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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi per la categoria 'Mobilità dipendenti pubblici'

mer, dic 11, 2013  Valentina
Mobilità Dipendenti Pubblici: un problema ancora spinoso
4.9 (97.14%) 7 Vota Questo Articolo

mobilità dipendenti pubbliciNei prossimi tre anni si dovrà concretizzare un miglioramento di due punti PIl rispetto al 2013, che tradotto in soldi  ammonta ad almeno 32 miliardo. Questo è l’obiettivo dei  programmi del ministero dell’economia  per il piano di revisione della spesa dello stato diretto dal commissario governativo Carlo Cottarelli.

 

Questo dato si traduce chiaramente in provvedimenti concreti che in tema di pubblico impiego non esulano dalla mobilità, argomento non solo spinoso, ma ancora tutto da regolare perché manca di regole contrattuali armonizzate e regole retributive per rendere più facili i trasferimenti.

 

Mobilità Dipendenti Pubblici: La soluzione allo spreco

 

In altre parole, con la mobilità dei dipendenti pubblici,  un dipendente di un’amministrazione che ha problemi di esubero del personale, potrà essere spostato senza particolari controindicazioni verso un ente diverso, che ha invece un organico carente. Il risultato che si vuole ottenere è quello di aumentare l’efficienza degli uffici e ridurre gli sprechi, grazie a una gestione migliore delle risorse umane tale come indicato nell’articolo 3 del Decreto Legge N. 101 del 31 agosto del 2013. Non solo, ma verrà messo in piedi anche un programma di incentivi per tutti quegli enti che favoriranno in maniera incisiva il risparmio della spesa pubblica consentendo alla mobilità dipendenti pubblici.

 

In compenso alla mobilità dipendenti pubblici verranno istituiti dei corsi mirati per trasformare i dirigenti pubblici “in veri manager della spesa pubblica” con obiettivi di contenimento dei costi e di miglioramento dei servizi”. E proprio il numero dei dirigenti pubblici è molto elevato in Italia con 1 ogni 11.5 dipendenti. Cosa ben diversa avviene tra i nostri cugini francesi, dove questa quota è di tre volte più bassa.

 

 

 

Mobilità Dipendenti Pubblici. Un progetto Non Certo Nuovo Per Il Pubblico Impiego

 

 

Tutti questi progetti non sono però di certo una novità per il pubblico impiego. Esistono infatti da anni e sono anche oggetto di decreti normativi già in vigore.

 

Ciò nonostante la mobilità dipendenti pubblici è sempre rimasta in potenza. Basta pensare a quello che stabilisce la legge di Stabilità per il 2012 ovvero che ciascun ente pubblico deve effettuare ogni anno una ricognizione degli organici, per verificare se vi sono delle eccedenze sulle quali intervenire. Gli impiegati in esubero devono essere destinati ad altri enti, oppure, se questo non è possibile,  allo scoccare del novantesimo giorno, il dipendente viene lasciato a casa e ha diritto a percepire un assegno di mobilità, pari all’80% dello stipendio, per un periodo massimo di 24 mesi.

 

Secondo una ricerca di Forum Pa, società di relazioni pubbliche, la mobilità tra i dipendenti statali è quasi del tutto assente; nel 2011 infatti solo un impiegato su mille ha cambiato amministrazione e soltanto uno su cento si è trasferito da un ufficio all’altro, e quasi sempre su basi volontarie.

 

Seppure relativi a due anni fa questi dati valgono ancora, l’Italia nel frattempo non è ancora cambiata, nonostante anche la geografia sarebbe favorevole a una maggiore mobilità. Facciamo un esempio: in Calabria gli impiegati statali rappresentano il 13% degli occupati, contro il 6% della Lombardia.

 

In realtà se si ragione per termini assoluti, il numero dei dipendenti pubblici in Italia non è elevato, quantomeno non è più elevato dei nostri confinanti europei: se ne contano infatti 3,4 milioni, contro i 5,5 milioni della Francia e i 5,7 milioni della Gran Bretagna, due paesi che hanno un numero di abitanti vicino comparabile con il nostro.

 

La vera differenza è più sottile e riguarda l’età e la preparazione:  i dipendenti pubblici italiani sono spesso più vecchi e meno qualificati di quelli esteri. In Francia, per esempio, il 28% degli impiegati ha meno di 25 anni, nel nostro paese questa percentuale è del 10%.

 

 

Fonte: economia.ilmessaggero / panorama / intrage / comuni

 

 

Valentina Stipa

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lun, nov 18, 2013  Patrizia Caroli
Mobilità Interscambio Pubblico Impiego: Trasferimento tra Dipendenti Pubblici
4 (80%) 27 Vota Questo Articolo

La mobilità interscambio, nel pubblico impiego, o mobilità compensativa è lo scambio di dipendenti pubblici tra diverse amministrazioni. Gli unici requisiti sono che tra le due amministrazioni esista un accordo e che entrambi i dipendenti pubblici rispondano ad un profilo professionale simile. Per la mobilità interscambio, le proprie amministrazioni hanno la facoltà di stabilire quali mansioni possono essere considerate identiche oppure no.

Nell’ambito della mobilità interscambio bisogna distinguere tra mobilità interna e mobilità esterna. La mobilità interna opera all’interno dell’amministrazione e trasferisce il dipendente da un dipartimento all’altro, mentre che la mobilità esterna trasferisce il dipendente da un ente pubblico all’altro.

 

Come richiedere la mobilità interscambio per il dipendente pubblico?

 

Per accedere alla mobilità interscambio, i dipendenti pubblici interessati devono trovare una persona di pari qualifica e profilo professionale simile, interessata allo scambio. Una volta d’accordo, entrambi i dipendenti devono inviare una lettera tanto all’ente di destinazione come all’amministrazione di appartenenza, al dipartimento di personale, per richiedere la mobilità interscambio e per dichiarare di essere a conoscenza che l’altra persona ha, a sua volta, presentato analoga domanda.

Una volta realizzati i colloqui per verificare i profili dei due dipendenti interessati alla mobilità interscambio, l’Ente presso il quale si è presentata domanda di trasferimento contatterà all’amministrazione di appartenenza del dipendente, per chiedere il nullaosta alla mobilità. A questo punto, l’amministrazione di appartenenza dovrà rispondere, concedendo o negando il nullaosta che, per conoscenza, verrà inviato anche al dipendente.

 

Chi può fare Domanda di Mobilità Interscambio

 

La mobilità nel pubblico impiego viene regolata dall’art. 33 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29. Possono presentare domanda tutti i dipendenti pubblici, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, sempre che siano a conoscenza della presenza di un altro dipendente pubblico, di simile profilo professionale, interessato a scambiare il posto di lavoro.

Documenti da presentare per la mobilità interscambio.

-          La domanda di nulla osta tanto all’ente di appartenenza come all’ente di destinazione

-          La domanda di trasferimento, allegando il curriculum vitae a tutti i due gli enti pubblici.

La domanda di mobilità interscambio non implica l’estinzione del rapporto di lavoro, ma la continuazione dello stesso con un nuovo datore di lavoro, sempre un’amministrazione pubblica.

 

 

Fonti: Workcountry

 

Patrizia Caroli

 

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mar, lug 23, 2013  Ranalli
Domanda di Mobilità: I requisiti per i dipendenti statali
3.5 (70.91%) 11 Vota Questo Articolo

Domanda di mobilità e i requisiti necessari. Circa il presente argomento tengo a sottolineare un passaggio fondamentale per poi proseguire la trattazione della presente problematica. In effetti c’è da distinguere tra la mobilità cosiddetta volontaria e quella che oramai si sta prospettando quella obbligatoria cioè d’ufficio.

Direi che la mobilità volontaria è stata una norma che oggi possiamo dirlo non ha riscosso molto successo. Infatti essa è stata sfruttata da poche centinaia di dipendenti pubblici. Il motivo principale di questo flop è secondo il mio parere da ricercarsi nei pochi incentivi che erano alla base di questa legge, in poche parole cercati il posto dove voler essere mobilitato e caricati di tutti gli oneri derivanti. Questo ovviamente ha scoraggiato tanti a fare domanda di mobilità.

domanda-mobilità

 

Domanda di mobilità e gli esuberi

Ma passiamo ai giorni nostri. Visto e constatato il fallimento della mobilità volontaria lo stato con una successiva norma ha inteso porre rimedio a quel  flop legiferando sulla mobilità coatta o d’ufficio. Diciamo che questa legge seppure norma a tutti gli effetti dello stato, nei fatti non ha mai trovato applicazione. Ma dal 2010 dopo lo scoppio della crisi greca le cose sono cambiate e anche di molto.

 

Domanda di mobilità: i destinatari alla mobilità d’ufficio

 

Infatti c’è molta attesa  ed anche molto timore di quello che forse succederà nei prossimi mesi. Infatti incombe sul pubblico impiego la mannaia degli esuberi ormai accertata in 700 unità.

Ma soltanto 300 di questi 7000 saranno destinati alla mobilità d’ufficio vera e propria. Infatti gli altri 4000 esuberi saranno assorbiti con il prepensionamento attraverso la deroga alla riforma sulle pensioni del ministro Fornero con il ripristino delle quote almeno fino al 31.12.2013 o 31.12.2014. Insomma staremo a vedere. Ma per gli altri 3000 si prospetta un autunno decisamente caldo.

 

Domanda di mobilità e graduatorie

 

In questa fase ovviamente si stilerà una graduatoria interna per la domanda di mobilità che dovrà tenere conto di diverse particolarità ovvero anche di diritti di precedenza o di preferenza. E’ ovvio che mi riferisca ad esempio alla tutela che offre la legge 104/92 in particolare per quanti ne usufruiscono a titolo personale. Anche in questo caso con ogni probabilità ci sarà la differenziazione tra  un certificato di legge 104/92 semplice e quello che contempla invece la connotazione di gravità. Giurisprudenza attuale vuole che chi è titolare di questa legge non partecipi ad alcun formulazione di graduatorie per la domanda di mobilità.
Per  gli altri cioè per quelli che saranno in questa graduatoria verranno applicati tutte le prerogative previste dalla legge sulla  mobilità d’ufficio. Esse sono sostanzialmente due. Innanzitutto e con ogni probabilità verrà proposto l’istituto del part-time. Esaurita questa operazione si passerà all’ulteriore fase di ripristino in un certo senso della mobilità volontaria cioè si sottoporranno agli interessati le amministrazioni con carenza di personale dove è possibile essere destinati, esaurita questa ulteriore fase si passerà all’ultima che è poi quella più drammatica e la più temuta. Si resterà a casa per due anni con l’80% della retribuzione tabellare e pensionabile trascorsi i quali ….si resterà a casa definitivamente.

 

Io ad oggi non so se queste cose si avvereranno per davvero ma è quello che è scritto negli atti di legge promossi dai nostri politici passati e attuali…dire che bisogna comunque essere fiduciosi può sembrare un palliativo ma è quello che dobbiamo fare anche perché sicuramente ci saranno prese di posizioni importanti che forse e c’è lo auguriamo ritarderanno l’attuazione di queste norme o comunque le modificheranno.
 GIANCARLO RANALLI

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ven, lug 12, 2013  Ranalli
Mobilità Personale ATA; Ecco come attivare la domanda
4.6 (92.5%) 8 Vota Questo Articolo

Per la mobilità personale ATA si segue pedissequamente la stessa procedura del personale docente ed educativo. A far data dal giorno 11/6/2013 tuttavia sono scaduti i termini per poter chiedere la mobilità provinciale interprovinciale e professionale per cui adesso bisogna attendere la prossima ordinanza annuale. Eventualmente si può ripiegare sull’utilizzazione o assegnazione provvisoria le cui domande ormai sono prossime alla compilazione.

Come attivare la procedura di mobilità personale ATA

mobilità del personale ATA

 

La procedura per attivare questo tipo di domanda  di mobilità personale ATA avviene sono on line per cui ogni dipendente dovrà iscriversi sul sito del MIUR – istanze on line – al fine di avere le credenziali al fine di poter operare al meglio. Massima attenzione dovrà essere posta alla compilazione degli allegati , i quali e bene saperlo solo se effettivamente allegati alla domanda consentono di ottenere il punteggio richiesto. Ove mai prima della scadenza prevista si volesse modificare la domanda, bisogna previa conferma, rinviata.

 

Tale rinvio sostituisce la precedente domanda. Mobilità personale ATA: Alcuni importanti chiarimenti. Nel contratto collettivo nazionale integrativo ultimo sottoscritto nel mese di marzo 2013 è stato altresì precisato che il passaggio dall’area A (collaboratori scolastici) all’are AS ( collaboratori scolastici dei servizi e addetti alle aziende agrarie ) si considera sempre come mobilità professionale ( cioè  passaggio ) nell’ambito della stessa area.

 

Mobilità del personale ATA: Il Punteggio

 

Altra novità prevista per il personale ATA riguarda il punteggio una tantum per l servizio eventualmente prestato a partire dall’a.s. 2000/2008. Per avere diritto a tale punteggio una tantum si dovrà allegare alla domanda di mobilità personale ATA una dichiarazione che contempli gli anni continuativi almeno tre in cu non si è presentata domanda di mobilità in ambito provinciale e che negli anni successivi non si sia ottenuto un trasferimento, passaggio o assegnazione provvisoria in ambito provinciale. Il punteggio una tantum previsto per il personale ATA è pari a 40 punti. Al personale ATA vengono altresì riconosciuti i 12 punti per partecipazione a concorso .

Al personale ATA  oggi è consentita la mobilità territoriale anche se ha perso la sede di titolarità mentre si applica integralmente i dettami previsti dalla 104/92 così come previsto per i docenti e il personale educatore sulle precedenze. Il personale ATA se in soprannumerario è ovviamente e maggiormente interessato alle operazioni di mobilità, ragion per cui le segreterie delle scuole prima che venga emanata l’ordinanza deve predisporre una graduatoria interna in modo tale che ogni dipendente conosca la propria situazione giuridica.

 

Quale scadenze per la mobilità personale ATA?

 

Le scadenze sono ovviamente fondamentali. Tutti gli operatori del mondo della scuola ivi compresi il personale ATA per non restare fuori dai giochi devono farsi trovare pronti a tutte le novità che ogni anno vengono proposte anche ai fini della compilazione delle domande di mobilità personale ATA. Infatti il contratto che ogni anno viene faticosamente sottoscritto dalla parte pubblica e dal sindacato contiene sempre delle novità di cui è bene essere a conoscenza per evitare sgradite sorprese. Per la qual cosa è consigliabile nell’ipotesi in cui non si riesce a fare una formazione autonoma rivolgersi alle segreterie delle scuole ovvero al sindacato o patronato – caf di riferimento. Questi enti in generale sono a conoscenza o almeno dovrebbero essere a conoscenza di tutte le novità sulla mobilità personale ata nel frattempo intervenute nel mondo della scuola.

GIANCARLO RANALLI

 

 

 

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lun, giu 17, 2013  Valentina
Mobilità Pubblico Impiego 2013: Guida Utile
5 (100%) 3 Vota Questo Articolo

Mobilità Pubblico Impiego. Cosa si intende per mobilità nel settore del pubblico impiego? La mobilità pubblico impiego tende a soddisfare due distinte esigenze, del lavoratore da una parte e delle amministrazioni dall’altra. Nel primo caso in termini di crescita professionale mentre nel secondo caso di mobilità pubblico impiego funziona in termini di ricollocazione o reclutamento del proprio personale.

In fase di approvazione della spending review, il Ministro Patroni Griffi aveva rassicurato tutti confermando la presenza di “compensazioni” e di “meccanismi che utilizzeranno l’accompagnamento alla pensione per quelli più vicini o altrimenti un meccanismo di mobilità pubblico impiego obbligatoria per due anni”.

 

Mobilità Pubblico Impiego dopo la Spending Review

 

Come queste parole sono state tradotte con l’applicazione della spending review nei settori dell’impiego pubblico in termini di mobilità pubblico impiego?

 

Mobilità Pubblico Impiego: Esubero, Compensativa e Volontaria

 

mobilità pubblico impiego 2Le eccedenze da gestire in questi primi sei mesi del 2013 sono state calcolate in oltre 6 mila unità. In questi casi si applica la cosiddetta mobilità per esubero: gli enti pubblici per esigenze organizzative o per difficoltà finanziarie possono decidere autonomamente la riduzione del proprio personale con il solo obbligo di comunicazione preventiva alle RSU e ai sindacati. Trascorso un periodo di 90 giorni dall’invio dell’informativa alle associazioni sindacali, il dipendente può essere collocato in disponibilità all80% dello stipendio base, senza accessorio, per 24 mesi alla fine dei quali il rapporto di lavoro si scioglie.

Nel settore pubblico esiste poi anche la mobilità compensativa ovvero  mobilità pubblico impiego generata dall’accordo tra le amministrazioni di appartenenza: si configura quando i dipendenti a cui corrisponde un profilo professionale preciso e precise mansioni vengono letteralmente interscambiati secondo il principio di mobilità. Quindi in concreto una volta trovata una persona di pari qualifica professionale e interessata allo scambio, si invia una lettera all’ufficio gestione personale dell’ente di destinazione e in copia al proprio e si dichiara di conoscere le intenzioni di trasferimento dell’altro soggetto con pari competenze. Saranno poi i due enti a organizzarsi per la richiesta e il rilascio del nullaosta al trasferimento.

Per i dipendenti del pubblico impiego esiste poi anche la mobilità pubblico impiego volontaria che lascia libero il dipendente di passare da un’amministrazione all’altra mantenendo la stessa qualifica o almeno la stessa area di competenza.

In questo caso basta presentare la domanda di trasferimento per mobilità volontaria alla propria amministrazione in cui si spiegano i motivi di tale richiesta; la propria amministrazione deve rilasciare il nullaosta e trascorsi 30 giorni dalla richiesta, il trasferimento si intende approvato. Nel caso invece di risposta negativa alla richiesta di mobilità volontaria, l’amministrazione deve giustificare e motivare il diniego.

 

Valentina Stipa

 

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