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Mail al Posto Delle Lettere? Caro Dirigente, Meriti Un Premio!



Mail al Posto Delle Lettere? Caro Dirigente, Meriti Un Premio!
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Se il metro di valutazione europeo  per l’efficienza del settore pubblico venisse misurato in base ai premi elargiti ai funzionari, l’Italia batterebbe tutti. Si parla infatti di 188 mila euro di premi di rendimento per il 99% dei dirigenti di palazzo Chigi che hanno preferito la tecnologia, spedendo mail al posto delle lettere.

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Uno scherzo? Potrebbe essere. Ma nel meraviglioso mondo dell’Italia degli sprechi e priva di meritocrazia, purtroppo è un’amarissima realtà.

 

Niente paura, però. Allo scandalo si rimedia subito con una velocissima revisione degli obiettivi che ad oggi vedono premiati i dirigenti, ci rassicura Alessandra Gasparri, capo dipartimento per l’ufficio del controllo interno, che ci tiene a precisare che “la pianificazione dei bonus sarà collegata in maniera stringente al ciclo di bilancio”.

 

Nessuno le ha chiesto però a cosa era collegata fino ad ora. Domanda lecita in un clima di pressioni fiscali, tagli, economia immobile, disoccupazione galoppante e debito pubblico immenso. Considerato poi il ruolo dei destinatari di questo premio e l’importo dello stesso, non certo da poco, ci si chiede anche come si possa misurare in maniera oggettiva questi miglioramenti e ottimizzazioni.

 

Ma perché porre una domanda, la cui risposta non potrebbe altro che risuonare come lo stridere delle unghie sopra uno specchio? Per sentirsi rispondere che i criteri fino ad ora applicati si basano sulla riorganizzazione della reingegnerizzazione dei processi di lavoro e sul miglioramento delle attività dell’amministrazione nel contesto internazionale o, nel caso delle mail, sul miglioramento dell’organizzazione del lavoro, la riduzione dei tempi di lavorazione e la diminuzione del flusso cartaceo? No, grazie.

 

Sarebbe una presa in giro davvero troppo pesante da sopportare; sarebbe piuttosto opportuno riflettere sul perché mai si deve dire bravi a suon di dollari a chi ottimizza il proprio lavoro di dipendente dei cittadini italiani, sfruttando tecnologia in dotazione da anni e pagata da noi contribuenti. O vogliono forse farci credere che dal loro comodo divano di casa i dirigenti di palazzo Chigi, utilizzino penna e calamaio per mantenere rapporti sociali privati? Sarebbe quasi più credibile vederli affiancati da vecchi messaggeri, chiamati oggi portaborse, pagati, come piccioni viaggiatori, per distribuire qua e là comunicazioni ufficiali.

 

Niente paura però: dai piani alti ci dicono che verranno integrati per il prossimo anno dei criteri oggettivi che premieranno davvero solo quei dirigenti che hanno effettivamente contenuto – non ridotto! – la spesa  pubblica.

 

E allora, cari dirigenti, ampio spazio a sms, videoconferenze, skype e social network per le vostre comunicazioni con i cittadini! E poi, volete davvero ottimizzare servizi e spesa? Girate in bicicletta, vendendo le auto blu, pagate e viaggiate su mezzi pubblici, rinunciate ai privilegi.

 

Certamente non saranno criteri oggettivi per identificare il vostro apporto di miglioramento al settore, ma credetemi, ne guadagnereste in rispetto e dignità verso un popolo che oramai, al di là del colore politico, non vi crede, non vi rispetta, non vi sopporta più.

 

 

Fonte: today / polisblog /tgcom24 / lapulcedivoltaire

 

 

Valentina Stipa

 

 

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