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Riforma delle pensioni: tagli per tutti salvo le pensioni dei dirigenti.



Riforma delle pensioni: tagli per tutti salvo le pensioni dei dirigenti.
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L’emendamento alla spending review presentato dal deputato Pdl Guido Crosetto  e che poneva un tetto di 6.000 euro netti, alle pensioni erogate con il sistema retributivo per i dirigenti, mentre salvava pensioni e vitalizi corrisposti in base al sistema contributivo ha trovato parere contrario da parte del governo.

 

Perché? La spiegazione potrebbe essere nelle parole del sottosegretario all’economia Gianfranco Polillo che commentando l’emendamento ha bacchettato il collega Crosetto per aver smosso “un campo troppo ampio”. Il fatto che proprio lui abbia una pensione che ammonta a 9.541,13 euro netti al mese ovviamente non c’entra nulla.

 

Ma Polillo non è certo l’unico che gode di una pensione d’oro. Facciamo alcuni esempi: ll ministro Anna Maria Cancellieri dal 2009 è titolare di una pensione di 6.688,70 euro netti al mese; il ministro della Difesa, Ammiraglio Giampaolo Di Paola percepisce circa 20mila euro mensili di “pensione provvisoria”. Se poi si vanno a guardare i redditi dichiarati e così impunemente resi pubblici, si capisce che effettivamente il campo è davvero troppo ampio per poter essere preso in considerazione dal governo. Troppi gli interessi della casta nelle loro 100mila pensioni d’oro che ogni anno ci costano qualcosa come 13 miliardi di euro. È molto più ragionevole e a stretto raggio pensare di tagliare i buoni pasto per i dipendenti pubblici. Così si risparmiano ben 10 milioni di euro annui.

 

Poco valore hanno le parole del presidente ANSEB, l’associazione delle società emettitrici buoni pasto aderente a Fipe-Confcommercio, Franco Tumino che ha sottolineato come “ridurre l’importo del buono pasto dei dipendenti pubblici a 5,29 euro, cioè la soglia massima esentasse, significa tornare al valore di acquisto di 15 anni fa e quindi togliere fisicamente il pane dalla bocca a tanti lavoratori senza far risparmiare in maniera significativa lo Stato”.

 

E pensare che il ministro per i rapporti con il parlamento, Piero Giarda, a cui è stato affidato l’ingrato compito di dare motivazione al no dell’esecutivo sull’emendamento per i tagli alle pensioni d’oro ha stoicamente parlato di non poter toccare i diritti acquisiti: “…per quanto concerne le pensioni liquidate con il sistema retributivo, non può non rilevarsi che l’ipotesi di riduzione delle prestazioni fino a un limite massimo, qualora fosse riferita alle pensioni attualmente in argomento, sembrerebbe non tenere conto dei diritti acquisiti in conseguenza del rapporto assicurativo obbligatorio che determina, nel corso della vita lavorativa, il versamento di contributi calcolati su una base imponibile non sottoposta ad alcun massimale, con conseguenti possibili profili di illegittimità costituzionale….”.

 

Il concetto di “diritti acquisiti” per la nostra classe dirigente ha una valenza differente in base alla categoria di applicazione, è evidente. Conta solo nella loro di categoria.

 

 

Ultime Pensioni

Una buona notizia però c’è: il governo ha sì bocciato l’emendamento sul taglio alle pensioni d’oro, ma ha promesso che riprenderà in mano la questione quanto prima. Come dire: fino a quando esce ancora del succo perché spremere i limoni più grossi e maturi? Meglio sfruttare fino all’ultima goccia quelli già spremuti…questo sì che è fare economia e rimettere in piedi un paese in ginocchio! Colpire chi è già tartassato e salvare chi è immune dai tagli, affinché bello paffuto, traghetti i moribondi fuori dalla crisi. La prospettiva che fuori dalla crisi, di questo passo, ci arriveranno con dei limoni marci, al momento, non è stata ancora presa in considerazione.

 

Fonte: Il Fatto quotidiano, ibidem, Daw-blog

 

 

 

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3 Commenti a “Riforma delle pensioni: tagli per tutti salvo le pensioni dei dirigenti.”

  1. Tita Says:

    Che ho fatto di male per essere nata nel 1952??Mi hanno fgaerto alla grande questi bastardi, fossi nata solo nel ’50, sarei gie0 in pensione. Hanno fatto una riforma previdenziale di UNA INGIUSTIZIA TALE per cui auguro tanto male a tutti loro, il male e le sofferenze che hanno causato a noi.Non hanno tenuto conto che, fra quelli della mia ete0 ci sono DISOCCUPATI. Hanno annullato QUOTE e spostate ETA’ VECCHIAIA DI ANNI, da subito, quando manca meno di 1 mese al 2012.Non me ne frega niente dell’Europa dei banchieri e della finanza.MA NON E’ FINITA QUI: O VENGONO TUTTI CON NOI NELLE FOGNE O FACCIAMO LA LOTTA A QUESTA GENTAGLIA CHE SA SOLO DI TECNICA MA NON DI ETICA.

  2. giuliana Says:

    Ci vuole,purtroppo, una rivoluzione. Abbiamo ancora da fare qualche scalino in discesa, ma quando arriveremo in fondo non so cosa succederà. Mi dispiace per i miei figli e i figli di chi fatica dalla mattina alla sera con la sola speranza che domani sarà migliore.

  3. claudio Says:

    Perchè non assumere tanti neodiplomati/neolaureati in discipline economiche, fargli frequentare un corso di formazione/apprendistato sul campo e piazzarli all’Agenzia Entrate a fare da cacciatori di evasori? Cento nuovi assunti per ogni provincia: quanti evasori occorrerebbe stanare per arrivare al punto di pareggio? Anni fs il governo ricordo assunse un centinaio di questi cacciatori: perchè non ripetre l’operazione in grande? basterebbe incrociare dati di banche, ufficio registro, capitanerie di porto, PRA…. Presumo nel giro di qualche anno si azzererebbe il debito pubblico …

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