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Insegnanti scuola pubblica: il rinnovo del contratto tra presente e futuro



Insegnanti scuola pubblica: il rinnovo del contratto tra presente e futuro
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Le procedure per il rinnovo del contratto degli insegnanti della scuola pubblica inizieranno tra poco. Lo ha affermato il Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini negli scorsi giorni, in quasi contemporanea con il varo della legge di Stabilità, attraverso la quel il Governo ha posto la prima tessera del grande mosaico della “Buona scuola” per il futuro immediato.

 

Insegnanti scuola

 

Rinnovo contratto insegnanti scuola pubblica

 

Ma andiamo con ordine: il rinnovo del contratto degli insegnanti della scuola pubblica sarà animato proprio attraverso la proposta presente sul documento “La Buona scuola” e che prevede scatti stipendiali solo per il 66% dei docenti: tale rinnovo si innesterà anche su ulteriori aspetti, a partire proprio dall’orario di lavoro. Ricordiamo che i rinnovi contrattuali sono bloccati per tutto il comparto della Pubblica Amministrazione, ma la scuola, ha spiegato il ministro Giannini, “è un capitolo che ha molti aspetti ha una sua autonomia, che prevede una tale rimodulazione di principi e di metodi che non rientra nella normale rivisitazione dei contratti in corso”. Nessun blocco del contratto fino al 2017 come per il resto della Pubblica Amministrazione? All’orizzonte si profilano dubbi, ma per capirne qualcosa di più occorrerà attendere.

 

La situazione degli insegnanti nel 2014

 

Nel frattempo alcune rilevazioni dell’Istat e della Cgil definiscono l’istantanea della situazione dei dipendenti statali in questo 2014 di “spending review”: ogni dipendente pubblico, compreso i docenti ed il personale della Scuola, ha perso, in media, cinquemila euro dal 2010 ad oggi per il mancato rinnovo del contratto nazionale e la perdita, con ogni probabilità, non si arresterà nemmeno nei prossimi anni. Ciò che si è maggiormente ridotto per questa categoria è proprio il potere d’acquisto, logoratosi, dal 2010 ad oggi, in maniera rilevante. Tra gli altri effetti perniciosi direttamente connessi ai contratti (ed al turnover) bloccati si annoverano l’aumento dei precari nella Pubblica amministrazione (saliti a quota 300 mila lavoratori) e l’innalzamento dell’età media della categoria che ha ormai oltrepassato la soglia dei 57 anni. Un’età media onestamente troppo alta, il sintomo di un settore in cui il cambio generazionale stenta purtroppo a decollare: e coloro che sono chiamati a pagare il prezzo più alto di tale situazione sono proprio coloro che dovrebbero entrare nel mercato del lavoro, ovvero i giovani.

 

Legge di stabilità: il piano per la “Buona scuola”

 

Per quello che invece riguarda le novità per la scuola pubblica contenute nella legge di Stabilità varata la scorsa settimana (e da approvarsi entro fine anno), balza agli occhi lo stanziamento (previsto comunque nella “road map” schizzata nel mese di settembre) di 500 milioni di euro (netti) per dare il “la” alla riforma. Il fondo andrà a coprire il pagamento degli stipendi degli insegnanti per gli ultimi 4 mesi del 2015. All’interno del pacchetto di misure relative alla scuola va poi sottolineata l’eliminazione dei commissari esterni per l’esame di maturità: a partire da quest’anno gli esami saranno presieduti da 6 professori interni con il presidente di commissione a fungere da unico commissario esterno (come accadeva negli esami di maturità post-riforma dal 2001 al 2006).

 

Fonte: Il Sole 24 Ore, orizzontescuola.it

 

Marco Brezza

 

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