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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi per la categoria 'Mobilità dipendenti pubblici'

gio, ott 29, 2015  Valentina
Province. Un Futuro mai così incerto
3.7 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: ilcapoluogo.it

Fonte: ilcapoluogo.it

La Manovra Finanziaria in termini di province prevede un piano di tagli che si aggira intorno ai 650 milioni di euro a fronte di un trasferimento di 150 milioni di euro, mentre per le Città Metropolitane i tagli previsti di 250 milioni di euro vengono reintegrati con parti trasferimento di fondi.

 

La controprova che il governo non crede nel futuro delle province e nella possibilità che queste diventino enti territoriali efficienti e ben strutturati.

 

Se l’impatto della Manovra sulle Province non viene modificato in Senato, allora non possiamo più garantirne l’attuazione della legge Delrio. Non possiamo garantire l’attuazione della Legge di riordino degli enti di area vasta, in quanto è innanzitutto il governo a dimostrare di non crederci”. Questo il commento amaro del presidente della Provincia di Pescara De Marco all’indomani della presentazione della nuova Manovra Finanziaria.

 

 

Province. Come Promesso Si Scende In Piazza

 

 

Le segreterie nazionali della Funzione Pubblica Cgil, Cisl e Uil hanno indetto, per martedì 27 ottobre, una giornata di mobilitazione dei lavoratori delle Province “soprattutto a causa del diverso iter legislativo che ha portato ad una riduzione delle dotazioni organiche ed alla conseguente emanazione del decreto di mobilità per i lavoratori in esubero” e non ultimo anche per il forte ridimensionamento delle risorse finanziarie legate alla legge di stabilità, il quale renderà presumibilmente molto  critico il processo di riordino degli enti territoriali.

 

Ed è notizia fresca che le Regioni che, entro gennaio 2016, non avranno adempiuto all’obbligo di riordino delle funzioni in base alla riforma Delrio, verranno sottoposte a commissariamento, al fine di ottenere che entro la fine di giugno il personale in esubero delle Province venga riassorbito all’interno delle Regioni stesse. Niente di nuovo in effetti. Era previsto nella Legge di Stabilità.

 

 

Province. Lo Spauracchio Peggiore Rimane La Mobilità

 

 

Ma la mobilità rimane uno dei peggiori incubi dei dipendenti provinciali poiché non c’è via di uscita e coloro che ci finiranno dentro saranno costretti ad accettare un nuovo incarico in un’altra amministrazione pubblica che si trova nell’arco di 100 km di distanza.

 

Se entro due anni dal piano mobilità il lavoratore non avrà accettato un nuovo incarico, potrebbe scattare il licenziamento. Per chi volesse capire di più sul tema della mobilità, http://www.mobilita.gov.it è il sito di riferimento.

 

 

Fonte: businessonline / siracusanews / tgcom

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, ago 25, 2014  Marco Brezza
Statali, mobilità obbligatoria: il 2014 sarà un anno difficile?
2.9 (57.78%) 9 Vota Questo Articolo

Statali, mobilità obbligatoria: è uno dei temi più battuti in questa bollente primavera italiana. Da una parte le cesoie della spending review che tentano di sfoltire e snellire le spese, dall’altra la preoccupazione dei dipendenti pubblici per i venti di tagli che stanno spirando in questo momento.

 

Statali, mobilità obbligatoria

Fonte: previdenzacomplementare.finanza.com

 

Statali, mobilità obbligatoria: la proposta Madia

 

La proposta del Ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia di incentivare i prepensionamenti nella Pubblica Amministrazione in modo tale da favorire i giovani (i quali stanno subendo più di tutti i morsi della crisi sulla contrazione dei posti di lavoro) ha suscitato un discreto clamore. Il Ministro si è infatti soffermato sulla questione degli 85mila esuberi previsti dal commissario Cottarelli: “L’idea – spiega Madia – sarà quella di provare ad avere uscite, anche con prepensionamenti: in questo modo si aiuterebbero i giovani a penetrare nel pubblico impiego”. Lo strumento per implementare ciò, nelle parole del Ministro, sembrerebbe configurarsi attraverso una mobilità obbligatoria rispettosa dei diritti del lavoratore e scevra da insidiosi e frenanti ostacoli di tipo burocratico. Statali, mobilità obbligatoria: sembrerebbe un percorso già pronto per essere avviato? Probabilmente non ancora.

 

Giovani, il tesoro maltrattato di questo paese

 

La questione prepensionamenti si mescola inevitabilmente con la questione della disoccupazione giovanile in Italia. Secondo la Madia il progetto di snellimento deve in primo luogo operare una azione di ringiovanimento della Pubblica Amministrazione: tuttora solo un dipendente su dieci nel pubblico impiego italiano ha meno di 35 anni. “Ci sono generazioni – spiega il Ministro – che non hanno avuto un canale sano di accesso nella Pubblica Amministrazione, vincitori di concorsi non assunti e precari vittime di uno Stato che non ha concesso canali sani e trasparenti di accesso, come invece afferma la nostra Costituzione”.
Il tutto va gestito considerando anche la variabile impersonata dai sindacati. Quella che si auspica è una rinnovata sinergia tra governo e parti sociali. Madia chiede ai sindacati un aiuto nel recuperare “risorse per la Pubblica Amministrazione, in particolare posizionando risorse sull’entrata di nuove energie, di ragazzi e ragazze”.

 

Statali, mobilità obbligatoria: sinergie e visioni

 

Già con almeno un mese di anticipo su queste dichiarazioni, non erano passate inosservate le visioni e le idee nel commissario alla Spending Review Carlo Cottarelli, con particolare riferimento agli statali, mobilità obbligatoria: “Dal tavolo sul pubblico impiego – spiegava Cottarelli in febbraio – sono arrivati suggerimenti sulla possibilità di rafforzare gli attuali strumenti che regolano la mobilità senza ricorrere a un dispositivo nuovo di zecca. In altre parole in caso di vuoti d’organico, qualora risultasse impossibile percorrere la strada della mobilità volontaria per mancanza di richieste, che rimarrebbe prioritaria, scatterebbe automaticamente la mobilità obbligatoria su base regionale”. Insomma, a gestire la complessa e delicata questione sarebbe una nuova “cabina di regia” condivisa in coabitazione tra Ministero dell’Economia e Ministero della Funzione Pubblica.
Il dibattito impazza, e per ora rimangono ingenti dubbi sulle reali strategie d’azione che verranno implementate dalla compagine governativa per questo 2014. Statali, mobilità obbligatoria: la strada che conduce all’efficientamento del pubblico impiego è lunga e non facile. Si tratta soltanto di percorrerla tutti insieme.

 

Fonti: quotidiano.net, leggo.it, blitzquotidiano.it

 

 

 

 

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lun, mar 24, 2014  Roberta Buscherini
Mobilità nel Pubblico Impiego
4.4 (87.33%) 30 Vota Questo Articolo

 Mobilità nel pubblico impiego: Il dossier Cottarelli

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studiocataldi.it

studiocataldi.it

Il dossier sulla Spending Review del commissario straordinario per la revisione della spesa, Carlo Cottarelli, ha indicato come obbiettivo principe un risparmio di 36 miliardi da attuare entro il 2016. Tra le diverse strategie da mettere in campo, una serie di interventi per favorire la mobilità nel pubblico impiego.;

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Cottarelli ha sottolineato l’importanza di rafforzare gli attuali strumenti che regolano la mobilità nel pubblico impiego. Secondo il Commisario, il ministero dell’Economia e quello della Pubblica Amministrazione dovrebbero colmare, a tal fine, i vuoti d’organico negli uffici pubblici, adottando la strategia della mobilità volontaria o, nel caso mancassero le richieste, servendosi della mobilità obbligatoria su base regionale.

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Tale prassi non dovrebbe incontrare difficoltà dato che la legge prevede, previo accordo tra Amministrazioni, la possibilità di uno scambio di dipendenti che posseggano la stessa qualifica professionale e appartenenti anche a diversi comparti. Tuttavia, tale mobilità è quasi del tutto assente; si è stimato, infatti, che nel 2011 soltanto un impiegato su mille ha cambiato amministrazione e solo uno su cento si è trasferito da un ufficio all’altro. Si rende necessario, dunque, mettere in pratica ciò che per legge è gia consentito.

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Mobilità nel pubblico impiego: Tra esuberi e carenze d’organico

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La mobilità nel pubblico impiego dovrebbe permettere ad un’Amministrazione che ha esuberi nel personale, di trasferire un proprio dipendente presso un ente che, invece, ha carenza d’organico. In tal modo gli uffici diventerebbero più efficenti e si ridurrebbero gli sprechi. Inoltre, sono previsti una serie di incentivi per le Amministrazioni che si impegneranno nel risparmio della spesa pubblica adottando la mobilità nel pubblico impiego.

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La stabilizzazione dei precari

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Secondo il neo Ministro della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione, Marianna Madia, ciò non dovrà tradursi in un precariato dilagante ma, viceversa, in una graduale stabilizzazione dei lavoratori. «I precari sono le vittime di uno Stato che non è riuscito a decidere, certo c’è un grande problema di risorse, non è facile. Ma da parte mia c’è la sensibilità a considerarli lavoratori preziosi», con queste parole il Ministro ha voluto manifestare la sua intenzione di risolvere il problema del lavoro precario . Una strada da seguire potrebbe essere quella precedentemente tracciata dal decreto 101 che ha stabilito forme di reclutamento nella Pa attraverso concorsi parzialmente riservati ai precari di più lungo corso.

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L’abolizione del dirigente a tempo indeterminato nella Pubblica Amministrazione

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Il Ministro Madia, ha dichiarato che l’inefficienza delle Pubbliche Amministrazioni dovrà essere risolta facendo ricorso ad una maggiore mobilità anche e, soprattutto, tra gli incarichi dirigenziali all’interno delle pubbliche amministrazioni. Queste le sue parole: “Partiremo dall’attenzione ai dirigenti e, come ha detto Renzi, cercheremo la giusta mobilità negli incarichi”, dimostrando chiaramente che la sua intenzione è quella di abolire la figura del dirigente a tempo indeterminato nella Pubblica Amministrazione.

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 La situazione sulla carta

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Di fatto, molti dirigenti pubblici hanno già un contratto a tempo determinato dove la mobilità, come nella Pubblica Amministrazione, è già stata regolamentata in passato con il “decreto Brunetta”. Inoltre, le ultime riforme hanno anche approvato un sistema di valutazione meritocratico per i dirigenti pubblici. Perché, allora, tutto sembra impigliato in un immobilismo sconcertante? Probabilmente perché finora non c’è stata la volontà politica di mettere in pratica dei principi che sono restati lettera morta.

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Le buone intenzioni di Renzi

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Il governo Renzi, allora, dovrebbe impegnarsi nel concrettizzare queste norme che, effettivamente, non sono state mai applicate, in quanto contrastanti con gli interessi degli alti dirigenti della Pubblica Amministrazione. Sembra che il neo presedinte del Consiglio stia facendo dei timidi passi in avanti in questo senso, proponendo la creazione di un albo unico nazionale riservato ai dipendenti dirigenziali pubblici con un incarico massimo pari a 5 anni; al termine del mandato dovrebbe scattare la mobilità nella stessa o in una diversa Amministrazione con un tetto massimo di 10 anni di permanenza nella medesima Amministrazione. In tal modo si andrebbe a favorire un ricambio ai vertici dirigenziali, un ricambio generazionale e, conseguentemente, un rinnovamento politico.

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Le pagelle per i dirigenti

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La mobilità del personale pubblico e pagelle dettagliate per i dirigenti, questi gli obbiettivi del Governo. Per fare questo però, si rende necessario l’utilizzo di strumenti adeguati per valutare l’attività dei vertici dirigenziali, verificando in che modo e con quanta efficacia vengono operati i tagli nella Pubblica Amministrazione e rendendo pubblici i risultati conseguiti dai dirigenti rispetto alla gestione finanziaria del Paese.

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Tutela dei precari e rotazione dirigenziale

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La portata innovativa del governo Renzi si misurerà, allora, nella capacità di apportare la mobilità del personale pubblico rispettando i diritti dei precari e mobilizzando anche le alte cariche burocratiche attraverso l’introduzione di misure inedite, come la licenziabilità dei dirigenti o l’obbligo di rotazione degli incarichi dirigenziali.

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Roberta Buscherini

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lun, feb 24, 2014  Ranalli
Tanto Tuonò Che Piovve : La Mobilità Si Avvicina
4.6 (91.25%) 16 Vota Questo Articolo

imagesCAEYO4YDIl temporale si avvicina. Almeno sembra. E’ notizia di questi giorni che nei provvedimenti relativi alla spending review sarà definito tra gli altri anche quello relativo alla mobilità nel pubblico impiego.

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Non si conoscono ancora le cifre ovvero quanti e quali dipendenti saranno interessati al futuro provvedimento. Si conoscono invece quali saranno i passaggi che porteranno alla mobilità, che poi sono quelli già a conoscenza di tutti salve eventuali sorprese.

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Innanzitutto si inizierà facendo un monitoraggio su tutti i dipendenti che prossimi al compimento del requisito per la quiescenza. Si utilizzerà il concetto di accompagnamento alla pensione. Quindi operata questa scrematura ci sarà un ulteriore monitoraggio per capire se vi è ulteriore personale in esubero. Questo personale che risulterà in esubero dovrà o potrà optare per il passaggio presso un’altra amministrazione pubblica avente carenze di organico.

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La spending review potrebbe prevedere l’obbligatorietà per questi dipendenti pubblici ad accettare il trasferimento ad evitare altre conseguenze al momento ignote. Operata questa fase del processo, la legge prevede la possibilità per il dipendente dichiarato in esubero di optare per il regime part-time, quindi il suo servizio non sarà più full time ma par time. Questo determinerà inevitabilmente il dimezzamento dei contributi ai fini pensionistici per tutto il periodo di part time. Terminata questa fase ove mai dovesse esserci ancora personale in esubero costoro saranno collocati in mobilità con relativa retribuzione tabellare nonché quella fissa e continuativa ridotta del 20%. Quindi si percepirà per i successivi due anni l’80% dello stipendio.

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La messa in mobilità è quindi l’ultimo momento sicuramente il più drammatico per quanti saranno posti in mobilità ovvero dichiarati in esubero.

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Ritengo che le amministrazioni che si apprestano a dichiarare gli esuberi ( tra le altre cose non è ancora ben comprensibile quali saranno le modalità per la dichiarazione di un esubero del personale ovvero se si terrà conto della popolazione o dei profili professionali )avranno sicuramente dei limiti da rispettare e invalicabili. Innanzitutto si dovrà tener conto di quanti usufruiscono di particolari tutele per legge e mi riferisco in particolare a quanti hanno la 104/92 con connotazione di gravità personale o perché assistono persone in situazione di gravità, a quanti sono diversamente abili, a quanti hanno un nucleo familiare con anziani, disabili o prole minore…è ovvio che siamo solo all’inizio di un processo che sicuramente creerà molti problemi e criticità dal punto di vista sociale. Credo tuttavia che quanti si apprestano a prendere delle decisioni che vedono coinvolte intere famiglie, avranno la lucidità necessaria di fare delle scelte il più possibile logiche e lontane da ogni forma di clientelismo.

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Giancarlo Ranalli

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mer, dic 11, 2013  Valentina
Mobilità Dipendenti Pubblici: un problema ancora spinoso
4.9 (97.14%) 7 Vota Questo Articolo

mobilità dipendenti pubbliciNei prossimi tre anni si dovrà concretizzare un miglioramento di due punti PIl rispetto al 2013, che tradotto in soldi  ammonta ad almeno 32 miliardo. Questo è l’obiettivo dei  programmi del ministero dell’economia  per il piano di revisione della spesa dello stato diretto dal commissario governativo Carlo Cottarelli.

 

Questo dato si traduce chiaramente in provvedimenti concreti che in tema di pubblico impiego non esulano dalla mobilità, argomento non solo spinoso, ma ancora tutto da regolare perché manca di regole contrattuali armonizzate e regole retributive per rendere più facili i trasferimenti.

 

Mobilità Dipendenti Pubblici: La soluzione allo spreco

 

In altre parole, con la mobilità dei dipendenti pubblici,  un dipendente di un’amministrazione che ha problemi di esubero del personale, potrà essere spostato senza particolari controindicazioni verso un ente diverso, che ha invece un organico carente. Il risultato che si vuole ottenere è quello di aumentare l’efficienza degli uffici e ridurre gli sprechi, grazie a una gestione migliore delle risorse umane tale come indicato nell’articolo 3 del Decreto Legge N. 101 del 31 agosto del 2013. Non solo, ma verrà messo in piedi anche un programma di incentivi per tutti quegli enti che favoriranno in maniera incisiva il risparmio della spesa pubblica consentendo alla mobilità dipendenti pubblici.

 

In compenso alla mobilità dipendenti pubblici verranno istituiti dei corsi mirati per trasformare i dirigenti pubblici “in veri manager della spesa pubblica” con obiettivi di contenimento dei costi e di miglioramento dei servizi”. E proprio il numero dei dirigenti pubblici è molto elevato in Italia con 1 ogni 11.5 dipendenti. Cosa ben diversa avviene tra i nostri cugini francesi, dove questa quota è di tre volte più bassa.

 

 

 

Mobilità Dipendenti Pubblici. Un progetto Non Certo Nuovo Per Il Pubblico Impiego

 

 

Tutti questi progetti non sono però di certo una novità per il pubblico impiego. Esistono infatti da anni e sono anche oggetto di decreti normativi già in vigore.

 

Ciò nonostante la mobilità dipendenti pubblici è sempre rimasta in potenza. Basta pensare a quello che stabilisce la legge di Stabilità per il 2012 ovvero che ciascun ente pubblico deve effettuare ogni anno una ricognizione degli organici, per verificare se vi sono delle eccedenze sulle quali intervenire. Gli impiegati in esubero devono essere destinati ad altri enti, oppure, se questo non è possibile,  allo scoccare del novantesimo giorno, il dipendente viene lasciato a casa e ha diritto a percepire un assegno di mobilità, pari all’80% dello stipendio, per un periodo massimo di 24 mesi.

 

Secondo una ricerca di Forum Pa, società di relazioni pubbliche, la mobilità tra i dipendenti statali è quasi del tutto assente; nel 2011 infatti solo un impiegato su mille ha cambiato amministrazione e soltanto uno su cento si è trasferito da un ufficio all’altro, e quasi sempre su basi volontarie.

 

Seppure relativi a due anni fa questi dati valgono ancora, l’Italia nel frattempo non è ancora cambiata, nonostante anche la geografia sarebbe favorevole a una maggiore mobilità. Facciamo un esempio: in Calabria gli impiegati statali rappresentano il 13% degli occupati, contro il 6% della Lombardia.

 

In realtà se si ragione per termini assoluti, il numero dei dipendenti pubblici in Italia non è elevato, quantomeno non è più elevato dei nostri confinanti europei: se ne contano infatti 3,4 milioni, contro i 5,5 milioni della Francia e i 5,7 milioni della Gran Bretagna, due paesi che hanno un numero di abitanti vicino comparabile con il nostro.

 

La vera differenza è più sottile e riguarda l’età e la preparazione:  i dipendenti pubblici italiani sono spesso più vecchi e meno qualificati di quelli esteri. In Francia, per esempio, il 28% degli impiegati ha meno di 25 anni, nel nostro paese questa percentuale è del 10%.

 

 

Fonte: economia.ilmessaggero / panorama / intrage / comuni

 

 

Valentina Stipa

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