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La Commedia di Dante sotto accusa per contenuto razzista e antisemita



La Commedia di Dante sotto accusa per contenuto razzista e antisemita
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Tutti siamo cresciuti con la Divina Commedia di Dante, infatti è il pilastro della nostra letteratura e in altri paesi ci conoscono anche per l’opera di Dante. Ora però, quest’opera rischia di essere ritirata per essere considerata discriminatoria e offensiva.

L’organizzazione di ricercatori e professionisti Gherush92, ha chiesto l’eliminazione della Divina Commedia dai programmi scolastici perché “presenta contenuti offensivi e discriminatori sia nel lessico che nella sostanza e viene proposta senza che via sia alcun filtro o che vengano fornite considerazioni critiche rispetto all’antisemitismo e al razzismo”, ha dichiarato all’agenzia Adnkronos Valentina Sereni, presidente dell’organizzazione. “Studiando la Divina Commedia – sostiene Gherush92 – i giovani sono costretti, senza filtri e spiegazioni, ad apprezzare un’opera che calunnia il popolo ebraico, imparano a convalidarne il messaggio di condanna antisemita, reiterato ancora oggi nelle messe, nelle omelie, nei sermoni e nelle prediche e costato al popolo ebraico dolori e lutti”.

 

CANTI SOTTO ACCUSA

Ci sono diversi esempi, sempre secondo Gherush92, dell’esaltazione di valori poco ortodossi nel libro. Ad esempio, nel canto XXXIV nel quale ”Giuda – afferma Valentina Sereni – per antonomasia è persona falsa, traditore (da Giuda, nome dell’apostolo che tradì Gesù)”; ”giudeo è termine comune dispregiativo secondo un antico pregiudizio antisemita che indica chi è avido di denaro, usuraio, persona infida, traditore. Il significato negativo di giudeo è esteso a tutto il popolo ebraico. Il Giuda dantesco è la rappresentazione del Giuda dei Vangeli, fonte dell’antisemitismo.

 

CENSURA O CHIARIMENTI?

“La rappresentante dell’organizzazione ha precisato che non si pretende una censura ma il riconoscimento, in modo chiaro, che nella Commedia di Danti sono presenti contenuti “razzisti, islamofobici e antisemiti”. Valentina Sereni considera che “l’arte non può essere al di sopra di qualsiasi giudizio critico perché è fatta di è fatta di forma e di contenuto e anche ammettendo che nella Commedia esistano diversi livelli di interpretazione, simbolico, metaforico, iconografico, estetico, ciò non autorizza a rimuovere il significato testuale dell’opera, il cui contenuto denigratorio è evidente e contribuisce, oggi come ieri – aggiunge Sereni- a diffondere false accuse costate nei secoli milioni e milioni di morti. Persecuzioni, discriminazioni, espulsioni, roghi hanno subito da parte dei cristiani ebrei, omosessuali, mori, popoli infedeli, eretici e pagani, gli stessi che Dante colloca nei gironi dell’inferno e del purgatorio. Questo è razzismo che letture simboliche, metaforiche ed estetiche dell’opera, evidentemente, non rimuovono”.

Valentina Sereni conclude affermando che ad oggi il razzismo “è considerato un crimine ed esistono leggi e convenzioni internazionali che tutelano la diversità culturale e preservano dalla discriminazione, dall’odio o dalla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, e a queste bisogna riferirsi”. Inoltre, ha precisato che il dovere dell’organizzazione è quello di segnalare alle autorità competenti che la Commedia presenta “ contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti”.

 

 

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5 Commenti a “La Commedia di Dante sotto accusa per contenuto razzista e antisemita”

  1. Elisa Pagliani Says:

    Cosa volete che vi dica??? Tutti noi siamo cresciuti con la divina commedia e non siamo andati cosi male, no? Penso che il razzismo si deve eliminare con altre misure, magari commentare giustamente ogni canto della commedia sia una buona idea ma eliminarla del programma scolastico, secondo me, è censura.

  2. scott467 Says:

    Dubito che l’obbiettivo ultimo di questa misura sia quello che dicono, scusatemi ma penso che c’è qualcos’altro.

  3. Lily Says:

    Vergogna a chi vuole togliere la Divina Commedia dalle scuole, non ci sono altre parole. Da fiera classicista amante dell’italiano e della letteratura posso solo dire che chi ha fatto queste accuse la Commedia non la conosce proprio per niente. Un’opera si valuta non solo per contenuto, si deve tener conto del contesto storico in cui è stata creata e letta, quale fosse il suo pubblico all’epoca.
    Smettiamola di fare i perbenisti quando è la società odierna che discrimina, ‘manda al rogo’ e fa del male. Nel 1300 come ora ci sono soprusi, smettiamola di ritenerci i salvatori della cultura e della civiltà quando le peggiori barbarie contro l’uomo -e non solo- sono figlie del ventesimo secolo.
    Se Dante era razzista/omofobo/antisemita allora bisogna proibire dalle scuole D’Annunzio (nazionalista che verrà poi imitato dai fascisti), tutti i tragediografi greci-latini poichè era pensiero comune all’epoca che la donna fosse un essere inferiore, la Bibbia stessa, che invita in più passi all’uccisione. Guardiamoci attorno prima di sparare sentenza senza nemmeno sapere cosa ci passa sotto gli occhi.
    Io continuerò a studiare Dante, e i miei a figli a scuola studieranno Dante, questo poco ma sicuro.
    Distinti saluti

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