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Mobilità Del Personale Di Polizia Penitenziaria: Problemi nelle procedure?



Mobilità Del Personale Di Polizia Penitenziaria: Problemi nelle procedure?
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Un tema molto interessante e certamente da approfondire per quanto riguarda il settore delle forze dell’ordine è sicuramente quello afferente alla mobilità del personale di Polizia Penitenziaria: in particolare il tema andrebbe sviscerato attentamente con riferimento al ruolo dei Commissari di Polizia nelle sedi di cosiddetto “extra moenia”. Una circolare del Segretario Generale del sindacato UGL, Giovanni Moretti, ha infatti evidenziato con attenzione e precisione la questione, concentrandosi in particolare sul cattivo andamento di una procedura amministrativa relativa proprio alla questione della mobilità. Andiamo ad analizzarla più da vicino.

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Mobilità personale di Polizia penitenziaria

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Mobilità del personale: ecco una procedura scorretta

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Secondo Moretti esisterebbero (in quanto segnalate sul territorio) evidenti storture legate alla questione della mobilità del personale dei ruoli direttivi del Corpo. Il Segretario afferma testualmente che, secondo notizie provenienti da alcune strutture periferiche della Polizia Penitenziaria, sarebbero “stati emanati provvedimenti di trasferimento di alcune unità di Polizia penitenziaria appartenenti al ruolo dei commissari, che addirittura superano lo stesso opinabile principio a cui codesta Amministrazione si sarebbe richiamata per giustificare la stabilizzazione delle posizioni di distacco presso alcune sedi extra moenia e, segnatamente, presso D.A.P., P.R.A.P. e S.F.A.P che, in quanto tali, dovevano essere escluse dalla  procedura di mobilità in oggetto”.

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Secondo la circolare emanata dall’UGL sarebbero state segnalate particolari (e evidentemente singolari) procedure di trasferimento presso il Provveditorato Regionale per la Campania; ed inoltre parrebbe essere stato emesso anche un provvedimento di trasferimento di un funzionario presso il Centro Penitenziario di Napoli Secondigliano con immediato distacco dello stesso al contiguo P.R.A.P. Napoli. Questa tipologia di provvedimento, secondo il sindacato, non può essere considerata estranea alla procedura di mobilità qui in discussione, considerato anche che il commissario interessato parrebbe aver presentato domanda solo in seguito all’interpello, all’esclusivo fine di giungere al posto di funzione di Vice Comandante, presso la suddetta struttura penitenziaria.

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Graduatoria per titoli elusa: ecco cosa non va

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Osservando questa ricostruzione, sembra evidente che l’Amministrazione non abbia fatto altro che eludere totalmente gli esiti della graduatoria definitiva per titoli, all’interno della quale il suddetto funzionario non si sarebbe classificato in posizione utile rispetto agli altri commissari partecipanti ed aventi il diritto di ricoprire il ruolo di funzione: si configurerebbe pertanto un illegittimo provvedimento di trasferimento in favore di tale funzionario. È evidente come tale evento vada a colpire, interessandola a pieno titolo, la procedura di mobilità nazionale dei ruoli direttivi, giungendo a creare un evidente “vulnus” giuridico che si concretizza nella lesione degli interessi legittimi degli altri funzionari partecipanti alla procedura di mobilità.

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UGL segnala l’illegittimità della procedura

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La branca del sindacato UGL (Unione Generale del Lavoro) afferente alla Polizia Penitenziaria ha stigmatizzato con forza l’accaduto sottolineando l’illegittimità palese della piega presa dalla suddetta procedura. Tra l’altro, nel caso qui analizzato, l’Amministrazione sopra citata, attraverso un immediato e tempestivo provvedimento di distacco, avrebbe assegnato il suddetto commissario al vicino P.R.A.P. Napoli in un ruolo extra moenia per il quale non dovrebbe essere valida la regola dell’interpello. Questa tipologia di trasferimento, qualora fosse effettivamente e concretamente (si attendono ulteriori evidenze in questo senso) rilevata, si configurerebbe come una palese violazione dei fondamentali principi di trasparenza e pari opportunità che debbono necessariamente informare e sovrintendere tutto il distendersi dell’attività amministrativa in Italia. Nient’altro che il sintomo del cattivo andamento di alcune procedure amministrative in materia: sperando che si tratti di un fenomeno isolato e non di un endemico malfunzionamento amministrativo.

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Marco Brezza          

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