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Missioni Italiane All’estero. Ecco I Progetti Per I Prossimi Anni



Missioni Italiane All’estero. Ecco I Progetti Per I Prossimi Anni
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Dopo la clamorosa scadenza della nostra missione in Afghanistan legata alla mancata proroga delle missioni militari internazionali che, in base all’ultimo decreto, scadeva appunto lo scorso 30 settembre, l’Italia non interrompe il suo impegno di uomini, mezzi e finanze per questo paese martoriato da anni e che ha visto morire oltre 75mila afgani (quarantamila talebani, quindicimila civili e ventimila militari) e  3.350 soldati occidentali caduti sul campo, di cui 53 italiani, più altre centinaia suicidi al fronte o in patria.

 

missioni internazionali all'esteroNonostante la mancanza di copertura legale infatti il nostro paese spende ancora circa 1,6 milioni di euro al giorno per garantire stabilità e pace e copertura aerea per le azioni militare afghane a terra come accaduto poche settimane fa, quando “i Mangusta hanno neutralizzato la minaccia al suolo e consentito alle forze afghane di riprendere il controllo dell’area” come racconta il bollettino militare.

 

L’investimento economico va di pari passo con quello umano, poiché l’Italia impiega ad oggi in Afghanistan, tra gli altri anche, circa 200 soldati, tra i più qualificati che possiede, provenienti da diversi settori: parà del Col Moschin, incursori del Comsubin e del 17° Stormo, Ranger del 4° Alpini e Gis dei Carabinieri.

 

Il prossimo gennaio, una volta conclusa la missione isaf, nell’ambito della nuova missione Nato Resolute Support rimarranno in Afghanistan 1.800 militari italiani, che diventeranno progressivamente meno della metà, circa 800, e  rimarranno in territorio asiatico almeno fino al 2017, anche se nelle sedi della diplomazia internazionale già si parla apertamente di un probabile prolungamento della missione fino al 2020.

 

D’altronde è di pochi giorni fa la notizia che il Consiglio dei ministri ha votato per la proroga delle missioni internazionali delle Forze Armate e di polizia le iniziative di cooperazione allo sviluppo e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali “per il consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione“.

 

La differenza tra l’attuale ruolo dell’esercito italiano in Afghanistan e le prospettive future, secondo quanto dichiarato si dal Primo Ministro Letta che da Rassmussen, riguarderà il ruolo strategico delle nostre truppe, che svolgeranno compiti di solo  addestramento e supporto alle forze armate afgane.

Tuttavia questa prospettiva per gli esperti di missioni internazionali in zone calde come Gianandrea Gaiani, direttore di Analisidifesa.it è poco praticabile: “a protezione dei nostri addestratori e consiglieri militari rimarrà necessariamente una componente di forze speciali italiane in grado d’intervenire in caso di emergenza, magari sarà numericamente ridotta rispetto a oggi, ma ci sarà sicuramente”.

 

Qual è il costo in questo momento di austerity, dell’impegno che abbiamo assunto in questa missione? Una stima approssimativa sulla base dei costi già sostenuti prospetta che nei prossimi tre anni l’investimento sarà di almeno 600-800 milioni di euro: 300-400 milioni nel 2015 e la metà nei due anni successivi.

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / ilgiornale / forzearmate

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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