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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

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lun, nov 18, 2013  Patrizia Caroli
Mobilità Interscambio Pubblico Impiego: Trasferimento tra Dipendenti Pubblici
4 (80%) 25 Vota Questo Articolo

Mobilità Interscambio. La mobilità interscambio, nel pubblico impiego, o mobilità compensativa è lo scambio di dipendenti pubblici tra diverse amministrazioni. Gli unici requisiti sono che tra le due amministrazioni esista un accordo e che entrambi i dipendenti pubblici rispondano ad un profilo professionale simile. Per la mobilità interscambio, le proprie amministrazioni hanno la facoltà di stabilire quali mansioni possono essere considerate identiche oppure no.

Nell’ambito della mobilità interscambio bisogna distinguere tra mobilità interna e mobilità esterna. La mobilità interna opera all’interno dell’amministrazione e trasferisce il dipendente da un dipartimento all’altro, mentre che la mobilità esterna trasferisce il dipendente da un ente pubblico all’altro.

 

Come richiedere la mobilità interscambio per il dipendente pubblico?

 

Per accedere alla mobilità interscambio, i dipendenti pubblici interessati devono trovare una persona di pari qualifica e profilo professionale simile, interessata allo scambio. Una volta d’accordo, entrambi i dipendenti devono inviare una lettera tanto all’ente di destinazione come all’amministrazione di appartenenza, al dipartimento di personale, per richiedere la mobilità interscambio e per dichiarare di essere a conoscenza che l’altra persona ha, a sua volta, presentato analoga domanda.

Una volta realizzati i colloqui per verificare i profili dei due dipendenti interessati alla mobilità interscambio, l’Ente presso il quale si è presentata domanda di trasferimento contatterà all’amministrazione di appartenenza del dipendente, per chiedere il nullaosta alla mobilità interscambio. A questo punto, l’amministrazione di appartenenza dovrà rispondere, concedendo o negando il nullaosta che, per conoscenza, verrà inviato anche al dipendente.

 

Chi può fare Domanda di Mobilità Interscambio

 

La mobilità interscambio nel pubblico impiego viene regolata dall’art. 33 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29. Possono presentare domanda tutti i dipendenti pubblici, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, sempre che siano a conoscenza della presenza di un altro dipendente pubblico, di simile profilo professionale, interessato a scambiare il posto di lavoro.

Documenti da presentare per la mobilità interscambio.

-          La domanda di nulla osta tanto all’ente di appartenenza come all’ente di destinazione

-          La domanda di trasferimento, allegando il curriculum vitae a tutti i due gli enti pubblici.

La domanda di mobilità interscambio non implica l’estinzione del rapporto di lavoro, ma la continuazione dello stesso con un nuovo datore di lavoro, sempre un’amministrazione pubblica.

 

Sei interessato alla mobilità interscambio per il dipendente pubblico? Qui puoi presentare la tua richiesta

 

Fonti: Workcountry / Impi

 

Patrizia Caroli

 

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mar, lug 23, 2013  Ranalli
Domanda di Mobilità: I requisiti per i dipendenti statali
4.25 (85%) 8 Vota Questo Articolo

Domanda di mobilità e i requisiti necessari. Circa il presente argomento tengo a sottolineare un passaggio fondamentale per poi proseguire la trattazione della presente problematica. In effetti c’è da distinguere tra la mobilità cosiddetta volontaria e quella che oramai si sta prospettando quella obbligatoria cioè d’ufficio.

Direi che la mobilità volontaria è stata una norma che oggi possiamo dirlo non ha riscosso molto successo. Infatti essa è stata sfruttata da poche centinaia di dipendenti pubblici. Il motivo principale di questo flop è secondo il mio parere da ricercarsi nei pochi incentivi che erano alla base di questa legge, in poche parole cercati il posto dove voler essere mobilitato e caricati di tutti gli oneri derivanti. Questo ovviamente ha scoraggiato tanti a fare domanda di mobilità.

domanda-mobilità

 

Domanda di mobilità e gli esuberi

Ma passiamo ai giorni nostri. Visto e constatato il fallimento della mobilità volontaria lo stato con una successiva norma ha inteso porre rimedio a quel  flop legiferando sulla mobilità coatta o d’ufficio. Diciamo che questa legge seppure norma a tutti gli effetti dello stato, nei fatti non ha mai trovato applicazione. Ma dal 2010 dopo lo scoppio della crisi greca le cose sono cambiate e anche di molto.

 

Domanda di mobilità: i destinatari alla mobilità d’ufficio

 

Infatti c’è molta attesa  ed anche molto timore di quello che forse succederà nei prossimi mesi. Infatti incombe sul pubblico impiego la mannaia degli esuberi ormai accertata in 700 unità.

Ma soltanto 300 di questi 7000 saranno destinati alla mobilità d’ufficio vera e propria. Infatti gli altri 4000 esuberi saranno assorbiti con il prepensionamento attraverso la deroga alla riforma sulle pensioni del ministro Fornero con il ripristino delle quote almeno fino al 31.12.2013 o 31.12.2014. Insomma staremo a vedere. Ma per gli altri 3000 si prospetta un autunno decisamente caldo.

 

Domanda di mobilità e graduatorie

 

In questa fase ovviamente si stilerà una graduatoria interna per la domanda di mobilità che dovrà tenere conto di diverse particolarità ovvero anche di diritti di precedenza o di preferenza. E’ ovvio che mi riferisca ad esempio alla tutela che offre la legge 104/92 in particolare per quanti ne usufruiscono a titolo personale. Anche in questo caso con ogni probabilità ci sarà la differenziazione tra  un certificato di legge 104/92 semplice e quello che contempla invece la connotazione di gravità. Giurisprudenza attuale vuole che chi è titolare di questa legge non partecipi ad alcun formulazione di graduatorie per la domanda di mobilità.
Per  gli altri cioè per quelli che saranno in questa graduatoria verranno applicati tutte le prerogative previste dalla legge sulla  mobilità d’ufficio. Esse sono sostanzialmente due. Innanzitutto e con ogni probabilità verrà proposto l’istituto del part-time. Esaurita questa operazione si passerà all’ulteriore fase di ripristino in un certo senso della mobilità volontaria cioè si sottoporranno agli interessati le amministrazioni con carenza di personale dove è possibile essere destinati, esaurita questa ulteriore fase si passerà all’ultima che è poi quella più drammatica e la più temuta. Si resterà a casa per due anni con l’80% della retribuzione tabellare e pensionabile trascorsi i quali ….si resterà a casa definitivamente.

 

Io ad oggi non so se queste cose si avvereranno per davvero ma è quello che è scritto negli atti di legge promossi dai nostri politici passati e attuali…dire che bisogna comunque essere fiduciosi può sembrare un palliativo ma è quello che dobbiamo fare anche perché sicuramente ci saranno prese di posizioni importanti che forse e c’è lo auguriamo ritarderanno l’attuazione di queste norme o comunque le modificheranno.
 GIANCARLO RANALLI

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lun, apr 22, 2013  Valentina
Mobilità PA: Ecco Come e Perché Accedere alla Mobilità Volontaria?
3.6 (72%) 5 Vota Questo Articolo

Mobilità PA. Per favorire lo scambio tra la domanda e l’offerta in termini di mobilità pa volontaria della pubblica amministrazione regolata dall’art. 30 D.Lgs. 165/2001, esistono molti siti internet che propongono posti vacanti da scambiare.

 

La mobilità pa volontaria si affianca a quella compensativa e a quella per esubero introdotto dalla recente legge di stabilità del 2012.

 

Fonte: italiaoggi

Fonte: italiaoggi

In generale nel nostro contesto nazionale la richiesta di mobilità volontaria nella pubblica amministrazione è stata dettata e dunque regolamentata in seguito alle eccedenze di personale all’intrno di alcune amministrazioni rispetto ad altre che invece ne erano carenti. La mobilità volontaria nella pubblica amministrazione è una sorta di strumento di bilanciamento di risorse umane.

 

In questo articolo vogliamo analizzare la mobilità pa volontaria ovvero quella che permette ai dipendenti pubblici di passare in modo diretto e mantenendo il medesimo ruolo, ma non lo stesso profilo professionale, a un’amministrazione differente

 

 

Qual è L’Iter Da Seguire Per Accedere Alla Mobilità PA Volontaria ?

 

la domanda di accesso alla mobilità pa volontaria segue lo stesso percorso di quelle di trasferimento e va quindi presentata alla propria amministrazione di appartenza.

La domanda di mobilità pa volontaria deve comprendere le motivazioni di tale richiesta.

 

Anche nel caso in cui si sia a conoscenza che nella sede di destinazione c’è la possibilità di accesso tramite la mobilità volontaria nella pubblica amministrazione, è obbligatorio avere prima il benestare di quella di appartenenza, la quale, trascorsi 30 giorni dalla richiesta, accetta tacitamente il trasferimento con mobilità pa volontaria richiesta.

 

Se invece il trasferimento viene negato, tale diniego deve essere opportunamente motivato.

A differenza di quanto prevede la norma al comma 1 dell’art. 30 D.lgs. n. 165/2001, il perfezionamento della mobilità pa volontaria  dipende dalla volontà dell’amministrazione cedente, mai di quella destinataria, che invece subisce e accetta tacitamente la scelta.

Va infine precisato che tutte anche ai fini dei concorsi per la mobilità pa volontaria, quest’ultima in tutti i suoi settori deve rendere  pubblica le disponibilità dei posti vacanti in organico, fissando preventivamente i criteri di scelta.

 

Fonte: aranagenzia / illavoratore / lineaamica / intrage / direr / ilmessaggero

 

Valentina Stipa

 

 

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ven, apr 19, 2013  Valentina
Ricongiungimento Familiare Polizia. Requisiti e Procedure per Ottenerlo
2.4 (48%) 5 Vota Questo Articolo

Ricongiungimento Familiare Polizia: Il coniuge convivente del personale in servizio permanente delle forze armate, (…) trasferiti d’autorità da una ad altra sede di servizio, che sia impiegato in una delle amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, ha diritto, all’atto del trasferimento o dell’elezione di domicilio nel territorio nazionale, ad essere impiegato presso l’amministrazione di appartenenza o, per comando o distacco, presso altre amministrazioni nella sede di servizio del coniuge o, in mancanza, nella sede più vicina». E’ quanto recita l’art. 17 della legge 28 luglio 1999, n. 266 e proprio sula base di questo articolo vogliamo oggi affrontare il tema del ricongiungimento familiare polizia.

 

ricongiungimento familiare poliziaAlla luce di questa norma, la cui importanza è stata più volte sottolineata anche da diverse sentenze della corte di cassazione, gli stessi vertici del corpo hanno emanato disposizioni interne in tema di ricongiungimento familiare polizia, con lo scopo di tutelare le esigenze private dei propri militari, nell’ottica propria delle forze armate della valorizzazione della famiglia.

Entrando nel dettaglio del ricongiungimento familiare polizia, questo si può concretizzare in un lasso di tempo che non eccede i tre anni.

 

 

Chi Può Richiedere il Ricongiungimento Familiare Polizia?

 

 

I requisiti per poter avanzare richiesta di ricongiungimento familiare polizia sono:

 

- aver contratto regolare matrimonio civile
- anzianità di servizio di almeno 4 anni dalla regione nella quale si chiede il ricongiungimento familiare polizia

- il coniuge oggetto del ricongiungimento familiare polizia deve essere in possesso di un contratto di lavoro indeterminato da almeno 4 anni e deve risiedere nella regione in cui si chiede il ricongiungimento familiare polizia da almeno 10 anni.

 

Il ricongiungimento familiare polizia non è previsto qualora il coniuge sia dipendente di una ditta privata.

 

Valentina Stipa

 

 

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gio, apr 11, 2013  Ranalli
Mobilità Volontaria Pubblica Amministrazione: Istruzioni Utili
5 (100%) 3 Vota Questo Articolo

Mobilità volontaria si diversifica da quella coatta o d’ufficio appunto perché essa è fatta su base volontaria. Nel corso degli anni e nel corso della sottoscrizione dei vari contratti collettivi nazionali di lavoro si è inserito questo istituto contrattuale al fine di poter ovviare a quelle carenze di organico prevalentemente esistenti nelle pubbliche amministrazioni del nord a differenza di quelle del sud dove invece erano presenti delle eccedenze anche abbastanza consistenti negli organici.

Problematiche della Mobilità Volontaria

 

mobilità volontariaTuttavia tutto si può dire tranne che la mobilità volontaria sia stato un successo.

Direi tutt’altro che un successo un vero e proprio flop.

Infatti solo una percentuale bassissima h voluto o potuto usufruire di questo innovativo istituto contrattuale.

Infatti uno dei motivi del fallimento è sicuramente da ricercarsi in quanto era alla base di un eventuale trasferimento in altro luogo.

In primis la ricerca di un alloggio in altra città.

Molto ma molto costoso.

In secondo luogo la disponibilità dell’amministrazione ricevente a concedere il nulla osta al trasferimento anche perché non tutti i richiedenti hanno quei profili richiesti dagli enti.

In terzo luogo la non disponibilità degli enti ove si presta servizio a concedere il nulla osta al trasferimento anche se questo appare ed appariva un problema alla fine meno pressante rispetto agli altri due.

 

Nei fatti la mobilità volontaria più che su base , interprovinciale , ha funzionato soprattutto su base comunale.

Vale a dire che si ha la contezza che c’è stata una grande migrazione tra enti pubblici esistenti nello stesso territorio o comune. Possiamo ben dire allora che la mobilità volontaria ha funzionato ma solo a questo livello.

 

Mobilità volontaria ad oggi

 

Ad oggi la mobilità  volontaria è del tutto sparita dati i suo effetti ed e stata sostituita da quella d’ufficio non del tutto operativa ma ben presto vedrà i suoi effetti anche molto importanti e che influirà e non poco sul futuro delle persone e delle famiglie.

Infatti è in atto nel pubblico impiego una vera  e propria rivoluzione che partirà dalla riduzione delle dotazioni organiche. Il personale in esubero alla fine di un processo abbastanza complesso e particolare sarà costretto alla mobilità obbligatoria che avverrà solo alla fine di vari tentativi che la legge prevede debba fare l’amministrazione, vale a dire accertare il raggiungimento dei requisiti per il collocamento a riposo, la possibilità di essere trasferito presso altre amministrazioni, il part-time ed infine la mobilità d’ufficio quindi non più volontaria.

La gravità di questo processo finale sta nel fatto che la retribuzione erogata sarà solo quella fondamentale pari all’80% dello stipendio per due anni. Ovviamente la cosa è davvero di una gravità inaudita speriamo soltanto che le varie parti quanto si siederanno ai tavoli per definire il destino dei lavoratori si rendano conto che non è più il tempo di scherzare e di fare giochetti e che null’altro deve essere richiesto ai lavoratori e che il resto per salvare questo paese lo dovranno fare quanti politici e non hanno messo il nostro Paese in queste difficili condizioni.

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