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La Buona Scuola: le assunzioni insegnanti effettuate fino ad ora



La Buona Scuola: le assunzioni insegnanti effettuate fino ad ora
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Quella appena passata è stata la settimana dell’assunzione di altri 9mila precari della scuola. Il Piano straordinario di assunzioni una delle multiformi facce della Buona Scuola voluta fortemente dal Governo Renzi prosegue senza esitazioni. La lunga notte della fase B ( la penultima e la prima con assegnazione della sede a livello nazionale, che dà la possibilità di firmare un contratto a tempo indeterminato è passata. “Finora – afferma il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini – sono stati assegnati 38mila posti, 10mila in più dello scorso anno”.

 

Buona Scuola

Buona Scuola: riassunto delle assunzioni effettuate

 

Ma ecco un sintentico riassunto della assunzioni di insegnanti effettuate fino ad ora: il Piano è arrivato in questo momento alla terza fase. Nelle prime due (svoltesi prima di Ferragosto) sono state assegnate 29mila cattedre, tutte nelle stesse province in cui si trovavano inclusi i precari delle graduatorie ad esaurimento o nelle regioni in cui gli idonei all’ultimo concorso avevano svolto le prove. La settimana scorsa sono state assegnate 2mila cattedre fuori provincia e altre 7mila fuori dalla regione di appartenza. Tra le assunzioni va menzionata un ampia mole di insegnanti precari siciliani e campani trasferiti in Lombardia e nel Lazio. Ora scatta la fase C (quella definitiva) con 55mila cattedre di Potenziamento che arriveranno nelle scuole tra novembre e dicembre.
Dal Ministero dell’Istruzione fanno sapere che soltanto ci sarà “un numero di docenti costretti a spostamenti lunghi non superiore al 5%” e che “i soggetti costretti a trasferirsi in un’altra regione ammonteranno al massimo al 10/15 per cento del totale. Un dato fisiologico”. Questa la risposta di via Trastevere alle infinite polemiche sulla cosiddetta “deportazione degli insegnanti”.

 

La parola ai sindacati (le polemiche)

 

Ovviamente le polemiche in materia non accennano a finire (con i sindacati in prima fila): Rino Di Meglio della Gilda critica la scarsa trasparenza di tutta l’operazione (“Ci troviamo di fronte a una selezione al buio in cui non vengono resi noti elenchi e punteggi degli assunti”), mentre secondo i rappresentati dell’Anief “la situazione rasenta il paradosso, quando si scopre che una cattedra su cinque non verrà utilizzata per l’immissione in ruolo, ma tornerà utile solo per le supplenze annuali”.

 

Un differente punto di vista in merito

 

Interessante sotto un altro profilo, il punto di vista espresso in merito al meccanismo di assunzioni dalla scrittrice Mariapia Veladiano sul quotidiano Repubblica: nell’analizzare la situazione attuale la scrittrice afferma anche che “un meccanismo di assunzioni più progressivo distribuito in due o tre anni avrebbe (…) evitato il paradosso che i docenti assunti per ultimi, per il potenziamento dell’offerta formativa, si debbano trasferire in misura molto molto minore rispetto ai colleghi con più punteggio che vengono assunti adesso. Ingiustizie forse non gravi ma che si aggiungono a un meccanismo di assegnazione alle province non abbastanza trasparente e al fatto che i neoassunti di questa fase hanno un’età media tale per cui non è sempre così facile partire da un giorno all’altro avendo insieme rispetto per la situazione familiare”. Parole sobrie e misurate che risultano tuttavia più eloquenti di ogni polemica urlata.

 

Fonte: La Repubblica

 

Roberta Buscherini

 

 

 

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