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Clamorosa Retromarcia dell’Italia. I Marò Tornano in India.



Clamorosa Retromarcia dell’Italia. I Marò Tornano in India.
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Svolta del tutto inaspettata. un dietrofront improvviso che ha lasciato molti a bocca aperta. Dopo il pugno duro si torna alle carezze. il presidente del Consiglio Mario Monti, insieme al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e al sottosegretario agli Esteri Steffan de Mistura durante una riunione del Cisr (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica) ha deciso che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dovranno tornare in India.

 

Certo la decisione è maturata solo e soltando dopo aver richiesto e ottenuto dalle autorità indiane la garanzia scritta rispetto al trattamento che sarà riservato ai nostri fucilieri di Marina e alla tutela dei loro diritti fondamentali. Tale rassicurazione si traduce in concreto nel fatto che non sarà applicata loro la pena di morte e nel fatto che potranno rimanere all’interno dell’ambasciata italiana. Quindi la presa di posizione di qualche giorno fa sul mancato rientro in India era dettata dalla paura che New Dehli potesse addiruttra decidere arbitrariamente sulla sorte dei nostri connazionali, non essendoci ancora alcuna dichiarazione ufficiale della corte suprema circa il tribunale speciale che dovrà scrivere la parola fine a questa incresciosa vicenda.

 

Certo che quando pochi giorni fa l’Unione Europa, citando la Convezione di Vienna, auspicava che Italia e India arrivassero a una soluzione soddisfacente e coerente con il diritto internazionale e coni l diritto del mare, probabilmente non intendeva questo. Non intendeva che uno dei due paesi coinvolti abbassasse la testa, calpestando dignità e onore nazionali…

 

Le Prime Reazioni Alla Decisione

 

La partenza verso l’India dei nostri marò è prevista entro poche ore; saranno accompaganti dal sottosegretario Steffan de Mistura che ha ricordato come la parola data da un italiano sia sacra. Il presidente napolitano ha invece sottolineato la responsabilità dimostrata dai marò nell’apprendere questa notizia affatto buona per loro.

 

Seppure dall’India arriva la soddisfazione per l’accordo raggiunto, le autorità d’oltreoceano non hanno mancato di ribadire che “le richieste italiane di incontri a livello diplomatico o di esperti non possono essere accettate. L’Italia e’ obbligata a rispettare l’impegno solenne assunto con la Corte Suprema”. Hanno poi fatto sapere anche che se il rientro avverrà a stretto giro

”Non possiamo e non vogliamo dire niente. E’ una cosa troppo grande” questo l’unico commento dei familiari del Maresciallo Latorre. Difficile dare loro torto.

 

Come Siamo Arrivati a Questa Clamorosa Retromarcia?

 

Come primo passo va riconisciuto che questa mossa italiana ha generato senz’altro un risultato, ovvero l’impegno indiano a non applicare la pena di morte ai nostri soldati. Da qui a poterci ritenee soddisfatti la strada è ancora lunghissima.

 

L’italia aveva infatti puntato i piedi trattenendo i marò in patria sulla base del fatto che l’india non avesse giurisdizione sul processo. e adesso? cosa è cambiato? Possono essere state le pressioni sull’ambasciatore italiano? Possono essere stati interessi commeciali poco trasparenti? rimane tutto anocra da capire. Ma la verità, amara, è che siamo un passo indietro rispetto al punto di partenza. E questo non fa bene prima di tutto ai nostri ragazzi, in balia degli umori istituzionali dell’uno e dell’altro paese. Non fa bene neanche all’Italia, alla sua immagine e al peso internazione che sempra sempre meno incisivo.

Proprio su questo vertono le polemiche politiche scatenata dalla decisione del Governo Monti: da destra e da sinistra arrivano parole dure che condannano questa inversione dell’Italia, ingiustificata, senza senso e che riduce sotto i piedi l’orgoglio nazionale agli occhi del mondo.

 

 

fonte: grnet /ansa / ilsussidiario / fanpage

 

Valentina Stipa

 

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