Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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gio, mag 29, 2014  Marco Brezza

Tempo di primavera avanzata, tempo di avvicinamento delle scadenze per quanto riguarda l’indennità autostradale Polizia di Stato: ci si trova infatti innanzi in questi mesi di maggio e giugno di fronte all’importante momento della ridefinizione degli importi relativi all’indennità autostradale.

 

indennità autostradale polizia di stato

Fonte: alternativasostenibile.it

Indennità autostradale Polizia di Stato: il rinnovo della convenzione

Nel corso degli anni si ripetono ormai perpetue le polemiche da parte di sindacati e dipendenti pubblici afferenti alla Polizia di Stato in merito al sistema (definito anche perverso, ad esempio, dalla Uil Polizia) delle riassegnazioni dei fondi destinati dalle società che gestiscono i servizi pubblici al Ministero dell’Interno da parte di quello dell’Economia e Finanze, con ritardi non tollerabili per ciò che inerisce alla corresponsione dell’indennità autostradale Polizia di Stato.
Per quello che riguarda il 2014 la scadenza della convenzione siglata dal Ministero dell’Interno (Dipartimento della P.S. e la Società Aiscat) in merito all’attività di vigilanza ed ai servizi di polizia stradale lungo le tratte autostradali in concessione è in procinto di scadere: la data che rappresenta la “deadline” dell’accordo è il 1 luglio. Per comprendere meglio come si configura la situazione intorno al complesso rinnovo contrattuale sembra utile analizzare le richieste di un importante sindacato di settore in materia, ovvero l’Ugl.

 

La nota dell’Ugl in merito all’indennità

L’Unione Centrale del Lavoro (Ugl) Polizia di Stato ha infatti emesso una nota (datata 14 aprile 2014) in cui getta sul tavolo il delicato tema della abrogazione del tetto massimo di cui all’art. 18, coma 3 della legge 232/90 unito a quello della necessità di ridefinizione degli importi di indennità autostradale Polizia di Stato. L’Ugl, nel testo inviato presso il Ministero dell’Interno (Direzione Centrale per la Polizia Stradale ecc.), auspica che la convenzione sia rinnovata, senza attendere che si interrompa alla scadenza: nella nota si spiega che “la convenzione in argomento, tra l’altro, regola l’importo giornaliero da corrispondere al personale della Polizia Stradale impiegato nei servizi autostradali a titolo di indennità”. In questo senso la legge 119/2013 (recante rubrica “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza, contrasto della violenza di genere, protezione civile e commissariamento delle province”) ha sancito l’abrogazione del limite che era posto in precedenza sull’indennità autostradale Polizia di Stato, stabilendo che l’importo giornaliero non possa, comunque, essere inferiore a quanto stabilito nelle attuali convenzioni in corso di validità e rimettendo integralmente la determinazione di tale indennità alle convenzioni stesse, permettendo in tal modo di ottenere dalle società concessionarie una contribuzione congrua e maggiormente aderente al valore e alla professionalità della prestazione fornita.

 

Indennità autostradale Polizia di Stato: verso un congruo adeguamento

Il centro del discorso intrapreso dall’Ugl si assesta sul fatto che al personale impiegato presso la Polizia di Stato compete in via esclusiva il ruolo di “assicurare la vigilanza e garantire la sicurezza della circolazione in ambito autostradale nonché la prevenzione e la repressione dei reati commessi lungo le arterie autostradali, operando con notevole disagio e grande sacrificio quotidiano a fronte di condizioni lavorative ed economiche tutt’altro che esaltanti”.
È proprio partendo da questo assunto che l’Unione ritiene che sia proprio questa l’occasione che può permettere al personale della Polizia Stradale (impiegato in un’attività usurante e spesso retribuita in maniera non proporzionale agli sforzi compiuti) “il legittimo riconoscimento economico”, attraverso la corretta rivalutazione (con annesso adeguamento agli standard Istat) dell’indennità autostradale Polizia di Stato, misurata sul parametro base dell’effettivo onere e rischio lavorativo di coloro che operano in un ambito peculiare come quello autostradale.

 

 

 

 

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mer, mag 21, 2014  Patrizia Caroli

Permessi per i dipendenti pubblici: Cosa sono e come richiederli

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PermessiperDipendentiPubbliciStataliI permessi per i dipendenti pubblici danno diritto ad assentarsi dal lavoro per determinati motivi quali, lutto o grave infermità, cariche pubbliche elettive etc., mantenendo il proprio posto di lavoro, il trattamento retributivo e il riconoscimento dell’anzianità di servizio. Di solito ad un ente o amministrazione grava maggiormente il costo dei permessi retribuiti rispetto alla paga legata ai giorni di ferie. Per questo motivo il datore di lavoro preferisce che i propri dipendenti si avvalgano prima dei permessi retribuiti e successivamente delle ferie. La legge e la contrattazione collettiva nazionale dei singoli comparti disciplinano questa materia e, anche se i singoli comparti possono regolamentare l’istituto dei permessi in modo differente, ci sono delle linee guida comuni.;

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Permessi per i dipendenti statali e pubblici: Permessi a ora, permessi a giornata

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Il Decreto Legge 112/2008, convertito nella Legge n. 133/2008 regolamenta i permessi per i dipendenti pubblici indicandone le modalità di fruizione e interviene sulla Legge 104/1992 che disciplina, specificatamente, i permessi riservati ai lavoratori disabili e ai familiari che li assistono.

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Secondo la Legge n. 133, i Contratti Collettivi devono indicare chiaramente l’esatto monte ore dei permessi per evitare che il dipendente pubblico scelga regolarmente come giorni di permesso lavorativo quelli in cui l’orario è maggiore. Il Dipartimento Funzione Pubblica, con la Circolare 7/2008, precisa ulteriormente questo punto indicando che il dipendente può beneficiare sia dei permessi a ora che dei permessi a giornata, ma che i contratti collettivi devono conteggiare il massimo di ore fruibili nel mese.

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Per comprendere meglio, prendiamo come esempio il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei dipendenti delle Regioni e autonomie locali che prevede che i dipendenti possano usufruire di tre giorni di permessi lavorativi anche in modo frazionato, per un massimo di 18 ore mensili. Quindi, se il lavoratore sceglie come giornata di permesso una in cui l’orario di lavoro è maggiore, le ore godute saranno sottratte dal monte ore complessivo.

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Non possono beneficiare dei permessi per i dipendenti pubblici i lavoratori a domicilio; gli addetti ai lavoro domestici e familiari; i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata; i lavoratori autonomi; i lavoratori parasubordinati.

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Permessi per disabili gravi e familiari

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Per quanto riguarda i portatori di handicap e i loro familiari, si parla di permessi retribuiti, previsti sia per i lavoratori dipendenti che per quelli del settore privato.

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Secondo la normativa vigente, ai disabili gravi spettano 2 ore al giorno o 3 giorni al mese, anche frazionabili in ore, di permessi per i dipendenti pubblici.

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I genitori di bambini sotto i tre anni, affetti da grave disabilità, possono prolungare il periodo di astensione facoltativa dal lavoro oppure possono usufruire di 2 ore di permesso al giorno fino al compimento o, in alternativa, di 3 giorni al mese anche frazionabili in ore.

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Anche il coniuge può usufruire di 3 giorni al mese, frazionabili in ore, di permessi retribuiti per l’assistenza del familiare disabile.

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I 3 giorni di permessi mensili possono essere fruiti anche da parenti ed affini entro il 3° grado nel caso in cui i genitori del disabile siano deceduti o abbiano superato i 65 anni di età o siano anche loro affetti da patologie invalidanti. La stessa regola vale per l’assistenza ai minori di tre anni affetti da disabilità.

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 Permessi per lutto o grave infermità

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I dipendenti pubblici hanno diritto, entro i sette giorni successivi alla data del decesso, a 3 giorni complessivi di permesso retribuito all’anno per ogni evento luttuoso che coinvolga un parente entro il secondo grado (nonni, nipoti etc), un componente della famiglia anagrafica e il coniuge (anche legalmente separato). Questi giorni devono essere fruiti continuativamente, compresi i giorni festivi e non lavorativi. Nel comparto Regioni ed Enti Locali, il permesso per lutto è valido anche per il decesso degli affini entro il primo grado (suoceri). I permessi per i dipendenti pubblici possono essere fruiti secondo le stesse modalità in caso di grave infermità di un componente della famiglia e devono essere utilizzati entro sette giorni dal dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità.

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Permessi per i dipendenti della PA: Permessi per motivi personali

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I permessi contemplano la possibilità di beneficiare di 3 giorni di permesso retribuito all’anno per particolari motivi personali. Non esiste all’interno dei CCNL una precisa indicazione che stabilisca in quali casi concedere il permesso; sarà l’Ufficio del Personale dell’azienda, allora, a valutare se la motivazione che spinge il lavoratore a richiedere un permesso retribuito possa rientrare tra i “gravi motivi personali” e a stabilire se concedere o meno questi giorni di permesso considerando anche le esigenze organizzative dell’azienda.

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Permessi per matrimonio e nascita dei figli

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In caso di matrimonio il dipendente ha diritto a 15 giorni consecutivi di assenza dal lavoro pagata. Tali permessi non influiscono sui giorni di ferie maturati e sono considerati ai fini dell’anzianità di servizio. In caso di nascita dei figli, i papà lavoratori possono beneficiare di circa 3 giorni di permessi retribuiti.

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Permessi per concorsi ed esami

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I dipendenti pubblici possono usufruire di 8 giorni di permesso retribuito all’anno per sostenere concorsi o esami. Il giorno di permesso vale solo per quello di svolgimento della prova. Se non se ne beneficia nel corso dell’anno solare, questi permessi non potranno essere cumulati con quelli spettanti per l’anno successivo. Il dipendente pubblico che chiede il permesso per accedere ad un concorso o esame deve presentare al suo datore di lavoro la certificazione rilasciata dalla Commissione esaminatrice.

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Permessi per cariche pubbliche elettive

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Nei Comuni con più di 500.000 abitanti, i dipendenti pubblici possono chiedere dei permessi per presiedere alle sedute dei consigli presso i quali sono stati eletti (consiglio comunale, provinciale etc.).

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Con la “riforma Monti” si è stabilito che il permesso viene concesso per il tempo strettamente necessario alla partecipazione a ciascuna seduta e per il raggiungimento del luogo di suo svolgimento. Se la consultazione si protrae oltre la mezzanotte, il giorno successivo il dipendente può assentarsi dal servizio. I lavoratori che ricoprono particolari cariche elettive (presidente di consiglio comunale o provinciale, assessori comunali etc.) possono beneficiare di permessi retribuiti per un massimo di 24 ore lavorative al mese, aumentate a 48 nel caso in cui ricoprano la carica di presidente della provinca, sindaco etc.

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Permessi per i dipendenti pubblici: Permessi per donazione sangue

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Il dipendenti pubblici che donano almeno 250 grammi del loro sangue hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano il prelievo. Il datore di lavoro deve retribuire il lavoratore per la giornata di permesso, ma può chiedere il rimborso all’INPS. Il lavoratore ha anche diritto all’accredito dei contributi previdenziali, senza oneri a suo carico, per i periodi durante i quali non ha prestato attività lavorativa.

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Permessi per donazione di midollo osseo

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I lavoratori dipendenti, se donatori di midollo osseo, hanno diritto a permessi retribuiti per il tempo necessario alla complessa procedura finalizzata al prelievo e al completo ripristino del loro stato fisico secondo quanto certificato dal medico competente. Il dipendente, inoltre, ha diritto ai contributi accreditati, senza oneri a suo carico, per periodi durante i quali non ha prestato attività lavorativa.

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Permessi studio

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Possono servirsi dei permessi studio tutti i lavoratori studenti che risultano iscritti e che seguono regolari corsi di studio. Solitamente l’ammontare dei permessi studio è di 150 ore nel corso di un triennio, ma le ore possono aumentare fino a 250 se il titolo di studio che il dipendente vuole conseguire è della scuola dell’obbligo. In più, sono previsti dei permessi giornalieri per sostenere i singoli esami.

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I permessi studio possono essere usati solo per la frequenza dei corsi e non per la preparazione dell’esame. I dipendenti non sono tenuti a prestare lavoro straordinario o a lavorare durante i riposi settimanali e possono richiedere di essere inseriti all’interno di una turnazione che permetta loro di agevolare la frequenza delle lezioni.

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Permessi per i dipendenti della PA: Permessi per attività sociali e di volontariato

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Possono essere concessi particolari permessi retribuiti ai dipendenti pubblici che svolgono attività di volontariato presso enti, come la Protezione civile, che operano a favore della solidarietà sociale.

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In tutti casi sopra descritti, quando il dipendente chiede di poter usufruire dei permessi , deve apportare pertinente documentazione che attesti la sua impossibilità a recarsi sul posto di lavoro.

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mer, set 18, 2013  Valentina

 

In questo momento di crisi e risparmio frenetico, il lavoro della guardia forestale è molto prezioso. In due giorni infatti i suoi uomini hanno sequestrato 18.000 chilogrammi di spaghetti di semola e circa 17.000 chilogrammi di fettuccine di semola in cartoni non idonei a contenere alimenti e privi di etichettatura e dunque senza né lotto né data di scadenza e 1.100 kg di cannabis sativa all’interno di un uliveto in stato di abbandono. Due modi differenti per fare soldi sulle spalle di qualcun altro.

 

guardia forestale

Molte i sequestri e gli arresti in queste ultime settimane da parte della Guardia forestale.

Questo è uno dei preziosi compiti della guardia forestale, forza di polizia ad ordinamento civile, specializzata nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico, nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare. Proprio per tutte queste caratteristiche diverse, la guardia forestale è suddivisa in nuclei specializzati e a loro volta suddivisi in gruppi provinciali chiamati NIPAF (Nuclei Investigativi Provinciali di Polizia Ambientale e Forestale) che a livello centrale prende invece il nome di NICAF (Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Ambientale e Forestale).

 

Tra i vari strumenti di lavoro utilizzati dalle guardie forestali c’è il servizio cinofilo destinato principalmente ad attività di protezione civile, di ricerca e soccorso di persone. Meno conosciuto ma importante al pari di quello cinofilo, c’è anche il servizio a cavallo che sorveglia boschi e aree di interesse naturalistico.

 

Proprio in questo contesto, per l’azione svolta a tutela del patrimonio naturalistico italiano lo scorso agosto il Corpo forestale dello Stato ha ricevuto il Premio “Terra e Pace“, giunto alla sua tredicesima edizione e organizzato in occasione del 68° anniversario della tragedia di Hiroshima e Nagasaki per ricordare le vittime dell’olocausto nucleare. La motivazione di questo premio è stata” in ragione della sua storia e dell’opera svolta a favore della tutela del patrimonio paesaggistico e faunistico italiano, per la prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare e per la molteplicità delle funzioni esercitate per la salvaguardia del territorio”.

 

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sab, ott 6, 2012  Roberta Buscherini

Bagno scuola elementare a Roma: Roma Notizie

Sarà forse anche per i risultati deprimenti del Rapporto di Cittadinanzattiva presentato al Senato pochi giorni fa, che mostra una scuola “fuori controllo” in termini di qualità degli edifici scolastici nell’ambito della campagna “imparare sicuri”. Fatto sta che con un decreto interministeriale Profumo-Passera-Grilli sono stati finalmente sbloccati 116 milioni di euro dedicati all’edilizia scolastica.
In effetti il X rapporto su sicurezza qualità e comfort delle scuole italiane ha mostrato la tragicità della situazione: l’analisi si è svolta su 111 edifici scolastici in 10 differenti regioni e ha avuto come esito che solo un quarto delle scuole è in regola con le certificazioni di sicurezza.

 

 

Qualità della Scuola

 

Ma i dati allarmanti non finiscono qui:

-  il 59% degli edifici è costruito in zona sismica o a rischio idrogeologico e industriale;

-  nel 31% delle scuole si sono verificati degli episodi di vandalismo;

-  in un’aula su quattro sono presenti segni di fatiscenza, come umidità muffe, infiltrazioni di acqua e distacchi di intonaco;

-  la vita agli studenti con disabilità è reso complessa da barriere architettoniche e pavimenti sconnessi;

-  il 49% delle finestre è senza tapparelle o persiane e nel 57% dei casi le finestre rotte; 

-  il 10% delle sedie  e il 12% dei banchi è rotto .
Alla luce di questi dati allarmanti è intervenuto anche il capo della protezione civile Franco Gabrielli proprio durante la presentazione di questo rapporto al Senato, esprimendo tutta la sua preoccupazione: “l’edilizia scolastica è un’emergenza che va affrontata con interventi strutturali ed è decisivo fare delle scelte”. Lo sblocco dei 116 milioni di euro rappresenta un altro step dell’applicazione di una legge del 2004 che permetterà a oltre 900 comuni di eseguire interventi straordinari sugli edifici scolastici.

 

 

Problemi della Scuola

 

Tuttavia la notizia del decreto interministeriale non ha soddisfatto molte associazioni di categoria, prima tra tutte la Flc-CGIL che dalle parole del suo segretario generale Mimmo Pantaleo, rende noto il proprio disappunto: “’Si vuole fare un concorso inutile e costoso ma non c’è alcun piano di edilizia scolastica e per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. Si annunciano progetti di digitalizzazione delle scuole nonostante molte di esse non abbiano laboratori, biblioteche, aule con computer. Vorrei informare il Ministro Profumo che l’anno scolastico è iniziato in una condizione disastrosa e non basterà la propaganda per superare i problemi veri e immediati della scuola italiana ”.
Ma il ministro profumo rassicura tutte le parti in causa e durante la cerimonia di apertura dell’anno scolastico, svoltasi al Quirinale, alla presenza del presidente Napolitano, ha dichiarato che la sicurezza nelle scuole non è più una scelta ma “ma un dovere che ci vede seriamente impegnati in un progetto a lungo termine che si sostanzierà da subito anche nella costruzione di nuove scuole, capaci di guardare al futuro della didattica senza dimenticare sostenibilità ambientale e risparmio energetico ”.

 

 

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lun, set 10, 2012  Roberta Buscherini

“Le attuali graduatorie dei precari della scuola non si toccano: non saranno cancellate e verranno man mano esaurite. Si svuoteranno man mano perché il 50% dei posti sarà coperto attingendo da lì e un altro 50% attraverso il concorso. (…) Ma una volta svuotate, non ci saranno più graduatorie derivanti dai concorsi ma solo concorsi che avranno un numero di vincitori pari ai posti a disposizione ”.
Questa la frettolosa precisazione fatta dal Ministro Profumo all’Ansa dopo che sull’intervista pubblicata da un quotidiano nazionale pare fossero state travisate le sue dichiarazioni circa le graduatorie e la possibilità che venissero cancellate.
Possibilità che aveva scatenato l’ira dei precari e delle associazioni di categoria che sempre a mezzo stampa avevano già dichiarato la loro contrarietà e avevano promesso un autunno caldo su più fronti dalle parole del Segretario generale della Flc-CGIL: “’il concorso rimane lo strumento che garantisce libertà d’insegnamento e un reclutamento trasparente e democratico. Ma la vera priorità in questa devastante crisi è quella della definizione di un piano pluriennale di stabilizzazioni che oltre al turn over ricomprenda tutti quei posti che vengono ormai assegnati da anni in organico di fatto’ (…) la Flc metterà in campo una decisa azione di ulteriore mobilitazione per la difesa della scuola pubblica e per difendere il diritto al lavoro e i diritti nel lavoro ”
E allora una volta precisate le caratteristiche di questa  transizione, andiamo ad approfondire in cosa consiste questo mega concorso.
L’accesso a questo concorso, a differenza di quanto sembrava in un primo tempo, è aperto anche ai laureati senza abilitazione purché la laurea sia stata acquisita entro l’anno accademico 2001-2002 se quadriennale, entro il 2002-2003 se quinquennale, 2003-2004 se si tratta di una laurea di sei anni.
Su questo concorso le informazioni sono ancora frammentate e poco ufficiali e mentre istituzioni e associazioni di categoria discutono su come andrebbe impostato, le scuole, nonostante la spending review, stanno lentamente riaprendo i cancelli per l’anno scolastico che si è già avviato.

 

E cosa è cambiato da giugno? Sostanzialmente ancora nulla: esistono dei posti vacanti, delle cattedre non coperte e tutte le vecchie problematiche legate agli edifici scolastici che non sono certi spariti. Un dato su tutti: quasi la metà delle scuole pubbliche – 22.858 su circa 42.000 – sono state identificate dal Ministero delle Infrastrutture e dalla Protezione Civile come vulnerabili da eventi sismici e quindi da verificare ; la verifica è stata effettuata su meno del 10% degli edifici. La strada è decisamente ancora molto lunga e non solo per il concorso a quanto pare.

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