Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, giu 11, 2015  Valentina
Polizia. Le Prime Conseguenze Dei Tagli 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: tg24.sky.it

Fonte: tg24.sky.it

E poi succede un giorno, un normalissimo giorno qualunque che si scopre nel modo peggiore le conseguenze concrete di tutti i tagli avvenuti negli ultimi anni ai danni della polizia e in generale degli uomini in divisa.

 

Accade così che in un banale tamponamento tra due veicoli, un agente riporti una prognosi di 10 giorni per ferite al volto e agli arti inferiori dovute alla mancata apertura dell’airbag, nonostante l’impatto, senza dubbio, lo richiedesse.

 

Se può esserci poi un’aggravante di questa paradossale situazione è che il mezzo del quale si sta parlando era in servizio presso la Direzione Centrale Anticrimine, per la quale il possesso di mezzi di trasporto affidabili è a dir poco fondamentale.

 

“E’ la prova che i tagli alla manutenzione dei mezzi decisi per la spending review, mettono a forte rischio uomini e donne della Polizia di Stato (…) Quasi ogni giorno i vertici parlano di nuove acquisizioni di auto, elettriche ibride, piccole e grandi, quando poi si lesina qualche centinaio di euro per garantire una manutenzione adeguata che a ben vedere non è altro che quello che chiediamo agli automobilisti comuni e se non lo fanno, multa…e adesso chi lo farà il verbale al Capo della Polizia?”.

A porsi il retorico quesito è il Segretario Generale Consap, Giorgio Innocenzi.

 

 

Polizia. Nonostante Tutto Si Va Avanti

 

 

E se la manutenzione delle auto di servzio lascia a desiderare e per il vestiario è una lotta infinita a gni cambio di stagione, la voglia di crescere e di fare strada all’interno del corpo della polizia di stato non si placa.

Anche il prossimo giugno infatti avrà inizio il 194^ corso di formazione per allievi agenti della polizia di stato presso l’istituto per ispettori di Nettuno, al quale potranno partecipare 35 allievi agenti suddivisi in 16 donne e 19 uomini.

 

Si tratta di un anno intero di formazioni, suddiviso in due semestri con finalità distinte: nella prima parte del corso, dal 5 giugno prossimo al 4 dicembre 2015, se si supererà l’esame finale, ricevendo il giudizio di idoneità al servizio, si acquisirà la nomina di Agente in prova.

La seconda parte del corso invece si svolgerà presso i centri nazionali “fiamme d’oro” e riguarderà le singole specializzazioni di appartenenza.

 

 

 

Fonte: consap / coisp

 

 

 

 

Valentina Stipa

mer, giu 10, 2015  Roberta Buscherini
Corpo Forestale dello Stato, in arrivo la scure della spending review 4.00/5 (80.00%) 1 Vota Questo Articolo

Lo scorso 8 maggio il Senato ha aperto l’esame del disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione che all’art. 7 definisce il riordino delle funzioni di polizia di tutela dell’ambiente e del territorio e la riorganizzazione di quelle del Corpo Forestale con l’eventuale assorbimento delle funzioni in quelle delle altre Forze di polizia. Si tratta di un punto di rilievo della riforma PA all’attenzione in questo momento dei due rami del Parlamento.

 

Corpo Forestale dello Stato

Corpo Forestale dello Stato: l’accorpamento

 

Nel frattempo un emendamento transitato in commissione Affari Costituzionali del Senato ha provveduto a tutelare e mettere al sicuro la categoria dei forestali autonomi proprio nell’ambito delle operazioni di sfoltimento della spesa pubblica: l’accorpamento infatti riguarda in via esclusiva il Corpo forestale dello Stato, mentre nei territori delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome di Trento e di Bolzano dovrebbero restare ferme tutte le attribuzioni spettanti ai rispettivi Corpi forestali regionali e provinciali. Per motivi di spending review, dunque, ci si prepara all’abolizione il Corpo Forestale dello Stato. Tuttavia non si interverrà né sulle circa 3mila unità autonome né sulle 2800 unità delle Polizie Provinciali: un totale di 5745 unità che resisteranno a fronte delle circa 8mila unità del Corpo forestale dello Stato che svolgono le loro attività su tutto il territorio nazionale.

 

Le voci in direzione opposta

 

Ma giungono voci dissonanti in materia: il commissario Enrico Buemi (Psi) e il procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti affermano: “Per quanto riguarda l’accorpamento del Corpo Foerestale con i Carabinieri? Noi riteniamo che il Corpo Forestale debba mantenere una propria identità, perché attraverso il mantenimento dell’identità può sviluppare sempre meglio la propria conoscenza, la propria esperienza e la propria specializzazione, che, con tutto il rispetto – figuriamoci – per le altre Forze di polizia, per quanto riguarda il Corpo forestale dello Stato non concerne soltanto i rifiuti, ma anche tutta la criminalità ambientale”.
A parere di questi ultimi, la soppressione del Corpo forestale dello Stato non farebbe altro che togliere all’autorità giudiziaria l’unico organismo investigativo in materia ambientale che disponga delle conoscenze, delle esperienze, del know-how e anche dei mezzi per poter smascherare i crimini ambientali. “Si potrebbe osservare che non lo sopprimiamo, ma lo accorpiamo e lo facciamo assorbire dalla Polizia di Stato. Noi paventiamo che questo eventuale assorbimento, che forse risponde a esigenze di finanza, di spending review, potrebbe rischiare di stemperare di molto il patrimonio di conoscenze e di esperienze e, quindi, la capacità investigativa di questo Corpo, che noi sosteniamo e che è il più diretto e stretto collaboratore nostro, come procura nazionale, e delle procure distrettuali” prosegue Roberti, nel corso dell’audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti dello scorso novembre.

 

I progetti definitivi per tagliare la spesa

 

Proprio negli scorsi giorni era giunto l’annuncio, praticamente definitivo, del ministro della PA Marianna Madia in merito al tema dell’accorpamento: “Sulle forze di polizia stiamo facendo un’operazione rivoluzionaria, che porterà ad aumentare la sicurezza dei cittadini. Dall’accorpamento dei servizi strumentali, come uffici legali e acquisti all’assorbimento della Forestale in un altro corpo di Polizia”.

 

Fonti: Sole24Ore.it, panorama.it

 

Roberta Buscherini

 

mar, giu 9, 2015  Valentina
Pensioni VVF. Ci Aspetta Un Futuro Povero 4.33/5 (86.67%) 3 Vota Questo Articolo

È ormai cosa nota a partire dal primo giugno 2015 l’Inps pagherà tutti i trattamenti pensionistici di sua pertinenza il primo giorno di ciascun mese oppure il giorno successivo se festivo o non bancabile, come previsto dal Decreto Legislativo 65/2015.

 

L’Inps poi ha pubblicato alcuni studi che ha messo in campo sul tema in merito al personale del comparto sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, con l’analisi del tutto particolare che mette a confronto le pensioni effettivamente erogate con il sistema retributivo e quelle percepite se si fosse applicato il più vantaggioso sistema di calcolo contributivo.

 

In sintesi lo studio dimostra che a parità di requisiti come grado, anzianità ecc…, quasi il 90% di chi è andato in pensione con il sistema retributivo sta percependo una pensione che è superiore mediamente dal 40% al 60% rispetto a quella che avrebbe percepito con il calcolo basato sul sistema interamente contributivo.

 

Di fatto quindi i giovani vigili del fuoco che si approcceranno alla pensione tra qualche anno con il sistema contributivo saranno nettamente più poveri, nonostante, esattamente come i loro predecessori, abbiano investito la loro intera vita professionale, rischiando la propria incolumità al servizio dei cittadini.

 

 

Fonte: strettoweb.com

Fonte: strettoweb.com

Pensioni VVF. Sindacati All’attacco Dell’Inps

 

 

 

 

La pubblicazione di questi dati ha scatenato nel mondo dei vigili del fuoco una serie di polemiche e interrogativi che si vanno a sommare a tutte le altre questioni ancora non risolte che riguardano il settore.

 

La critica più dura a questo studio arriva dal sindacato Safap, il quale in una comunicato stampa, rimprovera all’Inps un’incompletezza di fondo che non pone l’accento sulla questione in maniera obbiettiva.

Ad esempio non si parla del mancato avvio della previdenza complementare previsto dalla legge Dini dal 1995, e che ancora oggi continua esclusivamente per gli operatori della Sicurezza a non trovare un’applicazione.

 

Anche il sindacato Conapo non risparmia critiche all’Inps: “ai vigili del fuoco non è attribuito nessun aumento periodico alla base pensionabile. (…) tra tutti i corpi dello stato i vigili del fuoco sono i più penalizzati poiché non percepiscono nessuna maggiorazione del servizio, utile ai fini dell’anzianità contributiva e non hanno riconosciuti alcuni istituti previdenziali tesi a compensare il rischio e l’usura dovuta ai servizi operativi”.

Non solo.

Ma di fatto nello studio dell’Inps non si accenna a nessuna problematica o disparità che questa comparto soffre rispetto agli altri fratelli in divisa.

 

Dunque la richiesta del sindacato Safap verso l’istituto previdenziale è chiara:  “per doverosa completezza di informazione e soprattutto per rispetto di quella trasparenza evocata dall’Inps, attendiamo un’integrazione quanto mai opportuna alla scheda informativa emanata, che riporti in maniera corretta il quadro previdenziale completo del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico”.

 

 

Fonte: safap / conapo

 

 

 

 

Valentina Stipa

lun, giu 8, 2015  Marco Brezza
Riforma scuola, primo dietrofront del Governo: cosa accade ora? 3.38/5 (67.50%) 8 Vota Questo Articolo

Dubbi, dietrofront, marce scalate: la sensazione intorno ai lavori intorno al disegno di legge sulla riforma della scuola (“La Buona Scuola”) è quello di un grande momento di “impasse”, una sorta di “surplace” collettiva dove il Governo parrebbe aver perso le sue certezze iniziali.

 

Fonte: usnews.com

Fonte: usnews.com

Riforma scuola, Renzi e la sua (piccola) marcia indietro

 

A scolpire sulle pagine dei quotidiani questa sensazione diffusa sono le dichiarazioni rilasciate dal presidente del Governo Matteo Renzi questo weekend nel corso della Repubblica delle Idee, la manifestazione promossa dal quotidiano La Repubblica a Genova: “Qualcosa non ha funzionato. Il colpevole sono io. Riaprirò la discussione”. Il premier pigia il piede sul freno in materia di “Buona Scuola” l’ambizioso progetto di riforma del sistema scolastico italiano: “Abbiamo bisogno di ascoltare e abbiamo aperto un cantiere perché se mettiamo 1 miliardo in più, assumiamo 100mila persone, diamo più soldi ai profe abbiamo fatto arrabbiare tutti significa che qualcosa non ha funzionato e il colpevole sono io, ho fatto un bel capolavoro – prosegue Renzi -, è necessario un confronto ma non ci arrenderemo a chi dall’altro delle sue posizioni di rendita pensa che la scuola sia intoccabile. Ci metteremo una settimana in più – conclude il premier – ma poi decideremo”.

 

Ecco le modifiche sostanziali al ddl sulla scuola

 

Insomma, la sensazione, ascoltando queste parole, è chiara: potrebbero concretizzarsi modifiche anche sostanziali al disegno di legge, ma l’impianto del complessivo progetto di riforma non verrà snaturato. Tra le novità potrebbe palesarsi la riformulazione della Legge Gelmini sul numero di alunni per classe. “Voglio riportare – ha detto Renzi – le classi ai numeri precedenti la riforma del 2008: 25 studenti per classi. Oggi si arriva a 28 più alcune deroghe. Ci costerà un po’ di soldi e forse potremo farlo solo nel 2017. Questa è la mia proposta”.
Una ulteriore modifica dovrebbe toccare la presenza di genitori e studenti nella commissione di valutazione che, secondo il testo licenziato dalla Camera, determinerà i criteri per gli aumenti stipendiali ai docenti meritevoli, i cosiddetti scatti basati sul merito (uno dei punti messi al centro dell’attenzione più spesso nelle ultime settimane”.

 

Tra “Buona Scuola” e sciopero docenti

 

Con riferimento alle tempistiche di modifica ed approvazione della riforma, voci di corridoio negli scorsi giorni hanno fatto circolare la notizia che il varo definitivo della “Buona Scuola” non avverrà prima della metà di luglio. I tempi al Senato potrebbero essere lunghi e far slittare oltre giugno l’approvazione della legge. È ormai evidente che il Senato apporterà modifiche al disegno di legge, rendendo necessario l’ulteriore passaggio alla Camera dei deputati (cosiddetta “navette” parlamentare). La settimana in corso si dovrebbe comunque confermare decisiva per la stesura definitiva del testo del ddl: in programma un primo sfoltimento delle proposte emendative, con il voto vero e proprio subordinato al parere della commissione Bilancio. L’obiettivo rimane quello di chiudere l’esame del provvedimento in commissione entro 7 giorni.
Nel frattempo i docenti scendono in piazza e bloccano gli scrutini di fine anno per chiedere di rivedere alcune cose sostanziali: una riduzione delle prerogative dei dirigenti e un piano pluriennale di assunzioni che coinvolga anche i docenti iscritti all’interno delle Graduatorie d’Istituto.

 

Fonte: Repubblica, orizzontescuola.it

 

Marco Brezza

 

ven, giu 5, 2015  Marco Brezza
Forze di polizia: riforma, tagli e snellimento all’orizzonte 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

Forze di Polizia, rivestono un discreto interesse le dichiarazioni fatte dal ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia la settimana scorsa durante Forum PA, la ventiseiesima mostra convegno dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione e nei sistemi territoriali. ”Stiamo facendo un’operazione rivoluzionaria che aumenterà la sicurezza dei cittadini. Oggi abbiamo cinque forze di polizia che hanno cinque uffici legali, cinque uffici per gli acquisti. Accorpiamo tutto ciò che è strumentale e togliamo le duplicazioni di funzioni. Ognuno deve specializzarsi“. La conferma di un discorso già inaugurato da oltre un anno pertanto c’è: il Corpo Forestale verrà con tutta probabilità assorbito in un altro corpo di polizia.

 

Forze di polizia

Le Forze di polizia passano da 5 a 4?

 

Il ministro Madia la settimana scorsa ha sviscerato un tema di rilievo in ottica di revisione di spesa e razionalizzazione delle risorse in ottica di Riforma della Pubblica Amministrazione:“Il disegno di legge della Riforma della PA sarà approvato al massimo entro l’autunno – conferma il ministro del Governo Renzi -, c’è una discussione approfondita alla Camera, siamo aperti a modifiche in questo passaggio parlamentare a cui seguirà un terzo passaggio definitivo al Senato”.
È stato poi il momento delle anticipazioni relative all’importante novità relativa appunto alle Forze dell’ordine, la cui realizzazione in gran parte spetterebbe ad altri ministri e non a lei: “Sulle forze di polizia stiamo facendo un’operazione rivoluzionaria, che porterà ad aumentare la sicurezza dei cittadini”. Ecco i punti evidenziati dalla rappresentante del Governo: dall’accorpamento “dei servizi strumentali, come uffici legali e acquisti” all’assorbimento “della Forestale in un altro corpo di Polizia”, transitando per “l’eliminazione delle duplicazioni di funzioni”.

 

Le funzioni delle Forze di Polizia e le idee del Governo

 

A tal riguardo il ministro non ha lesinato specificazioni e particolari, scendendo nel merito della questione: “Oggi le Forze di Polizia hanno spesso funzioni uguali, invece ognuna si deve specializzare”. Ma quale sarà la modalità reale mediante la quale verrà raggiunto tale scopo di razionalizzazione ed ottimizzazione delle risorse dello Stato? Diversificare le competenze dei due Corpi a valenza generale, Polizia e Carabinieri, dividendole per materia o per ambiti territoriali? Non resta che attendere, ma si tratta di un’impresa difficile e complicata che andrebbe a incidere sulla struttura organizzativa toccando tradizioni consolidate delle due istituzioni. E i sindacati della sicurezza come reagiranno? Non resta che attendere.

 

Forze di Polizia e tagli: un tema delicato

 

Non va in questo senso dimenticato che il processo di spending review condotto negli scorsi mesi dal commissario Cottarelli e sbandierato in maniera evidente a livello mediatico nel corso dei primi mesi del 2014 vedeva un coinvolgimento diretto da parte delle Pubbliche Amministrazioni e aveva come obiettivo quello dell’istituzionalizzazione del processo di revisione della spesa pubblica all’interno del bilancio dello Stato e della Pubblica Amministrazione, con obiettivi di risparmio. La pubblicazione nello scorso mese di aprile dei dossier di revisione di spesa aveva in questa direzione riportato l’attenzione su un tema complesso come quello dell’accorpamento delle forze di polizia. Un punto critico che permane in evidenza in questo scorcio di 2015.

 

Fonte: firenzepost.it

 

Marco Brezza