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Archivi per la categoria 'Pensione Carabinieri'

mer, gen 29, 2014  Roberta Buscherini
Ricorso Pensioni Carabinieri: Tutte Le Informazioni Necessarie 4.76/5 (95.29%) 17 Vota Questo Articolo

Due sentenze del Tar del Lazio hanno già da tempo stabilito l’obbligo da parte delle Amministrazioni che non avevano ancora provveduto a dare avvio alla previdenza complementare per il personale del Comparto Sicurezza e Difesa. Le sentenze si basano sul ricorso pensioni carabinieri presentato da numerosi appartenenti all’Arma che di fatto hanno stabilito l’ inadempimento della Pubblica Amministrazione. Recentemente, sempre il Tar del Lazio ha cambiato il proprio orientamento in materia (sentenza 8420/2013) adeguandosi ai principi espressi da più sezioni del Tar e dal Consiglio di Stato negando ai singoli dipendenti la possibilità di agire in giudizio per obbligare le Amministrazioni ad avviare forme pensionistiche complementari ma dandone la possibilità unicamente alle Organizzazioni sindacali e ai Comitati Centrali di rappresentanza degli stessi.

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Pensioni carabinieri: danni per il ritardo dell’avvio della previdenza complementare

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Il ricorso pensioni carabinieri è andato comunque avanti. Nel 2013, infatti, è stato nominato un Commissario ad acta – nella persona del Capo del III Reparto della Direzione Generale per il Personale Militare, Brig. Gen. Roberto Sernicola, per intervenire nel caso di inadempimento dell’Amministrazione. Lo stesso Commissario ad acta ha chiesto al Tar de Lazio alcune indicazioni utili a definire i limiti, l’ambito e le modalità della propria attività finalizzata a dare avvio alla previdenza complementare per il personale del Comparto Sicurezza e Difesa, una volta accertata l’inottemperanza da parte delle Amministrazioni intimate.

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I ritardi annosi per la costituzione della previdenza complementare sta portando ad un altro ricorso pensioni carabinieri per riconoscere il danno subito per questo ritardo. Più fonti autorevoli, infatti, hanno riconosciuto che  “Il ritardo danneggia i lavoratori del settore che stanno perdendo, tra l’altro, la possibilità di usufruire del contributo datoriale, con connesse conseguenze sullo sviluppo dell’accumulazione con finalità previdenziale; un tale ritardo, quindi, non è più giustificabile”.

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Come sottolineato da varie organizzazioni del settore durante il ricorso pensioni carabinieri: “Ritardare la partecipazione ad un programma di risparmio previdenziale costa caro: per ottenere l’integrazione del ridotto tasso di sostituzione (rapporto pensione/ultimo stipendio percepito) del 30 per cento al momento della pensione, è necessario investire nella previdenza integrativa il 5,4 per cento del proprio reddito annuo, ma se si inizia a farlo 10 anni più tardi (nel nostro caso stiamo arrivando ai 20 anni di ritardo) occorrerà versare quasi tre volte tanto: il 13,8 per cento”. “Costruirsi una pensione integrativa adeguata richiede un lungo periodo di partecipazione al Fondo Pensione: un ritardo di venti anni nell’aderire, determina una riduzione della relativa rendita pari al 46,42 per cento”.

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Ricorso Pensioni carabinieri: una storia lunga 20 anni

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La riforma del sistema previdenziale,  iniziata nel 1992 con il Decreto legge Amato n. 503 e proseguita nel 1995 con la legge Dini n. 335, aveva stabilito un sistema differenziato a seconda dell’anzianità maturata fino a quel momento. Al sistema retribuito, per il calcolo della pensione, potevano accedere solo  dipendenti che potevano contare su almeno 18 anni di contributi, compresi i contributi figurativi, da riscatto e ricongiunzione, alla data del 31 dicembre 1995, mentre per tutti gli altri era previsto il sistema contributivo (o misto). Questo sistema ha notevolmente penalizzato chi si trova nella condizione di un calcolo pensionistico con il sistema contributivo. Un carabiniere, infatti, si troverà con una riduzione del 30/40% rispetto al vecchio sistema. Per fare fronte a questo problema, il legislatore aveva previsto la previdenza complementare da attuarsi attraverso i fondi pensione. Previdenza che per i carabinieri e le altre forze di Polizia e Militari ancora non è stata attuata ed è nato il ricorso pensioni carabinieri.

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Una storia che sembra infinita, che dura ormai da 20 anni, che i carabinieri (e non solo) sperano di vedersi conclusa positivamente per il giusto diritto ad avere una pensione integrativa.

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Roberta Buscherini

 

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gio, ago 1, 2013  Valentina
Pensioni Carabinieri. Un Labirinto Senza Fine 4.73/5 (94.58%) 48 Vota Questo Articolo

 

Non sono bastati i 9 miliardi persi dall’INPS nel 2012. La prima nota di variazione del preventivo 2013 a cura del Civ, il Consiglio di vigilanza dell’Inps  approvata poche settimane fa stima la perdita complessiva dell’istituto di previdenza sociale intorno ai 9,5 miliardi di euro per il solo 2013. Se poi si considera che questo trend al ribasso durerà almeno per un altro biennio, il futuro dell’INPS si tinge di un profondo rosso.

 

Molto di questo debito accumulato dipende dalla fusione con l‘INPDAP. ma alla fine poco importa.

 

Quello che importa è il futuro di coloro che sono prossimi alla pensione nelle varie categorie di dipendenti statali. come ad esempio di Carabinieri.

 

pensioni carabinieri

 

A decorrere dal primo gennaio di quest’anno come disposto dal vecchio governo Monti, il personale dell’Arma dei carabinieri che matura i requisiti per andare in pensione, sia quella di vecchiaia che quella anticipata, non si applica la finestra mobile ovvero la permanenza in servizio per altri 12 mesi aggiuntivi.

 

 

Pensioni Carabinieri. Requisiti E Vincoli

 

I dipendenti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, in generale, guadagnano il diritto alla pensione di anzianità con i requisiti di 57 anni di età e 35 anni di contribuzione, 40 anni di anzianità contributiva a prescindere dall’età anagrafica e 53 anni di età con la massima anzianità contributiva prevista dall’ordinamento di appartenenza.

 

Sessanta anni di età anagrafica e 40 anni di contributi per il personale non dirigente sono i requisiti minimi per accedere alla pensione di anzianità e vecchiaia. Si ripresenta la possibilità della finestra mobile qualora tali requisiti non siano stati raggiunti  entro il primo gennaio 2011.

Per quanto riguarda invece i dirigenti appartenenti all’arma dei carabinieri, i requisiti variano sulla base del grado:

 

- 60 anni da agente a 1 dirigente,

- 63 anni dirigente superiore

- 65 anni dirigente generale

 

Sebbene i decreti normativi emessi nei mesi scorsi dalle istituzioni cavalcavano l’onda dell’armonizzazione e erano improntati all’incremento della speranza di vita media, l’INPS ha voluto precisare che “la pensione di vecchiaia si perfeziona al raggiungimento dell’età anagrafica massima prescritta dai singoli ordinamenti, variabile in funzione della qualifica o grado, congiuntamente al requisito contributivo previsto per la generalità dei lavoratori“.

Se si raggiunge l’età necessaria sulla base del grado acquisito ma non si sono ancora raggiunti gli altri requisiti previsti per la pensione di anzianità, l’età anagrafica deve essere maggiorata di ulteriori 3 mesi.

 

 

Fonte: ilsole24ore / ilnuovogiornaledeimilitari / grnet /targatocn

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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mar, dic 11, 2012  Roberta Buscherini
Pensione Carabinieri 2012 – 2013 3.47/5 (69.33%) 15 Vota Questo Articolo

Pensione Carabinieri: Nel 2012 sono stati previsti provvedimenti e normative che, se vengono approvati, implicheranno modifiche importanti per quel che riguarda la pensione carabinieri e l’accesso al sistema previdenziale da parte di tutti gli appartenenti al comparto sicurezza-difesa in generale.

 

pensione carabinieri

Fonte: agora tv

I nuovi requisiti previsti dal governo Monti sono considerati soltanto a decorrere dal 1 gennaio 2013. Inoltre, è stato specificato che al personale che matura i requisiti per andare in pensione, di vecchiaia o anticipata, non si applica la c.d. “finestra mobile” (permanenza in servizio di ulteriori 12 mesi), ovvero il differimento del trattamento pensionistico decorsi 12 mesi dalla maturazione dei requisiti. Il motivo è che vengono introdotti nuovi requisiti, più elevati, non compatibili con la “finestra mobile”.

Pensione Carabinieri: Come accedere alla pensione di vecchiaia

 

Requisiti anagrafici e contributivi per accedere alla pensione carabinieri di vecchiaia.

Requisiti fino al 31 / 12 / 2012

Requisiti dal 1 / 1 / 2013 AL 31 / 12 / 2015 *

Requisiti dal 1 / 1 / 2016 al 31 / 12 / 2017 **

Requisiti dal 1 / 1 / 2018

60

61 e tre mesi

61 e otto mesi

63

61

62 e tre mesi

62 e otto mesi

64

62

63 e tre mesi

63 e otto mesi

64

63

64 e tre mesi

64 e otto mesi

65

65

66 e tre mesi

66 e tre mesi

66 e sette mesi

 

*Questi requisiti sono compresivi degli incrementi della speranza di vita per il triennio 2013 – 2015

**Questi requisiti sono da adeguare agli incrementi della speranza di vita per il triennio 2016 – 2018

 

Pensione Carabinieri: Chi può accedere alla pensione anticipata?

 

Per quel che riguarda l’accesso alla pensione di vecchiaia dei carabinieri, a decorrere dal 1 gennaio 2013 è consentito soltanto ai carabinieri con almeno 42 anni e tre mesi di contributi.

Inoltre, il diritto alla pensione carabinieri anticipata è prevista:

2013 – 2015

2016 – 2018

2019 – 2020

58 anni e tre mesi

58 anni e 3 mesi

59 anni

37 anni di contributi

39 anni di contributi

40 anni di contributi

 

 

Pensione carabinieri: eccezioni

 

Il personale dell’Arma dei Carabinieri che entro quest’anno, fino il 31 dicembre, raggiungerà i requisiti per andare in pensione in vigore, fino all’arrivo del nuovo regolamento, avranno il diritto all’accesso e alla decorrenza della pensione carabinieri vecchiaia e anzianità secondo le previgenti regole, ovvero 60 anni di età e 40 anni di contributi per il personale non dirigente. A queste cifre dovrà essere aggiunta la c.d. “finestra mobile”, se i requisiti sono stati raggiunti dopo l’1 gennaio 2011.

Nel caso dei dirigenti, i limiti di età vengono mantenuti ( 60 anni da agente a 1 dirigente, 63 anni dirigente superiore e 65 anni dirigente generale). Inoltre, è possibile l’accesso al pensionamento con le norme previgenti anche per i carabinieri che, al 31 dicembre 2011, abbiano raggiunto la massima anzianità contributiva (80 %), sempre che il requisito dei 53 anni di età venga raggiunto entro il 31 dicembre 2012.

 

QUESTI REGOLAMENTI NON SONO ANCORA STATI APPROVATI, SONO SOLTANTO UNA PREVISIONE, PER IL MOMENTO VA RISPETATA LA NORMATIVA IN VIGORE.

 

Roberta Buscherini

 

 

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