Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, giu 25, 2015  Marco Brezza
Esuberi province: come avverrà la ricollocazione di questi dipendenti? 4.50/5 (90.00%) 2 Vota Questo Articolo

Affiorano novità di rilievo per i dipendenti pubblici che rientrano all’interno della categoria degli esuberi delle province: la Legge di Stabilità pone infatti come priorità il loro ricollocamento, con la Corte dei conti che ha contestualmente deciso per la prevalenza del vincolo delle riassunzioni in chiave nazionale e non territoriale. Ma cosa significa ciò in concreto?

 

Esuberi province

Esuberi province: la scelta della Corte dei conti

 

I magistrati della Corte dei conti optano per il percorso più rigoroso nell’applicazione della corsia preferenziale per gli ex dipendenti delle province aperta dal comma 424 della legge 190/2014: si tratta di una scelta coerente con l’obiettivo sotteso a una norma nata per evitare che il personale “di troppo” negli enti di area vasta possa restare senza posto mentre gli enti locali bandiscono nuovi concorsi. Ma nell’odierno momento vengono a crearsi evidenti problemi applicativi. Primo fra tutti quello relativo alla complessità di una procedura che, ad esempio, costringe un amministrazione comunale ad indirizzare la lettera di assunzione al vincitore del concorso di un ente non confinante (come sarebbe più agile) bensì ad un “soprannumerario” di una Provincia non vicina. La conseguenza chiara di tale farraginosa procedura non farà altro che innescare, per molti enti, un blocco sostanziale delle assunzioni.

 

Ricollocamento: la procedura da seguire

 

In pratica, prima che un Comune possa bandire nuovi concorsi o oppure scegliere dalle graduatorie di un ente vicino, sarà necessario che tutti gli esuberi delle Province italiane siano stati ricollocati. L’unica deroga è prevista per quelli che vengono definiti profili “infungibili”, cioè per quelle professionalità che sono necessarie al’amministrazione comunale ma che in Provincia non si trovano perché estranee alle funzioni dell’ente di area vasta.
Il piano generale di ricollocamento degli esuberi delle province era stato scandito e reso di pubblico dominio poche settimane fa, con il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia che aveva ricordato come all’interno della Legge di Stabilità fossero “state bloccate tutte le assunzioni”, con l’accantonamento delle risorse necessarie per ricollocare i dipendenti delle Province”. La Madia aveva, inoltre, evidenziato “la complessità delle operazioni di mobilità, che coinvolge circa 20mila persone, ed è la più importante della storia italiana”. “Abbiamo le risorse e anche gli strumenti visto che abbiamo anche aperto il portale per gestire la mobilità”: insomma la Madia aveva tracciato un affresco assolutamente rassicurante per gli esuberi delle province. Con un obiettivo ben chiaro: “Garantire tutti le lavoratrici e tutti i lavoratori delle Province italiane, assicurando stipendio e lavoro”.

 

L’assunzione del personale in esubero dalle province: Decreto Enti Locali

 

In tale direzione non bisogna dimenticare che il recente Decreto “Enti Locali” permetterà ai comuni di assumere il personale in esubero dalle province anche nel caso di mancato rispetto dei tempi di pagamento e violazione dei termini per l’invio della connessa certificazione. In ulteriore istanza viene data la possibilità ai dipendenti provinciali in comando o distacco presso altre pubbliche amministrazioni di trasferirsi definitivamente presso di esse, qualora lo consentano i limiti di spesa e di dotazione organica.

 

Fonte: sole24ore.com

 

mer, giu 24, 2015  Valentina
Concorsi Polizia Penitenzia;Cambiano Le Regole Di Arruolamento 4.50/5 (90.00%) 2 Vota Questo Articolo

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Se prima l’accesso per entrare nel corpo della polizia penitenziaria passava attraverso la ferma nelle forze armate, come peraltro accade per la maggior parte di tutte le forze dell’ordine, ora non è più così.

 

L’articolo 10 del decreto legislativo num. 8 del 28 gennaio 2014 ha introdotto infatti, a partire dal 2016 che per i concorsi pubblici non ci sia più l’esclusivo accesso a coloro che hanno svolto servizio all’interno delle forze armate.

 

 

Concorsi Polizia Penitenziaria. Ecco Cosa Cambia

 

 

Entrando nel dettaglio di quanto prevede questo articolo, nel biennio 2016/2017, i concorsi pubblici per entrare nel corpo di polizia penitenziaria verranno banditi considerando che il 50% dei posti previsti saranno destinati agli appartenenti alla vita civile.

Dal 2018 in avanti poi tale percentuale salirà fino al 75%.

 

I requisiti previsti però per l’accesso anche per i civili dovranno rispondere a regole precise, che verranno specificate, come di solito, nei singoli bandi di concorso.

 

L’avvicinamento tra mondo civile e militare potrebbe anche aiutare quella operazione di disgelo tra i due universi che negli ultimi anni ha creato un solco che appare incolmabile tra buoni e cattivi e che hanno portato anche alla strumentalizzazione di fatti di cronaca a discapito dei baschi blu, dipinti in più occasioni come delle guardie manesche e torturatrici.

 

 

Concorsi Polizia Penitenziaria. La Reazione Dei Sindacati

 

 

Se da un lato i sindacati di categoria iniziano a vedere di buon occhio la prospettiva di una unificazione tra le forze dell’ordine, legata a una maggiore efficienza delle stesse e a un minore carico di lavoro per singoli comparti, così come anche l’estensione e in un certa qual modo un avvicinamento tra il mondo civile e quello in divisa, dall’altra parte le perplessità rimangono.

Prima di tutto legate al fatto che il tema di armonizzazione delle carriere del corpo di polizia penitenziaria  con quelle degli altri appartenenti alle varie forze di polizia attualmente presenti sul territorio italiano è ancora dibattuto e non risolto.

 

 

 

 

Fonte: sappe / polpen

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

mer, giu 24, 2015  Valentina
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Fonte: lavorofacile.eu

Fonte: lavorofacile.eu

Il tema della mobilità tra gli appartenenti ai vigili del fuoco è un tema molto caldo.

Lo sanno bene gli appartenenti al sindacato CONAPO che hanno già rivolto più di una richiesta alle istituzioni per fare chiarezza  e per richiedere specifiche precise non solo sulle modalità di trasferimento ma anche sul fatto che pare ci sia un’unica graduatoria che accomuna tutti gli appartenenti al corpo dei vigili del fuoco, i quali invece dovrebbero essere divisi per specificità.

 

 

 

Mobilità Vigili Del Fuoco. Le Richieste

 

La prima richiesta per la quale si sta ancora spettando chiarezza da parte del dipartimento, ancora prima che dalle istituzioni riguarda  l’applicazione dell’articolo 2 dell’accordo del 10 aprile 2002 che prevede l’estensione anche ai vigili del fuoco del sovrannumero temporaneo previsto per i capo reparto e capi squadra trasferiti con leggi speciali, affinché chi vuole trasferirsi tramite procedimento di mobilità ordinaria non venga danneggiato e non si ritrovi ad attendere all’interno di liste infinite che non scorrono mai.

 

L’ultima richiesta in ordine di tempo su questo tema il CONAPO l’ha avanzata pochi giorni fa durante un incontro con l’amministrazione, chiedendo nuovamente lo scorporo  dei trasferimenti temporanei per leggi speciali da quelli definitivi per mobilità ordinaria.

 

 

Mobilità Vigili Del Fuoco. Manca Un Fronte Unito

 

 

La verità però è che anche in tema di mobilità la voce dei sindacati di rappresentanza della categoria non è affatto univoca e porta a una guerra interna fratricida che mostra un universo disunito e in competizione, contro il quale le istituzioni hanno vita facile.

 

Sul tema della mobilità infatti, molti sindacati hanno taciuto per anni e non hanno sfruttato molte occasioni di confronto con le amministrazioni per affrontare il tema.

Altri invece hanno puntato tutto su questa questione, ignorando magari tematiche più urgenti.

 

La mancanza di un fronte unico rende tutto più facile a chi di mestiere dovrebbe prendere decisioni migliorative e invece le rimanda.

 

 

 

 

Fonte: conapo / confsalvigilidelfuoco

 

 

 

 

Valentina Stipa

lun, giu 22, 2015  Marco Brezza
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Vige la massima incertezza sulle sorti della riforma della scuola 2015, con particolare riferimento al nodo delle assunzioni: l’obiettivo, secondo le ultime informazioni giunte, è quello di trovare una mediazione con tutti i gruppi e riuscire ad approvare il ddl Scuola al Senato entro la prima settimana di luglio.

 

Assunzioni scuola

Riforma scuola: l’ultimo tentativo del Governo

 

A questo punto è quindi necessario un passaggio velocissimo alla Camera (apponendo la fiducia, e su questo si affolleranno le polemiche), al fine di far partire il ddl Scuola entro metà luglio e in questo modo rendere possibili le 100mila assunzioni previste. “C’è l’intenzione per approvare il provvedimento sulla scuola nei tempi più rapidi possibili ma chiediamo allo stesso tempo alle opposizioni di collaborare perché con 3mila emendamenti non si può approvare la riforma e se si continua così è solo un modo per rallentare i tempi”: sono queste le parole esplicative rilasciate dal capogruppo alla Camera del Pd, Ettore Rosato, al termine della riunione sulla Buona Scuola.

 

Nodo assunzioni: una storia infinita

 

Un percorso davvero tormentato quello intrapreso dalla Riforma della Scuola 2015 (ne parlavamo la scorsa settimana proprio su queste pagine). Ma cosa è accaduto la scorsa settimana? Il premier Renzi ha deciso di dare il via ad una serie di incontri operativi in merito al dossier sul cambiamento della scuola. Grande attenzione è stata assicurata dalla compagine governativa al capitolo assunzioni: un segno di apertura è giunto anche dalla minoranza Pd. “La riforma della scuola va fatta, ci sono le condizioni per portare a casa il risultato – ha affermato Maurizio Martina, esponente della corrente Sinistra è cambiamento del Pd e ministro dell’Agricoltura – , possono essere cambiati dei singoli punti del ddl per migliorarlo, ma va fatto in fretta. Possiamo avere sia la riforma sia le assunzioni. Anche da Palazzo Chigi abbiamo avuto dichiarazioni in questa direzione”.

 

La Buona Scuola: un breve riassunto

 

Ciò che emerge, sganciandosi dalla pura attualità ed effettuando una riflessione sulla strada percorsa dal provvedimento di riforma della scuola, è che rispetto al documento licenziato nello scorso mese di marzo con grande entusiasmo (“La Buona Scuola”) oggi non sembrerebbero essere rimasti in vita molti elementi. Dal grande progetto sugli scatti di anzianità basati sul merito (oggi praticamente abortito, con il solo fondo di 200 milioni sopravvissuto per premiare il 5% dei professori meritevoli) alle altre grandi marce indietro: dopo il primo passaggio alla Camera gli arretramenti sono stati cospicui, con il ruolo del preside ridimensionato in ossequio al principio di una presunta “collegialità” nella gestione dell’istruzione. Ed oggi, sul filo di lana per una approvazione efficace del provvedimento per il prossimo anno scolastico, quello che rimane sul campo è un disegno di legge molto distante dal progetto iniziale. E come se non bastasse le proteste di docenti e sindacati (e non soltanto) sono aumentate, anziché diminuite.
Le ombre continuano ad affollarsi sul grande piano di riforma della scuola: il “gong” del tempo limite risuonerà con il sopraggiungere della prima settimana di luglio. Entro l’inizio della prossima settimana si potrà finlmente capire se il nodo assunzioni verrà sciolto, oppure rimandato al 2016.

 

Fonti: Repubblica, Sole24ore

 

Marco Brezza

 

ven, giu 19, 2015  Valentina
Polizia Di Stato. Concorso Sì, Ma Senza Chiarezza 4.50/5 (90.00%) 2 Vota Questo Articolo

fonte: siap-polizia-it

fonte: siap-polizia-it

Il ministero dell’interno ha indetto il primo Corso di addestramento per Operatore di unità di primo intervento per contrastare eventi di particolare criticità.

Il corso avrà la durata di 4 settimane e si svolgerà presso il Centro Nazionale di Tiro di Nettuno e presso la Scuola Tecnica di Polizia di Spinaceto.

Il superamento del concorso implica l’assegnazione alle unità operative di primo intervento per una durata complessiva di due anni.

 

Un concorso importante, che però ha richiesto l’intervento dei sindacati di categoria per chiarire diversi aspetti.

 

 

Polizia Di Stato. Chiarimenti Per Accedere Al Concorso

 

 

Il primo chiarimento è arrivato con la circolare ministeriale del 12 maggio scorso, con la quale si è voluto precisare alcune indicazioni per i questori sulle procedure preselettive  per il personale che su base volontaria, richiede l’assegnazione nel contesto provinciale, alle unità operative di primo intervento. Si tratta principalmente di due indicazioni:

 

1- Si deve avere un’età anagrafica che non superi il 45imo anno.

 

2- Svolgere o aver svolto attività di controllo del territorio presso gli uffici della questura o, più in generale, della polizia di stato.

 

 

A selezionare i candidati sarà una commissione composta da medici e psicologi della polizia di stato, la quale andrà fisicamente nelle questure interessate per la selezione diretta dei candidati.

 

Il secondo chiarimento riguarda invece la tipologia di prove a cui verranno sottoposti gli aspiranti partecipanti, i quali dunque non hanno la possibilità di prepararsi in maniera adeguata.

Su questo punto il ministero non ha ancora risposto e il sindacato SAP, per voce del suo segretario generale Gianni Tonelli, in una nota ufficiale ribadisce la necessità di queste informazioni “nonché il programma d’esame, nel rispetto dei diritti del personale della Polizia di Stato”.

 

Un comportamento quello del ministero del tutto inadeguato: indire un concorso e costringere i sindacati di categoria a richiedere delucidazioni su procedure e requisiti è svilente.

Caro ministero, se davvero siamo arrivati a questo punto, il minimo che si può pretendere è chiarezza. E allora facciamola. Subito. E bene.

 

 

 

Fonte: siulp / sap-nazionale

 

 

Valentina Stipa