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Legge di Stabilità 2016: gli effetti sui dipendenti del settore sanità



Legge di Stabilità 2016: gli effetti sui dipendenti del settore sanità
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Tempi di tagli ufficiali alla sanità italiana: ma l’azione delle forbici del Governo per rientrare all’interno dei margini (risicati) della manovra 2016 (con la Legge di Stabilità varata da pochi giorni) andrà toccare anche i dipendenti impiegati nel settore? La domanda è d’obbligo. Per dare una risposta occorre capire gli effetti che la manovra provocherà sul comparto.

 

Legge di Stabilità 2016

Legge di Stabilità 2016: cosa accade con la sanità pubblica?

 

La cifra ufficiale era stata annunciata già da diverso tempo: il fondo sanitario per il 2016 sarà dunque di 111 miliardi. Dopo due anni senza incrementi, con lo stanziamento destinato a pagare l’assistenza ai cittadini da parte delle Regioni rimasto intorno a 110 miliardi sia nel 2014 che nel 2015, arriva una crescita inferiore a quanto pattuito in precedenza. Un vero e proprio taglio al fondo rispetto alle programmazioni degli scorsi anni. Per il premier Matteo Renzi è tuttavia una crescita: “Ci sono più soldi in sanità rispetto all’anno scorso”. Non dello stesso avviso i presidenti delle Regioni, che non cascano nel trabocchetto “relativista” di Renzi: questa settimana, ha annunciato il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, i governatori si riuniranno, leggeranno il testo della manovra e diranno la loro. Difficile però che il premier Renzi cambi idea alla luce di tali pareri.

 

Fondo sanitario 2016: come incide sui dipendenti statali del settore?

 

Il rissultato di questa “spending review”? Le Regioni avranno poco denaro in più, con inoltre 800 milioni di fondo vincolati per coprire in nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza che devono essere assicurati su tutto il territorio nazionale). L’unico punto su cui le Regioni possono respirare è quello relativo al rinnovo dei contratti dei lavoratori della sanità, un rinnovo che non andrà a gravare sul fondo: una buona notizia, quindi, anche per i dipendenti impiegati nel settore sanità.

 

Tagli e recupero delle risorse: punti di vista e previsioni

 

I tagli operati tramite la Legge di Stabilità si vanno a sommare con le recenti sforbiciate derivanti dall’approvazione del decreto sugli Enti locali al Senato: 2,3 miliardi “sfoltiti” all’interno del settore sanità. Il ministro della Salute Lorenzin indora la pillola parlando di “risparmi” che verranno dallo stop a visite e analisi considerate inutili e dall’avvio della centrale unica di acquisti. Ma le polemiche non si attenuano: “Sono oltre 2 miliardi da recuperare in pochi mesi – affermano i parlamentari del Movimento 5 Stelle – con la necessità di rinegoziare i contratti in essere che darà vita a contenziosi. Ci aspettiamo quindi inevitabilmente dei tagli ai servizi”.
Come si è potuto chiaramente capire in questi giorni, la stretta riguarderà le prestazioni specialistiche considerate non necessarie. Ulteriori risorse dovranno essere recuperate mediante la rinegoziazione dei contratti di acquisto di beni e servizi e in particolare dei dispositivi medici.
Ma tali risorse recuperate dal comparto sanità saranno reinvestite sul servizio sanitario (come auspicano gli enti regionali) o verranno destinate anche al taglio delle tasse a livello generale e spalmate a beneficio di altri comparti? La risposta definitva per adesso non c’è. Non resta che attendere.

 

Fonte: Sole 24 Ore, Repubblica

 

Roberta Buscherini

 

 

 

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