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Mare Nostrum. Pericolo Contagio Sempre Più Reale



Mare Nostrum. Pericolo Contagio Sempre Più Reale
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Sembra che l’attenzione data alle forze dell’ordine sia inversamente proporzionale all’attenzione data ai migranti: sempre più attenzione a chi arriva in Italia e sempre meno a chi l’Italia la difende e ne garantisce la sicurezza”. Parole del segretario del sindacato di polizia Consap, Giorgio Innocenti alla luce delle nuove minacce di contagio di malattie infettive che arrivano dal mare. Non si può più chiudere gli occhi infatti su un dato che giorno dopo giorno diventa sempre più allarmante: il numero dei poliziotti impegnati nelle operazioni di accoglienza profughi, all’interno della missione Mare Nostrum contagiati dalla Tbc o risultati positivi al test di Mantoux sta aumentando in maniera preoccupante.

 

rischio contagioI sindacati di polizia hanno poi fatto presente al ministero dell’interno che il problema non riguarda solo i profughi che sbarcano, ma anche quelli che già si trovano  in Italia e che ormai si trovano a vivere in condizioni igieniche precarie e sempre più spesso sovraffollati.

 

Un esempio su tutti quello del cittadino bengalese di 37 anni, residente in provincia di Treviso, che era andato in nosocomio per dei normali controlli ed è stato poi ricoverato a seguito di una serie di biopsie cutanee che hanno dato esito positivo alla lebbra.

Se potessimo utilizzare le risorse destinate all’operazione Mare Nostrum per finanziare missioni nei Paesi d’origine davvero potremmo aiutare i profughi a casa loro” se si pensa che questa operazione umanitaria costa mensilmente dai 6 ai 9 milioni di euro, commenta il governatore del Veneto, Luca Zaia. E in effetti come dargli torto? Lo pensano in molti.

 

 

Contagio Ebola. Come Difendiamo I Nostri Soldati

 

 

Con gli spaventosi numeri degli immigrati che sbarcano ogni giorno lungo le nostre coste, il rischio che il virus dell’ebola arrivi anche da noi è reale, su questo non c’è dubbio.

E a poco valgono le parole di rassicurazione del segretario generale dell’Oms Margaret Chan, secondo cui “l’Ue ha uno standard sanitario, anche sulla prevenzione, molto elevato” e quindi “nell’improbabile caso che il contagio arrivi, l’Europa è pronta”.

Vallo a dire airischio ebola nostri soldati che in prima linea soccorrono profughi proveniente dalle più disparate parti del mondo, compreso Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone, i paesi maggiormente colpiti da questo virus.

 

E infatti pare già che molti poliziotti a Palermo si siano dati per malati, evitando così le attività di accoglienza, identificazione, fotosegnalamento e vigilanza dei migranti arrivati in porto.

Il Consap ha subito smentito che si tratti di una defezione studiata, ma riconduce la percentuale i assenti a quella fisiologica.

 

Rimane comunque preoccupante la situazione generale nella quale la polizia e la marina sono costretti a lavorare, per l’immensa mole di gente che arriva da ogni dove.

 

Tra l’altro la profilassi per la salvaguardia e la tutela dei poliziotti e di tutti coloro che lavorano a stretto contatto con i profughi non solo è insufficiente ma anche ben al di sotto degli standard di altri paesi. Per questo i sindacati di polizia, dalla voce di Alberto Mancini, poliziotto della task force Uri che ha contratto il virus della Tbc chiedono “più controlli per il nostro lavoro che vogliamo continuare a svolgere”.

 

 

 

Fonte: liberoquotidiano / imolaoggi/ quotidianosanita / lastampa

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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