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gio, ago 2, 2012  Roberta Buscherini
Scuola: Lettera sul caos del concorso per d.s. in Puglia
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Molto interessante il contenuto della lettera che la professoressa Anna Maria Fiore ha inviato al ministro Francesco Profumo e, “per opportuna conoscenza”, anche a Polibio. Altrettanto interessante, anche perché in definitiva si tratta di un’opinione diffusissima, l’interrogativo posto dalla professoressa Fiore al ministro Profumo a conclusione della lettera: “Invece di un concorso per DS ho partecipato ad una lotteria?”.

 

 

Già, potrebbero aver partecipato a una lotteria tutti i candidati, quelli che hanno “superato” le prove e quelli che “non le hanno superate”! Una lotteria a partire, quale che sia stato il numero delle “risposte” azzeccate da ciascuno dei candidati al concorso nel mare in tempesta della prova preselettiva, dai quesiti (un migliaio di quelli diffusi un mese prima sono stati eliminati dal Miur addirittura anche alla vigilia della prova perché “caratterizzati” da errori e da improprietà ingiustificabili) a risposta multipla, una della quali quella giusta, di stampo enigmistico. La lettera della professoressa Fiore è un’ulteriore testimonianza del disordine che ha caratterizzato il concorso-lotteria per l’assunzione di dirigenti scolastici. Un concorso “ricco” di anomalie e di assurdità, che appare svolto col preciso intento di ridurre al “minimo” il numero (chiamiamoli così) degli “idonei” poiché molti posti sono diventati (ma, suvvia, lo si sapeva già da prima del bando sottoscritto dal direttore Generale Luciano Chiavetta) “fantasmi”.

 

 

 

Sulle anomalie che hanno caratterizzato un concorso che andrebbe annullato, Polibio ha pubblicato su ReteScuole i suoi interventi. Non è detto che l’analisi da lui fatta debba essere condivisa da tutti, ma gli elementi sottoposti anche all’attenzione del ministro Profumo derivano da fonti primarie, da testimonianze, dai moltissimi ricorsi ai Tar delle regioni italiane, per finire al caso Lombardia ovvero alle buste trasparenti che hanno portato alla sentenza di nullità della prova scritta. La professoressa Fiore, riferendosi alla Puglia, evidenzia al ministro Profumo, come avrete modo di leggere nella sua lettera, l’esistenza del caos nella commissione pugliese, il “miracolo” del candidato espulso il primo giorno e ritornato il secondo giorno delle prove scritte (e infine ammesso alla prova orale), il fenomeno dei “verbali spariti” e delle dimissioni di commissari e dei segretari delle due commissioni, le correzioni “veloci” degli elaborati della prova scritta, il “fenomeno” del non dover procedere alla revisione degli elaborati stabilita dalla commissione nella seduta del 10 gennaio 2012 in quanto la commissione era modificata a seguito delle dimissione di una dei suoi componenti, il ritardo nell’accesso agli atti e il limite posto all’accesso, sostanzialmente impedito, agli atti (agli scritti) degli altri candidati, gli ammessi alla prova orale.

 

 

 

Questo e altro ancora, con puntualità e precisione, è contenuto nella lettera che la professoressa Anna Maria Fiore ha inviato al ministro Francesco Profumo. Lettera che potete leggere qui di seguito.

 

Polibio su ReteScuole

 

 

 

———————————-

Chiarissimo ministro Profumo, sono quella docente di Lettere della provincia di Taranto con la quale Lei ha contratto un debito, al momento della sua nomina al MIUR, e che ora ha la necessità di dover riscattare il suo credito. Le evito i convenevoli, quelli legati a frasi tipo… riconoscimento del merito, valorizzazione delle eccellenze e l raggiungimento del miglioramento della qualità della scuola: c’è solo un termine per definirli in maniera efficace ed è un termine del volgo, tradurlo in parole eleganti non rende abbastanza. Signor Ministro, per il momento Le chiedo meno di dieci minuti (un ottavo di ora) del suo prezioso tempo, quello che non mi è stato concesso (stenterà anche Lei a crederci), durante il recente concorso per Dirigenti Scolastici, dai suoi dipendenti che hanno liquidato (ritenuto non idonei) me e centinaia di altri concorrenti in una manciata di minuti; in questo caso il termine lo scrivo: VERGOGNOSO!

 

Forse non ero abbastanza preparata? Forse; ma questo non lo sa veramente nessuno perché è impossibile valutare delle prove scritte in meno di cinque minuti, il solo leggerle richiede più tempo. Gioco forza, ho fatto richiesta di accesso agli atti, chiedendo alla commissione pugliese di visionare, oltre ai miei due compiti, anche gli elaborati degli altri concorrenti, risultati idonei per l’orale, giudicati dalla stessa commissione che ha corretto le mie prove.

 
La risposta da parte dell’USR Puglia? Mi convocano il 12 giugno (cioè ben 4 settimane dopo la richiesta di accesso), ma solo per accedere al verbale relativo alla correzione dei miei scritti, in quanto non mi è stato possibile visionare i compiti degli altri docenti. Magnifico: i miei scritti, giudicati gravemente insufficienti per incoerenza e mancanza di pertinenza alla traccia. Ed io che li ritenevo solo noiosi! E quelli degli altri concorrenti giudicati sufficienti? Non si sa! Ci sarà stata uniformità nell’applicazione delle griglie di valutazione? Mah! La commissione? Penso che Lei sia già al corrente del caos della commissione pugliese.

 

1 Altri Uffici scolastici regionali (Lombardia, Molise, Calabria, Marche e Basilicata) hanno concesso e stanno autorizzando la visione di tutti gli atti inerenti la procedura concorsuale; mentre l’Ufficio scolastico della regione Puglia avrebbe operato contravvenendo alle più semplici regole di legittimità e trasparenza e limitando di fatto il diritto e la possibilità dei ricorrenti di organizzare la propria difesa.
 

2 Durante il primo giorno degli scritti nell’aula 4 dell’I. Elena di Savoia di Bari un concorrente veniva espulso dopo essere stato sorpreso a copiare. Lo stesso docente tornava tranquillamente in classe il secondo giorno e, sorpresa delle sorprese, risulta tra gli ammessi agli orali! La vicenda è nota in Puglia e il caso in mano alla Magistratura ma ciò che inquieta maggiormente è che i verbali relativi a questa espulsione siano stati fatti sparire! Nel frattempo diversi componenti delle 2 commissioni (compresi i 2 segretari!) si dimettevano dal loro incarico.
 

3 Nella prima commissione del concorso è presente il prof. Silvano Marseglia, presidente dell’associazione professionale docenti AEDE. Il comma 3 dell’art. 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 dice testualmente: “Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi: la composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali”. Quindi le commissioni regionali per il concorso a dirigente scolastico composte, al loro interno, da commissari che, ad esempio, ricoprano cariche rappresentative in sindacati iscritti all’Aran, violano di fatto l’art. 35 del decreto legislativo n. 165/2001, con pesanti ripercussioni sulla regolarità dell’intera procedura concorsuale.
 

4 Il tempo dedicato alla correzione degli elaborati risulta davvero irrisorio. Parliamo di compiti di circa 8 facciate, letti, giudicati e valutati in media in 10 minuti! Ovviamente questi sono dati certi e basati sugli orari di inizio e fine operazione dei vari verbali di cui allegherò copia. La invito, come prova, a leggere il mio compito giudicato incoerente e decontestualizzato, e –la supplico- non risponda al telefono nel frattempo!
 

5 Nel verbale n. 36 del 28 aprile c’è un passaggio, a mio parere, oscuro che cito testualmente: “…la Commissione, all’unanimità, decide di non dover procedere alla revisione degli elaborati stabilita nella seduta del 10/01/2012 (verbale n. 10) in quanto la Commissione si è modificata a seguito delle dimissioni della prof.ssa Fiorentina De Masi e non sono stati acquisiti nel tempo ulteriori elementi di giudizio che ne giustifichino la revisione.”

 
Che significa? Forse che se ci fosse stata ancora la De Masi avrebbero salvato qualche altro concorrente? E cosa si diceva in questo verbale n. 10 del 10 gennaio? “… Si procede alla lettura e ad una prima valutazione degli elaborati contrassegnati dal n. 13 al 43, perché la Commissione decide all’unanimità che i compiti valutati in data odierna nonché quelli valutati il 9/01 u.s. saranno rivisti in giornate successive allorquando saranno stati acquisiti ulteriori elementi di giudizio in ordine all’andamento complessivo degli elaborati.” Quali sarebbero stati gli elementi di giudizio? E perché questi compiti sarebbero stati messi da parte? Gli elementi di giudizio vanno individuati prima della correzione!

 

 
6 Cito testualmente dal bando di CONCORSO PER ESAMI E TITOLI PER IL RECLUTAMENTO DI DIRIGENTI SCOLASTICI PER LA SCUOLA PRIMARIA, SECONDARIA DI PRIMO GRADO, SECONDARIA DI SECONDO GRADO E PER GLI ISTITUTI EDUCATIVI: Art. 9 Procedura concorsuale 3. periodo obbligatorio di formazione e tirocinio per i candidati utilmente collocati nelle graduatorie generali di merito e dichiarati vincitori nei limiti dei posti messi a concorso (all. 1). Art. 16 Vincitori del concorso I candidati utilmente collocati in graduatoria, in relazione al numero dei posti messi a concorso, sono dichiarati vincitori e sono tenuti ad effettuare il periodo di formazione e tirocinio di cui al successivo all’articolo 17. Art. 17 Durata e struttura del periodo di formazione e tirocinio Il periodo di formazione e tirocinio per i vincitori del concorso ha durata non superiore a quattro mesi e, comunque, non inferiore a tre.

 

Mi chiedo, quindi, come mai nelle varie Regioni sarà possibile immettere in ruolo dal 01 settembre 2012 i suddetti candidati senza che abbiano effettuato alcun tirocinio? C’ è una sanatoria/condono anche per loro? Tanto in Italia succede di tutto…

 


Signor Ministro, Lei per arrivare sino a questo punto, leggendo senza interesse e velocemente, dovrebbe aver impiegato circa 130 secondi (2 min ed una manciata di secondi) e non ha nessuna griglia di valutazione a cui far riferimento per cui può valutare il mio scritto nella maniera a Lei più congeniale, è un suo diritto; la Commissione No: aveva dei paletti e per questa ragione aveva l’obbligo di prestare più attenzione. Come docente, se dovessi trattare i miei alunni così come sono stata trattata io insieme con centinaia di altri colleghi, Lei verrebbe a piedi da Roma per cacciarmi a pedate fuori dalla scuola.

Nelle ultime settimane alcuni parlamentari, di vari schieramenti politici, stanno presentando diverse interrogazioni per chiarire diversi aspetti ambigui di questo concorso. Le vicende sono abbastanza note negli ambienti scolastici, ed ora anche parlamentari, ma non lo sono affatto nell’opinione pubblica. Non possiamo certo tediare gli italiani, già alle prese con Imu e Spread, su quale sia il sistema di reclutamento, “meritocratico, pulito e trasparente”, della classe dirigente del nostro Paese, in particolare dei Dirigenti Scolastici, funzionari dello Stato ai più alti vertici del sistema educativo e culturale dell’Italia.


Signor Ministro, non solo non mi sento tutelata dallo Stato ma mi sento derubata ed anche se la sua promessa di impegno era rivolta a tutti i docenti delle scuole italiane e non a me personalmente Le chiedo di onorare il suo debito nei confronti di tutti quelli che non sono stati valutati, ma IGNORATI dalla commissione pugliese, perché è di questo che sto parlando. Mi rendo conto che è un momento difficile per Lei ed il suo Governo ed il caldo soffocante ci obbliga a diradare gli impegni ma è necessario che Lei scenda in campo per onorare i Suoi DEBITI (promesse) e sono certa che LEI lo farà. La passione per la scuola, il sostegno dato a iniziative connesse con l’autovalutazione di istituto, dall’adesione al progetto Vales al Caf del Miur e la mia esperienza da vicario nell’Istituto dove lavoro mi hanno spinto a presentare la domanda per il concorso da Dirigente Scolastico. Già diversi mesi prima dell’emanazione del concorso ho iniziato oltre che a studiare autonomamente, ad iscrivermi a corsi (on line e in presenza), a master specifici per il ruolo della dirigenza scolastica e a seguire tutte le attività che potevano essermi utile per la mia preparazione.

Con grande gioia e soddisfazione ho appreso di aver superato il famigerato test preselettivo con 97/100. Ora devo concludere che è stata solo fortuna? Tutto frutto del caso? O invece di un concorso per DS ho partecipato ad una lotteria?


Anna Maria Fiore Ginosa (TA)
fiorann@libero.it annamaria.fiore5@istruzione.it (forse è il caso di non usare più l’indirizzo ministeriale!)

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dom, lug 29, 2012  Roberta Buscherini
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Infelicissimo il titolo “Le due Italie? Una studia, l’altra copia” (1). Stride, irride, affatto di buon gusto, è ai limiti della provocazione e dell’insulto, sembra quasi uno slogan leghista-padano!

 

Poi, subito all’esordio, la frase: “…. sparuti ma rumorosi gruppi di oppositori contrari alla valutazione, e impegnato, in modo più sereno e assai meno ideologico, gli studenti italiani ….” mette le mani avanti, suona quasi come una richiesta di “scuse non richieste, ecc.” (“excusatio non petita, accusatio manifesta”), tradisce e manifesta il disagio e la preoccupazione dell’intervistato (o dell’intervistatore, o del gestore del sito) in relazione alle numerose critiche anche recenti rivolte all’Invalsi (2) ÷ (6).

 

Invece di controbattere, di replicare con argomenti nel merito delle critiche stesse, si cerca di passare dalla qualità (delle critiche) alla quantità (degli studenti sottoposti, indotti o costretti ai test), insomma di spostare l’obiettivo, di zumare sui numeri, per giocare in casa, sul proprio campo statistico. E’ pur vero che bisogna comunque tenere in dovuta considerazione le “duecento pagine del volumone”, cioè il Rapporto annuale Invalsi con le Rilevazioni nazionali sugli apprendimenti 2011-12. Ma è anche vero che, dal punto di vista statistico, conterebbe proprio zero il bambino della favola che esclamò: “Ehi, guardate! Il Re è nudo!”. Né è solo una battuta paradossale quella che afferma: “I numeri sono come le persone: torturali abbastanza ed essi ti diranno qualsiasi cosa (Numbers are like people; torture them enough and they’ll tell you anything)”. C’è o ci può essere del vero.

 

Questo comportamento – sfuggire al confronto, mai entrare nel merito, replicare solo con refrain – è atteggiamento ricorrente sia dell’Invalsi stesso che di chi sostiene incondizionatamente il suo operato e i suoi test.

 

Infatti, la frase già citata e virgolettata identifica tout court la valutazione con la somministrazione di quei test ed effettuata in quel modo preciso, cioè come l’unica possibile, punto. Ma non è affatto vero che chi è contrario alla valutazione Invalsi sia contrario alla valutazione. Leggiamo infatti: “Sgombriamo preliminarmente il campo da fuorvianti equivoci: una valutazione rigorosa del sistema scolastico italiano, finalizzata al miglioramento della sua qualità e al potenziamento degli strumenti che consentano l’assolvimento del suo mandato costituzionale, è auspicata, oggi più che mai, non solo dai rappresentanti delle istituzioni italiane e europee, ma da ogni singolo cittadino che abbia a cuore il presente e il futuro del nostro paese, primi fra tutti gli insegnanti” (7).

 

Poi, l’opera dell’Invalsi viene paragonata ora ad una radiografia! In occasioni precedenti era stata paragonata:

a) al metro della sarta (8);

b) al Grand Kilo depositato a Parigi (8);

c) al termometro clinico (9);

d) al colesterolo (10);

e) allo specchio (11);

f) a una fotografia accurata (12).

In altre parole, si cerca un paragone suggestivo, che colpisca e dal quale poi ricavare le conclusioni che si vogliono trarre.

 

Peraltro, anche ammesso valido uno dei paragoni proposti (ad es. termometro o fotografia), rimane il fatto che l’Invalsi si auto-abilita al mono-uso esclusivo delle sue prove, nemmeno lui le usa una seconda volta a mo’ di pura verifica per errori strumentali e procedurali.

 

E che dire delle accuse di cheating rivolte a questa o quella scuola di tale o tal’altra Regione? Sono sentenze inappellabili, indiscutibili, sacre e inverificabili. E perché Invalsi non propone le prove – come fanno in classe alcuni docenti – in 2, 4 o più versioni equivalenti per ridurre il cheating? E indirettamente verificare fra loro le prove stesse?

 

Del resto, il ministro Profumo risulta impegnato in altre iniziative (plico elettronico, porti, smart cities, ticket maramaldi ai fuori-corso, ipotesi di Ministero …. Comprensivo Istruzione e Lavoro – MCIURL) e sembra aver dato carta bianca all’Invalsi. L’Istituto così può operare a briglia sciolta, come meglio crede, utilizzare le risorse e il personale della scuola, estendere le sue prove, proporle per la maturità, e ciò in pratica senza nessun confronto, discussione, tanto meno controllo. Da qui le contestazioni, le resistenze e le critiche, aggirate come detto a priori, con motivazioni ideologiche “buone”.

 

E’ utile, serve davvero un Invalsi che “scopre l’acqua calda” (2) o che “produce risultati analoghi a quelli PISA (che almeno è a campione e quindi molto meno costoso)” (13), che stimola rivalità deleterie tra Nord e Sud, che altera e sconvolge le lezioni e i programmi scolastici, e che costa in termini reali ben più dei costi contabilizzati dell’Istituto stesso? Infatti, ai 5 milioni di euro (14) a carico dell’istituto, bisogna aggiungere una cifra circa 30 volte superiore corrisposta “in natura” dal Miur e dalle scuole (15).

 

E poi, Nord virtuoso e Sud somaro, chi studia e chi copia, il livello medio fra le scuole e le Regioni: perché Invalsi non dice se – secondo lui – il livello medio corrisponde alla sufficienza o no, e a quale valore corrisponde? Nord e Sud potrebbero essere entrambi sufficienti o insufficienti, oppure no? Forse si sta assistendo e incitando a una gara senza un traguardo definito in termini assoluti ma solo relativi.

 

Infine, chi provvede, o chi dovrebbe provvedere, a recuperare le situazioni sotto la media o sotto la sufficienza? Nell’intervista si cita la scuola per intendere il sistema scolastico, ma poi le ambiguità non sono casuali e portano a identificare il sistema scuola con le singole scuole e con i prof. In altre parole, a settembre verrà il Miur con i dati del librone Invalsi e dirà a scuole e prof: “Invalsi ha fatto un ottimo lavoro, con prove scientifiche, oggettive e standardizzate, ha misurato le temperature e fatto fotografie accurate, ora tocca a voi, datevi da fare e provvedete a migliorare! Sbrigatevi, cosa aspettate?”.

 

Vincenzo Pascuzzi

 

—–

 

(1) Le due Italie? Una studia, l’altra copia – Intervista a Roberto Ricci – 27 luglio 2012

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2012/7/27/SCUOLA-Le-due-Italie-Una-studia-l-altra-copia/306409/

(2) Invalsi 2012: la scoperta dell’acqua calda – di Alex Corlazzoli – 24 luglio 2012

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/24/invalsi-2012-la-scoperta-dellacqua-calda/303261/

(3) Lo scopo dei test Invalsi – di Marina Boscaino – 25 luglio 2012

http://www.scuolaoggi.org/valutazioni/lo_scopo_dei_test_invalsi

(4) Invalsi, Sud bocciato per il deficit di legalità – 25 luglio 2012

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=210304&sez=LETTEREALDIRETTORE

(5) Speriamo che non sia tardi – di Francesco Di Lorenzo – 25 luglio 2012

http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=15834

(6) Più valutazione, meno valutazione o diversa valutazione – di Franco De Anna – 25 luglio 2012

http://www.pavonerisorse.it/riforma/valutazione/diversa_valutazione.htm

(7) Sulla valutazione del sistema scolastico italiano – di Anna Angelucci – 3 dicembre 2011

http://www.gildavenezia.it/docs/archivio/2011/dic2011/riflessione-proposta.htm

(8) Sulle prove INVALSI – di Daniela Notarbartolo

http://atuttascuoladuepuntozero.blogspot.com/2011/03/sulle-prove-invalsi.html

(9) La scuola all’esame dei risultati

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-06-25/scuola-esame-risultati-081433.shtml?uuid=Aax5gtiD

(10) Spread immateriale

http://www.vannisavazzi.org/drupal/?q=blog/1

(11) Invalsi: implementare la cultura della valutazione

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=36388

(12) Scuola, i risultati delle prove Invalsi

http://www.istruzione.it/web/ministero/cs200712

(13) Le due Italie? Una studia, l’altra copia – commento di Paola Colla – 27 luglio 2012 – 17.08

http://www.facebook.com/#!/groups/310665262338015/

(14) Ugolini: “L’Invalsi conviene ai genitori”

http://blog.iodonna.it/scuola/2012/05/22/ugolini-linvalsi-conviene-ai-genitori/

(15) Lo Stato “regala” 138.000.000 di euro all’Invalsi?

http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120510174521&query_start=201

 

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mer, lug 25, 2012  Roberta Buscherini
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Se lo scopo ultimo dei test Invalsi è quello di “migliorare e rendere più omogenea la qualità della scuola italiana, elaborando valutazioni oggettive e mettendo a disposizione delle istituzioni e delle singole scuole i risultati. In particolare, nel caso dei singoli istituti, questo meccanismo dà la possibilità di avviare processi di valutazione e autovalutazione, individuando sia gli elementi positivi da conservare, sia quelli negativi sui quali intervenire per risolverli”, come esplicitato dalla nota del Miur che ha accompagnato la presentazione dei dati relativi alle rilevazioni effettuate la scorsa primavera su 2 milioni e 900 mila alunni italiani di 141 mila classi, ben vengano i test Invalsi.

 

foto:maestraleila

Ma c’è un ma: da quando i test italiani ed internazionali denunciano la condizione non brillante della scuola italiana, non risulta un concreto intervento finalizzato a invertire la tendenza, ad appianare le differenze tra zone del Paese, a proporre azioni direttamente ed intenzionalmente mirate alla risoluzione di problemi che, investendo competenze irrinunciabili, coinvolgono il piano della cittadinanza consapevole.

 

Un esempio per tutti: il fallimento della strategia di “Lisbona 2010” per quanto riguarda la scuola ha evidenziato, oltre alla propensione alla dispersione scolastica e al basso livello di diplomati, anche una drammatica incapacità di letto-scrittura per una gran parte degli studenti europei, che nel nostro Paese, peraltro, dal 2000 al 2009 è aumentata.

 

Non starò qui a rievocare dettagliatamente fatti a tutti noti: basti pensare che proprio nel 2009 (in seguito alla legge 133/08) è iniziata l’opera di “razionalizzazione e semplificazione” (leggasi tagli drastici) per concretizzare la quale, cancellando 130mila posti di lavoro tra docenti ed Ata, e risparmiando 8mld di euro, si è provveduto a diminuire del 10% il monte ore totale (attraverso la diminuzione delle ore di lezione), nonché ad aumentare il rapporto alunni-docente: meno scuola (più povera) e classi più numerose (tra i vari provvedimenti nefasti per la scuola) non sono certo le condizioni ottimali per tentare di sanare l’incapacità di leggere correttamente da parte dei 15enni scolarizzati di un Paese.

 

L’operazione, come sappiamo, fu inaugurata e portata avanti senza sbavature da Mariastella Gelmini. Al momento, nonostante le professioni di fede sul valore degli insegnanti e sulla bontà della nostra scuola (che almeno allontanano da noi quel vero e proprio fuoco incrociato di calunnie ed insulti esternati a turno da vari membri del governo Berlusconi sugli insegnanti italiani), non sembra che Profumo abbia intenzione di invertire il trend, almeno sul piano economico: razionalizzazione e semplificazione continuano ad essere le parole d’ordine. Il dimensionamento continua implacabilmente, nonostante persino una sentenza contraria della Consulta. La spending review non ha risparmiato la scuola.

 

La fotografia che ci è stata consegnata dall’Invalsi ripropone uno scenario ormai consolidato nel nostro Paese: a parte un parziale miglioramento di Abruzzo, Basilicata e Puglia, il quadro è quello di un’Italia, anche dal punto di vista degli esiti di una presunta misurazione oggettiva degli apprendimenti in Italiano e Matematica (rimangono immutate tutte le perplessità sull’efficacia delle prove Invalsi) , a due o più marce, che corrispondono puntualmente alle differenti zone socio-economiche del Paese: nord e sud.

 

Non c’è alcuna sorpresa: recentemente l’Istat per l’ennesima volta, ma anche tutta la letteratura di riferimento, hanno confermato l’ovvio rapporto diretto tra condizioni socio-economico-culturali e rendimento scolastico. Negli Stati Uniti lo chiamano “effetto Volvo”: dimmi con che auto i tuoi genitori ti accompagnano a scuola e ti dirò qual è il tuo profitto.

 

Allarghiamo la prospettiva dalla singola scuola al Paese e vedremo come questo principio trovi una puntuale conferma. Il divario tra Nord e Sud si accentua man mano che si procede dalla scuola primaria al biennio della scuola secondaria di II grado, fino ad arrivare ad individuare un gap di ben 26 punti (contro i 9 della primaria) tra studenti del biennio del Nord e quelli del Sud. “In altri termini – sottolinea il rapporto – l’operare del sistema scolastico non sembra in grado di contrastare tali divari, che risultano anzi acuiti col progredire della carriera scolastica degli alunni”.

 

E perché dovrebbe?

 

Quali sono gli investimenti, le strategie, gli interventi concreti che si sono determinati per far fronte a questa situazione che ormai rischia di immobilizzare, attraverso la scuola, destini socio culturali anche su base regionale?

 

Come si è lavorato, ad esempio, sull’educazione alla cittadinanza da una parte e sulla volontà concreta di sradicare in alcune scuole del Sud (a fronte di tante in cui si lavora con impegno e serietà) comportamenti poco virtuosi, che videro la propria espressione più eclatante nella messe esorbitante di 100 e lode con cui venivano licenziati gli studenti?

 

Infine: come si può pensare alla definitiva applicazione del Titolo V della Costituzione in una scuola dello Stato che viaggia a marce diverse, che licenzia individui con competenze estremamente differenti, che incide in modo così disomogeneo sul futuro – di cittadini, di studenti, di lavoratori – di chi la frequenta?

 

di Marina Boscaino – Pavone Risorse -Gilda Venezia-

 

 

 

 

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