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Mobilità Scuola 2016 – 2017. Il Pasticcio dichiarato



Mobilità Scuola 2016 – 2017. Il Pasticcio dichiarato
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Sulla mobilità dei docenti si doveva essere un po’ più bravi e che si è sbagliato un po’ troppo. Non tutte le ciambelle riescono col buco”. E’ quanto dichiarato dal premier Renzi ai microfono di Radio 105. Per molti – quasi tutti i soggetti coinvolti a dire il vero – queste parole sono un eufemismo rispetto al vero disastro che la Buona Scuola rappresenta e ha rappresentato fino ad oggi.
Alla luce di questo mea culpa i sindacati insorgono. “Vediamo se ci sarà la volontà politica di mettere a posto le cose e di ripristinare i diritti delle persone” tuona Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola.

 

 

 

 

Mobilità Scuola.  Le Uniche Certezze

 

 

 

Che sia stato fatto un mezzo disastro con questa riforma ormai è lampante. Altrettanto lampante è che uno degli ambiti più critici è quello della mobilità.

A questo punto non rimane che cercare di capire cosa accadrà e quali regole si dovranno se4guire per le domande di mobilità nel biennio 2017-2018.
Il punto di partenza rimane senza dubbio l’articolo 3 comma 1: a partire dal presente anno scolastico 2016/7 il personale che presenta domanda di mobilità viene assegnato agli ambiti territoriali.
Per l’anno in corso in realtà però tutti gli insegnanti immessi in ruolo entro l’anno scolastico 2014/2015, che hanno chiesto il trasferimento su altra sede hanno potuto usufruire ancora delle norme di salvaguardia previste dal contratto, evitando l’assegnazione su ambito territoriale e mantenendo quella su scuola, come previsto dal comma 73 dell’articolo 1 della legge 107.
Le prossime operazioni di mobilità invece dovranno svolgersi su base territoriale e per chiamata diretta. Pertanto i docenti potranno chiedere il trasferimento, presentando domanda volontaria all’interno di ambiti appartenenti alla stessa provincia, poiché l’assegnazione d’ufficio o la chiamata diretta di fatto impediscono la domanda di trasferimento interprovinciale.

 

 

 

Mobilità Scuola 2016 – 2017. I Moniti Del Presidente Mattarella

 

 

 

 

 

E pensare che il monito ad agire per il bene comune arriva direttamente anche dal presidente della repubblica che proprio durante l’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico fa un invito preciso: “alle forze politiche che quotidianamente si fronteggiano, in Parlamento o nella società vorrei chiedere non certo di rinunciare ai propri punti di vista sulla scuola, ma di impegnare positivamente l’attenzione più alta ai suoi problemi e alla sua specificità (…) non avremo forte crescita dell’occupazione, senza un sistema formativo sempre più efficiente e non avremo una società migliore senza una scuola che migliori costantemente”.

 

 

Il presidente non lesina critiche forti al governo e riconosce come sia “giusto, anzi è doveroso, denunciare carenze, limiti, problemi, che riguardano così da vicino la condizione e il futuro dei nostri ragazzi (…) e sollecitare attenzione e rivendicare diritti” ma “dobbiamo auspicare che l’analisi realistica delle difficoltà che incontra il sistema scolastico non si trasformi né in rassegnazione né in pregiudiziale pessimismo”.

 

 

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / orizzontescuola / ilsole24ore / tecnicadellascuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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