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Marò. Arbitrato Internazionale, Ultima Spiaggia



Marò. Arbitrato Internazionale, Ultima Spiaggia
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Fonte: internazionale.it

Fonte: internazionale.it

Il governo italiano sta valutando l’ipotesi di ricorrere entro giugno prossimo all’arbitrato internazionale, affinché si decida in via definitiva dove devono essere processati i due marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, prigionieri, è il caso di dirlo, in India da troppi anni ormai.

 

L’applauso non serve. Decisione tardiva, inutile e neanche confermata dal ministro degli esteri Paolo Gentiloni, che si è limitato a liquidare il giornalista con un “non commento, sono indiscrezioni”.

 

Un’ipotesi che non restituirà ai nostri due fucilieri della marina militare la libertà di cui sono stati privati, così come non restituirà loro il tempo non vissuto con i figli e le mogli. Non restituirà neanche dignità allo stato italiano che agli occhi del mondo, non solo Indiano, è ormai alla mercé del fato.

 

 

Arbitrato Per I Marò. A Cosa Serve

 

Questa ipotesi di rivolgersi all’arbitrato internazionale avrebbe in concreto però la conseguenza che il governo indiano di Narendra Modi avrebbe un tempo limitato per dare una risposta e, nel caso in cui non lo faccia, il contenzioso diverrà finalmente e a tutti gli effetti un confronto di carattere internazionale e pubblico.

 

L’ipotesi dell’arbitrato arriva dopo il fallimento della proposta di mediazione diplomatica e dopo mesi e mesi di tentativi di accordo con il governo indiano, tutti sistematicamente finiti in una bolla di sapone.

Se anche venisse percorsa la strada dell’arbitrato, rimane da capire quale arbitrato internazionale verrebbe proposto, poiché ogni tipologia riporta procedure e tempi diversi.

 

Quello classico ad esempio vuole il consenso dell’India e presumibilmente vedrebbe, anche nel lontano caso di risposta affermativa da parte di New Delhi, tempi lunghissimi.

 

Se invece si ricorresse all’arbitrato obbligatorio previsto dalla Convenzione sul Mare e in capo al Tribunale di Amburgo, essendo un ricorso unilaterale, si può procedere in contumacia.

 

 

Marò. Servono Fatti, Non Ipotesi

 

Lo scoop di fatto comunque non esiste. Se anche le indiscrezioni sul ricorso all’arbitrato internazionale venissero confermate, questa soluzione era già stata anticipata dallo stesso governo: “siamo usciti dall’alveo bilaterale per innalzare il contenzioso a livello internazionale: siamo ancora aperti a discutere con gli indiani (…) non abbiamo altra via che ricorrere all’arbitrato internazionale. Non accettiamo un processo indiano di cui non riconosciamo la validità”. Recitava così il ministro della Difesa, Roberta Pinotti proprio durante un’audizione in Senato sulla questione dei marò di pochi giorni fa.

 

E quindi, l’India rinvia, per la milionesima volta un’udienza che non avrebbe neanche ragione di esistere e noi tentiamo di darci nuovamente un contegno, tirando fuori dal cilindro, come se fosse la prima volta, sperando nell’effetto sorpresa,  il coinvolgimento del le istituzioni sovrane internazionali.

 

Suona ridicolo perfino scriverlo. Un gioco infantile sulla pelle di due militari, servitori dello stesso stato che oggi, ridicolo e piccolo, non sa fronteggiare una situazione che è passata oltre da tutti i punti di vista.

 

 

 

 

Fonte: ansa / giornaledisicilia / secoloditalia

 

 

 

 

Valentina Stipa

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