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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi per la categoria 'Mobilità Statali'

lun, nov 18, 2013  Patrizia Caroli
Mobilità Interscambio Pubblico Impiego: Trasferimento tra Dipendenti Pubblici
4 (80%) 27 Vota Questo Articolo

La mobilità interscambio, nel pubblico impiego, o mobilità compensativa è lo scambio di dipendenti pubblici tra diverse amministrazioni. Gli unici requisiti sono che tra le due amministrazioni esista un accordo e che entrambi i dipendenti pubblici rispondano ad un profilo professionale simile. Per la mobilità interscambio, le proprie amministrazioni hanno la facoltà di stabilire quali mansioni possono essere considerate identiche oppure no.

Nell’ambito della mobilità interscambio bisogna distinguere tra mobilità interna e mobilità esterna. La mobilità interna opera all’interno dell’amministrazione e trasferisce il dipendente da un dipartimento all’altro, mentre che la mobilità esterna trasferisce il dipendente da un ente pubblico all’altro.

 

Come richiedere la mobilità interscambio per il dipendente pubblico?

 

Per accedere alla mobilità interscambio, i dipendenti pubblici interessati devono trovare una persona di pari qualifica e profilo professionale simile, interessata allo scambio. Una volta d’accordo, entrambi i dipendenti devono inviare una lettera tanto all’ente di destinazione come all’amministrazione di appartenenza, al dipartimento di personale, per richiedere la mobilità interscambio e per dichiarare di essere a conoscenza che l’altra persona ha, a sua volta, presentato analoga domanda.

Una volta realizzati i colloqui per verificare i profili dei due dipendenti interessati alla mobilità interscambio, l’Ente presso il quale si è presentata domanda di trasferimento contatterà all’amministrazione di appartenenza del dipendente, per chiedere il nullaosta alla mobilità. A questo punto, l’amministrazione di appartenenza dovrà rispondere, concedendo o negando il nullaosta che, per conoscenza, verrà inviato anche al dipendente.

 

Chi può fare Domanda di Mobilità Interscambio

 

La mobilità nel pubblico impiego viene regolata dall’art. 33 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29. Possono presentare domanda tutti i dipendenti pubblici, con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, sempre che siano a conoscenza della presenza di un altro dipendente pubblico, di simile profilo professionale, interessato a scambiare il posto di lavoro.

Documenti da presentare per la mobilità interscambio.

-          La domanda di nulla osta tanto all’ente di appartenenza come all’ente di destinazione

-          La domanda di trasferimento, allegando il curriculum vitae a tutti i due gli enti pubblici.

La domanda di mobilità interscambio non implica l’estinzione del rapporto di lavoro, ma la continuazione dello stesso con un nuovo datore di lavoro, sempre un’amministrazione pubblica.

 

 

Fonti: Workcountry

 

Patrizia Caroli

 

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mar, lug 23, 2013  Ranalli
Domanda di Mobilità: I requisiti per i dipendenti statali
4.3 (85%) 8 Vota Questo Articolo

Domanda di mobilità e i requisiti necessari. Circa il presente argomento tengo a sottolineare un passaggio fondamentale per poi proseguire la trattazione della presente problematica. In effetti c’è da distinguere tra la mobilità cosiddetta volontaria e quella che oramai si sta prospettando quella obbligatoria cioè d’ufficio.

Direi che la mobilità volontaria è stata una norma che oggi possiamo dirlo non ha riscosso molto successo. Infatti essa è stata sfruttata da poche centinaia di dipendenti pubblici. Il motivo principale di questo flop è secondo il mio parere da ricercarsi nei pochi incentivi che erano alla base di questa legge, in poche parole cercati il posto dove voler essere mobilitato e caricati di tutti gli oneri derivanti. Questo ovviamente ha scoraggiato tanti a fare domanda di mobilità.

domanda-mobilità

 

Domanda di mobilità e gli esuberi

Ma passiamo ai giorni nostri. Visto e constatato il fallimento della mobilità volontaria lo stato con una successiva norma ha inteso porre rimedio a quel  flop legiferando sulla mobilità coatta o d’ufficio. Diciamo che questa legge seppure norma a tutti gli effetti dello stato, nei fatti non ha mai trovato applicazione. Ma dal 2010 dopo lo scoppio della crisi greca le cose sono cambiate e anche di molto.

 

Domanda di mobilità: i destinatari alla mobilità d’ufficio

 

Infatti c’è molta attesa  ed anche molto timore di quello che forse succederà nei prossimi mesi. Infatti incombe sul pubblico impiego la mannaia degli esuberi ormai accertata in 700 unità.

Ma soltanto 300 di questi 7000 saranno destinati alla mobilità d’ufficio vera e propria. Infatti gli altri 4000 esuberi saranno assorbiti con il prepensionamento attraverso la deroga alla riforma sulle pensioni del ministro Fornero con il ripristino delle quote almeno fino al 31.12.2013 o 31.12.2014. Insomma staremo a vedere. Ma per gli altri 3000 si prospetta un autunno decisamente caldo.

 

Domanda di mobilità e graduatorie

 

In questa fase ovviamente si stilerà una graduatoria interna per la domanda di mobilità che dovrà tenere conto di diverse particolarità ovvero anche di diritti di precedenza o di preferenza. E’ ovvio che mi riferisca ad esempio alla tutela che offre la legge 104/92 in particolare per quanti ne usufruiscono a titolo personale. Anche in questo caso con ogni probabilità ci sarà la differenziazione tra  un certificato di legge 104/92 semplice e quello che contempla invece la connotazione di gravità. Giurisprudenza attuale vuole che chi è titolare di questa legge non partecipi ad alcun formulazione di graduatorie per la domanda di mobilità.
Per  gli altri cioè per quelli che saranno in questa graduatoria verranno applicati tutte le prerogative previste dalla legge sulla  mobilità d’ufficio. Esse sono sostanzialmente due. Innanzitutto e con ogni probabilità verrà proposto l’istituto del part-time. Esaurita questa operazione si passerà all’ulteriore fase di ripristino in un certo senso della mobilità volontaria cioè si sottoporranno agli interessati le amministrazioni con carenza di personale dove è possibile essere destinati, esaurita questa ulteriore fase si passerà all’ultima che è poi quella più drammatica e la più temuta. Si resterà a casa per due anni con l’80% della retribuzione tabellare e pensionabile trascorsi i quali ….si resterà a casa definitivamente.

 

Io ad oggi non so se queste cose si avvereranno per davvero ma è quello che è scritto negli atti di legge promossi dai nostri politici passati e attuali…dire che bisogna comunque essere fiduciosi può sembrare un palliativo ma è quello che dobbiamo fare anche perché sicuramente ci saranno prese di posizioni importanti che forse e c’è lo auguriamo ritarderanno l’attuazione di queste norme o comunque le modificheranno.
 GIANCARLO RANALLI

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gio, apr 11, 2013  Ranalli
Mobilità Volontaria Pubblica Amministrazione: Istruzioni Utili
5 (100%) 3 Vota Questo Articolo

Mobilità volontaria si diversifica da quella coatta o d’ufficio appunto perché essa è fatta su base volontaria. Nel corso degli anni e nel corso della sottoscrizione dei vari contratti collettivi nazionali di lavoro si è inserito questo istituto contrattuale al fine di poter ovviare a quelle carenze di organico prevalentemente esistenti nelle pubbliche amministrazioni del nord a differenza di quelle del sud dove invece erano presenti delle eccedenze anche abbastanza consistenti negli organici.

Problematiche della Mobilità Volontaria

 

mobilità volontariaTuttavia tutto si può dire tranne che la mobilità volontaria sia stato un successo.

Direi tutt’altro che un successo un vero e proprio flop.

Infatti solo una percentuale bassissima h voluto o potuto usufruire di questo innovativo istituto contrattuale.

Infatti uno dei motivi del fallimento è sicuramente da ricercarsi in quanto era alla base di un eventuale trasferimento in altro luogo.

In primis la ricerca di un alloggio in altra città.

Molto ma molto costoso.

In secondo luogo la disponibilità dell’amministrazione ricevente a concedere il nulla osta al trasferimento anche perché non tutti i richiedenti hanno quei profili richiesti dagli enti.

In terzo luogo la non disponibilità degli enti ove si presta servizio a concedere il nulla osta al trasferimento anche se questo appare ed appariva un problema alla fine meno pressante rispetto agli altri due.

 

Nei fatti la mobilità volontaria più che su base , interprovinciale , ha funzionato soprattutto su base comunale.

Vale a dire che si ha la contezza che c’è stata una grande migrazione tra enti pubblici esistenti nello stesso territorio o comune. Possiamo ben dire allora che la mobilità volontaria ha funzionato ma solo a questo livello.

 

Mobilità volontaria ad oggi

 

Ad oggi la mobilità  volontaria è del tutto sparita dati i suo effetti ed e stata sostituita da quella d’ufficio non del tutto operativa ma ben presto vedrà i suoi effetti anche molto importanti e che influirà e non poco sul futuro delle persone e delle famiglie.

Infatti è in atto nel pubblico impiego una vera  e propria rivoluzione che partirà dalla riduzione delle dotazioni organiche. Il personale in esubero alla fine di un processo abbastanza complesso e particolare sarà costretto alla mobilità obbligatoria che avverrà solo alla fine di vari tentativi che la legge prevede debba fare l’amministrazione, vale a dire accertare il raggiungimento dei requisiti per il collocamento a riposo, la possibilità di essere trasferito presso altre amministrazioni, il part-time ed infine la mobilità d’ufficio quindi non più volontaria.

La gravità di questo processo finale sta nel fatto che la retribuzione erogata sarà solo quella fondamentale pari all’80% dello stipendio per due anni. Ovviamente la cosa è davvero di una gravità inaudita speriamo soltanto che le varie parti quanto si siederanno ai tavoli per definire il destino dei lavoratori si rendano conto che non è più il tempo di scherzare e di fare giochetti e che null’altro deve essere richiesto ai lavoratori e che il resto per salvare questo paese lo dovranno fare quanti politici e non hanno messo il nostro Paese in queste difficili condizioni.

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lun, mar 11, 2013  Patrizia Caroli
Mobilità Pubblico Impiego: Come Richiederla e Quali Sono i Tuoi Diritti?
3 (60%) 1 Vota Questo Articolo

Mobilità Pubblico Impiego: La mobilità è uno strumento di cambiamento di lavoro o trasferimento che ha lo scopo di ammortizzare l’impatto per la perdita di lavoro. Con la mobilità pubblico impiego, lo stato offre un sostegno economico ai dipendenti pubblici in esubero e attiva meccanismi per la rioccupazione, in quanto la mobilità pubblico impiego prevede trasferimenti di ruolo professionale, ma anche trasferimento di un’amministrazione all’altra.

 

Caratteristiche della Mobilità Pubblico Impiego

 

mobilita pubblico impiegoPrima di parlare dei requisiti necessari per accedere alla mobilità pubblico impiego e di come fare la domanda, vediamo di chiarire le diverse modalità di mobilità pubblico impiego che prevede la legge italiana:

  1. Mobilità Pubblico Impiego temporanea

Si tratta di casi di mobilità in cui il dipendente pubblico viene trasferito provvisoriamente presso un’altra amministrazione, ma continua il suo rapporto di lavoro con l’amministrazione di provenienza. La mobilità pubblico impiego temporanea ha una durata breve e gli istituti utilizzati sono il comando, il distacco, il fuori ruolo e le convenzioni;

  1. Mobilità Pubblico Impiego Permanente

In questo caso, il dipendente pubblico in questione viene trasferito definitivamente. La mobilità pubblico impiego permanente prevede un passaggio del dipendente nei ruoli della nuova amministrazione e la cessione del contratto di lavoro. Nell’ambito della mobilità pubblico impiego, la normativa distingue tra:

-          Mobilità volontaria, ovvero il passaggio diretto di dipendenti tra le diverse amministrazioni, richiesto dal proprio dipendente (art. 30 D.Lgs. 165/2001)

-          Mobilità imposta dallo Stato per soprannumero o eccedenza di personale (art. 33 D.Lgs. 165/2001)

 

Mobilità Pubblico Impiego per Esubero: Chiarimenti

 

La legge di Stabilità del governo Monti ha introdotto alcune modifiche riguardo la mobilità pubblico impiego permanente per soprannumero o eccedenza di personale. Infatti, le amministrazioni hanno la facoltà di decidere di ridurre il numero di dipendenti in caso di esigenze organizzatine o funzionali, ma anche nel caso di difficoltà economica.

Nel caso di mobilità per esubero, le amministrazioni hanno l’obbligo d’informare i sindacati e trascorsi 90 giorni da questa comunicazione, il dipendente pubblico in questione può essere collocato in disponibilità all’80 % dello stipendio base, senza accessorio, per 24 mesi. Dopo questo periodo, il rapporto di lavoro si risolve di diritto.

Se si tratta però di dipendenti pubblici con un’anzianità contributiva minima di 40 anni, devono essere collocati a riposo obbligatoriamente entro 10 giorni dall’informativa ai sindacati.

 

Mobilità Pubblico Impiego Volontaria: Come accedere

 

Come abbiamo detto prima, la mobilità pubblico impiego volontaria è il trasferimento di un’amministrazione all’altra, richiesta dal proprio dipendente. Questo passaggio è possibile dietro autorizzazione delle amministrazioni interessate e tra dipendenti con ruoli simili.

I dipendenti interessati alla mobilità pubblico impiego volontaria devono fare richiesta alla propria amministrazione di appartenenza tramite una lettera che contenga i motivi per cui vogliono essere trasferiti. La maggior parte delle amministrazioni raccolgono le richieste e non appena si presenta la possibilità ne danno notizia agli interessati. Se c’è un posto che interessa si può inviare all’amministrazione interessata la propria richiesta allegando il curriculum.

Inoltre, i dipendenti interessati alla mobilità pubblico impiego volontaria devono chiedere il nulla osta all’ente di appartenenza. Normalmente, nei contratti di lavoro è previsto che, trascorsi 30 gg. dalla richiesta, il trasferimento si intende rilasciato, mentre l’eventuale risposta negativa deve essere necessariamente motivata.

 

Fonte: Intrage.it / Inps / Aranagenzia.it

 

Patrizia Caroli

 

 

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mer, nov 7, 2012  Roberta Buscherini
Dipendenti INPS e INAIL: Dubbi sulla Gestione dei Tagli di Personale
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Primi numeri riguardo i tagli previsti per i prossimi mesi nel personale appartenenti alla Pubblica Amministrazione e i ministeri coinvolti.
Saranno circa 6.000 i dipendenti pubblici che rimarranno “a casa” nel 2013 secondo le misure previste nella Spending Review. Questa cifra include 3.100 lavoratori ministeriali, ai quali si aggiungono 58 dirigenti di prima e seconda fascia.
Per quel che riguarda gli enti di ricerca i dipendenti “tagliati” nel 2013 saranno circa 140.

 

 

Prepensionamenti Dipendenti Pubblici

 

Il Governo prevede pensionamenti e prepensionamenti per circa l’80 % di questi dipendenti appartenenti ai ministeri e agli enti di ricerca. Inoltre, sono previsti trasferimenti volontari prima di arrivare all’attivazione della cosiddetta messa in disponibilità che apre la strada della mobilità collettiva.

 

Inail e INPS: situazione critica

Dubbi ancora sulla situazione degli appartenenti ai due enti pensionistici, Inail e Inps. Per quel che riguarda il primo, bisogna ricordare che è già stato avviato un taglio del 10 % del personale, ma non è sufficiente. Ci sono ancora 900 dipendenti in soprannumero, di cui 259 effettivi. Ci sono ancora dubbi su come verranno gestite queste eccedenze di personale, sicuramente in una prospettiva di mobilità.
Nel caso dell’INPS, ci sono circa 2.000 dipendenti in più, secondo la Spending Review. Anche in questo caso non ci sono notizie precise su come verrà gestita la situazione.

 

Fonte: Business Online

 

 

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