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L’Esercito Nella Terra Dei Fuochi



L’Esercito Nella Terra Dei Fuochi
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L’Esercito sarà impegnato in Campania, nella cosiddetta Terra dei Fuochi, a salvaguardia e per la sicurezza dei cittadini. Il Governo che ha dato via libera all’invio dei militari in quelle terre ha precisato, attraverso il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, che l’impiego dei militari durerà il tempo necessario a bloccare il fenomeno dei roghi e agirà in maniera sinergica. Il ministro ha spiegato che: “Il punto fondamentale è non far diventare l’esercito la questione principale perché è un supporto alle forze dell’ordine e non deve essere sostitutivo. L’arrivo dei militari non ci deve indurre a rinunciare a un’organizzazione più efficiente e definitiva del sistema di pubblica sicurezza”.

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Il contingente per la Terra dei Fuochi prevede l`impiego di oltre 400 militari a rotazione per poter garantire una vigilanza continua del territorio. In caso di necessità è previsto l’impiego fino a 800 uomini. Il reperimento dei soldati sarà fatto nella brigata bersaglieri Garibaldi e per la sorveglianza notturna saranno usati anche dei piccoli droni appartenenti ai 41esimo reggimento Cordenons di Sora. L’Esercito, dunque, torna in Campania per fronteggiare l ‘emergenza così come avvenne per l’operazione “Strade Pulite”per i cumuli di rifiuti a Napoli.  ”Auspico che al personale impiegato in aree altamente contaminate sia garantita l’adeguata tutela con equipaggiamenti e mezzi idonei a fronteggiare questa ennesima emergenza”: è quanto afferma il maresciallo dell’esercito italiano Gennaro Galantuomo, delegato Co.Ce.R.

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L’Esercito alle prese con il taglio del personale e delle spese

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L’impiego dei militari in queste situazioni di emergenza porta alla luce alla ribalta altri temi per il personale dell’esercito alle prese con il contenimento della Spesa Pubblica da parte del Governo. Il delego Co.Ce.R afferma, infatti, che i “militari che saranno chiamati a fare gli straordinari è da 5 anni ormai che non vedono un euro di aumento a differenza di altre categorie di lavoratori statali”.

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Le parti interessate, quindi, chiedono una maggior tutela, sotto ogni punto di vista, per il personale impegnato in questa operazione. Un momento particolare per tutto il settore soprattutto alla luce della decisione del Consiglio dei Ministri, con l’approvazione di due decreti legislativi attuativi della legge 244 del 2012, che ha deciso il taglio di 27.800 unità delle Forze Armate (20 mila militari e 7.800 civili) portando così a 150 mila unità il totale dei militari in Italia (contro le attuali 170 mila unità). La decisione riguarda anche il numero del personale dirigente con una riduzione dei generali del 30% (dagli attuali 433 a 310) e dei colonnelli che passeranno da 1957 a 1566 unità.

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Patrizia Caroli

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