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Archivi per la categoria 'Insegnanti'

gio, ott 19, 2017  Valentina
Enam Rimborso spese mediche insegnanti
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enam-rimborso-spese-medichePer capire come poter attivare la procedura di rimborso delle spese mediche all’Enam, cioè all’ente nazionale di assistenza magistrale, bisogna spendere due parole proprio su questo organo. Si tratta infatti di un ente pubblico a tutti gli effetti, che detiene personalità giuridica e risponde delle proprie azioni al ministero dell’istruzione.

Il suo scopo primario è quello di occuparsi di sussidi, sovvenzioni, borse di studio e assistenza scolastica e sanitaria dei propri iscritti.

 

 

 

E chi sono gli iscritti all’enam? Sono i dipendenti delle scuole elementari e materne statali, senza distinzione di servizio, cioè siano essi in pensione oppure ancora in ruolo. Tanto per dare un’idea numerica di quello di cui stiamo parlando oggi ci sono oltre 320 mila insegnanti in ruolo tra scuole primarie e dell’infanzia, a cui si aggiunge tutta la schiera dei pensionati del settore che conservano il diritto alle prestazioni grazie ai versamenti effettuati quando erano in servizio. Il versamento di cui parliamo è di 150 euro annue in media.

Se sommiamo insegnanti in servizio, pensionati, vedovi e orfani si parla di mezzo milione di persone.

 

 

Enam modulistica rimborso spese mediche insegnanti.

 

 

 

Precisiamo che enam rimborso spese mediche insegnanti riguarda solo i costi superiori ai 20 euro; a questa regala fanno eccezione tutti i medicinali utilizzati per la cura di malattie croniche, per i quali non viene indicato un limite di prezzo.

 

 

La domanda di richiesta enam rimborso spese mediche insegnanti deve essere compilata solamente in stampatello e presentata o al comitato provinciale o alla sede centrale dell’inps. Il primo caso vale per una spesa complessiva che non superi i 3000 euro. Per gli importi maggiori invece la domanda deve arrivare direttamente alla sede centrale di Trastevere.

 

 

La domanda può essere presentata sia dall’iscritto che anche da alcuni familiari, tra cui i conviventi a carico fiscale, coniuge non legalmente separato, figli purché non siano sposati, genitori, fratelli o sorelle maggiorenni e abili al lavoro, vedovo non risposato a patto che, al momento dl decesso, risultasse a carico dell’iscritto, e gli orfani.

Le spese incluse in questa domanda devono essere state effettuate non prima di un anno dalla data della domanda e devono essere tutte accompagnante dalle fatture del medico curante e intestate all’iscritto o al familiare a carico.

La documentazione deve essere sempre consegnata all’enam in originale. Qualora si voglia invece utilizzare delle copie, queste devono essere autenticate presso il proprio comitato provinciale, il quale verifica gli originali e autorizzerà un autocertificazione nella quale si dichiara appunto l’autenticità dei documenti.

Se la documentazione o parte di essa è avvenuta fuori dai confini italiani, va consegnata nella lingua originale e va accompagnata da una traduzione.

 

 

Oltre alla documentazione attestante la parte medica, la domanda di rimborso spese mediche insegnanti deve essere accompagnata anche da una copia del documento di identità e dell’ultimo cedolino dello stipendio; qualora sia il caso dalle certificazioni che attestino la presenza di un’invalidità o di una malattia grave cronica.

 

 

Rimborso sanitario ENAM e 730

 

 

Il rimborso che l’iscritto ottiene con questa domanda deve poi essere riportato nella denuncia dei redditi in maniera da poter ottenere la detrazione.

 

 

La percentuale di contribuzione per enam rimborso spese mediche insegnanti varia in base alla fascia di appartenenza ISEE del beneficiario della prestazione. Tanto per essere maggiormente esplicativi, sul sito dell’Inps è stata pubblicata una tabella  che indica le fasce in base al reddito Isee

 

 

 

Enam e insegnanti. Un rapporto difficile

 

 

 

Al di là della parte amministrativa e burocratica, gli appartenenti al settore e diretti interessati al tema, cioè gli insegnanti non sembrano essere particolarmente soddisfatti dell’operato enam. La trattenuta infatti, nasceva come un vero e proprio contributo da parte del comparto scuola al fine di garantire servizi e opportunità legate alla professione.  Una specie di assicurazione parallela insomma.

 

 

Con l’esproprio però dell’enam da parte dell’inps, le prestazioni prima garantite sono diminuite in qualità e quantità. Questo almeno è quanto denuncia il settore scuola. Dall’altra parte le istituzione e l’Inps sottolineano con forza come questo cambio di ente non abbia in alcun modo inciso sull’erogazione dei servizi.

 

 

 

Vogliamo infine ricordare a questo proposito che con cadenza annuale, l’enam organizza due bandi di concorso, che riguardano Soggiorni invernali e Soggiorni primaverili presso le case del maestro. I bandi vengono pubblicati sul sito sotto nella parte di Iniziative Welfare, assistenza e mutualità.

All’interno del bando vengono indicate tutte le informazioni sia sulle strutture ospitanti che anche sulle modalità di compilazione della domanda.

 

 

A fronte del cambio enam/inps per poter accedere ai servizi riservati agli iscritti all’ente defunto, una volta entrati nel sito dell’inps, è necessario avere il proprio pin personale, cliccando in alto verso il centro pagina e poi seguire le istruzioni.

Una volta entrati nella sezione corretta, per poter prendere visione delle offerte di assistenza, vi consigliamo di utilizzare il tasto “cerca” posizionato in alto a destra e scrivere “ex enam”. Vi si aprirà in questo modo una pagina con tutte le informazioni sia su enam rimborso spese mediche insegnanti, che su tutte le altre iniziative e bandi previsti.

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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gio, giu 1, 2017  Valentina
Scuola. 52 mila assunzione per la prossima estate
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Fonte: newspedia.it

Fonte: newspedia.it

È il risultato del braccio di ferro tra ministro dell’istruzione e quello dell’economia, i quali all’unisono hanno annunciato che entro settembre ci saranno 15mila cattedre definitive che fino ad oggi sono state coperte da supplenze; a queste si aggiungono anche le 21mila rimaste libere per pensionamenti e 16 già vacanti da prima.

 

 

La suddivisione, per la precisine verrà in questo modo: il 60% saranno nuove assunzioni, il 30 % trasferimenti e il 10 % passaggi di cattedra e di ruolo.

Questo massiccio progetto di assunzioni sarà finanziato da quasi 540 milioni di euro.

 

 

 

 

Scuola. Come avverranno le assunzioni

 

 

 

 

 

Le assunzioni di cui stiamo parlando saranno tutte a tempo indeterminato e verranno scaglionate come segue:

 

• Il 9 giugno 2017 partiranno le assunzioni per le scuole primarie;

 

 

• Il 19 luglio 2017 inizieranno le assunzioni per le scuole d’infanzia;

 

 

• Il 4 Luglio 2017 sarà la volta delle scuole secondarie di primo grado;

 

 

• Il 20 luglio 2017 termineranno le assunzioni per le scuole secondarie di secondo grado.

 

 

 

Alla fine di questo primo step, si parte con le vere e proprie immissioni in ruolo. I pensionamenti hanno certamente giocato un ruolo fondamentale in questa partita, garantendo quasi 21.000 posti.

 

 

 

 

Scuola. Soddisfazione piena di tutte le parti in causa

 

 

 

Come spiega bene Salvo Intravaia sul sito di repubblica, questo risultato è frutto di uno scontro tutt’altro che  facile. “Il Mef conteggiava in meno di 10mila le cattedre da stabilizzare, mentre il Miur ne chiedeva 25mila. Alla fine saranno poco più di 15mila che sommate agli oltre 20mila pensionamenti e ai 16mila posti liberi determinano un contingente di oltre 51mila posti. Ma il grosso sarà al Nord e per le migliaia di docenti meridionali “costretti” ad accettare una cattedra nelle regioni settentrionali attraverso il piano straordinario previsto dalla Buona scuola le speranze di un rapido ritorno a casa si affievoliscono”.

 

 

L’entusiasmo del ministro fedeli alla notizia di questo accordo è stato massimo: “Trasformare ciò che oggi è organico di fatto in organico di diritto significa scegliere di continuare a investire sulla qualità della formazione delle e dei docenti, mettendo al centro gli interessi di studentesse e studenti, famiglie, insegnanti. L’obiettivo adesso è quello di garantire a studentesse e studenti di trovare tutte le docenti e tutti i docenti in cattedra a settembre fin dal primo giorno di scuola”.

 

 

 

 

 

 

Fonte: repubblica / lavoroediritti

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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dom, mag 28, 2017  Valentina
Bonus Scuola. Un altro Flop
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Fonte: vastarredo.it

Fonte: vastarredo.it

Non ebbe molto clamore all’epoca della sua introduzione, forse perché nessun credeva che sarebbe potuto diventare uno strumento efficace. E in effetti è andata proprio così. Stiamo parlando dello school bonus, uno strumento nato con la riforma della Buona Scuola, che consente a chiunque, privato o impresa, di elargire donazioni a scuole di qualunque natura, paritarie o statali.

 

 

A fronte della donazione viene poi riconosciuto un credito di imposta pari al 65%  per le donazioni effettuate nel 2016, che scende al 50% per quelle del 2017. Neanche a dirlo, tirando le somme, si tratta di un completo fallimento. Nei primi sei mesi, le donazioni hanno raggiunto la modica cifra di 58 mila euro; sono state infatti solo 27, di cui 4 imprese e il resto privati cittadini.

 

 

 

 

Bonus Scuola. Le ragioni del fallimento

 

 

 

 

La motivazione principale di questa debacle è da ricercarsi prima di tutto nella mancata pubbicità di questa iniziativa. A differenza di altri aspetti della riforma della buona scuola, il bonus non ha ricevuto la stessa divulgazione mediatica, pertanto l’eco è stato misero.  A questo si aggiunge un altro problema tipicamente italiano: la complessità della parte amministrativa e la ristrettezza dei campi di azione.

 

 

Quindi non solo in pochi conoscono la possibilità di poter fare donazioni in favore della scuola, ma i pochi che lo sanno, si devono scontrare con una modalità molto articolata e possono donare solo per tre aree già definite, cioè ricostruzione di nuove scuole, ristrutturazioni e manutenzione edilizia o aumento dell’occupabilità. Il terzo ambito è tutto da interpretare e la circolare che avrebbe dovuto chiarire questo aspetto non è mai stata fatta.

 

 

Ammesso anche che si conosca la possibilità di poter donare e si decida a quale ambito rivolgere la propria donazione, bisogna sapere che il versamento deve essere fatto alla Tesoreria dello stato, per poi passare nelle mani del ministero delle finanze, poi della ragioneria dello stato, poi ancora al MIUR e infine alla scuola. In questa serie di assaggi, la donazione subisce una decurtazione del 10% che verrà destinato alle scuole più problematiche.

 

 

 

 

Bonus Scuola. Contrasto con Fundraising

 

 

 

 

Proprio per le modalità complesse e in particolare per l’impossibilità di eseguire donazioni dirette alle scuole, è stata richiesta un’interrogazione parlamentare per il Ministro Fedeli, da parte di Anna Ascani, appartenente al Partito Democratico, la quale sostiene che tale impossibilità di donazione diretta si ain contrasto con la disciplina del fundraising, uno strumento che, rispetto al passato ha visto un incremento di utilizzo. Attendiamo a questo punto la risposta del Miur sul tema.

 

 

 

 

 

 

Fonte: quotidiano /scuolainforma

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, apr 18, 2017  Valentina
Scuola. Arriva La Buona Scuola Bis
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Fonte: unita.tv

Fonte: unita.tv

E’ fondamentale dare ai nostri concittadini la sicurezza che il governo mette in pratica, mantiene, sviluppa, le decisioni che hanno caratterizzato l’azione di questi anni”. A dirlo è il premier Gentiloni in seguito all’approvazione definitiva degli 8decreti attuativi della legge 107 passata alla storia come Buona Scuola.
Il contenuto di questo provvedimenti di fatto contribuisce a creare un vero e proprio rinnovamento in tema di istruzione professionale, con lo stanziamento di nuove risorse per il diritto allo studio, l’introduzione dell’educazione della fascia 0-6 anni, per le scuole all’estero e l’inclusione degli studenti disabili.

 

 

 

 

Scuola. Ecco cosa cambia

Vediamo nel dettaglio cosa prevedono questi 8 decreti e cosa cambia in sostanza rispetto a ora.
Iniziamo dalle buone notizie. I comuni riceveranno finalmente i soldi necessari a garantire il servizio degli asili nido. Si tratta di oltre 600 milioni di euro.
Si triplicano anche i fondi per le borse di studio per gli studenti frequentanti gli ultimi due anni delle superiori, destinate all’acquisto di libri di testo, ai mezzi di trasporto e all’accesso a beni e servizi di natura culturale. Gli alunni delle 4 e delle 5 superiori avranno poi l’esonero dalle tasse scolastiche.
Grande contributo in termini di risorse umane arriva anche dall’estero con 50 nuovi insegnanti a cui verrà garantito ‘accesso ai bandi relativi al piano nazionale scuola digitale.
Anche il percorso dei docenti ha subìto un rinnovamento con questi decreti attuativi superando l’attuale articolazione dei cosiddetti due bienni più uno per lasciare il posto a 2+3; anche gli indirizzi aumentano da 6 a 11 e le attività di laboratorio vengono potenziate.
Il nuovo sistema di reclutamento per la classe docente poi permetterà a chi vuole fare l’insegnante di riuscirci in 3 anni, entrando in ruolo; la fase transitoria poi garantirà agli insegnanti di seconda e terza fascia con 3 anni di servizio la stabilizzazione del posto di lavoro.

Molte novità poi riguardano anche gli studenti, con una nuova maturità da affrontare e più spazio alle arti creative. Una parentesi a parte merita la parte di decreto che pur non aumentando il tetto massimo di studenti disabili all’interno delle classi – che rimane fermo nel rapporto 1 a 20 – è stata scremata in modo incisivo la parte burocratica. Inoltre verrà garantita la presenza di insegnanti di sostegno più formati e preparati.

 

 

 

Scuola. Primo sciopero già programmato

Se con l’attuazione di questa Buona Scuola Bis gli animi di una parte degli addetti ai lavori si è calmata, lo stesso non si può dire per gli studenti. È già stato indetto infatti uno sciopero per il prossimo 9 maggio. Ad annunciarlo è stata Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti.

 

 

 

 

Fonte: ansa / news.leonardo
 

 

Valentina Stipa

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gio, apr 6, 2017  Valentina
Scuola. Importante scadenza per il 17 Aprile
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Fonte: investireoggi.it

Fonte: investireoggi.it

I tempi verranno rispettati. Dunque entro il 17 aprile prossimo gli 8 decreti legislativi nell’ambito della Buona Scuola troveranno attuazione.

 

 

A dirlo è il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli, la quale definisce questi atti come “una delle parti più qualificanti della legge toccando temi importanti come la formazione e il reclutamento degli insegnanti, la valutazione degli studenti, il diritto allo studio, la maggiore attenzione per la cultura umanistica, l’importanza delle scuole all’estero, il sistema di istruzione da zero a sei anni”.

 

 

 

 

Scuola. Rimangono dubbi sul progetto Formazione

 

 

Proprio il tema della formazione dei docenti però è uno di quelli che non soddisfa ancora le associazioni di categoria. L’obbligo della formazione, così come previsto dal comma 124 della legge 107,  è stato ormai digerito dal corpo docente.

 

 

La stessa legge però non specifica alcunché rispetto alle modalità della formazione. In particolare l’Unicobas sottolinea come “la formazione liberamente affidata all’iniziativa dei singoli docenti contribuisce alla crescita dell’ intera comunità professionale e diventa uno stile di lavoro collaborativo. A tal fine è prevista la possibilità di autogestire e autofinanziare gruppi di ricerca, comunità di pratiche e laboratori da parte dei docenti anche in coerenza con quanto la scuola progetta nel proprio piano di formazione”.

 

 

 

 

Scuola. Novità sul fronte pensioni

 

 

 

Anche in tema di pensioni ci sono delle novità, con particolare riguardo alla pensione. Dal primo gennaio 2017 infatti sarà possibile per i dirigenti della scuola, i docenti ed il personale Ata beneficiare dell’accumulo dei contributi versati, così come stabilisce l’ultima legge di bilancio dello stato. Senza alcun tipo di spesa aggiuntiva infatti si potranno accumulare i contributi versati ad altri enti di previdenza.

 

 

Di questa possibilità potranno usufruire coloro che hanno raggiunto 43 anni di contributi se uomini o 42 se si tratta di donne, nel caso della pensione di vecchiaia. Per la pensione anticipata invece servono 66 anni e 7 mesi.

 

 

 

Ma non è tutto così bello come sembra. Rimane infatti a far discutere la questione della buonuscita, la quale, secondo quanto previsto dal comma 196 della legge 79 del 1997 potrà essere pagata tra i 12 e i 15 mesi successivi alla decorrenza della pensione e non alla cessazione del servizio. Uno slittamento quindi anche di anni.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola / blastingnews

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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