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Pensione di vecchiaia dipendenti comparto difesa – sicurezza: requisiti da sapere



Pensione di vecchiaia dipendenti comparto difesa – sicurezza: requisiti da sapere
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Come si configurano i requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2016 per i dipendenti del settore difesa, sicurezza e soccorso pubblico? Poiché il regolamento di armonizzazione adottato in attuazione della legge Fornero (riversatasi nel Decreto Presidente della Repubblica 157/2013) tale categoria di lavoratori non è stata presa in considerazione per mancanza di “accordo” in merito ai nuovi requisiti da applicare nei confronti del personale appartenente a Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato, Polizia penitenziaria, Guarda di Finanza e Vigili del Fuoco. Pertanto per tali categorie continuano a trovare applicazione i requisiti vigenti fino alla data del 31 dicembre 2011.

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Pensioni dipendenti difesa, sicurezza e soccorso pubblico

 

Un tema che in queste settimane sta assumendo ulteriore anche alla luce dei dati pubblicati dall’INPS (Osservatorio delle pensioni) in merito ai dati generali delle pensioni dei lavoratori italiani: il 63,4% degli assegni pensionistici (11,5 milioni di assegni circa) è inferiore a 750 euro, con le donne a rappresentare la netta maggioranza di tale quota (circa il 77%). Una differenziazione di genere piuttosto accentuata.
Va detto, tornando all’età pensionabile per i lavoratori del settore difesa, sicurezza e soccorso pubblico, che questa, per gli effetti combinati del decreto legge 78/2010 e della legge 122/2010, deve essere adeguata in base alla speranza di vita, continuando ad allinearsi con il differimento tra perfezionamento dei requisiti anagrafici (o contributivi) e riscossione del primo assegno pensionistico a causa della finestra mobile (corrispondente ad almeno 12 mesi).

 

La pensione di vecchiaia per il comparto difesa e sicurezza: focus

 

Ma focalizziamoci sulla pensione di vecchiaia per tale categoria. Anche per il 2016 la pensione di vecchiaia per il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico si perfeziona al raggiungimento dell’età anagrafica massima per la permanenza in servizio prescritta dai singoli ordinamenti. Si tratta di una caratteristica variabile in funzione della qualifica e del grado: ad esempio viene qui prese in considerazione l’età della permanenza massima in carica. In connessione a ciò viene valutato il requisito contributivo previsto per la generalità dei lavoratori, 20 anni di contributi.
Pensione di vecchiaiaEcco l’elenco dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia per il comparto difesa: 60 anni (ex d.lgs 165/1997). A questo numero devono essere però legate una serie di importantissime eccezioni. Eccole qua elencate:
- 61 anni: per i generali delle Forze armate, di divisione (nell’Esercito) o gradi corrispondenti;
- 62 anni: per i generali di brigata della Guardia di finanza del ruolo aeronavale;
- 63 anni: per i generali delle Forze armate, di corpo d’armata (nell’Esercito) o gradi corrispondenti;
- 65 anni: per alcuni altre tipologie di generali appartenenti alle Forze armate.

 

La variabile “speranza di vita”

 

Attenzione: il requisito anagrafico non viene adeguato agli incrementi della speranza di vita correnti nella specifica ipotesi in cui al compimento di detto limite di età risultino già soddisfatti i requisiti prescritti per il diritto alla pensione di anzianità: stiamo ovviamente parlando dei 35 anni di contributi versati. Diversamente, nel caso in cui il dipendente pubblico impiegato presso il comparto difesa, sicurezza e ordine pubblico, raggiunga il limite di età previsto in relazione alla qualifica (o al grado di appartenenza) e contemporaneamente non abbia (al cadere di tale data) già maturato i requisiti previsti per la pensione di anzianità, allora il requisito anagrafico stabilito per l’accesso al pensionamento di vecchiaia dovrà essere adeguato all’indice della speranza di vita corrente.

 

Fonti: repubblica.it, pensionioggi.it

 

Patrizia Caroli

 

 

 

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