Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 
lun, mar 2, 2015  Marco Brezza

La riforma della scuola pubblica avvolta dal primo piccolo “giallo”: doveva essere presentata la scorsa settimana, ma l’evento in cui si sarebbe dovuto illustrare la struttura dei cambiamenti relativi alla scuola italiana è slittato misteriosamente. Questa settimana dovrebbe invece avere effettivamente luogo la presentazione dellla riforma: sarà il Consiglio dei ministri a riunirsi e ad illustrare i due provvedimenti su cui negli ultimi giorni si sono spesi anche a livello mediatico prima il presidente del Consiglio Matteo Renzi e, successivamente, anche il ministro della Istruzione Stefania Giannini.

 

Riforma della scuola

Quota 96; riforma scuola, la settimana decisiva

 

Si tratterebbe infatti di un decreto e di un disegno di legge (come confermato in audizione alle Camere anche dal ministro Stefania Giannini): rimane pertanto grande attesa al fine di conoscere i contenuti dei provvedimenti che l’esecutivo Renzi ritiene necessari per riformare la scuola italiana, e in particolare il suo corpo insegnanti. Ma ecco i punti più importanti attorno a cui dovrebbero concentrarsi le procedure di riforma.

 

L’assunzione degli insegnanti precari

 

Grande rilievo all’interno del combinato disposto dei due provvedimenti sulla scuola assume il nodo dell’assunzione degli insegnanti precari: i professori precari attualmente inseriti nelle graduatorie ad esaurimento sono circa 134mila. Il Ministero dell’Istruzione prevede l’esclusione di circa 46mila docenti, di cui 20mila sono i precari delle scuole dell’infanzia ed i restanti 26mila sono coloro che non entrano in classe da diversi anni (o che non hanno mai insegnato). In tal senso rimangono ancora aperte alcune questioni, a partire dai costi in relazione alle assunzioni dei precari ma soprattutto ai possibili ricorsi da parte degli esclusi. A essere privilegiati saranno pertanto coloro che affollano le graduatorie ad esaurimento, con precedenza ai supplenti in attesa da non meno di 36 mesi. L’inserimento in ruolo, comunque, non si chiuderà nel mese di settembre, ma proseguirà nell’arco dei due anni successivi. L’obiettivo è quello di liberare le graduatorie a esaurimento.

 

Riforma scuola: il concorso 2014 si farà?

 

Il concorso scuola 2015 parrebbe dunque destinato a slittare, anche se al momento non esistono certezze al riguardo: dal Governo giungono voci che specificano che i prossimi assunti nei ranghi degli insegnanti dovranno arrivare assolutamente dai bandi per docenti. Ed una cattedra sarà riservata anche agli idonei dei precedenti appuntamenti che ancora non sono entrati in ruolo.

 

Quota 96, si chiude l’assurda”telenovela”?

 

Anche il tema dei Quota 96 potrebbe giungere ad una risoluzione all’interno della cornice disciplinare di questa riforma: non si sono infatti ancora chiuse le speranze dei professori e dipendenti Ata che hanno visto chiudersi la possibilità di andare in pensione al 31 agosto 2012 per l’ormai celebre errore contenuto nella Legge Fornero. Un vero e proprio nervo scoperto nell’odierno panorama delle tematiche afferenti alla scuoma pubblica: una situazione “kafkiana” che sta durando da troppo tempo. Dopo la recente circolare del ministero della Funzione Pubblica, ci si attende una pronuncia definitiva del governo sull’argomento, che potrebbe arrivare proprio con il decreto di riforma della scuola. Questa è la settimana decisiva per questi ed altri temi, non resta che attendere l’ufficialità di queste notizie.

 

Fonti: leggioggi.it, blastingnews.com

 

Marco Brezza

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, apr 8, 2014  Marco Brezza
insegnantitecnicopratici.wordpress.com

insegnantitecnicopratici.wordpress.com

La tempesta della richiesta di restituzione degli scatti di anzianità, l’universo degli insegnanti tecnico pratici e gli angoli più interessanti dell’insegnamento di sostegno: sono alcuni dei temi di rilievo trattati nell’ultimo numero (quello del mese di febbraio) del mensile Professione Docente.;;

;
Il numero di febbraio del mensile apre ovviamente con un interessante articolo ed una eloquente immagine dedicata al “fattaccio” dello scorso gennaio inerente ai famigerati tagli agli stipendi dei docenti: non si sono infatti ancora acquietate le polemiche attorno al tentativo di richiesta, da parte del Ministero dell’Economia, di restituzione degli scatti di anzianità 2012. Nel suddetto articolo sono riportate le reazioni della Gilda della Scuola, il sindacato italiano nato nel 1988 come prima associazione sindacale composta da soli docenti.;;

;

Docenti precari: la questione stipendi

;

La scansione del mensile poi si delinea attraverso un’ulteriore articolo riguardante la denuncia dei docenti precari che nel mese di gennaio non avevano ancora ricevuto gli stipendi di novembre e dicembre. Non mancano poi i cenni alla richiesta di  ripristino delle ore di insegnamento degli insegnanti tecnico pratici (ore tagliate dal Ministro dell’Istruzione dell’ultimo governo Berlusconi, Maria Stella Gelmini): in questa direzione la Gilda ha chiesto appunto il ripristino delle ore per queste importanti materie pratico-tecniche, necessarie e imprescindibili per la formazione degli studenti negli istituti professionali.

;
Professione Docente poi si focalizza su una interessante inchiesta effettuata dall’OCSE PISA a proposito del divario di competenze tra studenti del nord e del sud, causato secondo Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda, dai feroci tagli fatti all’istruzione nel corso degli ultimi anni. Dopo un breve articolo sulla sensatezza dei questionari sulla scuola, Professione Docente effettua un focus sugli insegnanti di sostegno: la legge 128/2013 ha infatti unificato le aree di insegnamento del sostegno anche alle superiori. Ma è corretto effettuare questo tipo di unificazione?

;

Insegnanti tecnico pratici: figli di un dio minore?

;

ITP, figli di un dio minore? È l’azzeccato nome di un convegno organizzato dalla Gilda Scuola che riguarda proprio i già citati insegnanti tecnico pratici: l’importanza di questi docenti viene analizzata all’interno di un articolo del mensile. Dopo una feconda polemica sul senso dell’edificazione del concetto sperimentale di liceo europeo, Professione Docente affronta una tematica spesso sottovalutata: quella dello stress lavoro-correlato che molto spesso affligge gli insegnanti. Un medico del lavoro (il dottor Doria) spiega le cause e le conseguenze di questa insidiosa forma di stress, mentre la Gilda organizza un convegno e prepara un progetto contro il burn-out dei docenti con l’aiuto di una psicologa e di uno sportello a servizio degli insegnanti in difficoltà.

;

La vocazione dell’insegnamento

;

L’interessante numero di febbraio del mensile diretto da Renza Bertuzzi si conclude con il solito excursus storico nei meandri delle vicende che hanno fondato la scuola pubblica che conosciamo oggi (questa volta si ripercorre la vicenda dell’estensione della istruzione pubblica a tutti i cittadini nel secolo scorso grazie alla lungimiranza di intellettuali e amministratori). E dopo la citazione dei successi giudiziari riportati dalla Gilda a L’Aquila, Latina e Lucca, e la presentazione della nuova sede Gilda a Ferrara nelle splendida cornice di Palazzo Roverella, si conclude con la recensione di un libro: si tratta di “Moneta Unica: l’insegnamento come dono e passione” di Paolo Petroncelli: il libro cerca di raccontare e porre luce sulla passione che muove la vocazione di insegnare: la maggior parte dei docenti ama il proprio lavoro e vorrebbe trovare nella scuola una realizzazione personale in connessione con la vocazione verso un’attività che si configura anche come socialmente utile. Un suggestivo ed interessante ritratto di una professione troppo spesso sottovalutata.

;

Marco Brezza

;

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, gen 7, 2014  Marco Brezza

La scure dei tagli alla spesa miete ancora vittime: sono proprio i tartassati precari della scuola ad essere colpiti dalla lama di un duro strascico dell’epoca della “spending review”. Ai precari infatti non saranno più pagate le ferie maturate, come era sempre avvenuto fino ad oggi. E non solo: la novità è valida già per l’anno in corso. Pertanto gli insegnanti che attendevano dicembre per ottenere l’importo spettante loro per il 2013 hanno visto il loro stipendio decurtato di circa mille euro, esattamente la cifra corrispondente alla mancata corresponsione delle ferie maturate.

insegnanti precari

.

Stipendi insegnanti precari: le ferie non si monetizzano più

.

Quella che si configurava come una risorsa economica extra, volta a remunerare le pause scolastiche estive, ora non esiste più. E la tematica delle ferie degli insegnanti precari assume da tempo coloriture forti. In questa direzione si esprime con forza Marcello Pacifico, Presidente dell’Anief, importante associazione sindacale afferente alla scuola, il quale afferma come questa sia “l’ennesima ingiustizia per i supplenti”. L’origine di tutto è da rinvenirsi nella famigerata (ma  necessaria?) legge sulla “spending review” promulgata dal Governo Monti nel corso del 2012: all’interno di questo provvedimento era prevista la non monetizzazione delle ferie maturate per il personale afferente al pubblico impiego.

.

Ma il suddetto strumento legislativo non stilava norme ad hoc per i precari occupati nel settore scuola: è stato allora necessario, attraverso la Legge di Stabilità, circoscrivere con maggiore nitore l’ambito del provvedimento. In questo senso si è stabilito che per il personale scolastico le ferie possono certamente essere monetizzate, ma con una piccola postilla aggiuntiva: dal conto delle ferie maturate è necessario sottrarre le giornate in cui l’attività didattica è stata sospesa, ovvero  i periodi coperti dalle vacanze di Natale, di Pasqua ed una quota del mese di giugno.

.

Ovviamente gli effetti di questa norma, per quanto riguarda gli insegnanti di ruolo, non si manifestano in alcun modo: per loro le vacanze arrivano regolarmente con la chiusura estiva delle scuole, e le mensilità di retribuzione rimangono sempre nella quota ordinaria di dodici (con tredicesima annessa). Totalmente diversa è la situazione dei precari con contratto a dieci mesi: nel loro caso infatti il rapporto di lavoro si interrompe ogni anno anno durante l’estate (luglio e agosto) per poi riattivarsi a settembre. Il risultato che affiora dallo svolgimento di questo meccanismo di calcolo delle ferie si concretizza in un sensibile taglio degli stipendi dei docenti precari: taglio che fa percepire il suo “dolore” proprio nel mese di dicembre, che solitamente negli scorsi anni era il periodo di corresponsione del pagamento delle ferie maturate nell’anno precedente.

.

Ora partono i ricorsi e le vertenze dei sindacati

 

In questo senso si è aperta la voragine delle proteste da parte del corpo insegnante precario: infatti, affermano in molti, il fatto che vi siano giorni di vacanza non significa necessariamente che i docenti in quei giorni non siano impegnati in attività didattiche o di programmazione: per cui in quei giorni le lezioni sono sospese, ma le attività lavorative degli insegnanti proseguono lo stesso tra le mura scolastiche. E la conseguenza che pare palesarsi ora è quella del ricorso in tribunale da parte dei docenti al fine di vedersi riconosciuti i propri diritti. I vari sindacati (tra cui anche l’Anief) sono già pronti con più di mille diffide e attraverso l’organizzazione di vertenze. Va infatti ricordato che i dipendenti a tempo determinato nel sistema scolastico italiano sono oltre 150mila e molto di questi  sono contrattualizzati nel formato dei 10 mesi. È chiaro come la protesta stia montando con forza: ma il taglio delle ferie porterebbe al bilancio dello Stato un grosso risparmio (si parla di circa 100 milioni di euro). Si riuscirà a trovare un compromesso virtuoso?

.

Fonte: Il Gazzettino.it, il Messaggero

Marco Brezza

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, lug 5, 2012  Roberta Buscherini
  •  No alla conversione dei rapporti, anche se protratti per anni e anni e anche se relativi alla copertura di posti vacanti in organico di diritto;
  •  No al risarcimento del danno, pur previsto dall’art. 36 del D.Lgs. 165/2001, in caso di reiterazione abusiva di contratti a termine;
  •  No, addirittura, agli scatti biennali di stipendio: il precario della scuola deve rimanere sotto pagato per legge.

Queste sono le conclusioni di una recente sentenza della Corte di Cassazione nella quale, in poche parole, si dice no al precariato nella scuola.  Siete rimasti sorpresi? Anch’io.

Un’analisi degli Avv. Sergio Galleano del foro di Milano e Walter Miceli del foro di Palermo, pubblicato da Orizzonte Scuola, può aiutarci a capire: corte cassazione

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
sab, giu 30, 2012  Roberta Buscherini

Il prossimo 7 di luglio è prevista una manifestazione a Napoli per denunciare le condizioni con le quali devono lavorare i docenti precari non abilitati, ovvero “gli insegnanti invisibili”, secondo la definizione dal sindacato CONITP. “ Quegli stessi invisibili che portano avanti le scuole con grinta ed entusiasmo, tanto invisibili quanto indispensabili per il buon funzionamento di qualsiasi Istituto”.

I rappresentanti dei lavoratori precari considerano che è arrivato il momento delle proteste e ricordano che si tratta di precari “invisibili, senza diritti e precari usa e getta”. Inoltre, sottolineano che “spesso si tratta di professionisti del settore che meritano di stare a pieno titolo nelle scuole non per fare i docenti ma per esserlo”.

In questo senso chiedono la presenza di docenti nella manifestazione “per far sentire la nostra voce, proprio ora che anche le Istituzioni, a mezzo di diversi esponenti politici, iniziano a sostenere e a riconoscere l’impegno e il valore di questi docenti”.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest