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La Buona Scuola E’ Legge



La Buona Scuola E’ Legge
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Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

Con 277 voti a favore e 173 contrari e 4 astenuti, la scuola è diventata Buona Scuola. Un percorso veloce ma non privo di insidie e ostacoli, i quali, è già previsto, avranno ripercussioni anche nei prossimi mesi.

 

 

 

 

La Buona Scuola. Cosa Prevede

 

 

Il principio che sta alla base di questa riforma riguarda  il rafforzamento dell’autonomia scolastica che si traduce in una maggiore libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola. Ogni istituto dovrà garantire l’apertura pomeridiana e la riduzione del numero di alunni e di studenti per classe. Inoltre durante i periodi di sospensione dell’attività didattica, dovranno essere attivate iniziative di carattere educativo, ricreativo, culturale, e sportivo da svolgersi all’interno degli edifici scolastici.

Ogni istituto dovrà stabilire con cadenza triennale la propria offerta formativa a cui corrisponderanno altrettanti adempimenti dell’amministrazione, come gli organici, la mobilità del personale e le assunzioni.

Verranno poi formate, su indicazioni del Miur, delle reti di scuole all’interno delle quali i docenti potranno muoversi coinvolgendo più città.

Ogni docente potrà usufruire di 500 euro annui per la propria formazione che comprende corsi ma anche libri e materiale scolastico. Il decreto della buona scuola poi prevede anche un bonus di 200 milioni di euro che il dirigente scolastico può elargire al docente meritevole, previa motivazioni della sua decisione al consiglio di istituto.

 

 

 

La Buona Scuola. Potere Ai Presidi e Assunzioni, I Punti Critici

 

 

Il dirigente scolastico avrà un potere completo sull’organico e sui docenti, i quali verranno chiamati sulla base degli ambiti a cui si accederà tramite concorsi pubblici o attraverso il Piano straordinario di assunzioni 2015, il quale prevede già le assunzioni degli iscritti nelle Gae e i vincitori idonei del concorso a cattedre del 2012.

 

Il preside avrà poi il potere di  impiegare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purché non siano disponibili sul territorio professori abilitati in quelle classi di concorso e in possesso di  titoli di studio, percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire.

 

I docenti che saranno assunti attraverso il Piano straordinario potranno scegliere se entrare di ruolo sul sostegno oppure sui posti comuni. Dunque anche gli insegnanti abilitati al sostegno non saranno più vincolati a quei singoli posti.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews

 

 

 

Valentina Stipa

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