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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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lun, giu 12, 2017  Patrizia Caroli
Dipendenti Pubblici Categoria B: Le Qualificazioni Professionali
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Come si configura il ruolo dei dipendenti pubblici categoria b all’interno del corpo complessivo della Pubblica Amministrazione italiana? Vediamo i punti più importanti:

 Innanzitutto va affermato che, all’interno dei profili professionali inerenti all’impiego pubblico nel nostro paese, la categoria b riveste un ruolo di non esigua importanza. Infatti appartengono a questa categoria i lavoratori dipendenti pubblici che rivestono posizioni di lavoro per le quali sono richieste conoscenze teoriche di base inerenti allo svolgimento dei compiti assegnati, oltre a capacità manuali e tecniche specifiche riferite alle proprie qualificazioni e specializzazioni professionali, oltre ovviamente ai requisiti dell’autonomia e della responsabilità nell’ambito delle funzioni di rilievo amministrativo.

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dipendenti pubblici categoria b

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Dipendenti pubblici categoria b, radiografia della Pubblica Amministrazione

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In questo senso è possibile eseguire una scansione (a mo’ di radiografia) delle categorie di impiegati afferenti alla Pubblica Amministrazione, effettuando una pratica suddivisione sulla base del comparto amministrativo di appartenenza. Per ciò che riguarda le amministrazioni centrali dello Stato, il contratto collettivo di comparto per i Ministeri e gli Enti pubblici non economici prevede tre aree (denominate a, b e c) fornite di declaratorie che descrivono l’insieme di requisiti indispensabili per l’inquadramento nell’area, corrispondenti a livelli omogenei di competenze. Ovviamente la descrizione degli appartenenti all’area fa anche riferimenti ad attività rimesse all’ambito operativo e gestionale del dipendente. Ogni settore ed area riunisce molteplici posizioni economiche, prevalentemente coincidenti con le ex qualifiche funzionali, in una prospettiva di nuovo inquadramento del personale già in servizio. La scansione di profili (compresi quelli afferenti ai dipendenti pubblici categoria b) sono elencati esaustivamente dal contratto collettivo, in modo tale da impedire ad ogni singola Amministrazione di intervenire effettuando integrazioni o modifiche sull’elencazione tassativa.

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Requisiti ed esperienza necessari

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Fra i dipendenti pubblici categoria b sono presenti coloro che sono in possesso del requisito basilare della scuola dell’obbligo, tendenzialmente cumulato con la frequenza di corsi di formazione specialistici uniti ad una buona esperienza nelle attività caratterizzanti la categoria. Sempre per ciò che riguarda i requisiti per la categoria b, vanno menzionate alcune specifiche abilitazioni: mentre le relazioni interne sono contraddistinte dal carattere di una forma diretta.

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Dipendenti pubblici categoria b: quali lavoratori vi appartengono?

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Il contenuto di stampo operativo della attività eseguita dai dipendenti pubblici categoria b si delinea in questioni di discreta complessità ed ampiezza delle soluzioni da sviluppare. Effettuando qualche esemplificazione relativa al profilo di dipendente di categoria b si può menzionare la figura di riferimento del lavoratore che, nel settore amministrativo, provvede alla redazione di atti e provvedimenti utilizzando software grafici, fogli elettronici e sistemi di videoscrittura, collaborando alla gestione degli archivi e degli schedari e all’organizzazione di viaggi e riunioni. Sempre afferente al settore dei dipendenti pubblici di categoria b è la figura del lavoratore che compie interventi di tipo risolutivo sull’intera gamma di apparecchiature degli impianti, elaborando diagnosi, impostazione, preparazione dei lavori in fattispecie di discreta complessità.

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Sono inoltre inseriti all’interno della cornice di questa categoria, ad esempio, i profili inerenti al lavoratore addetto alla cucina, all’addetto all’archivio, operaio professionale o conduttore di macchine complesse (ovvero scuolabus o macchine operatrici che richiedono particolari licenze).

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Patrizia Caroli

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lun, giu 12, 2017  Valentina
Militari. L’ultima beffa degli straordinari
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: pianetacobar.eu

Fonte: pianetacobar.eu

Per ciò che riguarda il comparto sicurezza, stiamo raggiungendo livelli di indicibile vergogna in termini di trattamenti economici. L’ultima novità riguarda gli straordinari. E c’è davvero da divertirsi: le risorse in questi campi sono insufficienti da anni, con particolari picchi negativi in polizia, guardia di finanza, marina militare, aeronautica ed esercito.

 

 

Per questo i militari sono costretti a fare straordinari su straordinari, che puntualmente si sono visti pagare a fine anno, in una sorta di conguaglio a carico dei singoli ministeri di appartenenza.
Le ore di straordinario però sono diventate troppe. Talmente tante che le risorse dei dicasteri non bastano più per pagare tutto quanto dovuto. Ed ecco allora il colpo di genio: invece dei soldi verrà data la possibilità di usufruire del riposo compensativo!

 

 

 

Ore di straordinario in cambio del riposo compensativo

 

 

 

Al di là dell’ironia, questa scelta è ben lontana dall’essere stata partorita da un genio. È un’equazione che non può tornare in alcun modo la si guardi. Ci sono poche risorse. Si fanno straordinari. Non ci sono i soldi per Parare gli straordinari. Si mandano in ferie le risorse. Si chiude il cerchio e si ritorna al problema iniziale: ci sono poche risorse.
“Agli agenti devono ancora essere pagati gli straordinari del giugno 2016, quindi di un anno fa. Sono quelli dei colleghi dei reparti mobili, dei reparti prevenzione crimine, delle squadre mobili, degli uffici stranieri, ovvero quelli che si occupano anche di servizi di ordine pubblico. Quando il monte non è sufficiente lo straordinario non viene pagato. Su può scegliere se fruirlo come riposo, ma così si tolgono uomini alla strada e si crea una carenza di organici che porta, di conseguenza, a dover compensare con altri straordinari. È un cane che si morde la coda”. Grida Gianni Tonelli, segretario generale del Sap (sindacato autonomo di polizia).

 

 

 

 

Militari. Il record negativo della Marina

 

 

 

Premesso che stiamo parlando davvero di un momento nero per tutto il comparto sicurezza, chi vede più scuro degli altri è senza dubbio la marina militare. Come descritto sulle pagine de “il Giornale”, i conti per gli imbarcati sono presto fatti: “alcune navi stanno fuori sei mesi. Dopo questo periodo di navigazione, in cui si lavora 24 ore al giorno si hanno, in media, 20 giorni festivi non fruiti da recuperare, più 200 ore di straordinario a cui si vanno ad aggiungere le 300 ore e le ferie accumulate lo scorso anno non ancora percepite. (…) Solo che i fondi mancano, per cui, a fine anno, si recuperano in soldi non più di una cinquantina di ore e in recupero compensativo non più di 200. L’eccedente viene regalato allo Stato”.
Ora è vero che i militari, per loro natura hanno uno spiccato senso del dovere, ma questo è davvero troppo, al punto quasi da oltrepassare il limite della dignità di un lavoratore.

 

 

 

 

 

Fonte: ilgiornale

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

sab, giu 10, 2017  Valentina
Carabinieri Forestali. Procedimenti Disciplinari Sospetti
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Fonte: farodiroma.it

Fonte: farodiroma.it

Non si trova pace su questo fronte. Nessuno trova pace. Questo matrimonio forzato sta degenerando ogni giorno di più e il futuro non si annuncia roseo per nessuna delle due parti, né per i carabinieri né per i forestali.
Ultima notizie delle scorse ore riguarda presunti provvedimenti disciplinari e spostamenti discutibili ai danni di alcuni agenti ex forestali appartenenti ai sindacati di categoria. Sindacati defunti insieme al defunto corpo forestale.

 

 

 

Carabinieri Forestali. Deriva poco trasparente

 
L’allarme viene lanciato dalle pagine di un social da un pentastellato Massimiliano Bernini e subito raccolto con estrema preoccupazione da Luca Marco Comellini, segretario del partito dei militari.
A quanto si apprende, ma rimane tutto da confermare, alcuni neo militari sarebbero stati sottoposti ad zoni punitive per questioni riguardanti la libertà di espressione sui social. Un fatto che, se confermato, sarebbe piuttosto preoccupante, poiché si va a ledere un diritto costituzionalmente garantito, come quello della libertà di espressione.
Ritengo che il generale Del Sette, comandante dell’Arma dei carabinieri, abbia il dovere di intervenire, accertare i fatti e quindi fermare la pericolosa deriva anti democratica verso al quale inevitabilmente, s’incamminerebbero i vertici dei carabinieri forestali se proseguissero nell’azione disciplinare contro ex esponenti del mondo sindacale”. Tuona Comellini.

 

 

 

Carabinieri Forestali. Ci Si Rassegnerà Mai A Questa Unione?

Se da un lato i ricorsi contro la militarizzazione forzata e le sanzioni disciplinari mostrano i lati negativi di questa fusione, figlia della Riforma Madia e del Governo Renzi, bisogna però guardare anche il rovescio della medaglia.

 

 

Si iniziano ad inaugurare le prime caserme dei carabinieri forestali. Quella a Valle dell’Angelo, ad esempio nel Parco Nazionale del Cilento, dove, alla presenza di molte autorità, dal sindaco al Sottosegretario alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Giuseppe Castiglione, dal Vicepresidente della Commissione Ambiente, Tino Iannuzzi al Generale Antonio Ricciardi, Comandante dell’Unità per la Tutela Forestale, Ambientale ed Agroalimentare, si è aperta ufficialmente l’attività dei carabinieri forestali, i quali si occuperanno di un’area di circa 16mila ettari.
Neanche a dirlo tutti soddisfatti e propositivi all’indomani dell’inaugurazione. Poi però la medaglia torna sull’altro lato e tutto di nuovo s’incupisce…

 

 

 

 

Fonte: ondanews
 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

ven, giu 9, 2017  Valentina
Buona Scuola. E’ tempo di bilanci
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buonascuolaOrmai è passato un tempo ragionevole oltre il quale fare bilanci è d’obbligo in tema di Buona Scuola. Che questo maxi progetto di riforma non esaltasse gli animi di nessuno, tranne che di coloro che l’0hanno creato era evidente fin da primi attivi della sua divulgazione.

 

A distanza di tempo però dalla sua applicazione si iniziano a vedere i primi risultati e le prime conseguenze che fanno fare marcia indietro anche a coloro che in un primo tempo hanno supportato la riforma.

 

 

 

Buona Scuola. La triste gara al rimedio dell’ultima ora

 

 

 

 

In questo contesto si capisce bene la dichiarazione di Andrea Orlando, candidato alla segreteria nazionale del pd: “il mio impegno da segretario sarà quello di prevedere ulteriori investimenti nella scuola pubblica e l’eliminazione di storture ed errori contenuti nella Buona Scuola (…). Stiamo lavorando a più emendamenti alla Manovra che prevedano da un lato un Piano nazionale e dall’altro un Potenziamento assunzionale per le maestre dell’Infanzia presenti nella Gae, un rimedio agli errori dell’algoritmo per riportare vicino casa i docenti ingiustamente penalizzati, penso a quelli della fase B, e un percorso che valorizzi ulteriormente l’esperienza di quelle migliaia di precari di seconda fascia che contribuiscono ancora oggi in maniera determinante al funzionamento del nostro sistema di istruzione”.

Anche l’altro candidato alle primarie Emiliano è sulla stessa lunghezza d’onda e parla addirittura di riscrivere la riforma.

 

 

Promesse da marinaio frutto della pressione delle elezioni? Lo scopriremo a breve, al di là del risultato delle primarie.

 

 

 

 

Buona Scuola. Si punta all’integrazione

 

 

 

 

 

Intanto il ministro Fedeli continua il suo percorso di creazione di una scuola più aperta all’interno del piano da 840 milioni di euro che mira a far diminuire la dispersione scolastica, favorendo l’integrazione, anche in relazione ai flussi migratori costantemente in aumento.

 

 

Si tratta di un’occasione con la quale ogni istituto scolastico potrà presentare un progetto, il quale, se approvato verrà finanziato dallo stato per un importo variabile in base alla tipologia di planning.

 

 

La velocità e la profondità dell’integrazione dipendono anche dalla scuola. È grazie al percorso che le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana fanno a scuola che il nostro Paese potrà contare anche sui loro talenti, sulle loro intelligenze (…). Le scuole possono diventare laboratori di convivenza e di nuova cittadinanza”. Afferma in una recente dichiarazione proprio il ministro Fedeli.

 

 

Tra le attività che le scuole potranno presentare ci sono corsi di insegnamento o mantenimento della lingua d’origine, laboratori di lingue per facilitare l’apprendimento della lingua italiana, attività motoria, musica, ect.

Unico vincolo fondamentale per l’approvazione dei progetti è la condivisione con la cittadinanza e la stretta collaborazione con le autorità locali. La presentazione dei progetti dovrà avvenire dalle ore 10 del 15 maggio alle ore 15 del 3 luglio 2017.

 

 

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / catania.liveuniversity

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

ven, giu 9, 2017  Valentina
Mobilità Scuola. In arrivo una proroga?
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Niente di ufficiale ancora ma sarebbe auspicabile che venisse indetta una proroga per la presentazione della domanda di mobilità. La ragione è semplice. Il funzionamento a momenti alterni del sistema di registrazione on line, soprattutto durante il fine settimana e nella giornata del primo maggio 2017.

 

 

Solo nell’ultimo giorno previsto per la presentazione, il  maggio scorso, molte sono state le persone che hanno lamentato e documentato il cattivo funzionamento del sistema, il quale dava la possibilità di effettuare il login e di entrare nella piattaforma, ma non permetteva di accedere alla voce “compilazione domanda di mobilità di II grado o in altri casi invece dava errori durante l’inserimento degli allegati.

 

 

Il MIur non si è ancora pronunciato, ma si attende quantomeno una presa di posizione sul tema. Ricordiamo invece che per coloro che appartengono al personale Atta, il termine ultimo di presentazione della domanda di mobilità è stata prolungata ino al 24 maggio.

 

 

 

Mobilità Scuola. I prossimi appuntamenti

 

 

 

 

Nel frattempo, vediamo quali sono i prossimi passi per quei fortunati che sono riusciti a iscriversi senza problemi sulla piattaforma.

 

 

Iniziamo dalla scuola dell’infanzia, per la quale il termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili è stato fissato al 22 maggio 2017, mentre la pubblicazione dei movimenti è prevista per il 19 giugno.

Stesso termine anche per la scuola primaria, ma la pubblicazione in questo caso è stata anticipata al 9 giugno.

Il 15 giugno prossimo invece sarà l’ultimo giorno utile per la trasmissione della domanda al SIDI per la scuola secondaria di primo livello, la cui pubblicazione dei movimenti è stata stabilita per il 4 luglio.

La scuola secondaria di secondo grado invece ha come prima scadenza il 3 luglio e la pubblicazione dei movimenti al 20 luglio.

 

 

Va ricordato anche che quest’anno i movimenti si svolgeranno in un’unica fase, provinciale e interprovinciale, e che i docenti potranno spartirsi solo il 30% dei posti disponibili dal momento che il 60% verrà destinato alle nuove assunzioni e il restante 10% sarà rivolto ai passaggi di cattedra.

 

 

 

Fonte: orizzonescuola / tecnicadellascuola / blastingnews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa