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Mobilità Volontaria Pubblica Amministrazione: Istruzioni Utili



Mobilità Volontaria Pubblica Amministrazione: Istruzioni Utili
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Mobilità volontaria si diversifica da quella coatta o d’ufficio appunto perché essa è fatta su base volontaria. Nel corso degli anni e nel corso della sottoscrizione dei vari contratti collettivi nazionali di lavoro si è inserito questo istituto contrattuale al fine di poter ovviare a quelle carenze di organico prevalentemente esistenti nelle pubbliche amministrazioni del nord a differenza di quelle del sud dove invece erano presenti delle eccedenze anche abbastanza consistenti negli organici.

Problematiche della Mobilità Volontaria

 

mobilità volontariaTuttavia tutto si può dire tranne che la mobilità volontaria sia stato un successo.

Direi tutt’altro che un successo un vero e proprio flop.

Infatti solo una percentuale bassissima h voluto o potuto usufruire di questo innovativo istituto contrattuale.

Infatti uno dei motivi del fallimento è sicuramente da ricercarsi in quanto era alla base di un eventuale trasferimento in altro luogo.

In primis la ricerca di un alloggio in altra città.

Molto ma molto costoso.

In secondo luogo la disponibilità dell’amministrazione ricevente a concedere il nulla osta al trasferimento anche perché non tutti i richiedenti hanno quei profili richiesti dagli enti.

In terzo luogo la non disponibilità degli enti ove si presta servizio a concedere il nulla osta al trasferimento anche se questo appare ed appariva un problema alla fine meno pressante rispetto agli altri due.

 

Nei fatti la mobilità volontaria più che su base , interprovinciale , ha funzionato soprattutto su base comunale.

Vale a dire che si ha la contezza che c’è stata una grande migrazione tra enti pubblici esistenti nello stesso territorio o comune. Possiamo ben dire allora che la mobilità volontaria ha funzionato ma solo a questo livello.

 

Mobilità volontaria ad oggi

 

Ad oggi la mobilità  volontaria è del tutto sparita dati i suo effetti ed e stata sostituita da quella d’ufficio non del tutto operativa ma ben presto vedrà i suoi effetti anche molto importanti e che influirà e non poco sul futuro delle persone e delle famiglie.

Infatti è in atto nel pubblico impiego una vera  e propria rivoluzione che partirà dalla riduzione delle dotazioni organiche. Il personale in esubero alla fine di un processo abbastanza complesso e particolare sarà costretto alla mobilità obbligatoria che avverrà solo alla fine di vari tentativi che la legge prevede debba fare l’amministrazione, vale a dire accertare il raggiungimento dei requisiti per il collocamento a riposo, la possibilità di essere trasferito presso altre amministrazioni, il part-time ed infine la mobilità d’ufficio quindi non più volontaria.

La gravità di questo processo finale sta nel fatto che la retribuzione erogata sarà solo quella fondamentale pari all’80% dello stipendio per due anni. Ovviamente la cosa è davvero di una gravità inaudita speriamo soltanto che le varie parti quanto si siederanno ai tavoli per definire il destino dei lavoratori si rendano conto che non è più il tempo di scherzare e di fare giochetti e che null’altro deve essere richiesto ai lavoratori e che il resto per salvare questo paese lo dovranno fare quanti politici e non hanno messo il nostro Paese in queste difficili condizioni.

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Un Commento a “Mobilità Volontaria Pubblica Amministrazione: Istruzioni Utili”

  1. Ciccio Ciccio Says:

    La mobilità volontaria in sanità però è di fatto soppressa, dato che le aziende sanitarie non concedono il nulla osta a chi vince bandi per trasferirsi ed ignora di rispettare il preavviso di tre mesi!
    Inutili anni di lotte e di contrattazioni nazionali… inutili i sindacati ed inutili gli ordini professionali… Tutto cancellato! Si rimane prigionieri e condannati in esilio dalle proprie famiglie, anche quando il tuo trasferimento non danneggia l’azienda di appartenenza, che gode ad esercitare solo uno sterile esercizio di potere fine a se stesso… Complimenti alla riforma della PA! Danneggiando i dipendenti, danneggiate anche le aziende e la Nazione, non credete? Continuate pure ad opprimere il popolo… avanti! Tanto fra un po’ in Italia rimarrano solo i vecchi e gli extracomunitari di passaggio…!

    P.S.: Finiamola con la storia che se la mobilità fosse più agevole si avrebbe un ritorno in massa dei lavoratoria dal Nord al Sud… Prima di tutto, molti di quelli, che hanno trovato lavoro al Nord (o anche all’estero) si trovano bene e non intendono tornare. In secondo luogo il flusso dei lavoratori si autoregolerebbe, un po’ come succede nel commercio, secondo la legge della domanda e dell’offerta. Chi scrive ha provato per 8 anni a tornare a casa al Sud, ma non c’è riuscito, perché non c’erano posti disponibili… e questo proprio perché: meno popolazione = meno posti di lavoro! Ora che invece potrei farlo a buon diitto, l’azienda per cui lavoro non mi lascia andare!
    Quindi, sarebbe ora di finirla con la storia che si vorrebbe far ripartire il Sud, senza crearvi posti di lavoro ed impedendo alla gente di tornare, anche quando questo fosse possibile… è un gatto che si morde la coda! Sì è cominciato con l’unità d’Italia a mortificarte il Sud, provocando la chiusura di fiorenti aziende (è tutto documentato, anche se i libri di storia adottati nelle nostre scuole non ne parlano!), per far spostare la forza lavoro verso le zone d’interesse dei governanti dell’epoca (Savoia & Co.)… Il tutto in una visione a dir poco miope e che paghiamo ancora oggi!
    L’Italia è fondata sul lavoro ma anche sulla famiglia (o almeno dovrebbe)… chi lavora lontano dai suoi affetti lavora male ed è costretto a tirare la cinghia… la Nazione soffre, perchè soffre la famiglia… soffre la gente!
    Il libero circolo delle persone, anche e soprattutto nel lavoro, si autoregola e porta benessere, come il libero circolare del denaro… Provate a tenere i soldi fermi… l’austerità docet!

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