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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mer, lug 5, 2017  Valentina
Riordino Carriere Carabinieri
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Riordino-carriere-carabinieriChi aveva manifestato la propria ritrosia in tema di riordino delle carriere del comparto sicurezza, con particolare attenzione agli appartenenti all’arma di carabinieri, tutto sommato non aveva torto.

Il sassolino più grande per la questione del riordino carriere carabinieri rimane sempre quello del bonus Renzi, dichiarato dagli artefici del riordino come prorogato fino al 31 dicembre 2017. E dopo cosa accade? Accade che si genera un saldo negativo in capo alle retribuzioni di carabinieri, militari e poliziotti.
Il centro nazionale amministrativo dei carabinieri garantirà con la mensilità di ottobre l’adeguamento stipendiale ai nuovi parametri stabiliti dalla legge sul riordino contestualmente all’erogazione di un assegno una tantum di 350 lordi in sostituzione del bonus di 80 euro che terminerà il prossimo mese di settembre”. A tranquillizzare tutti ci pensa Giuseppe la Fortuna, il delegato Co.Ce.R. carabinieri.

 

 

 

 

Riordino Carriere Carabinieri. L’aggiornamento da PianetaCobar (Video)

 

 

Visto le novità sul riordino carriere carabinieri che il futuro da questo punto di vista non si preannuncia affatto roseo né chiaro, dai vertici stanno elaborando un simulatore stipendiale, con lo scopo di poter conoscere in anteprima la propria condizione economica a seguito dell’applicazione del riordino. Per lo stesso principio esisterà anche un simulatore pensionistico che darà la stima della propria pensione per il personale che ne è prossimo, quindi gli over 55enni.
Dall’altra parte anche l’Inps si sta dando da fare per offrire un servizio di orientamento e in accordo con l’arma dei carabinieri ha progettato la creazione di una sede unica a Chieti, dedicata agli appartenenti all’arma che hanno bisogno di consulenza per prestiti, riscatti, ricongiunzioni o pensioni. Una sorta di contenitore che potrà essere consultato per orientarsi in questa nuova realtà.

 

 

Arriva anche un ultimo emendamento

 

 

 

Ma la riforma della pubblica amministrazione che include il riordino delle carriere del comparto sicurezza non è ancora stata definitivamente stabilita. È di pochissimi giorni fa infatti l’approvazione di un altro emendamento proposto da Giorgio Pagliari del Partito Democratico, il quale riguarda proprio le forze di polizia.

Questo decreto, come si legge sul sito del coisp “conferisce al Governo il diritto (delega) di revisionare tutta la disciplina relativa alle forze di polizia, a partire dal reclutamento e fino agli scatti di anzianità e le cosiddette progressioni di carriera per gradi” (…) sarà il Governo a decidere, in base a criteri ancora da stabilire con precisione, come faranno carriera i rappresentanti delle forze dell’ordine. Il Governo avrà piena autonomia nello stabilire in base alle esigenze di zona, dove mandare Carabinieri e Polizia o se necessario come cambiare mansione agli stessi”.

 

 

Lo scopo finale è quello di arrivare alla cancellazione dei gradi all’interno delle forze dell’ordine legate all’anzianità di servizio. L’avanzamento di carriere sarà legato al merito del singolo.

 

 

 

 

 

Fonte:  coisp/pianetacobar
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

mar, lug 4, 2017  Valentina
Scuola. Luglio, mese di scadenze
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Fonte: skuola.net

Fonte: skuola.net

Mobilità, chiamata diretta, assegnazioni provvisorie, graduatorie d’istituto. Sono solo alcuni delle tematiche che trovano scadenza nel mese appena iniziato. Un mese complesso per la scuola, a quanto pare.

 

 

Ma la scadenza che accomuna tutti, non solo nel comparto scuola è certamente quella del pagamento delle retribuzioni. Peccato che anche su questo fronte molti docenti a tempo determinato abbiano riscontrato parecchi ritardi anche di un mese. In alcuni casi addirittura non risulta neanche pronto il cedolino con la data di esigibilità, cioè di accreditamento dello stipendio.

 

 

 

Cosa fare se lo stipendio non arriva

 

 

 

Inutile dire che il centralino di NoiPA è subissato di chiamate per chiedere spiegazioni e soprattutto tempi di risoluzione di questa mancanza. Noi cerchiamo di darvi qualche indicazione sui primi passi da fare per uscire da questa incresciosa situazione.

 

 

Prima di tutto è necessario verificare se la scuola per la quale si è prestato servizio ha autorizzato il pagamento. questa verifica serve per capire in quale punto del percorso si è arenato il percorso della retribuzione; se la scuola ha autorizzato il pagamento significa che il blocco arriva dalla ragioneria territoriale cedolino-scuoladello stato della provincia. Come mettersi in contatto con questo ente? Consultando il sito rgs.mef.gov.it e selezionando prima la propria regine e poi la propria provincia di lavoro.

 

 

In questo modo si accede all’area nella quale si possono trovare i recapiti telefonici e logistici dell’ufficio competente. La situazione però potrebbe essere più complessa di un inghippo amministrativo. La ragioneria infatti eroga a fronte dello stanziamento del Miur. Stanziamento che non è possibile verificare…

 

 

 

 

 “La Scuola Al Centro”. Almeno in un concorso

 

 

In questa valle di lacrime però ci sono anche alcuni eventi positivi a cui è giusto dare spazio per ricordare che la scuola Italia non è tutta negativa, ma ci sono iniziative di pregio che la rendono prestigiosa.

 

 

Lo scorso autunno il ministero dell’istruzione aveva lanciato un bando di concorso a carattere nazionale dal titolo “la scuola al centro” con lo scopo di favorire il potenziamento dell’offerta formativa delle scuole, contrastare la dispersione scolastica e favorire l’inclusione sociale. Questo bando rientrava nella più ampia sperimentazione per l’apertura straordinaria, in estate, delle scuole in quattro città: Milano, Roma, Napoli, Palermo.

 

“La Scuola al Centro è stato un bando molto innovativo, lanciato dal precedente governo per rafforzare la scuola quale punto di riferimento delle comunità territoriali, a partire naturalmente dalle ragazze e dai ragazzi e dalle loro famiglie, che in molti progetti saranno protagoniste attive della realizzazione delle attività proposte (..) Grazie al bando avremo un primo importante potenziamento dell’offerta in orario extra scolastico, con una attenzione significativa allo sport. Nel solco di questa esperienza, a gennaio, abbiamo lanciato un piano in 10 azioni attraverso una serie di bandi che consentiranno di qualificare ulteriormente l’offerta formativa, per una scuola sempre più aperta, anche in orari diversi da quelli abituali, innovativa, inclusiva. Una scuola sempre più capace di rispondere alle sfide educative presenti e future, una scuola davvero di tutte e tutti, strumento di mobilità sociale e spazio di innovazione”. A dirlo è l’entusiasta ministro Fedeli.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

lun, lug 3, 2017  Valentina
Calcolo Indennità Malattia
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indennità-malattia-inpsForse non tutti sanno che esiste in Italia un risarcimento in denaro riconosciuto ai lavoratori che a causa di una malattia riconosciuta non possono svolgere la propria professione. Si chiama indennità di malattia. Oggi vederemo come eseguire il calcolo indennità malattia. Innanzi tutto è opportuno precisare che questa indennità viene erogata dall’INPS o in alcuni casi dal datore di lavoro e non è prerogativa di tutti i lavoratori.

Vengono infatti esclusi i lavoratori autonomi e alcune categorie come dirigenti, collaboratori domestici, portieri.

 

 

L’indennità di malattia è disciplinata dal codice civile all’articolo 2110 che dispone alcuni obblighi per il datore di lavoro ì, tra i quali, vale la pena di ricordarne due:

 

1- Conservare il posto di lavoro per un periodo determinato, chiamato periodo di comporto. Allo scadere di questo periodo il lavoratore che non rientra può incorrere nel licenziamento. Tale periodo è previsto dai singoli contratti collettivi nazioni e dipende anche dall’anzianità di servizio che si è raggiunta.

 

 

2- Corrispondere al prestatore d’opera un particolare trattamento economico, secondo le previsioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro. L’assenza da lavoro per malattia, affinché venga riconosciuta, deve avere delle caratteristiche precise che dipendono dal tipo di mansione che si svolge.

 

 

L’assenza per malattia non può protrarsi oltre i 180 giorni. Se la malattia si protrae senza interruzione su due anni – cioè inizia in un anno e finisce nell’anno successivo – il limite dei 180 giorni si calcola sui singoli anni solari, quindi dal primo gennaio si riparte dal giorno 1 e si può arrivare ai 180.

 

Per il calcolo dell’indennità invece lo scatto all’anno successivo viene considerato prosecuzione della malattia, quindi se è già stato superato il ventesimo giorno, si avrà diritto al 66,66% della retribuzione media giornaliera.

Più in generale l’importo previsto dall’indennità di malattia non è stabilito per legge, ma dipende da una serie di variabili. Tuttavia è possibile calcolare la propria indennità di malattia e capire quanto ci spetta.

 

 

Come fare il calcolo indennità malattia

 

 

 

Ecco quindi le cose importanti da sapere per il calcolo indennità malattia; la prima grande spaccatura per calcolare qual è l’ammontare della propria indennità di malattia riguarda l’ente che la eroga. Se a pagamento è il proprio datore di lavoro, l’importo dovuto è pari a quello previsto dal proprio stipendio per i giorni di malattia.

 

 

Se l’ente erogatore dell’indennità di malattia è l’INPS invece la formula da applicare per il calcolo di quanto ci spetta è la percentuale di retribuzione media giornaliera moltiplicato le giornate indennizzabili. Va precisato che l’indennità a carico dell’INPS è esente da contribuzione, quindi lo stipendio di coloro che usufruiscono di questa possibilità può essere anche maggiore di quello di percepito da un lavoratore attivo.

Per evitare però che questo accada si ricorre alla cosiddetta lordizzazione, cioè si considera l’incidenza della retribuzione in relazione all’indennità.

 

 

 

L’indennità di malattia non è legata necessariamente a una retribuzione mensile. Anche il lavoratore pagato a ore o con un reddito settimanale può usufruirne. Semplicemente il calcolo dell’importo finale dovrà prendere in considerazione, non il mese precedente, come per coloro che percepiscono stipendi mensili, ma un periodo di tempo più lungo, che sia rappresentativo della retribuzione.

 

 

 

Come Richiede l’indennità

 

 

 

asssenze malattie PAPer poter usufruire dell’indennità di malattia è chiaramente necessaria la presentazione di un certificato medico, chiamato attestato di malattia, che attesti appunto lo stato di patologia persistente, la prognosi e la durata prevista.

Tale attestato dovrà pervenire anche all’inps, il quale, oltre alle informazioni date al datore di lavoro, verrà informato sulla diagnosi; questo documento prende il nome di certificato di diagnosi di malattia.

I certificati di ricovero ospedaliero hanno la stessa valenza dell’attestato di malattia. sia il documento per il datore di lavoro che quello per l’inps devono essere trasmessi tramite raccomandata con avviso di ricevimento entro due giorni dall’emissione e riporteranno la stessa matrice a ricalco.

Se invece l’invio del certificato avviene per via telematica, non è necessaria alcuna raccomandata.

 

 

È bene precisare che l’INPS non paga le domeniche né i giorni festivi eventualmente cadenti nel periodo di malattia che sono a carico del datore di lavoro. Stesso discorso anche per il periodo di carenza, cioè per i primi 3 giorni di assenza.

Chiaramente l’erogazione dell’indennità è legata alla reperibilità a domicilio indicato sul certificato durante le fasce orarie previste dalla legge, cioè dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 tutti i giorni, domeniche e festivi compresi.

L’assenza dal domicilio non giustificata comporta l’applicazione di sanzioni che bloccano l’erogazione dell’indennità nei seguenti modi:

 

- fino a 10 giorni di calendario, dall’inizio dell’evento, in caso di prima assenza alla visita di controllo non giustificata;

 

 

- il 50% dell’indennità nel restante periodo di malattia, in caso di seconda assenza alla visita di controllo non giustificata;

 

 

 

- il totale dell’indennità, dalla data della terza assenza alla visita di controllo non giustificata

 

 

 

 

 

 

Fonte: lavoroefinanza / mc2elearning / inps

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gio, giu 29, 2017  Valentina
Malattia Dipendenti Statali
4.7 (93.33%) 3 Vota Questo Articolo

Che l’assenteismo nel settore del pubblico impiego sia una piaga ancora lontana dall’essere debellata, lo sappiamo bene. la faccenda dei “permessi” per malattia dipendenti statali, vicende di cronaca, trasmissioni televisive e perfino servizi tg non mancano di ricordarci come esista purtroppo una fetta di dipendenti statali che approfittano dei loro privilegi e del loro posto sicuro a loro uso e consumo e non per il regolare svolgimento della loro professione.

 

malattia-dipendenti-paChe servissero azioni forti da parte dello stato per arginare questo vergognoso fenomeno è altrettanto risaputo. Ma colpire indistintamente il settore forse non è la mossa corretta.
Ci riferiamo all’atto di indirizzo generale predisposto dal ministro della di indirizzo generale predisposto dal ministro della Funzione pubblica Marianna Madia per il rinnovo dei contratti nel pubblico impiego, il quale prevede un tetto massimo di assenze fruibili per malattia nell’arco dell’anno, anche per gravi patologie che richiedano una terapia salvavita.

È doveroso anche precisare che i cosiddetti fannulloni sono, se non il frutto, certamente una conseguenza indiretta, della situazione di stagno del pubblico impiego, che vede stipendi fermi, precari senza garanzie, riduzioni di organico indiscriminate.

 

 

 

Malattia Dipendenti Statali. Inps e Aran organi di controllo

Il compito di controllare permessi assenze e malattie sarà dell’INPS, come previsto dal nuovo testo unico del pubblico impiego; ma la conta dei giorni di terapia spetterà all’Aran, l’agenzia governativa che si occupa della contrattazione per il pubblico impiego, la quale effettuerà la negoziazione sulla base appunto delle terapie salvavita, si legge, “anche se non coincidenti con i giorni di terapia e a condizione che si determinino effetti comportanti incapacità lavorativa”.
Se non fosse abbastanza chiaro, precisiamo che il decreto trova applicazione anche “in caso di gravi patologie che richiedono terapie salvavita quali chemioterapia ed emodialisi”.
Detto in maniera più chiara. Se sei un malato di tumore sottoposto a cicli di chemioterapia – decisi peraltro dall’ospedale che ti ha in cura – se superi il tetto dei giorni stabilita dall’Aran, sei passibile di licenziamento. Cornuto e mazziato.
Ve lo riuscite a immaginare? Sindacati e funzionari riuniti intorno a un tavolo per decidere quanto pesa la malattia e quanto pesa il risparmio statale. Fa abbastanza pena soltanto pensare a questo quadretto. Come è possibile pensare che un tema strettamente medico possa essere delegato a sindacati e governo? Farebbe ridere, se non ci fossero in ballo vite di persone malate.

 

 

 

 

 Un atto a discapito di troppi

 

 

La parte che abbiamo appena trattato è certamente la più grave dell’intero atto di indirizzo del ministro Madia. Ma non è l’unica purtroppo. C’è un capitolo infatti dedicato a permessi brevi a recupero o per motivi familiari e riposi connessi alla ‘banca delle ore’ indicata come “base di partenza per ulteriori avanzamenti nella direzione di una maggiore conciliazione e tra tempi di vita e di lavoro”.
Come specificato in precedenza il controllo su i permessi per malattia dipendenti statali questo fronte sarà dell’Inps, il quale si troverà a dover far fronte a un numero spropositato di visite fiscali, ben oltre quanto possibile con gli attuali medici in essere. Ogni assenza dovrà essere giustificata con la presentazione di un certificato medico, privato o pubblico e trasmesso all’amministrazione.
Insomma per chi si è preso la briga di leggere attentamente questo atto di indirizzo ha capito fin dalle prime righe che si tratta di un’esagerazione su tutti fronti, che non andrà a colpire solo i furbetti, ma che penalizzerà chi seriamente lavora e nei momenti di maggiore necessità.

 

 

 

Fonte: adnkronos / contropiano
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

mer, giu 28, 2017  Valentina
Cloudify NoiPA. Il nuovo portale della PA
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

Fonte: scuolainforma.it

È stato presentato il progetto Cloudify NoiPA al forum PA dello scorso aprile da Roberta Lotti e Andrea Iudica, dirigenti del Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi (DAG) del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

 

Cloudify NoiPA, il portale che mira a divenire vetrina interattiva che documenta lo stato di avanzamento del progetto di trasformazione digitale del sistema NoiPA, finanziato nell’ambito del Programma azione coesione complementare al PON Governance e capacità istituzionale 2014-2020, gestito dall’Agenzia per la Coesione Territoriale.

 

 

 

Cloudify NOIPA tecnologia per il futuro

 


 

 

 

L’ambizione maggiore di questo portale è quella di diventare un servizio a 360 gradi per il personale della pubblica amministrazione, al di là del pagamento delle retribuzioni .

 

Il progetto Cloudify NoiPA si sviluppa su 3 differenti linee guida:  la prima è quella della tecnologia; a seguire l’approccio organizzativo, quindi lavorare affinché l’utente sia il centro della progettazione del nuovo Noipa, modernizzando i processi di pubblica amministrazione e potenziarne di conseguenza l’efficienza. La terza linea guida è quella della conoscenza che prevede la valorizzazione del patrimonio informativo di NoiPa attraverso dati aggiornati e completi all’interno dei processi decisionali.

 

Parliamo di circa 3,3 milioni di dipendenti distribuiti su oltre 10.000 amministrazioni. Questo progetto verrà realizzato attraverso una serie di step progressivi di servizi multimediali, il primo dei quali è previsto subito entro giugno 2018.

 

 

 

 

Pubblica Amministrazione. Cosa Si Otterrà

 

 

 

 

Lo scopo nel progetto è stato esplicitato fin dal comunicato stampa ufficiale che ne annunciava la nascita: “ha l’obiettivo di semplificare i servizi e le modalità di interazione con la pubblica amministrazione, offrendo all’utente finale, sia esso amministrazione pubblica, operatore del servizio o cliente finale, servizi sempre più evoluti e integrati”.

 

Questo è chiaramente l’obiettivo del lungo periodo, nel breve però le migliorie dovrebbero essere evidenti: niente più problemi di visualizzazione del cedolino, nessun ritardo di pubblicazione o altri problemi tecnici ogni volta che si affronta il tema della pubblicazione delle proprie retribuzioni.

 

 

 

 

 

 

Fonte: noipa / newsandcofee /corrierecomunicazioni

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa