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Pensioni Carabinieri. Un Labirinto Senza Fine



Pensioni Carabinieri. Un Labirinto Senza Fine
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Non sono bastati i 9 miliardi persi dall’INPS nel 2012. La prima nota di variazione del preventivo 2013 a cura del Civ, il Consiglio di vigilanza dell’Inps  approvata poche settimane fa stima la perdita complessiva dell’istituto di previdenza sociale intorno ai 9,5 miliardi di euro per il solo 2013. Se poi si considera che questo trend al ribasso durerà almeno per un altro biennio, il futuro dell’INPS si tinge di un profondo rosso.

 

Molto di questo debito accumulato dipende dalla fusione con l‘INPDAP. ma alla fine poco importa.

 

Quello che importa è il futuro di coloro che sono prossimi alla pensione nelle varie categorie di dipendenti statali. come ad esempio di Carabinieri.

 

pensioni carabinieri

 

A decorrere dal primo gennaio di quest’anno come disposto dal vecchio governo Monti, il personale dell’Arma dei carabinieri che matura i requisiti per andare in pensione, sia quella di vecchiaia che quella anticipata, non si applica la finestra mobile ovvero la permanenza in servizio per altri 12 mesi aggiuntivi.

 

 

Pensioni Carabinieri. Requisiti E Vincoli

 

I dipendenti dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, in generale, guadagnano il diritto alla pensione di anzianità con i requisiti di 57 anni di età e 35 anni di contribuzione, 40 anni di anzianità contributiva a prescindere dall’età anagrafica e 53 anni di età con la massima anzianità contributiva prevista dall’ordinamento di appartenenza.

 

Sessanta anni di età anagrafica e 40 anni di contributi per il personale non dirigente sono i requisiti minimi per accedere alla pensione di anzianità e vecchiaia. Si ripresenta la possibilità della finestra mobile qualora tali requisiti non siano stati raggiunti  entro il primo gennaio 2011.

Per quanto riguarda invece i dirigenti appartenenti all’arma dei carabinieri, i requisiti variano sulla base del grado:

 

- 60 anni da agente a 1 dirigente,

- 63 anni dirigente superiore

- 65 anni dirigente generale

 

Sebbene i decreti normativi emessi nei mesi scorsi dalle istituzioni cavalcavano l’onda dell’armonizzazione e erano improntati all’incremento della speranza di vita media, l’INPS ha voluto precisare che “la pensione di vecchiaia si perfeziona al raggiungimento dell’età anagrafica massima prescritta dai singoli ordinamenti, variabile in funzione della qualifica o grado, congiuntamente al requisito contributivo previsto per la generalità dei lavoratori“.

Se si raggiunge l’età necessaria sulla base del grado acquisito ma non si sono ancora raggiunti gli altri requisiti previsti per la pensione di anzianità, l’età anagrafica deve essere maggiorata di ulteriori 3 mesi.

 

 

Fonte: ilsole24ore / ilnuovogiornaledeimilitari / grnet /targatocn

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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