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Ministro per la Funzione Pubblica: NO art.18 sugli statali



Ministro per la Funzione Pubblica: NO art.18 sugli statali
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Novità sull’applicazione dell’art.18 sugli statali e sui dipendenti pubblici. Il ministro per la funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ha affermato che “si è sviluppato un dibattito a tratti incomprensibile se non indecifrabile”, secondo una lettera al Messaggero.  “Un pezzo d’Italia chiede di colpire i lavoratori pubblici come se ci fossero conti da regolare”, considera il ministro “il paese anche in questo settore ha bisogno di unità e non di divisioni”.

 

Il Ministro inoltre ha elencatole motivazioni  che rendono fuorviante l’applicazione dell’art. 18 agli statali.
1.    L’accesso alla PA avviene tramite concorso.
2.    La disciplina della risoluzione del rapporto di lavoro è ”in equilibrio tra garanzie di legalità e doveri dei lavoratori aggiuntivi a quelli previsti nel settore privato”. In questo senso, il dipendente pubblico può e deve essere licenziato se commette determinati reati o se ha comportamenti scorretti previsti dalla legge. Ma al dirigente pubblico non può essere applicata la disciplina del dirigente privato che prevede la licenziabilità per il venir meno della fiducia, in quanto ”nessun rapporto fiduciario può crearsi tra dirigente pubblico e vertice politico amministrativo”.

3.    Il licenziamento per motivi economici nel settore pubblico ha una disciplina ad hoc, ”scattano una serie di procedure che portano alla mobilità dei lavoratori prezzo altre amministrazioni e alla eventuale collocazione in disponibilità con trattamento economico pari all’80% dell’ultimo stipendio per due annualità.

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