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Archivi per la categoria 'Militari'

lun, giu 12, 2017  Valentina
Militari. L’ultima beffa degli straordinari
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Fonte: pianetacobar.eu

Fonte: pianetacobar.eu

Per ciò che riguarda il comparto sicurezza, stiamo raggiungendo livelli di indicibile vergogna in termini di trattamenti economici. L’ultima novità riguarda gli straordinari. E c’è davvero da divertirsi: le risorse in questi campi sono insufficienti da anni, con particolari picchi negativi in polizia, guardia di finanza, marina militare, aeronautica ed esercito.

 

 

Per questo i militari sono costretti a fare straordinari su straordinari, che puntualmente si sono visti pagare a fine anno, in una sorta di conguaglio a carico dei singoli ministeri di appartenenza.
Le ore di straordinario però sono diventate troppe. Talmente tante che le risorse dei dicasteri non bastano più per pagare tutto quanto dovuto. Ed ecco allora il colpo di genio: invece dei soldi verrà data la possibilità di usufruire del riposo compensativo!

 

 

 

Ore di straordinario in cambio del riposo compensativo

 

 

 

Al di là dell’ironia, questa scelta è ben lontana dall’essere stata partorita da un genio. È un’equazione che non può tornare in alcun modo la si guardi. Ci sono poche risorse. Si fanno straordinari. Non ci sono i soldi per Parare gli straordinari. Si mandano in ferie le risorse. Si chiude il cerchio e si ritorna al problema iniziale: ci sono poche risorse.
“Agli agenti devono ancora essere pagati gli straordinari del giugno 2016, quindi di un anno fa. Sono quelli dei colleghi dei reparti mobili, dei reparti prevenzione crimine, delle squadre mobili, degli uffici stranieri, ovvero quelli che si occupano anche di servizi di ordine pubblico. Quando il monte non è sufficiente lo straordinario non viene pagato. Su può scegliere se fruirlo come riposo, ma così si tolgono uomini alla strada e si crea una carenza di organici che porta, di conseguenza, a dover compensare con altri straordinari. È un cane che si morde la coda”. Grida Gianni Tonelli, segretario generale del Sap (sindacato autonomo di polizia).

 

 

 

 

Militari. Il record negativo della Marina

 

 

 

Premesso che stiamo parlando davvero di un momento nero per tutto il comparto sicurezza, chi vede più scuro degli altri è senza dubbio la marina militare. Come descritto sulle pagine de “il Giornale”, i conti per gli imbarcati sono presto fatti: “alcune navi stanno fuori sei mesi. Dopo questo periodo di navigazione, in cui si lavora 24 ore al giorno si hanno, in media, 20 giorni festivi non fruiti da recuperare, più 200 ore di straordinario a cui si vanno ad aggiungere le 300 ore e le ferie accumulate lo scorso anno non ancora percepite. (…) Solo che i fondi mancano, per cui, a fine anno, si recuperano in soldi non più di una cinquantina di ore e in recupero compensativo non più di 200. L’eccedente viene regalato allo Stato”.
Ora è vero che i militari, per loro natura hanno uno spiccato senso del dovere, ma questo è davvero troppo, al punto quasi da oltrepassare il limite della dignità di un lavoratore.

 

 

 

 

 

Fonte: ilgiornale

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, giu 6, 2017  Valentina
Uranio Impoverito. Un altro passo avanti nella giusta direzione
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Uranio impoverito

Non accadeva dal 1994. la Corte dei conti centrale d’appello ha accolto una causa sull’uranio impoverito, grazie alla tenacia dell’avvocato Angelo Fiore Tartaglia, che da anni si batte su questo fronte.
Questa decisione crea un precedente importante nel diritto, soprattutto per le motivazioni con le quali è stata giustificata dallo stesso organo giuridico: “dalle documentazioni agli atti di causa risultino indizi gravi, precisi e concordanti per una correlazione concausale del servizio svolto dal militare e l’insorgenza della patologia tumorale, l’esposizione all’uranio impoverito quale fattore cancerogeno e eziopatologicamente comportante malattie neoplastiche e sia per le vaccinazioni subìte causa dell’alterazione del sistema immunitario, tali da favorire lo sviluppo cronico di neoplasie a carico del sistema linfopoietico. La tesi probabilistica e della concausalità postula anche che minimamente può incidere sullo sviluppo delle patologie tumorali la durata dell’esposizione ai fattori inquinanti, perché possono bastare minimi contatti per consolidarsi nel corpo e permanervi nel tempo, di sostanze cancerogene”.

 

Uranio Impoverito. INAIL contrario all’iniziativa della commissione

 

 

 

La commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito sta discutendo in parlamento un disegno di legge, con lo scopo di creare un ente terzo autonomo dal ministero della Difesa che possa valutare i rischi cui sono sottoposti i militari e che possa legiferare in tema di tutela previdenziale contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle forze armate.
L’Inail a questo punto diventa protagonista: se infatti il regime esclusivo degli infortuni sul lavoro venisse esteso anche alle forze armate, i militari verrebbero equiparati a tutti gli altri dipendenti pubblici e privati, “snaturando il concetto di privilegio su cui si basa l’intera costruzione del sistema indennitario riservato ai militari, in quanto più favorevole”.

 

 

Il parere negativo dell’Inail è riassunto nelle parole della la dottoressa Fausta di Grazia, che senza mezzi termini sottolinea come “alla proposta in esame non risulta essere stata allegata alcuna tabella che confronti la speciale elargizione o la percentuale dell’invalidità permanente prevista per le vittime del dovere con l’indennizzo del danno biologico che potrebbe concedere l’Inail, o la rendita vitalizia Inail con la pensione privilegiata”.

Uranio impoverito. La commissione tiene duro

 

 

 

Neanche a dirlo la posizione dell’osservatorio militare e del lavoro della IV Commissione d’inchiesta è di tutt’altro avviso, come si deduce dalle parole del responsabile del comparto difesa proprio dell’osservatorio Domenico Leggiero: “è inquietante quanto sta accadendo. Da una parte, finalmente c’è un disegno di legge che tende a risolvere il problema della valutazione domestica, e quindi quello di portare alla luce e verso la verità il problema. Dall’altra troviamo un organismo che sta generando costi altissimi in termini di procedimenti giudiziari accesi. In quanto c’è la negazione assoluta di dare ciò che spetta a questi militari ammalati. Parliamo di indennizzi più volte invece confermati in sede giudiziaria”.
Fonte: meteoweb / ofcs.report

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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mer, ott 29, 2014  Valentina
Diritto Sindacale Militari. Una Gran Bella Rivoluzione
3.7 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

 

La condanna della corte di Strasburgo ai francesi per il divieto di associazione sindacale imposto ai militari riconosciuto come una violazione dell’articolo 11 della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), che tutela la libertà di associazione e riunione inizia ad avere le prime ripercussioni sul mondo in divisa.

 

associazione sindacale militariNon solo perché una volta che la sentenza passerà in giudicato si dovrà fare i conti con una mutazione dell’ordinamento interno dei paesi e, non da meno, della mentalità e dell’ottica con la quale il mondo militare è sempre stato inquadrato.

Ma anche perché si prevedono una serie di interrogativi di ordine pratico che non avranno soluzione facile e immediata.

Ad esempio come si dovrà rendere operativo questo diritto di associazione? E come andrà a interferire con  le attuali associazioni di rappresentanza seppure non sindacale attualmente esistenti? Con quali criteri verranno definitivi gli aventi diritto associativo?

 

Una lunga serie di interrogativi insomma che dovranno sciogliersi nel giro di poco tempo per dare corso a quanto deciso da Strasburgo.

 

 

 

Diritto Sindacale Militare. I Primi Passi

 

 

 

La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha chiaramente aperto le porte a molte associazioni sindacali segrete che da anni operano senza alcun riconoscimento ufficiale.

È il caso del Sindacato Unitario delle Guardie Civili spagnole (SUGC), già esistente in segreto negli anni Ottanta come antenato alla costituzione del AUGC nel 1994 e che oggi ha richiesto di essere ufficialmente riconosciuto, quindi registrato, come sindacato.

 

In realtà i primi a smuovere il problema in Europa sono stati 400 finanzieri italiani, in appello a una sentenza del tribunale di Torino che ritenne inammissibile la richiesta di costituzione di parte civile avanzata dal Co.Ba.R. Piemonte, in merito al processi per gli scontri NO Tav avvenuti in Val di Susa, durante i quali, molti agenti rimasero feriti.

 

 

Diritto Sindacale Militari. Cosa Ci Aspetta In Italia

 

 

 

Anche la realtà italiana è quindi in tumulto in questa direzione e si è infatti già prefigurata un’interrogazione parlamentare per il ministro Pinotti, nella quale si chiede se “alla luce delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo ed onde prevenire una, a parere degli interroganti sicura, condanna internazionale, intenda favorire l’approvazione di un testo di legge che abolisca definitivamente il divieto assoluto di costituire sindacati da parte dei militari italiani”.

 

Certo, se si considera che fu proprio lei nel lontano 2008 a presentare una proposta dei legge, al cui Art. 12. (Diritto di associazione) si sanciva che “al personale militare delle Forze armate e delle Forze di polizia ad ordinamento militare è riconosciuta la facoltà di costituire associazioni”.

 

Date le premesse non dovremmo temere colpi bassi per i nostri uomini in divisa. Ma solo i prossimi mesi risponderanno a questo interrogativo.

 

 

 

 

Fonte: militariassodipro / ficiesse / sicurezzacgs / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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lun, mar 25, 2013  Valentina
Incontro COCER Binelli. Argomento: Benessere del Personale
2.7 (53.33%) 3 Vota Questo Articolo

Condizione militare e benessere del personale, dei soldati dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. questo il grande tema affrontato nel’incontro che si è svolto nella Sala Diaz di palazzo Esercito tra il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli e il Consiglio Centrale di Rappresentanza (COCER) nella persona del Generale di C.A. Cotticelli.

L’incontro, che si è svolto in un clima di sereno e costruttivo confronto, nasce anche dall’esigenza di salvaguardare lo status militare e dalla volontà di coinvolgere in modo attivo il COCER al fine di migliorare la condizione del personale, con particolare riguardo a quello più giovane e più esposto a problematiche economiche.

 

Guardia di Finanza

 

Particolare attenzione durante l’incontro è stata data al corpo della guardia di finanza rispetto all’esigenza ormai più volte espressa di inserimento di un Organismo di tutela individuale e collettivo, esterno ed autonomo dall’Amministrazione, poichè, anche durante le ultime Assisi Plenarie, è emerso con forza che l’attuale sistema rappresentativo è privo di efficacia e non può garantire una reale tutela del personale.

sempre a questo proposito è di pochi giorni fa proprio una delibera del COCER in tema di omologazione dei diritti del personale militare a quelli degli altri dipendneti del pubblico impiego, partendo dal processo di integrazione dei pagamenti degli stipendi pubblici.

 

La situazione politica però non aiuta a sbloccare questo inpasse: l’attuale governo in carico ha infatti ufficialmente rimandato al nuovo esecutivo al decisione sul blocco agli aumenti retributivi nella pubblica amminuistrazione che quindi slitta al 2014. Il nuovo governo dovrà quindi scegliere tra la proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali – decreto legge 98 del 2011 oppure dovrà trovare una diversa copertura, evitando di fatto il blocco delle progressioni e degli automatismi retributivi nel pubblico impiego.

 

Proprio a poche ore di distanza dall’incorntro nel quale si è parlato delle condizioni del personale militare e dei loro diritti, arriva la notizia dell’obbligo di rientro in India dei due marò. Il Cocer ha già espresso amarezza per la decisione che ha definito “incomprensibile”, auspicando come soluzione ultima l’immediato rimpatrio di tutto il personale militare attualmente impegnato per la sicurezza internazionale a bordo delle navi mercantili italiane, sottolineando gli“enormi rischi a cui sono esposti per la loro incolumità fisica in ragione del delicato servizio svolto anche se, negli ultimi tempi, le forze armate e le forze di polizia, non sono difese da coloro che li sfruttano solo allo scopo di preservare l’ordine e la sicurezza pubblica in Italia ed all’estero per poi abbandonarli a se stessi, allorquando si verifica il primo problema”.

 

In questo incontro ufficiale non poteva infine mancare un pensiero per il capo della polizia Maganelli che, si legge in una nota del COCER, ha saputo rapresentare e dirigere il corpo della polizia di stato in un periodo storico complesso e di grande responsabilità.

 

fonte: grnet / ilnuovogiornaledeimilitari / ficiesse

 

Valentina Stipa

 

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