Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi per la categoria 'Insegnanti di Sostegno'

mer, mar 20, 2013  Roberta Buscherini
Ferie supplenti: Troppe Questioni in Ballo. Prossima riunione lunedì 25 marzo.
Vota Questo Articolo

Ferie supplenti: Niente di preciso ancora sulle possibilità del personale supplente della scuola di usufruire le ferie. Lunedì prossimo è prevista una riunione tra i sindacati e i rappresentanti del MIUR per decidere sulla nuova normativa.

 

I sindacati, al riguardo, richiedono l’applicazione delle nuove norme previste dalla Spending review, dal prossimo anno scolastico mentre il MIUR nega.

 

Ferie Supplenti: Cosa dice la Legge di Stabilità?

 

ferie supplenti-          I docenti, supplenti compresi, hanno diritto ad usare le ferie nei giorni di sospensione delle lezioni determinati nei calendari scolastici regionali. Durante il resto dell’anno scolastico, l’uso di ferie supplenti è limitata ad un periodo non superiore a 6 giorni lavorativi e sempre che sia possibile la sostituzione del docente in questione.

 

-          All’articolo 5, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Il presente comma non si applica al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie”.

 

-          Le regole appena viste non possono essere modificate dai contratti collettivi nazionali di lavoro. “Le clausole contrattuali contrastanti sono disapplicate dal 1º settembre 2013.”

 

I sindacati denunciano che il ministero ha accettato le due prime regole ma non la terza e, se lunedì prossimo non si troverà un accordo, probabilmente avvieranno un contenzioso.

 

Ferie Supplenti: giorni non goduti

 

Riguardo all’argomento delle ferie supplenti il Ministero ha emanato una clausola all’inizio di febbraio che prevede che il pagamento delle ferie supplenti non godute spetta soltanto ai docenti che non abbiano avuto la possibilità di usufruirle durante i periodi di sospensione delle lezioni.

 

I sindacati considerano che si tratta di una disposizione illegale perché, secondo la Gilda degli Insegnanti, “ come prevede la legge 228/2012, le clausole del contratto nazionale che dispongono la monetizzazione delle ferie non godute nei mesi estivi saranno disapplicate soltanto a partire dal primo settembre 2013”.

 

In questo senso, la gilda esige al ministero un passo indietro e ricorda che per il momento non è possibile costringere il personale supplente ad usare le ferie quando le scuole sono chiuse.

 

Anche questa questione dovrà essere discussa lunedì prossimo.

 

Fonti: Orizzontescuola.it /Gilda degli Insegnanti

 

Roberta Buscherini

 

Per visualizzare o scaricare online il tuo cedolino, segue questo link: Stipendi Pa – Noipa

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, mar 14, 2013  Roberta Buscherini
Bisogni Educativi Speciali: Guida per l’Insegnamento agli alunni BES
3.7 (74%) 10 Vota Questo Articolo

Il MIUR ha emanato recentemente una nuova circolare, C M n. 8 del 6/3/2013, con alcuni chiarimenti riguardo la Direttiva sui Bisogni Educativi Speciali, BES, del 27 dicembre 2012.

Prima di analizzare insieme questi chiarimenti, vediamo di precisare quali sono i casi di BES.

 

 

 

Cosa sono i Bisogni Educativi Speciali?

 

 

I BES sono le necessità di tutti quelli alunni che presentano delle particolarità che impediscono il loro normale apprendimento e richiedono interventi individualizzati. Nello specifico, si tratta di alunni con disabilità o con qualche menomazione e che, per tanto, hanno bisogno di competenze e risorse migliori, più efficaci ed speciali.

In ogni caso, avere Bisogni Educativi Speciali non significa per forza avere una disabilità fisica o psicologica, ma anche semplicemente essere in una situazione particolarmente difficile. Per tanto, è doveroso e responsabile rispondere in modo serio e adeguato a questo problema che presentano alunni in tutte le scuole italiane.

bisogni educativi speciali

 

 

 

 

Bisogni Educativi Speciali: Normativa Vigente

 

 

 

 

La normativa vigente in materia di Bisogni Educativi Speciali, è regolata dalla direttiva sui BES del 27 dicembre 2012.

Secondo il documento, i principali motivi per i quali un alunno potrebbe presentare una situazione di Bisogni Educativi Speciali sono: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché́ appartenenti a culture diverse.

In questo modo, e vista la complessità e diversità di problemi specifici, sono individuate tre grandi sotto categorie dentro dei Bisogni Educativi Speciali:

-          Disabilità

-          Disturbi Evolutivi Specifici (disturbi dell’apprendimento, deficit del linguaggio o della coordinazione motoria)

-          Svantaggio socio-economico, linguistico o culturale

Bisogna sottolineare che molti di questi disturbi, soprattutto quelli appartenenti alle due ultime sottocategorie, non hanno una diagnosi e non possono venir certificate ai sensi della legge 104 / 92. Per tanto, non hanno diritto alle provvidenze né alle misure previste dalla stessa legge che includono l’insegnante di sostegno.

E quindi necessaria una speciale attenzione da parte dei docenti in quanto sono loro i responsabili di capire le situazioni di Bisogno Educativo Speciale, nelle loro aule, e di studiare il modo migliore di affrontarle.

 

 

Strategia per l’apprendimento degli alunni BES

 

 

Gli alunni con Bisogni Educativi Speciali hanno bisogno di un percorso personalizzato  ed individuale che serva come strumento di lavoro tanto per i docenti come per i genitori. I docenti, per disegnare questi percorsi per gli studenti con Bisogni Educativi Speciali, possono avvalersi degli strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della Legge 170/2010 (DM 5669/2011), meglio descritte nelle allegate Linee guida.

La direttiva ministeriale avverte inoltre sull’importanza di non lasciare indietro nessuno nell’affrontare l’insegnamento dei bambini con Bisogni Educativi Speciali. Si tratta quindi di una didatti inclusiva più che di una didattica speciale.

I docenti hanno a disposizione diversi corsi di formazione per affrontare al meglio le situazioni di BES nelle loro classi. Ad esempio, dall’anno scolastico 2011/2012 sono stati attivati 35 corsi/master in “Didattica e psicopedagogia dei disturbi specifici di apprendimento” in tutto il territorio nazionale. Inoltre, da quest’anno è prevista la costituzione di una rete delle facoltà/dipartimenti di scienze della formazione per migliorare l’offerta formativa in materia di Bisogni Educativi Speciali e disabilità.

 

 

Bisogni Educativi Speciali: La Circolare spiegativa

 

 

La Circolare spiegativa emanata recentemente dal Ministero insiste soprattutto nella necessità di creare un progetto educativo didattico guida per tutti gli alunni con Bisogni educativi speciali, sia quale sia il loro svantaggio. Su questa base poi, bisogna studiare ogni caso particolare se è necessar

bisogni educativi speciali

 

 

 

 

Inoltre, la nuova circolare fa alcune precisazioni sulle misure compensative e dispensative da prendere e sulle valutazioni.

 

bisogni educativi speciali

 

 

 

 

 

Per concludere, la nuova circolare sui Bisogni Educativi Speciali fa riferimento alle nuove classi di BES come sono gli alunni con difficoltà causa problemi economici o culturali. In questo caso, secondo la normativa, è necessario coinvolgere gli operatori dei servizi sociali e fare le valutazioni psicopedagogiche necessarie. “Per questi alunni, e in particolare per coloro che sperimentano difficoltà derivanti dalla non conoscenza della lingua italiana – per esempio alunni di origine straniera di recente immigrazione e, in specie, coloro che sono entrati nel nostro sistema scolastico nell’ultimo anno – è parimenti possibile attivare percorsi individualizzati e personalizzati, oltre che adottare strumenti compensativi e misure dispensative (ad esempio la dispensa dalla lettura ad alta voce e le attività ove la lettura è valutata, la scrittura veloce sotto dettatura, ecc.), con le stesse modalità sopra indicate”.

 

Cosa devono fare le singole scuole in caso di Bisogni Educativi Speciali

 

 

Sempre con l’obiettivo di evitare l’ esclusione o l’ emarginazione di alunni con Bisogni Educativi Speciali, la circolare del ministero fornisce alcuni consigli e strategie per le singole scuole:

-          Rilevazione dei BES presenti nella scuola

-          Raccolta di informazione sugli interventi formativi tra scuole o in rapporto con il MIUR

-          Confronto sui casi e consulenza tra i colleghi

-          Valutazione del livello d’ inclusione della scuola

-          Raccolta delle proposte fornite dal Gruppo di lavoro e di studio d’Istituto (GLHI), per gli alunni con problemi inclusi nella legge 104 / 92

-          Elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’Inclusione riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico (entro il mese di Giugno).

 

In questo senso bisogna sottolineare l’importanza che la circolare offre al gruppo di lavoro GLHI, troppo spesso ignorate da molte scuole, in quanto gli attribuisce i compiti inclusivi anche per tutti gli altri casi di BES (denominandolo ora GLI, gruppo di lavoro per l’inclusione).

 

Per accedere al documento segue questo link: C M n. 8 del 6/3/2013

 

Fonte: MIUR / Edscuola

 

Roberta Buscherini

 

Come scaricare online il proprio cedolino? Tutte le risposte qui: Stipendi Pa – Stipendio Pubblica Amministrazione

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
sab, ott 13, 2012  Roberta Buscherini
Scuola Per Adulti: Approvato il Decreto Definitivo
Vota Questo Articolo

Scuola per adulti

scuola per adultiSecondo recenti dati Istat nel 2050 la popolazione italiana sarà composta per il 34,4 % da over 65 mentre la presenza di stranieri raggiungerà il 20%. Questi importanti cambiamenti demografici non possono non incidere sulle riforme anche in tema di scuola per adulti, in particolare per ciò che riguarda i centri di istruzione per gli adulti. Va tenuto conto infatti che ad oggi oltre 28 milioni di cittadini adulti sono in possesso, al massimo, di un titolo di studio conclusivo del primo ciclo e oltre l’80% della popolazione adulta non raggiunge il livello 3, ovvero il livello necessario per garantire il pieno inserimento nella società della conoscenza . A questi dati va aggiunto anche un altro elemento fondamentale anche per il nostro cammino in Europa, ovvero la scarsissima mobilità sociale.

 

 

Scuola per adulti: nuova organizzazione

 

È proprio nell’ottica di superare questo grande gap formativo che il consiglio dei Ministri ha approvato pochi giorni fa un decreto per la ridefinizione dell’organizzazione didattica dei Centri d’istruzione per gli adulti, scuola per adulti, compresi i corsi serali. Fino ad oggi l’organizzazione dei corsi per adulti rende difficoltosa la frequentazione degli stessi a causa delle sua rigidità in termini ad esempio di orari, riproponendo lo stesso modello di istruzione previsto per i ragazzi sotto i 18 anni e non tenendo conto delle capacità acquisite in ambito professionale e privato che rendono questa categoria di persone molto diversa per esigenze, conoscenze e attitudini a quella degli under 18.

 

 

Riforma Scuola per Adulti: punti forti

 

I punti focali di questa riforma, della scuola per adulti, possono essere sintetizzati in 3 punti:

 

1. Si abbandona l’organizzazione per classi e si acquisisce quella su livelli di scuola per adulti, dove il primo è quello della licenza media, mentre il secondo riguarda un diploma tecnico, di istruzione professionale o di liceo artistico.

2. Viene introdotto il Patto Formativo Individuale che, attraverso il riconoscimento dei crediti, inserirà ogni soggetto in un livello preciso con un orario ridotto del 30% rispetto al classico percorso formativo destinato ai ragazzi sotto i 18 anni.

3. L’iscrizione della scuola per adulti è aperta anche ai giovani di sedici anni che non hanno assolto all’obbligo di istruzione e gli adulti stranieri.

 

La riforma della scuola per adulti è stata pensata proprio nella direzione di fare emergere i cosiddetti “saperi sommersi”, cioè tutti quei valori che arricchiscono il proprio capitale umano e che non si imparano tra i banchi di scuola e che sono dunque meritevoli di essere esaltati e sfruttati per migliorare il nostro paese.

 

 

Fonte: Mainfatti.it

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, set 11, 2012  Roberta Buscherini
Scuola: Instruzioni in Materia di Supplenze al personale docente
3 (60%) 5 Vota Questo Articolo

Il MIUR ha pubblicato la bozza della circolare sulle supplenze al personale docenti, educativo ed ATA per l’a.s. 2012 / 2013. Nonostante ciò, il Ministero deve ancora pubblicare le istruzioni definitive. Per il momento è confermato il rinnovo delle graduatorie di istituto in seguito al dimensionamento delle istituzioni scolastiche con procedura automatizzata, tranne per i docenti inseriti quest’anno nell’area aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento.
Nella nota, il Ministero offre istruzioni e indicazioni operative in materia di attribuzione di supplenze al personale scolastico. Questi sono alcuni dei punti più importanti:

 

1.    Supplenze al personale Docente ed Educativo

 

Riguardo le deleghe compilate dagli aspiranti, il MIUR ricorda che tali atti devono intendersi ugualmente validi sia nella fase di competenza degli Uffici territoriali degli U.S.R che nella successiva fase di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole di riferimento.
In quanto le sanzioni connesse al mancato perfezionamento o risoluzione anticipata del rapporto di lavoro sono previste queste regole:
-    La rinuncia ad una proposta di assunzione o la mancata assunzione di servizio dopo l’accettazione comportano la perdita della possibilità di conseguire supplenze sulla base delle graduatorie ad esaurimento per tale insegnamento.
-    L’abbandono del servizio comporta la perdita della possibilità di conseguire supplenze, sia sulla base della graduatoria ad esaurimento che di quelle di circolo e di istituto per tutte le graduatorie di insegnamento

 

2.    Insegnanti di Sostegno

 

Gli insegnanti di sostegno interessati dovranno inviare la richiesta formale in carta libera indicando nella forma i dati per l’individuazione dell’avvenuto conseguimento del titolo di specializzazione. Tale domanda dovrà essere consegnata o inoltrata con raccomandata A/R entro il 24 settembre.
Per quel che riguarda le graduatorie, la circolare indica che in caso di esaurimento degli elenchi degli insegnanti di sostegno i posti eventualmente residuati sono assegnati dai dirigenti scolastici delle scuole che hanno la necessità.
E’ consentito lasciare una supplenza temporanea per accettare una supplenza sino alla nomina dell’avente titolo, esclusivamente per disponibilità relative a posti di sostegno.

 

3.    Personale Educativo dei Conviti

 

Se non ci sono aspiranti nella graduatoria ad esaurimento del personale educativo in possesso del titolo di specializzazione per la copertura dei relativi posti nei convitti speciali, le disponibilità vengono assegnate contestualmente in base alla graduatoria ad esaurimento consentendo il diritto di opzione agli aspiranti.

 

4.    Priorità di Scelta della Sede Scolastica

 

È possibile soltanto quando il docente interessato faccia parte di un gruppo di aspiranti alla nomina su posti della stessa durata giuridica e della stessa consistenza economica.

 

5.    Conferimento di Ore di Insegnamento  Inferiori a 6 ore

 

Le ore di insegnamento, pari o inferiori a 6 ore settimanali, non fanno parte del piano di disponibilità provinciale da ricoprire in base allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento, ma restano nella competenza dell’istituzione scolastica se viene verificata la disponibilità di tali spezzoni di insegnamento.

 

6.      Per quel che riguarda il personale ATA:

 

Inoltre, il Ministero ha informato della disposizione di una procedura automatica di allineamento tra le precedente la nuova agrafe delle istituzioni scolastiche per una migliora riorganizzazione della rete scolastica. Con la nuova procedura, gli aspiranti già inseriti nelle graduatorie degli istituti soppressi o riorganizzati saranno trasposti in automatico nelle graduatorie delle nuove istituzioni, secondo la rispettiva fascia di appartenenza e secondo il relativo punteggio.

 

Fonte: MIUR / OrizzonteScuola

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, lug 5, 2012  Roberta Buscherini
Precariato Scuola: il NO della Corte di Cassazione
Vota Questo Articolo

  •  No alla conversione dei rapporti, anche se protratti per anni e anni e anche se relativi alla copertura di posti vacanti in organico di diritto;
  •  No al risarcimento del danno, pur previsto dall’art. 36 del D.Lgs. 165/2001, in caso di reiterazione abusiva di contratti a termine;
  •  No, addirittura, agli scatti biennali di stipendio: il precario della scuola deve rimanere sotto pagato per legge.

Queste sono le conclusioni di una recente sentenza della Corte di Cassazione nella quale, in poche parole, si dice no al precariato nella scuola.  Siete rimasti sorpresi? Anch’io.

Un’analisi degli Avv. Sergio Galleano del foro di Milano e Walter Miceli del foro di Palermo, pubblicato da Orizzonte Scuola, può aiutarci a capire: corte cassazione

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest