può impiegarlo, con il suo consenso però, in mansioni di qualifica inferiore. Tale cambio di mansione consensuale produrrà chiaramente anche un adeguamento economico in negativo del dipendente.

 

 

Nel caso di superamento del periodo massimo di 36 mesi di assenza senza rientro nella propria mansione si può configurare il licenziamento, appunto, per avvenuto superamento del periodo di assenza dal lavoro.

 

 

Proprio su questo tema è intervenuta la corte di cassazione con la sentenza n.17837/2015, la quale stabilisce che è illegittimo il licenziamento del lavoratore assente per infortunio e che abbia superato il cosiddetto periodo di comporto, qualora la colpa dell’incidente sia da addebitare al datore di lavoro.

 

 

 

 

Fonte: investireoggi / urbanpost /fpcgil / guidafisco

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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