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Le Varie Tipologie Di Assegni Di Invalidità Per Dipendenti Pubblici



Le Varie Tipologie Di Assegni Di Invalidità Per Dipendenti Pubblici
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Ha suscitato molto scalpore nelle scorse settimane la notizia proveniente dagli Stati Uniti che stigmatizzava la truffa operata da diversi pompieri scampati alla tragedia dell’11 settembre 2001, i quali usufruivano delle pensioni di invalidità senza averne il requisito: i pompieri avevano denunciato patologie inesistenti in seguito alle operazioni di soccorso durante l’attacco alle Twin Towers, approfittandosene della situazione venuta a crearsi attorno ai legittimi eroi di quel tragico giorno. Questo è accaduto negli Stati Uniti: e in Italia cosa accade nei confini di questa delicata materia? Occorre capire come funziona nel nostro paese la questione degli assegni di invalidità Inpdap per i dipendenti pubblici. Anche al fine di comprendere quante sono le situazioni di improprio abuso che vengono a concretizzarsi in materia.

Fonte: notizie.tiscali.it

Fonte: notizie.tiscali.it

Pensione INPDAP per inabilità a qualsiasi attività lavorativa

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Nel nostro paese esistono varie tipologie di trattamento pensionistico per l’invalidità: una tipologia è rappresentata dalla pensione INPDAP per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa. Essa spetta a quei dipendenti pubblici per i quali sia stata accertata una incapacità totale a svolgere qualsiasi attività lavorativa, a causa di infermità fisiche o mentali che non derivino da cause di servizio. Per richiedere questa pensione è necessario possedere un’anzianità contributiva pari ad almeno cinque anni, dei quali almeno tre siano stati versati nel quinquennio precedente la cessazione dell’attività lavorativa. Il calcolo del trattamento pensionistico si effettua aggiungendo all’anzianità contributiva maturata, la quota di contributi sufficienti a coprire il periodo mancante al raggiungimento dell’età pensionabile, fino a una cifra massima di 40 anni di contributi totali.

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Pensione per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro

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Esiste poi un altro tipo di trattamento: la pensione per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi proficuo lavoro. Essa spetta a quei dipendenti pubblici a cui sia stata accertata una incapacità derivante da infermità fisiche o mentali che impediscano una collocazione lavorativa continuativa e remunerativa. Quest’ultima è evidentemente una tipologia di condizione meno invalidante di quella analizzata in precedenza ed infatti i requisiti contributivi per potervi accedere sono più stringenti: ai fini dell’erogazione bisogna possedere un’anzianità contributiva di almeno 14 anni, 11 mesi e 16 giorni di servizio utile (valido anche se non continuativo).

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Trattamenti pensionistici per inabilità assoluta alle mansioni svolte

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Completando questa rapida panoramica, vanno infine citati i trattamenti pensionistici per inabilità assoluta e permanente alle mansioni svolte. Ai dipendenti statali è data la possibilità di richiedere il prepensionamento nel caso in cui siano colpiti da una invalidità permanente, di tipo fisico o mentale, idonea a vulnerare la capacità di svolgere le mansioni lavorative assegnate. Una volta accertata questa condizione l’amministrazione deve tentare di collocare il lavoratore in un’altra mansione che si trovi sullo stesso livello retributivo. Nel caso in cui non si riesca a ricollocare il lavoratore, lo stesso può essere dispensato dal servizio o messo a riposo. Il conseguente trattamento pensionistico d’invalidità viene pertanto erogato solo se sussistono vari requisiti di tipo contributivo che si differenziano in base alla tipologia di dipendente pubblico idoneo al trattamento: i dipendenti degli enti locali devono contare su contributi almeno pari a 19 anni, 11 mesi e 16 giorni di contribuzione, mentre per quanto riguarda i dipendenti delle amministrazioni statali gli anni di contributi devono ammontare almeno pari a 14 anni, 11 mesi e 16 giorni (prescindendo dall’età anagrafica del dipendente).

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È chiaro come in tempi di Spending Review sia molto importante verificare con attenzione la legittimità dell’attribuzione delle pensioni di invalidità. Situazioni come quella balzata agli onori (negativi) delle cronache negli Stati Uniti esistono purtroppo anche nel Belpaese. Anche se va detto che il settore che più si presta ad abusi è quello dell’invalidità civile, il quale costituisce però una categoria di invalidità molto diversa da quella qui trattata, e che prescinde totalmente da versamenti contributivi di alcun tipo, basandosi soltanto su requisiti di tipo sanitario, anagrafico e di reddito. Con il contributo di medici conniventi capita spesso che i pertugi dell’istituto dell’invalidità civile vengano penetrati in maniera abusiva. Insomma, a fronte di questi insidiosi accadimenti, permane comunque il fatto che l’esistenza dei suddetti istituti (differenti tra loro) debba essere tutelata attraverso anche i seri controlli e la stringente disciplina nell’assegnazione.

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Fonti: Corriere delle Sera, handylex.org

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Marco Brezza            

 

 

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