Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

Accessibilità per i visitatori: sola lettura, ma potrete presto chiedere la registrazione ed esprimere i vostri pareri.

Categorie

 
lun, gen 19, 2015  Valentina
Polizia Penitenziaria. Con Il Nuovo Capo DAP Si Cambia Passo 5.00/5 (100.00%) 3 Vota Questo Articolo

 

Fonte: publicpolicy.it

Fonte: publicpolicy.it

Dopo la nomina del nuovo capo dell’arma dei carabinieri, anche il neo capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Santi Consolo, si è insediato nel suo nuovo ruolo e ci ha tenuto subito a fissare un incontro con le associazioni sindacali di categoria, per rendere pubblico il percorso che intende fare all’interno della polizia penitenziaria e gli obiettivi che vuole raggiugere, con il sostegno e l’aiuto di tutti.

 

Due sono i cardini principali che il nuovo capo DAP vuole mettere in campo durante il suo mandato:

 

1. trasparenza dell’azione

 

2. collaborazione corale di tutti gli operatori penitenziari

 

Il tutto per l’unico fine di “migliorare le condizioni di lavoro di tutti per raggiungere il duplice obiettivo del benessere lavorativo e dell’orgoglio di appartenenza”. Senza mezzi termini, l’intento chiaro di Consolo è quello di gestire ogni istituto penitenziario come una piccola impresa, nella quale si lavora in economia per contenere i costi e per ottimizzare gli strumenti esistenti, massimizzando l’efficienza delle strutture penitenziarie.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. I Progetti In Concreto

 

 

 

 

Lasciamo per un attimo da parte la filosofia e pensiamo a come questa verrà tradotta, almeno negli intenti, sul campo.

Secondo il nuovo capo DAP, il contributo della Polizia Penitenziaria negli Uffici di Sorveglianza e negli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna, è fondamentale e deve essere aumentato con l’impiego di personale esperto, che ha maturato competenza e professionalità all’interno delle strutture penitenziarie.

 

Un capitolo a parte poi è quello della vigilanza dinamica, la quale deve assolutamente essere implementata con l’aiuto di ausili anche di carattere tecnologico, come le telecamere a circuito chiuso.

 

Tutte queste innovazioni, non possono però non passare dall’imbuto della responsabilità  di chi emana e direttive “specie nei casi in cui occorra difendere l’azione e l’attività degli operatori che agiscono nel  rispetto delle prescrizioni in esse contenute, anche con riferimento alle eventuali colpe che possono determinarsi in capo ai soggetti attuatori”.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Le Richieste Dei Diretti Interessati

 

 

 

 

Sebbene le prospettive di questo nuovo capo alla guida del comparto di polizia penitenziaria siano positive, le associazioni di categoria ci hanno tenuto comunque a evidenziare le loro richieste e i punti su cui non si può più tergiversare, ma serve un’azione incisiva e risolutiva a breve scadenza.

 

- ristrutturazione delle caserme fatiscenti,  spesso prive di bagni interni, senza rete web wireless e per le quali, vengono richiesti canoni che inaccettabili e non giustificati. Inoltre anche le piante organiche degli istituti sono da rivedere alla luce delle modifiche strutturali interne e all’apertura di nuove sedi.

 

-  Rilevamento dello stress da lavoro correlato, previsto per legge, e che è indispensabile per monitorare situazioni emotivamente instabili che troppo spesso sfociano in azioni drammatiche. Correlato con questo viene richiesta una sanatoria delle sanzioni disciplinari meno gravi e una modifica del Decreto legislativo 449/92.

 

- Per riqualificare le funzioni della polizia penitenziaria e ripristinarne un’immagine dignitosa è necessario un riordino del personale, anche attraverso concorsi per l’accesso alla qualifica di vice sovrintendente. Servono poi maggiori credenziali per il ruolo dei funzionari di corpo.

 

 

Negli ultimi anni, non si può certo nascondere, l’immagine degli agenti di polizia penitenziaria è stata troppo spesso oggetto di denigrazioni, senza invece mai venire lodata per le iniziative positive che pure caratterizzano il corpo.

Il DAP deve prevedere anche una riqualificazione mediatica dei baschi blu, nell’ottica di rilanciarne l’immagine, cancellando questo alone nero che si è creato ingiustamente intorno.

 

 

 

Fonti: uglpoliziapenitenziaria / polizia-penitenziaria / publicpolicy

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

ven, gen 16, 2015  Valentina
Carabinieri a Processo sul Caso Magherini 3.00/5 (60.00%) 2 Vota Questo Articolo

 

Fonte: 055firenze.it

Fonte: 055firenze.it

Si terrà il prossimo 3 febbraio l’udienza preliminare sul caso della morte di Riccardo Magherini, deceduto a marzo dello scorso anno, mentre veniva bloccato dai carabinieri durante un controllo notturno per le vie di Firenze.

 

Entrambe le parti in causa infatti hanno presentato al Gup Fabio Frangini dei nuovi documenti medico-legali.

In particolare l’avvocato dei 4 carabinieri accusati di aver provocato la morte del giovane e sui quali pende l’accusa di omicidio colposo è in possesso di nuovi elementi che avvalorerebbero la tesi della morte per  e che quindi il decesso non sia in alcun modo riconducibile alla condotta dei militari.

 

 

 

Carabinieri Caso Magherini. La Ricostruzione

 

 

 

È ormai di dominio pubblico il video che ritrae Riccardo Magherini, all’interno di un ristorante nel quale consumò la sua ultima cena in compagnia di 3 amici di nazionalità araba e poi dirigersi da solo verso Piazza Ognissanti.

 

Dal suo cellulare chiamò poi un taxi per raggiungere Porta Romana, dove abita la madre, ma appena il tassista imbocca Ponte della Carraia, Magherini inizia a inveire contro l’uomo e a pronunciare frasi sconnesse, fino a quando il tassista non decide di farlo scendere.

Una volta a terra, il trentenne inizia a correre e in preda a un attacco di panico, fermò un auto di passaggio per chiedere aiuto, dicendo di essere inseguito. Uno dei ragazzi presente su quest’auto dichiarò successivamente di aver visto Riccardo discutere animatamente con un’altra persona su Ponte Vespucci.

 

Proprio in quel punto fu ritrovato giorni dopo la morte il cellulare del giovane, che venne restituito al fratello tramite un contatto su un social network. E sempre in quel punto, uno dei fratelli di Riccardo trovò un bossolo calibro 9X21 di una pistola a salve. Ancora oggi non è stato definito se quel proiettile sia collegato al caso oppure no.

 

Da quel momento il 112 ricevette ben 5 chiamate denunciando un uomo in preda al panico, fino all’una e 21, quando i carabinieri riescono a fermare Magherini. A San Frediano in molti assistono al fermo del giovane da parte dei carabinieri e anche all’arrivo del personale del 118, chiamato dagli stessi agenti.

 

I medici legali hanno dichiarato che i 20 minuti durante i quali i carabinieri tennero Riccardo ammanettato in posizione prona hanno avuto un ruolo importante sulla dinamica respiratoria e hanno anche aggiunto che tra gli altri anche l’intossicazione da cocaina ha contribuito alla morte.

 

 

Carabinieri Sotto Accusa

 

 

 

I carabinieri lo hanno accerchiato, poi portato in ginocchio e buttato a terra, dopodiché gli sono saliti sopra fino ad averlo letteralmente schiacciato” recita Matteo Torretti, il super testimone dell’accusa.

Il dubbio che questa sia la procedura imposta agli agenti non viene sollevato da nessuno. Così fa più notizia.  Come sempre accade in questi caso l’opinione pubblica, con l’aiuto fondamentale dei mezzi di comunicazione, ha già emesso verdetto di colpevolezza verso i carabinieri.

È sempre la via più breve e facilmente percorribile. Per fortuna però, il processo deve ancora avere inizio.

 

 

 

Fonte: corrierefiorentino / zonedombra / 055firenze

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

gio, gen 15, 2015  Marco Brezza
Ferie infermieri dipendenti pubblici: tutto quello che c’è da sapere 2.50/5 (50.00%) 2 Vota Questo Articolo

La disciplina del riposo settimanale e delle ferie per ciò che riguarda gli infermieri impiegati presso strutture pubbliche possiede in via generale i caratteri complessivi che fanno solitamente riferimento all’impiego pubblico. Andiamo ad analizzarli attraverso una scansione specifica in maniera tale da fornire una sorta di piccola guida per l’infermiere che lavora nel settore pubblico.

 

Ferie infermieri

 

Infermieri strutture pubbliche: il riposo settimanale

 

Partendo dal riposo settimanale va innanzitutto detto che l’infermiere ha diritto a un periodo di riposo di almeno 24 ore consecutive ogni 7 giorni, da cumulare con le ore di riposo giornaliero. Di norma tale intervallo coincide con la domenica. Chiaramente non esiste un obbligo assoluto a quest’ultimo riguardo: il giorno di riposo settimanale può infatti non coincidere con la domenica nel caso in cui il personale sia addetto ad attività e servizi di pubblica utilità. I contratti collettivi di categoria possono stabilire previsioni differenti a condizione che agli infermieri vengano accordati periodi equivalenti di riposo compensativo oppure, in circostanze eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti di riposo compensativo non sia possibile per motivi oggettivi (a pattpo però che agli infermieri interessati sia accordata una protezione appropriata). Il lavoratore deve usufruire di 52 o 104 riposi: pertanto 1 o 2 ogni 7 giorni, a seconda che l’orario di lavoro sia suddiviso sui 5 o 6 giorni lavorativi settimanali. Una postilla importante è la seguente: il riposo settimanale è irrinunciabile né monetizzabile.

 

La disciplina delle ferie nelle strutture pubbliche

 

L’infermiere impiegato presso strutture sanitarie pubbliche ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite che non può essere inferiore a 4 settimane. Ovviamente il contratto collettivo nazionale prevede condizioni di miglior favore riconoscendo al lavoratore il diritto a 32 giorni lavorativi di ferie. Per quanto riguarda gli infermieri neo-assunti, con specifico riferimento al primo triennio di servizio, i giorni di ferie ammontano a 30 giorni complessivi. Elemento non secondario della disciplina delle ferie è il seguente: tale periodo non può essere sostituito dall’indennità per ferie non godute. Pertanto esattamente come per il riposo settimanale, le ferie non sono “monetizzabili”. L’indennità invece spetta soltanto nel caso in cui il rapporto di lavoro addiviene a risoluzione.

 

Le ferie, un diritto del lavoratore

 

Le ferie si configurano senza dubbio alcuno all’interno dello strutturato novero dei diritti e dei doveri che fanno capo alla professione dell’infermiere. Ma cosa accade se alla cessazione del rapporto di lavoro le ferie spettanti non siano state fruite per esigenze di servizio o per cause indipendenti dalla volontà del dipendente? In tal caso di dovrà procedere al pagamento sostitutivo delle medesime da parte dell’ente. In ultima istanza va inoltre detto che le ferie si configurano a tutti gli effetti alla stregua di un diritto irrinunciabile e non sono (come affermato in precedenza) monetizzabili. Queste devono essere fruite nel corso di ciascun anno solare tenendo conto da una parte delle richieste e delle necessità personali del dipendente e dall’altra ponendole in piena compatibilità con le oggettive esigenze di servizio. Qualora per specifiche ed indifferibili esigenze le ferie non siano state concesse all’interno dell’anno in questione allora queste ultime dovranno essere assolutamente concesse nel primo semestre dell’anno successivo.

 

Fonte: ipasvimi.it

 

Marco Brezza

 

mer, gen 14, 2015  Valentina
Polizia di Stato Pronta per Fronteggiare il Terrorismo Islamico? 1.00/5 (20.00%) 3 Vota Questo Articolo

 

A dispetto di quanto dichiarano i politici da più parti, la risposta è no. E non certo per mancanza di volontà o di competenza da parte della nostra polizia di stato.

 

Fonte: liberoquotidiano.it

Fonte: liberoquotidiano.it

Piuttosto per scelte di carattere politico che stanno facendo a pezzi il sistema sicurezza, come ha dichiarato senza troppe precauzioni il segretario Generale del Sindacato Indipendente di Polizia, Franco Maccari, a seguito della dichiarazione del Ministro Angelino Alfano di voler riunire il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo per esaminare con grande attenzione la minaccia terroristica in Italia alla luce del gravissimo attacco a Parigi.

 

È davvero paradossale, secondo l’esponente del sindacato autonomo di polizia, che questa dichiarazione del tutto fuori luogo, avvenga “mentre, vengono soppressi moltissimi presidi della Polizia di frontiera che vigilavano sui nostri confini anche e soprattutto a fini antiterrorismo, mentre viene smantellata completamente la ramificazione dei presidi della Polizia Postale sul territorio che assicuravano un controllo della rete dove proliferano i siti riconducibili al terrorismo islamico (…) mentre l’insufficiente assunzione di nuovi Poliziotti incrementa ulteriormente la demotivazione e lo sfiancamento dei pochi che combattono una lotta impari”.

 

 

Polizia Di Stato. Nuova Circolare Anti Terrorismo

 

 

 

Alle dichiarazioni politiche, è seguita comunque una circolare del capo della Polizia, Alessandro Pansa, che contiene delle precise indicazioni destinate a prefetti e questori italiani.

 

Si tratta in sostanza di un ampliamento di quella circolare già inviata pochi giorni prima seguito della strage nella sede del quotidiano francese Charlie Hedbo, nella quale si chiedeva di rafforzare le misure di vigilanza nelle sedi istituzionali e presso aeroporti, porti e stazioni, luoghi di culto – primo tra tutti il Vaticano – e nelle sedi degli organi di informazione.

 

Di pari passo con queste indicazioni, particolare attenzione meritano i foreign fighters, ovvero quei terroristi che rientrano da paesi come Siria, Iraq e Afghanistan, nei quali sono stati sottoposti a un addestramento mirato e malato.

 

 

 

Polizia Di Stato. Un Passo Indietro Sui Tagli

 

 

 

Il massacro di Parigi ha avuto un effetto positivo sulle nostre forze armate: il Ministro della difesa Roberta Pinotti ha infatti fatto una clamorosa marcia indietro rispetto alla riduzione del numero di agenti che doveva scendere da 4250 a 3000.

 

Una misura sull’onda del momento. Nessuno si illuda che sia legato alla consapevolezza dell’importanza strategica della categoria!

 

Mentre ai piani alti si discute di circolari e aria fritta, gli agenti italiani hanno provveduto nelle scorse settimane a sventare il progetto di attacchi alla metropolitana di Milano, alla basilica di Sant’Antonio a Padova e a quella di San Petronio a Bologna, confermati da Mohamed Yassine Mansouri, capo dei servizi segreti del Marocco.

 

 

 

 

Fonte: grnet / ilmessaggero / ilgiornale / liberoquotidiano

 

 

 

Valentina Stipa

 

mar, gen 13, 2015  Marco Brezza
Pubblico impiego: si prospetta un 2015 all’insegna dei cambiamenti 4.00/5 (80.00%) 1 Vota Questo Articolo

Il lavoro pubblico in procinto di subire importanti modifiche? È quello che sembra stare per accadere in questo inizio di 2015 che riserverà diverse novità per coloro che sono impiegati presso la Pubblica Amministrazione (in tutte le sue articolazioni) nel nostro paese. Riorganizzazione (o eliminazione?) province, riforma del pubblico impiego, cambiamenti emergenti nella disciplina del diritto del lavoro statale: numerosi sono gli elementi che contribuiranno a modificare la disciplina della PA nei prossimi mesi. Ma andiamo con ordine ed analizziamo la situazione attuale.

 

Pubblico impiego

Riforma del lavoro: il Jobs Act varrà anche per il Pubblico impiego?

 

Del Jobs Act si è parlato davvero tanto, ma alla fine, per chi varranno le nuove norme? Mentre il Governo presenta i primi due decreti legislativi collegati alla legge delega, arriva la conferma che, certamente, la nuova disciplina del lavoro non varrà per coloro che hanno già un contratto di lavoro a tempo indeterminato, dipendenti privati o pubblici che siano. I nuovi contratti avranno valore solo e soltanto per i neoassunti. Ma l’interrogativo che aleggia è: le nuove norme avranno applicazione solo per coloro che verranno assunti presso privati o anche per quelli che opereranno nel settore pubblico?
Il presidente Renzi ha affermato che le nuove regole incluse nel decreto delegato del Jobs Act non saranno valide per i lavoratori di enti pubblici a livello generale. Pertanto nessun cambiamento per chi lavora nel pubblico, ma solo per ora: il premier ha infatti annunciato che presto sarà il Parlamento a ridefinire la materia del pubblico impiego mediante il disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione che si occuperà di stabilire le novità occupazionali per coloro che sono impiegati nel pubblico. Pertanto le novità non tarderanno a giungere.

 

I cambiamenti per le province

 

Cambiamenti epocali si prospettano poi per quello che riguarda le province: la Legge di Stabilità 2015 stabilisce infatti un programma di sfoltimenti piuttosto intenso a riguardo. Tagli crescenti alle risorse da un lato, dimezzamento del numero dei dipendenti delle province e diminuzione di un terzo di quelli impiegati presso le città metropolitane, oltre al divieto di effettuare assunzioni di personale in tali settori del pubblico impiego. Tali misure (piuttosto dure) si accompagnano al censimento del personale impegnato nelle singole funzioni e alla proroga dei rapporti di lavoro flessibile in scadenza al 31 dicembre (quest’ultimo provvedimento contenuto nelle “pieghe” del Decreto Milleproroghe).  Si provvederà ad effettuare tagli per 1 miliardo di risorse del 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017.

 

Pubblico impiego: cosa riserva il 2015?

 

Verranno pertanto ridisegnate in maniera piuttosto importante nel corso di questo 2015 le competenze, le risorse ed anche il personale impiegato presso le amministrazioni provinciali. Tali scelte verranno scandite e differenziate sulla base delle decisioni assunte dalle singole Regioni negli atti relativi alla allocazione delle funzioni. Il primo “step” di ampio rilievo a riguardo sarà rappresentato dalla scadenza (alla fine del mese di marzo) per l’individuazione dei dirigenti e dei dipendenti da collocare in disponibilità. Un 2015 di cambiamenti epocali per questi enti locali territoriali.

 

Fonte: Il Sole24 Ore

 

Marco Brezza