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Mobilita’ Compensativa Infermieri



Mobilita’ Compensativa Infermieri
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Fonte: nursingworld.org

Come fa un infermiere impiegato in un luogo distante dalla propria famiglia a chiedere l’avvicinamento al proprio nucleo familiare? Esistono delle soluzioni normative previste dai contratti collettivi nazionali, come ad esempio la mobilità compensativa infermieri.

 

Si tratta di uno strumento amministrativo, il quale, tramite una procedura codificata permette il trasferimento del dipendente in una sede di lavoro diversa da quella in essere al momento della richiesta. Con questo articolo cercheremo di darvi tutte le informazioni necessarie per compiere i giusti passi verso la direzione corretta. Si sa, infatti, su temi come questo spesso c’è confusione già da parte degli enti che dovrebbero fornire assistenza ai richiedenti, perché le normative sono molte, spesso poco chiare e districarsi in questo contesto non è affatto cosa semplice.

 

La procedura di mobilità compensativa infermieri non è una prerogativa esclusiva dei dipendenti. In realtà è utile anche alle aziende, poiché si tratta di una misura normativa che aiuta a sopperire a carenze di personale.

In questo caso specifico sarà l’ente che andrà ad emettere un vero e proprio bando di mobilità, il cui risultato deve essere approvato chiaramente dall’ente promotore, ma, per essere efficace, anche dall’ente destinatario dei trasferimenti.

L’articolo 30 comma 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001 numero 165 stabilisce infatti che le amministrazioni possono riempire i posti vacanti attraverso la cessione del contratto di lavoro di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio in altre amministrazioni comparate, chiaramente a fronte della domanda di trasferimento.

Concentriamoci però sugli aspetti che riguardano i dipendenti.

 

 

 

Mobilità Compensativa Infermieri. Modalità e Criteri

 

 

 

Cerchiamo prima di tutto di capire chi può usufruire di questo genere di opportunità. La domanda per questo tipo di mobilità compensativa infermieri può essere avanzata da tutti coloro che abbiano superato il periodo di prova, che hanno ricevuto l’assenso al trasferimento dalle azienda di appartenenza e la cui domanda rispetta categoria, profilo professionale e posizione economica prevista dal contratto, come recita l’articolo 21 comma 5 del CCNL 2002/2005.

 

Il primo passo da compiere per poter richiedere la mobilità compensativa infermieri è trovare un collega che sia disposto ad assecondare il nostro cambio. A questo proposito la rete è un validissimo strumento di ricerca. Esistono infatti siti e forum di categoria che hanno il solo scopo di mettere in contatto persone con lo stesso obiettivo di trasferimento.

Il trasferimento deve essere uno a uno, senza lasciare posti vacanti né nell’amministrazione di partenza né in quella di destinazione.

Una volta individuata la persona che è disposta a effettuare il trasferimento, è necessario compilare una domanda inserendo i dati anagrafici di entrambi, le rispettive aziende di appartenenza e le rispettive destinazioni desiderate. Più precisamente i dati che servono per la compilazione della domanda sono i seguenti:

 

-          Indirizzo dell’Azienda;

-          Oggetto: Domanda di mobilità compensativa tra X e Y;

-          Il corpo della domanda deve contenere i dati anagrafici di entrambi, le aziende di appartenenza, la specifica sul tipo di contratto lavorativo in essere e la richiesta. Facciamo un esempio pratico per essere ancora più chiari:

 

 

 

Io sottoscritto XX (richiedente numero uno), nato a …., il …. e residente a …, dipendente a tempo indeterminato presso l’Azienda ….., U.O. …….., numero matricola…, C.F.     e  Io sottoscritto YY (richiedente numero due), nato a….ecc….  

CHIEDIAMO, secondo l’Art. 21, comma 5, Mobilità compensativa.

 

La domanda deve chiudersi con data e firma di entrambi i richiedenti.

Questa domanda a 4 mani deve essere inoltrata alle rispettive aziende di appartenenza, le quali daranno il loro assenso.

Se ci si sofferma ad analizzare il termine stesso con cui viene identificato questo processo, si capisce già che il guadagno è da entrambe le parti, amministrazione e dipendente. Infatti di parla di compensazione. I due soggetti interessati si scambiamo letteralmente il posto di lavoro, traendone chiaro beneficio. Ma anche le amministrazioni non registrano alcuna perdita, poiché a fonte di una risorsa che se ne va, c’è un immediato rimpiazzo. Ecco spiegato il motivo per il quale questo tipo di mobilità ha molto più successo di quella volontaria.

 

 

 

 

Le reali difficoltà del processo di mobilità

 

 

 

 

Di fatto, la procedura per avanzare domanda di mobilità compensativa infermieri è semplice; le vere difficoltà sono quelle di carattere operativo cioè avere il consenso del dirigente e trovare la persona disponibile al cambio.

 

Il consenso del dirigente o dell’ente è il vero primo ostacolo alla mobilità compensativa. Il contratto collettivo del 2001, all’articolo 19 comma 2 afferma che, nel caso in cui il nullaosta non venga approvato dall’ente entro 10 giorni dalla presentazione della domanda, tale nullaosta può essere sostituito dal preavviso di un mese.

Nel 2009 però è stato emesso il Dlgs 150/2009 , conosciuto come decreto Brunetta, è andato a modificare l’articolo 30 del Dlgs 165/2001, definendo che per poter usufruire della mobilità volontariaè necessario il “parere favorevole dei dirigenti responsabili dei servizi e degli uffici cui il personale è o sarà assegnato“.

A questo punto quindi per poter rendere concreto il trasferimento il parere positivo dell’azienda di partenza diventa prerogativa imprescindibile.

 

Da giugno 2015 invece un nuovo decreto nel settore sanità permette i trasferimenti degli infermieri sia all’interno della stessa regione di servizio che anche al di fuori, senza che questo possa essere in qualche modo bloccata dall’Ausl di appartenenza. Si tratta di un passo avanti estremamente importante, perché fino a quel momento tutti coloro che volevano usufruire della mobilità compensativa dovevano finire davanti al giudice del lavoro per vedersi riconosciuta questa opportunità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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