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Legge 104. Cos’è e come funziona?



Legge 104. Cos’è e come funziona?
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La legge 104 del 5 febbraio 1992, successivamente modificata e integrata nel 2000, nel 2001 e nel più recente 2010 è una normativa che disciplina l’assistenza da parte di un lavoratore dipendente a un proprio familiare portatore di handicap.

 

Per portatore di handicap, secondo quanto stabilito all’art. 3 della legge 104 si identifica “colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che causa difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione” e con una riduzione dell’ autonomia personale “in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità”.

 

Le agevolazioni previste dalla legge 104/92 riguardano in concreto un serie di permessi lavorativi che il dipendente può richiedere e che sono finalizzati alla cura del familiare disabile.

 

legge-104

 

Esistono poi una serie di agevolazioni fiscali stabilite dalla questa legge in merito ad esempio all’acquisto di un auto da parte di un disabile, il quale potrà usufruire, in questo caso di:

-      detrazione fiscale del 19% della spesa sostenuta

-      L’IVA agevolata al 4%

-      L’esenzione dal bollo auto

-      L’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà

Tali benefici però possono essere utilizzati solo una volta ogni 4 anni salvo casi eccezionali previsti dalla stessa legge.

 

Legge 104. Chi può utilizzarla?

 

Tutti i dipendenti con particolare attenzione per quelli pubblici e statali possono usufruire dei permessi previsti dalla legge 104. Prima ancora dei familiari però gli stessi lavoratori disabili possono usufruire di quanto stabilito nella legge, siano essi nel settore pubblico che privato.

 

I benefici possono essere poi estesi ai familiari affini entro il 2^ grado di parentela con possibile estensione al 3^ per casi specifici.

 

Coloro invece che non possono accedere ai benefici della legge 104 sono i lavoratori a domicilio, gli addetti ai lavoro domestici, i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata, i lavoratori autonomi e i lavoratori parasubordinati.

 

Requisiti e Modalità

 

Requisito indispensabile affinché si possa usufruire dei permessi previsti da questa legge  è che la persona disabile non sia in regime di ricovero a tempo pieno.

 

Il lavoratore disabile in base a quanto stabilito dalla legge 104 può usufruire alternativamente dei permessi di tre giorni mensili o di sole ore giornaliere di permesso suddivise  così: due ore al giorno per un orario giornaliero di sei ore; un’ora al giorno per un orario giornaliero inferiore alle sei ore.

 

I parenti invece, come sancito da questa normativa, possono usufruire dei permessi di tre giorni mensili. I genitori che assistono figli di età inferiore ai tre anni in situazione di disabilità grave possono fruire alternativamente del prolungamento del congedo parentale retribuito fino al terzo anno di vita del bambino o nel caso in cui questo sia già stato esaurito, di due ore di permesso giornaliero o di tre giorni di permesso al mese. I giorni di permesso non utilizzati non vanno persi ma si accumulano nel mese successivo.

 

La legge poi prevede la possibilità di poter scegliere la sede di lavoro più vicina alla persona che necessità assistenza.

Con l’integrazione del 2010 alla legge 104 è stato tolto il requisito della convivenza, della continuità e dell’esclusività dell’assistenza.

 

Come Fare Domanda?

 

Coloro che intendono usufruire di questa  legge devono prima di tutto rivolgersi a un medico specialista che rilasci un certificato attestante la presenza dell’inabilità. Successivamente va presentata domanda all’ente INPS.

 

Le domande per usufruire dal 2010 possono pervenire all’INPS solamente in via telematica, attraverso il portale dell’ente previdenziale, nell’apposita sezione e dopo il rilascio del Pin identificativo. Coloro che non siano in grado di accedere autonomamente al servizio telematico, possono rivolgersi al CAAF di zona.

 

La domanda di accesso alla legge 104 scade con l’anno solare e dovrà quindi essere annualmente rinnovata. Nel caso in cui si verifichino cambiamenti prima della scadenza solare, il dipendente è obbligato a comunicarli all’INPS entro 30 giorni.

 

 

Fonte: nursind / coopleali / giacinto

 

Valentina Stipa

 

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8 Commenti a “Legge 104. Cos’è e come funziona?”

  1. valeria Says:

    interessante… ma troppe volte NON sufficiente. Come la mettiamo x gli invalidi ke hanno la possibilità di lavorare, avrebbero diritto ad avere un lavoro garantito, e in realtà le aziende ke avrebbero l’obbligo di assumerli nn lo fanno??? tenete conto anke di queste problematike x favore.. GRAZIE.

  2. grazia distefano Says:

    desidero avere maggiori informazioni,in merito alla legge 104…io usufruisco di questo beneficio ,a favore di mio padre invalido al 100 x cento in situazione grave…ogni volta nell’ arco del mese mi trovo ad avere problemi con la scuola dove lavoro..mi dicono che devo dare spiegazioni x poter usufruire del giorno…io credo sia ingiusto…e poi se è vero che ciò che nn prendo nel mese in corso posso accumularlo nel successivo….e anche nel periodo delle ferie deve essere corrisposto…grazie x l’attenzione…distinti saluti

  3. Maristella Says:

    I giorni della legge 104 non sono cumulabili che io sappia e non passano al mese successivo ma vanno persi se non usufruiti entro il mese.

  4. giovanni Says:

    Il contratto scuola sulla mobilita’, non e’ allineato come tutti i dicasteri, la legge ex 104 nella scuola non vale per i trasferimenti di interprovinciale ma solo per trasferimenti in assegnazione provvisoria,in contrasto con le sentenze della Corte Europea, con circoloari della Funzione Pubblicae Inps, disparita’ di Trattamentoe non tutela l’invalido in toto, vediamo nella prossima tornata del contratto integrativo mobilita’ interprovinciale se rispettano le leggi europee e Italiane.poveri iTALIANI

  5. franco Says:

    Ho mia moglie che ha legge 104, sono dipendente statale e lavoro su turni di 12 ore a giorni alterni. Un mio dirigente si è inventato tempo fa che devo recuperare sei ore ogni volta che prendo il permesso per la 104. Mi ha motivato il tutto con un ordine di servizio, dove dice, che io usufruisco più ore di riposo rispetto ad un’altro dipendente e, questo porta un’aggravio di spesa per l’erario. Ma se io la 104 la prendo a giorni e non a ore, come è possibile questo? Qualche tempo fa a me e ad altri colleghi che usufruiscono anche loro della 104, ci hanno fatto riempire dei moduli dove ci chiedevano di come volevamo usufruire dei suddetti permessi, se a ore oppure a giornata lavorativa. Io ho scelto la tipologia a giorni e non ore, invece mi tocca recuperare ben sei ore ogni volta. Che schifo, non bastano i problemi che uno ha, ci si mette anche l’ufficio.

  6. simona Says:

    io e mio marito abbiamo ciascuno un’attività in proprio: non abbiamo alcuna agevolazione per il nostro bambino gravemente disabile. per le terapie quotidiane, dobbiamo alternativamente chiudere le nostre attività con il rischio che il comune ci faccia la multa perchè non rispettiamo l’orario che ci impone e ovviamente perdiamo clienti… ci hanno anche tolto i trasporti da e per le terapie (che comunque si limitavano alle terapie fatte sul territorio comunale).. in famiglia siamo al collasso… la legislazione come sempre non è equa per tutti…

  7. salvatore Says:

    ho l’impressione che molte persone con la legge 104/92 ne approfittano a danno degli altri colleghi , infatti loro usufruiscono di giorni 36 di permessi retribuiti e di una serie di agevolazioni , oltre alle ferie ed altri benefici normali , il chè mi sembra assurdo e palese , chi controlla se effettivamente durante le giornate assenti al servizio assistono la persona dichiarata oppure fanno tutt’altro , o vanno da un’altra parte per i cavoli suoi ?
    e perchè a chi svolge il suo lavoro non spetta nulla ?
    credo che va rivista questa legge , io proporrei un taglio del 50 % vorrei vedere quanta gente continerebbe a chiederla , ognuno ci si può organizzare nelle faccende personali , con tutto rispetto per le persone che effettivamente hanno i loro seri problemi di salute . grazie

  8. Marco Semprini Says:

    ho consultato l’interessante link alla legge 104 e ho notato alcune inesattezze, tipo che se hai la 104 non paghi ipt. Non è proprio così, quasi ovunque non basta avere la 104 ma le singole province chiedono ulteriori e differenti requisiti, per una corretta informazione e’ bene informarsi presso gli uffici dell’Automobile Club Italia che riscuote la tassa per versarla alle province e conosce quali siano i requisiti esatti d’esenzione.

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