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Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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dom, dic 27, 2015  Patrizia Caroli
Legge di Stabilità 2016: ecco il bonus 80 euro per le forze dell’ordine 4.98/5 (99.64%) 56 Vota Questo Articolo

La Legge di Stabilità 2016 esce dal lungo percorso parlamentare (costellato di numerosi momenti di tensione e caos) in un formato “extralarge” costituito da 999 commi: all’interno della sterminata costellazione di novità si fanno strada importanti misure per le persone impiegate presso le forze dell’ordine. Osserviamole con attenzione.

 

Legge di Stabilità 2016

Bonus 80 euro per le forze dell’ordine

 

La compagine governativa ha stanziato la cifra di 1 miliardo al fine di garantire nel 2016 il bonus da 80 euro mensili alle forze dell’ordine, alle forze armate e al personale delle Capitanerie di porto (nel complesso carabinieri, poliziotti, militari, vigili del fuoco): l’obiettivo è implementare e potenziare l’attività di cyber-security, condurre interventi straordinari anti-terrorismo ed anticipare dal 1° ottobre al 1° marzo le assunzioni delle forze dell’ordine e dei militari. Il bonus stabilito per le forze dell’ordine impegnate in prima linea sul territorio si struttura in maniera svincolata rispetto al reddito. Si tratta di una misura non strutturale, prevista solo per i prossimi 12 mesi e finanziata con l’aumento del deficit: potrebbe tuttavia divenire una misura strutturale in seguito. L’importo della maggiorazione è netto, cioè non ci saranno trattenute ai fini previdenziali o fiscali ed essa non contribuirà alla formazione del reddito in ottica Irpef. Il percorso seguito dal Governo per attribuire questo bonus di 80 euro per le forze dell’ordine si inserisce nel contesto del “riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”, e si struttura della replica del bonus fiscale che dal mese di maggio dello scorso anno coinvolge circa 10 milioni di lavoratori con un reddito tra 8mila e 26mila euro.

 

Le altre novità nella Legge di Stabilità per i dipendenti pubblici

 

Sempre con riferimento alla materia della sicurezza viene previsto nella manovra anche un credito d’imposta per cittadini e imprese che installano impianti di videosorveglianza o di allarme.
Rimanendo sempre in tema di dipendenti statali, affiorano novità anche in materia di sanità: con le corsie d’ospedale scoperte per l’applicazione dei nuovi turni di lavoro in ossequio ai dettami dell’Unione europea, parte un piano di assunzioni che dovrebbe portare nelle corsie degli ospedali circa 6mila dipendenti in più, a metà tra medici e infermieri, con una riserva del 50% per gli attuali precari. Le Regioni saranno tenute a bandire i concorsi dopo aver stabilito il fabbisogno e, in attesa dei concorsi stessi (ma solo fino al 31 ottobre prossimo), potranno ricorrere a forme di lavoro flessibile.

 

Una visione d’insieme sulla Manovra 2016

 

Va ricordato che che la Legge di Stabilità 2016 è divenuta legge dello Stato lo scorso 22 dicembre, con la versione fuoriuscita dalla Camera profondamente rivisitata dal Senato: 162 “sì”, 125 “no” e nessun astenuto il computo totale dei voti relativi alla manovra che definisce la distribuzione della spesa per il prossimo anno in tanti settori. Tra i più rilevanti si allineano: tasse sulla casa, fondi comunitari e previdenza per i professionisti, canone tv, limiti alla circolazione di contante, finanziamenti alle Regioni, correttivi e risorse per le aziende pubbliche. Dal Senato è giunto contestualmente anche l’ok al Ddl Bilancio (con 154 voti favorevoli e 9 contrari). L’impatto sui conti pubblici di questa manovra? In termini reali il valore si assesta tra i 32 e i 33 miliardi.

 

Fonte: Sole24Ore

 

Patrizia Caroli

 

sab, dic 26, 2015  Valentina
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Fonte: skuola.net

Fonte: skuola.net

Si fa un tanto discutere del concorso a cattedra che permette ad oggi, secondo la Buona Scuola, di diventare insegnanti. Ma dal 2017 per entrare a far parte della categoria basterà un semplice tirocinio formativo della durata di  anni.

 

Non ci sono ancora conferme ufficiali all’interno di questa Legge 107 che di fatto dona al governo una serie di deleghe finalizzate al riordino, all’adeguamento e alla semplificazione del sistema scolastico.

Ma se venisse confermata questa assoluta novità sconvolgerebbe di fatto il comparto scuola perché oltre a scomparire i concorsi a cattedra, scomparirebbero anche TFA e titoli abilitanti poiché i tirocini per diventare insegnanti verrebbero aperti a tutti i laureati magistrali.

 

 

Scuola. Cosa Cambierebbe Con I Tirocini Formativi

 

 

All’interno del testo della Buona Scuola si legge di “un sistema regolare di concorsi nazionali per l’assunzione, con contratto retribuito a tempo determinato di durata triennale di tirocinio. I vincitori sono assegnati a un’istituzione scolastica o a una rete tra istituzioni scolastiche. A questo fine sono previsti tirocini formativi e la graduale assunzione della funzione docente, anche in sostituzione di docenti assenti”.

 

Entriamo nel concreto. Oggi l’accesso al concorso a cattedra è previsto per coloro che hanno svolto i percorsi abilitativi TFA&PAS (che hanno una durata annuale e un costo di 3mila euro circa). Con i tirocini formativi invece verrebbero istituiti dei regolari concorsi aperti a tutti i laureati magistrali.

 

La partecipazione a tali concorsi però non abilita in maniera automatica all’insegnamento, ma solo a un  tirocinio formativo all’interno dei vari istituti scolastici. Il tirocinio comporterebbe un supporto o la sostituzione del docente a fronte di un rimborso spese di circa 350 euro; il tutto su un arco temporale di tre anni.

 

 

Scuola. Nessuno Tocchi Il Concorso A Cattedra!

 

 

Se questa novità verrà ufficializzata, non c’è dubbio, che ci sarà da affrontare non poche proteste da parte dei direttamente coinvolti, in particolar modo da parte degli abilitati TFA&PAS, i quali hanno già provveduto a diffidare il MIUR, con un’azione legale.

Dal lato delle istituzioni però non arrivano conferme né smentite e si parla di un progetto in itinere, del quale ancora non esiste nulla di definitivo.

Dal portavoce ufficiale del MIUR arriva solo un commento: “l’abilitazione è un titolo utile per l’insegnamento, ma non è una garanzia che si insegni al 100%.”. una frase che lascia molti punti interrogativi e tanti, davvero troppi dubbi.

 

 

 

 

Fonte: forexinfo

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

mer, dic 23, 2015  Valentina
Caso Cucchi. Le Parole del Comandante 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: giornalettismo.net

Fonte: giornalettismo.net

È una vicenda estremamente grave. Grave il fatto che alcuni Carabinieri abbiano potuto perdere il controllo e picchiare una persona arrestata secondo legge per aver commesso un reato, che non l’abbiano poi riferito, che altri abbiano saputo e non abbiano sentito il dovere di segnalarlo subito, che questo non sia stato appurato da chi ha fatto a suo tempo le dovute verifiche, se tutto questo sarà accertato. Grave il fatto che queste cose possano emergere soltanto a partire da oltre sei anni dopo, nonostante un processo penale celebrato in tutti i suoi gradi”.

 

Parole pesanti come macigni quelle del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio De Sette. Se la nuova perizia medico-legale chiesta dalla Procura di Roma dovesse accertare che Stefano Cucchi quella notte tra il 15 e il 16 ottobre 2009 è deceduto a causa di violenze, queste parole pronunciate dalla più alta carica dell’Arma, acquisiranno certamente un significato maggiore, creando uno spartiacque tra prima e dopo Cucchi.

 

Ci sarà infatti l’assoluta certezza che le mele marce saranno allontanate senza tentativi strutturati o maldestri di protezione, rompendo quel corporativismo che, perlomeno in questa vicenda ha procurato più guai che vantaggi.

 

Caso Cucchi. “Chi Ha Sbagliato Pagherà”

 

 

In questa nuova inchiesta che si è appena aperta per mano del procuratore Giuseppe Pignatone e dal sostituto procuratore Giovanni Musarò, per fare luce sulla morte di Stefano Cucchi, sono indagati cinque militari della stazione Appia: Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro, Francesco Tedesco (tutti per lesioni personali aggravate e abuso d’autorità), e Vincenzo Nicolardi e Roberto Mandolini (per falsa testimonianza e, per il primo anche di false informazioni al pm).

 

Il Comandante Del Sette, nella sua dichiarazione a mezzo stampa invita anche a non generalizzare e a non puntare il dito contro una categoria intera per le colpe dei singoli: “non sfugge a nessuno, credo, che decine di migliaia di Carabinieri assolvono quotidianamente, in Italia e apprezzatissimi anche all’estero, la loro missione a tutela della legge e della gente, con professionalità, impegno, abnegazione, rischio continuo per la loro incolumità – come attestato dalle decine di infortunati, contusi e feriti di ogni giorno – e profonda umanità nelle migliaia di servizi, interventi, investigazioni di ogni giorno, nelle decine di migliaia di arresti di ogni anno, dei quali tutti i cittadini possono avere conoscenza grazie ai mezzi di informazione”.

 

In questa direzione anche la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, che a seguito delle dichiarazioni del comandante ha voluto commentare così: “nutro enorme rispetto per l’arma dei carabinieri e per i carabinieri tutti. Non siamo certo noi a volerla delegittimare. A voler macchiare la sua immagine. Il valore di tanti carabinieri che operano quotidianamente su tutto il territorio nazionale è indiscutibile”.

 

 

Fonte: repubblica / supu / ansa

 

 

 

 

Valentina stipa

 

 

 

 

mar, dic 22, 2015  Valentina
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Fonte: gildains.it

Fonte: gildains.it

Rifinanziare l’istruzione pubblica con il ripristino delle cattedre che vennero eliminate in seguito all’approvazione della Riforma Gelmini; il superamento della legge Fornero; il riconoscimento ufficiale della seconda fascia delle graduatorie di istituto senza limite o sbarramento all’interno del comprensorio provinciale.

Queste le tre richieste  avanzate dall’ADAM, Associazione Docenti Abilitati per Merito a seguito degli incontri con le rappresentanze di TFA, PAS, SFP, dai quali hanno riscosso parere favorevole.

 

Queste proposte in realtà sono state avanzate dall’onorevole Silvia Chimienti, del Movimento Cinque Stelle, a favore dei docenti abilitati di seconda fascia, e sono state poi sposate e portate avanti dall’ADAM.

 

 

Scuola. Continuano Le Polemiche

 

 

Se da un lato c’è chi propone, dall’altro c’è chi punta i piedi, perché non soddisfatto delle decisioni prese a livello politico.

È il caso dell’Anief che, attraverso Marcello Pacifico, fa sapere si essere pronta “ad impugnare tutti i passaggi che escludono i docenti aventi pieno diritto a partecipare a questo concorso. La verità è che questo governo non solo non ha abbattuto la cosiddetta supplentite, ma è riuscito nell’impresa di far lievitare addirittura il già alto numero di ricorsi nella scuola”.

 

Il riferimento è al fatto che il concorso non prevede l’accesso per i docenti già di ruolo che intendono cambiare materia o grado di scuola né è stato previsto, come richiesto dal sindacato, che il 40% dei posti fosse riservato a coloro che hanno 540 giorni di servizio e ai giovani laureati.

 

Scuola. Ma Le Polemiche Avranno Strascichi Concreti

 

 

All’alba dell’approvazione coatta della Buona Scuola, alcuni sono saliti sul carro dei vincitori, ma non tutti. Anzi.

A differenza di quanto si volle far credere a suo tempo – e in parte anche oggi – la maggior parte del comparto scuola non solo è ancora del tutto contrario alla riforma, ma non è neanche rassegnato alla sua applicazione.

 

La prova di ciò è proprio il referendum abrogativo della legge 107. “La scuola riprenderà la mobilitazione attraverso la nascita di un coordinamento nazionale che possa farsi portavoce delle iniziative incrociate che nascono dal ‘basso’ e prive di influenze politiche” afferma in un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano, Marina Boscaino, insegnante e fervida combattente contro la Buona Scuola. Si annuncia un Natale gelato quindi tra istituzioni e scuola e si prevede anche un 2016 tutt’altro che collaborativo.

Vedremo chi la spunterà. Oggi possiamo solo dire di aver perso tutti.

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / orizzontescuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

lun, dic 21, 2015  Valentina
Polizia Penitenziaria. Un Regalo Inaspettato 4.25/5 (85.00%) 4 Vota Questo Articolo

Fonte: inviatospeciale.com

Fonte: inviatospeciale.com

250 mila euro destinati alle famiglie degli agenti di polizia penitenziaria. Una nuova manovra del governo? No. il testamento di un’anziana signora modenese. Sembra il finale di un bel film e invece per una volta davvero la fantasia ha superato la realtà.

 

Il testamento, sarebbe stato redatto all’interno di un ospedale cittadino alla presenza di un medico e del notaio, in qualità, quest’ultimo di pubblico ufficiale.

Le motivazioni di questo gesto rimangono del tutto ignote, ma certamente una somma così alta per una realtà di provincia può davvero cambiare di molto la resa professionale delle forze dell’ordine.

 

 

Polizia Penitenziaria. La Burocrazia Rimane Il Nemico Peggiore

 

 

L’atto è già stato notificato alla direzione del carcere Sant’Anna e ora iniziano le preoccupazioni.

Il timore maggiore infatti è che a differenza di quanto dichiarato dalla defunta, la somma venga dirottata verso il ministero.

Compito arduo dunque quello del notaio che dovrà confermare su quali conti correnti venga accreditata la somma, nella speranza che siano quelli dell’ente che si occupa dell’assistenza del Personale di Polizia Penitenziaria e delle famiglie

 

 

Polizia Penitenziaria. Ma i Regali Continuano

 

 

Già, perché oltre a questa inaspettata entrata, per la polizia penitenziaria si sono aperte le porte ai famigerati 80 euro del Governo Renzi.

 

Buona notizia? sembra proprio di no per la Consulta Sicurezza, che dalla voce dei segretari generali dei rispettivi sindacati di appartenenza, Gianni Tonelli, Donato Capece, Marco Moroni, Antonio Brizzi, Franco Maccari e Giorgio Innocenzi, hanno definito questo annuncio come “un modo per eludere l’obbligo specifico di rinnovare il contratto nazionale di lavoro che avrebbe dovuto avere valore dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della sentenza della Corte Costituzionale, ossia dal 28 luglio 2015, sentenza con la quale era stata dichiarata la illegittimità del blocco dei contratti di lavoro per il pubblico impiego”.

 

Le richieste della consulta sono ben chiare: “chiediamo un contratto che parta dal 28 luglio 2015, data di pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale, un aumento netto di 100 euro per Agente e a salire per le altre qualifiche e una ‘una tantum’ di 1.500 euro a parziale risarcimento per il denaro illegittimamente sottratto nei 6 anni di blocco contrattuale”.

Il Natale è vicino, vale la pena sperare in un miracolo.

 

 

 

 

Fonte: ilrestodelcarlino / vimeo / sappe

 

 

 

 

Valentina Stipa