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Marina Militare: Bandiera del Mondo da non Offuscare



Marina Militare: Bandiera del Mondo da non Offuscare
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“La qualità delle forze armate va sostenuta e lo stiamo facendo con l’addestramento degli anni precedenti. Se non potremo continuare questo trend noi decadremo di qualità e questo ci porterà fuori dalle missioni internazionali, da qualunque contesto internazionale ”; questa la sentenza categorica del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli in tema di spending review.

 

Fonte: Difesanews

Il fondamentale ruolo della Marina Italiana in contesti internazionale nell’ultimo ventennio impone una serie di riflessioni a fronte dei tagli e dei rischi ad essi connessi; va precisato infatti che “un disimpegno italiano dalle missioni internazionali non colpirebbe solo lo status del paese, ma danneggerebbe in modo significativo, e difficilmente rimediabile, anche i suoi interessi di sicurezza, strategici ed economici. Un lusso che l’Italia non può e non deve permettersi ”. Non si può infatti ignorare il fatto oggettivo che a fronte di tagli, siano essi economici o in termini di risorse umane o ancora in termini di mezzi e strumenti, si va inevitabilmente incontro ad alcune circostanze che nel medio-lungo periodo potrebbero far mutare il ruolo e la posizione della marina militare in ambito internazionale e anche nazionale. La prima di queste circostanze vedrebbe la rappresentanza dell’Italia, la marina militare, in ambito internazionale offuscata e non più in auge come lo è stata nell’ultimo ventennio.

 

 

Tagli e Marina Militare

 

I tagli previsti dalle istituzioni nell’ottica della spending review infatti tengono conto dei numeri “sulla carta”, mentre nel concreto le unità in essere effettivamente sono sempre minori; questa è un’affermazione facilmente spiegabile: alcuni mezzi ad esempio possono essere in manutenzione, oppure rotti o fuori uso, quindi tecnicamente il numero reale è inferiore. Se si applicano quindi dei tagli tenendo non conto del numero effettivo, si rischia di privare la marina di una serie di strumenti e mezzi fondamentali per il regolare svolgimento della sua attività in ambito nazionale e internazionale. Ma polemiche a parte,  le forze armate avanzano anche proposte costruttive in attesa di un confronto con le istituzioni; in particolare credono che interventi di carattere amministrativo e procedurale potrebbero avere un effetto positivo senza intaccare il contesto finanziario; nello specifico ad esempio la possibilità di ripetere il tirocinio o il corso OBOS sarebbe un passo nella giusta direzione o ancora rendere più snelle le procedurale per il trasferimento da un reparto a un altro, senza intaccare la preparazione specifica.

 

Fonti: IAI.it // EsercitoItalianoBlog.it

 

 

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