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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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lun, apr 8, 2013  Ranalli

Ferie non Godute Scuola. L’argomento che tratterò in questo articolo come ben sapete tutti voi è oggi oggetto di discussione molto animata tra le varie componenti del mondo della scuola ed è oggetto altresì o lo sarà molto ben presto anche di copioso dibattito giudiziale in particolare per quanto riguarda le ferie non godute del personale docente a tempo determinato.

 

 

Ferie non godute insegnanti

 

Il personale a tempo indeterminato invece non dovrebbe trovarsi nella situazione di non aver goduto di quello che appare un diritto imprescindibile, ovvero le ferie non godute.  Questi docenti infatti usufruiscono del le ferie in particolare alla chiusura dell’anno scolastico coincidente con i mesi di luglio ed agosto. I giorni da usufruire nel corso dell’anno sono trentasei ( comprensive della quattro giornate di cui all’ex festività soppresse) è vanno usufruite in questi due mesi ( ovviamente per il mese non scelto si resta a disposizione dell’istituzione scolastica per ogni tipo di evenienza.

 

Ci sono ovviamente situazioni eccezionali e particolari ( fortunatamente rare ) in cui per il docente vi è l’impossibilità ad usufruire di questo che come abbiamo detto è un diritto inviolabile di un lavoratore. Ci riferiamo a quelle situazioni non preventivabili che di fatto impediscono l’esercizio di un diritto, ovvero alle ferie non godute.  Tra queste situazioni ovviamente rientrano le gravi patologie, le aspettative, gli anni sabaudi, ecce cc.

 

 

Ma cosa succede in questi casi di ferie non godute

 

Direi proprio nulla o quasi.  Infatti il docente che si assente perché ha deciso di prendersi  un momento di riflessione ( anno sabatico ) o aspettativa per altri motivi , non  matura il diritto alle ferie ne all’eventuale monetizzazione. Ma per il docente che invece è costretto ad assentarsi per gravi patologie , la cui assenza dal lavoro è certificata da probante certificazione medica, per questi casi è prevista la monetizzazione di questo diritto alle ferie non godute.

Tuttavia c ‘è da dire, sulle ferie non godute docenti, che la discesa in campo del governo di tecnici ( governo Monti) ha difatto annullato questo diritto . Infatti  il decreto Salva italia ha stabilito tra le altre nefandezze che le ferie non possono essere più monetizzate se non usufruite. Ovviamente questo ha scatenato mille polemiche e mille liti che vedranno la loro risoluzione di fronte al giudice che dovrà stabilire la costituzionalità di una siffatta norma.

 

Le prospettive in questo periodo di ristrettezze economiche sono pessime ma si può comunque essere fiduciosi anche alla luce delle tante sentenze che si stanno adottando presso i vari tribunali e tar sulla incostituzionalità di taluni norme che hanno visto lo Stato soccombere e con la concreta prospettiva di risarcimenti importanti a favore di ricorrenti.

 

 

ferie non goduteA tal riguardo ricordiamo la retrodotazione giuridica delle immissioni in ruolo per cui i docenti ricorrenti vincitori otterranno la nomina in ruolo con effetto retroattivo ( con importanti effetti ai fini giuridici ed economici ) così come mi preme ricordare le varie sentenze positive sui ricordi fatti per ottenere il riconoscimento della carriera anche per i docenti precari così come il riconoscimento degli aumenti biennali di stipendio. Ora tutte queste sentenze che hanno visto soccombere lo Stato apre ovviamente prospettive importanti anche per  tutte le liti che si inizieranno per quella norma inserita nel decreto Salva italia che ha cancellato il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute dimenticando che alla base di una rinuncia potevano esserci motivi di salute gravi.

 

Il mondo della scuola si trova in una fase di totale cambiamento, ed in questo fase di cambiamento bisogna fare molta attenzione a quei diritti imprescindibili che rischiano di essere cancellati senza alcuna contrattazione tra le parti ma solo ed esclusivamente con un colpo di spugna . Questo negli ultimi tempi sta succedendo spesso, non solo nel caso delle ferie non godute, e solo la pronta reazione dei sindacati ( in questa fase fortunatamente presenti ) ha impedito danni enormi e irreparabili.

 

Il sindacato deve essere una barriera contro i soprusi  dei diritti dei lavoratori guadagnati con il sudore ma deve essere anche una barriera contro quanti tentano l’impoverimento delle paghe dei lavoratori ( peraltro già misere ) cosa successa con il blocco delle retribuzioni attraverso  il non rinnovo dei contratti di lavoro e il blocco della carriera legata all’anzianità così come avvenuto con i docenti. Ferie non godute.

 

Giancarlo Ranalli

 

 

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ven, mar 22, 2013  Patrizia Caroli

Supplenze brevi: penalizzate le ferie. Le supplenze brevi sono le sostituzioni del personale docente temporaneamente assente e la copertura di posti di lavoro resisi disponibili, per qualsiasi motivo, dopo il 31 dicembre dell’anno scolastico in vigore. Per regolare le supplenze brevi vengono utilizzate le graduatorie di circolo o di istituto. Nel caso di esaurimento, è compito del dirigente scolastico assegnare il posto vacante di supplenze brevi, usando le graduatorie di altri istituti della provincia.

 

Nuovi modelli di contratto Supplenze Brevi: Si parla di ferie

 

supplenze breviI nuovi modelli di contratto, per le supplenze brevi, vigenti da gennaio 2013 presentano una clausola restrittiva rispetto le ferie non godute da parte dei docenti di supplenze brevi. Infatti, i sindacati hanno già mostrato la loro volontà d’intraprendere azioni legali se il Ministero non troverà una soluzione.

 

Le tipologie di supplenze brevi interessate al nuovo modello di contratto sono:

 

-          Le supplenze brevi (N01)

-          Le supplenze brevi N19 (per la copertura di posti disponibili dopo il 31 dicembre)

-          Le supplenze brevi in attesa dell’avente diritto (N20)

 

La clausola in questione, per quel che riguarda le ferie nelle supplenze brevi, prevede che: “La liquidazione relativa alle ferie non godute spetta esclusivamente nel limite di quelle non godibili per incapienza rispetto ai giorni di sospensione delle attività didattiche compresi nel contratto.”

 

Irregolarità della clausola Supplenze Brevi

 

Secondo i sindacati, questa normativa dovrebbe essere applicata dal prossimo anno scolastico, ovvero dal 1 settembre 2013, e non dal 1 gennaio 2013.

 

La Gilda degli Insegnanti, in questo senso, considera che si tratta di una disposizione illegittima in quanto non rispetta la legge 228/2012, ovvero la normativa che dispone la monetizzazione delle ferie non godute, anche per supplenze brevi, nei mesi estivi saranno disapplicate soltanto a partire dal primo settembre 2013.

 

Fino a tale data – spiega la Gilda – l’amministrazione non può costringere i supplenti a consumare le ferie quando le scuole sono chiuse per festività e ponti che si verificano in corso d’anno. Abbiamo chiesto da tempo al ministero di aprire un tavolo di confronto su questa delicata materia, ma finora viale Trastevere ha preferito procedere con atti unilaterali. A questo punto, se non vi sarà a breve un’inversione di tendenza, - conclude il sindacato - la Gilda ricorrerà alle vie legali”.

 

Fonte: Orizzontescuola / Gilda degli Insegnanti /

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mer, mar 20, 2013  Roberta Buscherini

Ferie supplenti: Niente di preciso ancora sulle possibilità del personale supplente della scuola di usufruire le ferie. Lunedì prossimo è prevista una riunione tra i sindacati e i rappresentanti del MIUR per decidere sulla nuova normativa.

 

I sindacati, al riguardo, richiedono l’applicazione delle nuove norme previste dalla Spending review, dal prossimo anno scolastico mentre il MIUR nega.

 

Ferie Supplenti: Cosa dice la Legge di Stabilità?

 

ferie supplenti-          I docenti, supplenti compresi, hanno diritto ad usare le ferie nei giorni di sospensione delle lezioni determinati nei calendari scolastici regionali. Durante il resto dell’anno scolastico, l’uso di ferie supplenti è limitata ad un periodo non superiore a 6 giorni lavorativi e sempre che sia possibile la sostituzione del docente in questione.

 

-          All’articolo 5, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Il presente comma non si applica al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario supplente breve e saltuario o docente con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, limitatamente alla differenza tra i giorni di ferie spettanti e quelli in cui è consentito al personale in questione di fruire delle ferie”.

 

-          Le regole appena viste non possono essere modificate dai contratti collettivi nazionali di lavoro. “Le clausole contrattuali contrastanti sono disapplicate dal 1º settembre 2013.”

 

I sindacati denunciano che il ministero ha accettato le due prime regole ma non la terza e, se lunedì prossimo non si troverà un accordo, probabilmente avvieranno un contenzioso.

 

Ferie Supplenti: giorni non goduti

 

Riguardo all’argomento delle ferie supplenti il Ministero ha emanato una clausola all’inizio di febbraio che prevede che il pagamento delle ferie supplenti non godute spetta soltanto ai docenti che non abbiano avuto la possibilità di usufruirle durante i periodi di sospensione delle lezioni.

 

I sindacati considerano che si tratta di una disposizione illegale perché, secondo la Gilda degli Insegnanti, “ come prevede la legge 228/2012, le clausole del contratto nazionale che dispongono la monetizzazione delle ferie non godute nei mesi estivi saranno disapplicate soltanto a partire dal primo settembre 2013”.

 

In questo senso, la gilda esige al ministero un passo indietro e ricorda che per il momento non è possibile costringere il personale supplente ad usare le ferie quando le scuole sono chiuse.

 

Anche questa questione dovrà essere discussa lunedì prossimo.

 

Fonti: Orizzontescuola.it /Gilda degli Insegnanti

 

Roberta Buscherini

 

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mer, gen 23, 2013  Roberta Buscherini

Come abbiamo saputo qualche giorno fa, dal 11 febbraio sono previste le prove scritte del concorso a scuola per docenti. Molti degli insegnanti che dovranno affrontare le prove avranno bisogno di qualche giorno di ferie, o almeno, di alcune ore di permesso per svolgere questi esami scritti. Infatti, le sedi saranno fissate nei capoluoghi delle regioni italiane e quindi, è ovvio che molti insegnanti dovranno spostarsi.

In alcune regioni (vedi il calendario scolastico 2013), con motivo del carnevale, saranno sospese le lezioni e lì, i docenti non avranno problemi, ma in tutti gli altri casi, è una buona norma tutelarsi per tempo.

Per questo motivo procediamo ad analizzare la normativa, in base alle ferie e i permessi, per lo svolgimento del concorso a scuola 2013.

 

Insegnanti NON di ruolo

 

-          Permessi Non retribuiti per Concorso a Scuola

 

L’articolo 19 del CCNL 2006 2009 prevede permessi specifici per insegnanti e personale ATA non di ruolo, per la realizzazione di esami e di concorso a scuola. Si tratta di 8 giorni all’anno, non retribuiti, compresi i giorni per il viaggio. Inoltre, questi giorni interrompono la maturazione dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, secondo lo stesso articolo.

 

-          Le ferie

 

Le ferie rappresentano una buona alternativa alla richiesta di un permesso non retribuito. Nel caso del personale docente, le ferie sono regolate dall’articolo 19 comma 2.

Il giorno di ferie è concesso dal dirigente e non deve implicare oneri per la scuola, pertanto le sostituzioni non possono essere coperte con supplenze a pagamento.

 

Fonte: Investireoggi

   -       Permesso Breve per Concorso a Scuola

 

Regolato dall’articolo 15, comma 1, è possibilmente l’opzione giusta per piccoli spostamenti e convocazioni pomeridiane. I permessi brevi sono: “brevi permessi di durata non superiore alla metà dell’orario giornaliero individuale di servizio, e, comunque, per il personale docente fino ad un massimo di due ore”.

I permessi brevi vengono concessi in base alla disponibilità di sostituzione con personale in servizio. Inoltre, vengono recuperati entro i due primi mesi lavorativi successivi. Se non c’è modo di recuperare le ore, l’amministrazione ha la facoltà di ritenere una somma pari alla retribuzione corrispondente a quelle ore non recuperate.

 

Insegnanti di Ruolo

 

 

Gli insegnanti e il personale ATA di ruolo invece, hanno la facoltà di chiedere permessi retribuiti per lo svolgimento di esami e di concorso a scuola. Infatti, l’articolo 15 comma 1 del CCNL prevede il diritto a 8 giorni per anno, ivi compresi quelli corrispondenti al viaggio, retribuiti per la partecipazione a concorsi od esami.

 

 

 

Roberta Buscherini

 

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mer, ott 31, 2012  Roberta Buscherini

 Orario docenti 24 ore

 

orario docenti 24 ore

Fonte: Italia Oggi

Orario docenti 24 ore: Secondo la legge di stabilità, dal prossimo settembre  le ore di insegnamento per i professori della scuola media e superiore verrà incrementato da 18 a 24 ore, senza alcun aumento della retribuzione ma con 15 giorni annui di ferie aggiuntive. Le proteste degli insegnanti e delle associazioni di categoria non si osno certo fatte attendere e hanno visto anche episodi quantomeno bizzarri, come la manifestazione che si è svolta a Mestre, per diffondersi velocemente anche in altre città, e che ha visto gli insegnanti intenti a correggere i compiti sui gradini dei palazzi comunali.

 

Nella nota ufficiale sull’orario docenti 24 ore, che accompagna la protesta si legge: “l’innalzamento a 24 ore di lezione frontale, mette la scuola al pari di catena di montaggio e mette l’apprendimento e la cura dell’insegnamento all’ultimo posto. Il lavoro dell’insegnante viene ridotto ad una logica aziendale, mentre sappiamo bene, sotto molteplici punti di vista, che così non è. (…) Le ore lavorative degli insegnanti non sono solo quelle svolte in classe, per questo anziché svolgere le correzioni compiti, la preparazione delle lezioni e a casa lo faremo in piazza!”.

 

Orario docenti 24 ore: No Aumento

 

In realtà, proteste a parte, i conti su questo orario docenti 24 ore, e l’ innalzamento di orario, proprio non tornano e anche a una mente poco allenata questo risulta piuttosto chiaro: considerando le attuali 18 ore di lavoro articolate su 5 giorni con uno di riposo, e non orario docenti 24 ore,  si ottiene un monte ore di 198 che se vengono divise per 3.6 ore al giorno, ovvero la media, si ottengono 55 giorni di lavoro in più. Quindi la compensazione dei 15 giorni elargiti dal governo coprirebbero solo il 27% del surplus.

 

Sarà anche per questo, per un errore aritmetico palese e piuttosto preoccupante che  il sottosegretario all’istruzione Marco Rossi Doria ha annunciato il dietro front del governo sull’incremento dell’orario docenti 24 ore settimanali dei docenti aggiungendo che “però adesso in Parlamento con tutte le forze politiche bisogna trovare l’alternativa per reperire i 183 milioni di euro per il 2013. Si toglieranno quelle spese che danno fastidio al nostro sistema (…) La ratio di questo cambiamento annunciato dal governo e dal Ministro va nella direzione di non toccare le questioni riguardanti l’organico ”.

 

Quali sono adesso i possibili scenari alternativi a questa clamorosa  quanto insperata marcia indietro sull’orario docenti 24 ore?

 

L’ipotesi più accreditata riguarda il ritorno alle 18 ore, invece dell’orario docenti 24 ore, oppure un salto solo fino a 21, scovando i 184 milioni per il risanamento del paese da altre voci di bilancio che escludano la scuola. Un’altra possibilità invece potrebbe riguardare il taglio delle supplenze brevi a pagamento, chiedendo agli insegnanti un’ora di supplenza al mese per un ammontare totale di una decina nell’arco dell’anno scolastico, così da salvare 20 mila cattedre.

 

A questo punto è ancora tutto di nuovo nelle mani delle istituzioni…e chissà che questo errore di aritmetica non li faccia tornare sui banchi se non altro ad ascoltare la voce di coloro che sono più ferrati in materia.

 

Fonte: Atnews.it / Flcgil

 

 Roberta Buscherini

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