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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mer, mar 19, 2014  Ranalli
Il Governo Renzi… La Svolta Buona …Così Pare
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

Il mercoledì da leoni, tanto atteso , è poi finalmente arrivato ed a portato quelle novità a largo raggio che in tanti si aspettavano. Non tutte le aspettative sono state rispettate ma sicuramente il popolo dei dipendenti pubblici , quelli che guadagnano meno di 1500 euro al mese possono fare tirare finalmente un sospiro di sollievo dopo tanti anni con le retribuzioni al palo dopo la moratoria dei contratti pubblici ormai bloccati dal 2010. Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha parlato di un aumento di circa 80 euro netti mensili. Ma come arriveranno questi soldi in busta paga e quello che cercherò di spiegare in maniera il più possibile comprensibile anche se dobbiamo comunque aspettare il decreto di fine marzo laddove saranno indicate con certezza le cifre che ciascuno percepirà sotto forma di una tantum prima e poi sotto forma di sgravio mensile.

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Ad oggi dobbiamo attenerci alle indicazioni che ci danno i quotidiani soprattutto quelli di caratura internazionale che provano a fare delle proiezioni. Vediamo quali sono:  La cosa certa e che si agirà sulle detrazioni da lavoro dipendente ( solo quelle e non quelle per familiari a carico ).Le attuali 1880 euro previste per i redditi fino a 1800 passeranno a 2400 euro. Questo limite varrà per tutti quanti guadagnano fino a 20000 mila euro annui.  Quindi in termini pratici chi guadagna oggi 20000 mila euro passa da una detrazione da lavoro dipendente che oggi è di 1339 euro a 2400 euro  con un beneficio annuo di 1061 euro che sarà liquidato il 27maggio sotto forma di una tantum e che da gennaio 2015 sarà mensile quindi oltre i 90 euro mensili netti.

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ilsole24ore.com

ilsole24ore.com

A questo punto per quanti guadagnano più di 20000 euro annuali le detrazioni vanno a decrescere all’aumentare del reddito annuale pertanto chi guadagna 250000 annuali  vedrà ridotta la propria detrazione da lavoro dipendente a 2100 euro annui. Questo però significa che rispetto alla precedente detrazione di 1100 euro annui avrà un beneficio di circa mille euro annui.

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La detrazione da lavoro dipendente si ridurrà ulteriormente per quanti ad esempio guadagnano 32000 euro annui. Costoro dalle attuali 800 euro di detrazioni annue passeranno ad una detrazione di 1700 euro annue quindi un  beneficio medio annuo di circa 900 euro. Costoro avranno a regime un  beneficio mensile di circa 80 euro mensili. La detrazione dal lavoro dipendente si annulla o quasi al salire del reddito fino a 55000 mila euro annui. Costoro infatti oggi percepiscono 35 euro annui che aumenterà in questo caso di ulteriori euro 38 fino a raggiungere 74 euro annui.

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Per i cosiddetti invece incapienti vale a dire quanti guadagnano fino ad 8000 mila euro annui e che oggi percepiscono una detrazione di 1880 euro annui il beneficio sarebbe doppio poiché da un lato porterebbe la detrazione aumenterebbe a 2400 euro annui dall’altro possono guadagnare fino a 20000 euro annui non vedendo ridotta detta detrazione.

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Altri quotidiani a dire la verità fanno altri tipi di proiezioni nel senso che il beneficio minimo lo percepiranno quanti guadagnano fino a 25000 euro annui a cui spetteranno a regime circa 60 euro mensili.

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Non ci resta che aspettare due date… la fine del mese di marzo per il decreto del governo esplicativo di tutti gli sgravi e poi la rata del mese di maggio dove sarà contenuta l’una tantum eventualmente spettante per poi calcolare il beneficio mensile.

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Giancarlo Ranalli

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ven, mar 14, 2014  Ranalli
Il Governo Renzi Al Primo Bivio!!!
4.3 (86.67%) 6 Vota Questo Articolo

Abbasare  l’IRAP Pagato Dalle Imprese O Ridurre Il Cuneo Fiscale A Favore Dei Lavoratori?

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imagesCAATZVQFNel suo intervento alle camere il Presidente del Consiglio dei Ministri dott. Matteo Renzi, accennava ad una consistente cifra espressa in miliardi tesa ad alleggerire la pressione fiscale alle imprese ed ai lavoratori. E’ certamente un buon inizio, il primo passo verso quella ripresa dei consumi tanto attesa ma che potrà essere possibile solo attraverso un’azione incisiva e reboante che liberi in maniera consistente le retribuzioni dalla forca delle tasse. Sul principio dell’intervento c’è un accordo totale da parte di tutte le componenti del mondo del lavoro, dagli industriali, dalle aziende per finire ai lavoratori.

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Il problema nasce, per questo parliamo di bivio, nel momento in cui pensa a chi destinare nei fatti questa consistente cifra.  C’è chi spinge per veicolare questi soldi per l’abbattimento di almeno il 30% dell’IRAP che pagano le aziende. Questa componente del settore produttivo ovviamente è talmente forte che sembrerebbe una partita già chiusa a priori. Tuttavia il presidente degli industriali Dott. Squinzi si sarebbe espresso positivamente per la destinazione di questa cifra per la riduzione del cosiddetto cuneo fiscale. Il senso di questa posizione sembrerebbe abbastanza logica…non avrebbe senso destinare un po’ di qua e un po’ di là senza far avvertire a nessuno i vantaggi di quest’operazione . Quindi destinare questa fetta di miliardi alla riduzione del cuneo fiscale potrebbe significare finalmente e dopo ben sei anni di blocco dei contratti nazionali di lavoro, di una spinta in avanti delle retribuzioni…si parla di un aumento minimo di cinquanta euro mensili derivanti appunto da questa riduzione del cuneo fiscale. In pratica significa pagare meno tasse quindi un imponibile Irpef assai più basso su cui pagare poi le tasse. Certamente un ottima notizia in un periodo di vacche magre.

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Altri importanti benefici economici potrebbero venire dalla rimodulazione delle aliquote Irpef. Sembra infatti che si voglia aumentare o allargare la fascia di esenzione ovvero alleggerire la tassazione sulle aliquote Irpef più basse. Se così fosse e abbiamo il dovere di credere nella buona volontà di questo governo, pagare meno Irpef significherebbe un aumento importante del reddito netto disponibile.

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Quest’operazione mi sembra oggi l’unica via che consente all’economia di poter ripartire secondo la classica e mai smentita equazione: più reddito disponibile uguale più consumi. Quindi la cura per far ripartire l’economia ed i consumi è proprio questa. Non ci resta che attendere qualche settimana perché sembra nelle intenzioni dell’esecutivo partire immediatamente con queste operazioni . Ovviamente tutti i lavoratori si augurano di avere subito maggior reddito disponibile a disposizione in attesa che anche lo sblocco dei contratti possa prima o poi intervenire per dare respiro ulteriormente ai salari il cui potere d’acquisto è tale da determinare un allarme sociale senza precedenti.

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Non ci resta altro che augurare buon lavoro all’esecutivo guidato da Renzi e non ci resta altro che aspettare qualche giorno per vedere concretizzate tutte le promesse di questi giorni.

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Giancarlo Ranalli

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ven, feb 14, 2014  Patrizia Caroli
Sicurezza Ed Innovazione: Un balzo in avanti per uscire dalla crisi
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Le speranze per il nostro paese passano attraverso innumerevoli e compositi percorsi di innovazione. Garanzie per lavoratori ed esodati, incentivi e finanziamenti per migliorare ed implementare la prevenzione per la salute e la sicurezza nell’ambiente di lavoro: sono, questi, alcuni degli importanti progetti presentati dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini a margine di una iniziativa patrocinata dall’Inail.

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Fonte: www.impresedilinews.it

Fonte: www.impresedilinews.it

Le parole del Ministro Giovannini: evitare nuovi esodati

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Quello che emerge dalle parole del ministro è che in primo luogo il Governo si è alacremente messo al lavoro per evitare la fuoriuscita di nuovi esodati: i tecnici afferenti ai ministeri di Economia e Lavoro stanno infatti elaborando meccanismi per favorire la possibile uscita anticipata rispetto all’età di pensionamento, attraverso non solo il contributo dello Stato, ma anche mediante l’aiuto di aziende e lavoratori. Nelle parole del ministro Giovannini si affastellano i termini solidità economica e flessibilità: il progetto infatti dovrà contare sul concetto di  robustezza finanziaria e si configurerà, continua Giovannini, come strumento flessibile in funzione delle esigenze soggettive dei lavoratori.

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Nel frattempo il Ministro del Lavoro ha incontrato le rappresentanze delle Regioni meridionali con l’obiettivo di estendere ed ampliare la carta di inclusione attiva su tutti i Comuni dell’Italia del sud: le risorse a disposizione dell’importante progetto ammontano a 167 milioni di euro, e l’erogazione di tali contributi è già in corso d’opera.

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Sicurezza sul lavoro: i finanziamenti a fondo perduto dell’Inail

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Altro importante tema sottolineato da Giovannini è quelle inerente alla salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro: ed è proprio in relazione a ciò che ci concretizza l’iniziativa Inail sopra citata. Il Presidente dell’Inail Massimo De Felice, in concerto con il Ministro Giovannini, ha infatti annunciato il bando Isi 2013, all’interno del quale sono previsti finanziamenti a fondo perduto per ben 307 milioni di euro da destinare alle imprese per investimenti nel settore della sicurezza sul lavoro. Un bando che che brilla per ampiezza dei fondi (raddoppiati rispetto agli anni precedenti) e per rapidità delle procedure che risultano efficacemente semplificate. Il bando sarà aperto fino all’8 aprile per tutte le aziende italiane: la domanda di finanziamento potrà riguardare interventi di prevenzione, implementazione di modelli di gestione per la salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro oppure sostituzione ed adeguamento degli strumenti di lavoro.

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Bando ISI 2013: contributi per migliorare la sicurezza

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L’agevolazione prevista dal bando Isi è costituita da un contributo a fondo perduto pari al 65% dei costi ammissibili sostenuti e documentati per la realizzazione del progetto fino ad un massimo di 130mila euro ed un minimo di contributo pari a 5mila euro. Inoltre, per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa. Per i progetti che comportano un finanziamento superiore ai 30mila euro, sarà possibile richiedere un anticipo del 50% rispetto al complessivo importo del contributo.

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A tal riguardo il Ministro Giovannini ha affermato che l’Italia ha tutte le possibilità per ripartire ed uscire dalle sabbie mobili in cui si è incagliata: per lasciarsi la crisi alle spalle è necessario effettuare un deciso balzo in avanti verso l’innovazione, concetto che va declinato in molteplici sfaccettature. Un salto in avanti per ripartire tutti insieme.

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Patrizia Caroli

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mar, dic 3, 2013  Valentina
Mail al Posto Delle Lettere? Caro Dirigente, Meriti Un Premio!
3 (60%) 2 Vota Questo Articolo

Se il metro di valutazione europeo  per l’efficienza del settore pubblico venisse misurato in base ai premi elargiti ai funzionari, l’Italia batterebbe tutti. Si parla infatti di 188 mila euro di premi di rendimento per il 99% dei dirigenti di palazzo Chigi che hanno preferito la tecnologia, spedendo mail al posto delle lettere.

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Uno scherzo? Potrebbe essere. Ma nel meraviglioso mondo dell’Italia degli sprechi e priva di meritocrazia, purtroppo è un’amarissima realtà.

 

Niente paura, però. Allo scandalo si rimedia subito con una velocissima revisione degli obiettivi che ad oggi vedono premiati i dirigenti, ci rassicura Alessandra Gasparri, capo dipartimento per l’ufficio del controllo interno, che ci tiene a precisare che “la pianificazione dei bonus sarà collegata in maniera stringente al ciclo di bilancio”.

 

Nessuno le ha chiesto però a cosa era collegata fino ad ora. Domanda lecita in un clima di pressioni fiscali, tagli, economia immobile, disoccupazione galoppante e debito pubblico immenso. Considerato poi il ruolo dei destinatari di questo premio e l’importo dello stesso, non certo da poco, ci si chiede anche come si possa misurare in maniera oggettiva questi miglioramenti e ottimizzazioni.

 

Ma perché porre una domanda, la cui risposta non potrebbe altro che risuonare come lo stridere delle unghie sopra uno specchio? Per sentirsi rispondere che i criteri fino ad ora applicati si basano sulla riorganizzazione della reingegnerizzazione dei processi di lavoro e sul miglioramento delle attività dell’amministrazione nel contesto internazionale o, nel caso delle mail, sul miglioramento dell’organizzazione del lavoro, la riduzione dei tempi di lavorazione e la diminuzione del flusso cartaceo? No, grazie.

 

Sarebbe una presa in giro davvero troppo pesante da sopportare; sarebbe piuttosto opportuno riflettere sul perché mai si deve dire bravi a suon di dollari a chi ottimizza il proprio lavoro di dipendente dei cittadini italiani, sfruttando tecnologia in dotazione da anni e pagata da noi contribuenti. O vogliono forse farci credere che dal loro comodo divano di casa i dirigenti di palazzo Chigi, utilizzino penna e calamaio per mantenere rapporti sociali privati? Sarebbe quasi più credibile vederli affiancati da vecchi messaggeri, chiamati oggi portaborse, pagati, come piccioni viaggiatori, per distribuire qua e là comunicazioni ufficiali.

 

Niente paura però: dai piani alti ci dicono che verranno integrati per il prossimo anno dei criteri oggettivi che premieranno davvero solo quei dirigenti che hanno effettivamente contenuto – non ridotto! – la spesa  pubblica.

 

E allora, cari dirigenti, ampio spazio a sms, videoconferenze, skype e social network per le vostre comunicazioni con i cittadini! E poi, volete davvero ottimizzare servizi e spesa? Girate in bicicletta, vendendo le auto blu, pagate e viaggiate su mezzi pubblici, rinunciate ai privilegi.

 

Certamente non saranno criteri oggettivi per identificare il vostro apporto di miglioramento al settore, ma credetemi, ne guadagnereste in rispetto e dignità verso un popolo che oramai, al di là del colore politico, non vi crede, non vi rispetta, non vi sopporta più.

 

 

Fonte: today / polisblog /tgcom24 / lapulcedivoltaire

 

 

Valentina Stipa

 

 

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mer, nov 20, 2013  Valentina
Carabinieri. Tra Progressi E Tragedie Naturali
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

 

carabinieri in azioneIl comparto sicurezza non trova proprio pace. Se da una parte arriva una buona notizia, dall’altra la sciagura è alle porte.

Dopo l’approvazione del Decreto Legge del 31 agosto scorso, convertito in legge con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della Legge 30 ottobre 2013, n. 125 che introduce “disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio di idonei e vincitori di concorsi, nonché di limitazioni a proroghe di contratti e all’uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego” che dava ampie prospettive di occupazione al precariato del pubblico impiego compreso anche il reparto sicurezza – ambito nel quale le proporzioni del fenomeno dei precari hanno raggiunto proporzioni drammatiche - arriva il dramma della Sardegna che non lascia immuni neanche i Carabinieri e che coinvolge in prima persona anche il settore sicurezza e difesa in generale.

 

Quasi 3000 evacuati e 18 vittime accertate tra le quali anche Luca Tanzi, l’Assistente capo della Polizia di Stato, in servizio alla squadriglia della questura di Nuoro, sposato e padre di due bambini. E’ stato vittima di un incidente stradale mentre  era alla guida del suo  fuoristrada sulla provinciale 46, che collega Oliena a Dorgali, proprio quando il ponte ha ceduto a causa del maltempo, scaraventando nel vuoto il mezzo.

I tre colleghi che erano con lui sono stati ricoverati all’Ospedale di Nuoro ma non sono in pericolo di vita.

Per il poliziotto invece non c’è stato nulla da fare. Il fuoristrada e i 4 poliziotti erano in servizio per dare  soccorso alla cittadinanza colpita duramente dal maltempo anomalo di questi giorni.

 

carabinieri-nubifragio-sardegna

Le immagini della Caserma dei Carabinieri colpita dall’alluvione in Sardegna.

Il decreto D’Alia, dal nome del Ministro che l’ha portato alla luce,  prolunga l’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per le assunzioni a tempo indeterminato anche nel comparto sicurezza e difesa,  superando finalmente quella famigerata Spending Review, che aveva ridotto il numero del personale arruolabile nell’Arma dei Carabinieri e nelle Forze di polizia, portandolo dal 100 % del personale in uscita al 20%.

 

Va detto che già la legge di stabilità del 2013 aveva attenuato alcuni degli effetti negativi dei tagli del Governo Monti, aumentando la percentuale del personale in entrata.

Il provvedimento dell’esecutivo Letta ancora di più mira a continuare questo percorso. Ora però con gli ultimi avvenimento drammatici, tutto prende un’altra forma e un’altra valenza.

 

Rimane un traguardo importante, ma la priorità è diventata un’altra: aiutare quella parte d’Italia sommersa da acqua e fango.

 

 

Fonte: grnet / difesa /romagnanoi

 

 

 

 Valentina Stipa

 

 

 

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