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Pensioni Comparto sicurezza: Ecco cosa cambia



Pensioni Comparto sicurezza: Ecco cosa cambia
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Pensioni Comparto Sicurezza. Prima della riforma Fornero in tema di pensioni comparto sicurezza, il personale militare, che rappresenta circa il 15% degli impiegati nel settore del pubblico impiego, potevano ottenere tre tipi di pensione: quella di vecchiaia tra i 60 e i 65 anni in base al grado di appartenenza; quella di anzianità con almeno 40 anni di contributi che si fermavano a 35 se il soggetto richiedente aveva compiuto almeno 57 anni.

 

pensioni per i militari

Pensioni comparto sicurezza: cos’è cambiato?

Con l’entrata in vigore della riforma Fornero, guidata dalle parole dello stesso ministro dalla volontà di equipararele pensioni comparto sicurezza agli altri soggetti statali, molte cose sono cambiate. E purtroppo non in meglio.

 

Riflettendo proprio sulle pensioni del comparto sicurezza, come osservarono da subito gli stessi militari, rendendolo noto in un comunicato stampa firmato da Pietro Taccogna, segretario generale del sindacato nazionale di polizia Lo Scudo – affiliato UIL, l’eguaglianza rispetto agli altri dipendenti statali in termini di pensioni è sbagliata come principio da applicare: “i poliziotti, oltre a vincere un concorso fortemente selettivo, frequentano un corso di formazione di molti mesi, al termine del quale devono superare un ulteriore esame. Divenuti Agenti, questi sono costretti, da norme antistoriche, a trasferirsi in regioni lontane da quelle di origine, per le quali non possono neanche fare istanza di trasferimento prima di quattro anni (…) Lontani, con retribuzioni che sono le peggiori d’Europa della categoria, hanno enormi difficoltà a creare e mantenere un nucleo familiare (…) sono gli unici del pubblico impiego che possono essere licenziati con un provvedimento disciplinare del datore di lavoro con “tribunali” interni in cui non hanno diritto a un legale”.

 

L’articolo 24, comma 18, del D.L. 201/2011 convertito nella legge 214/2011 con l’adozione di un regolamento di armonizzazione ad oggi non è ancora stato emanato, quindi per le pensioni del comparto sicurezza continuano ad applicarsi i requisiti attualmente in vigore, soggetti però da inizio anni a una serie di adeguamenti già in vigore.

 

Pensioni Comparto Sicurezza: Quando si può andare in pensione oggi?

Prima di tutto potranno accedere alle pensioni comparto sicurezza di vecchiaia solo i membri della polizia che hanno compiuto 66 anni e tre mesi entro agosto 2013 oppure entro 31 2013. L’accesso alla pensione di vecchiaia per i militari del comparto sicurezza può avvenire anche se si è maturato almeno un’anzianità contributiva minima di 35 anni per gli uomini che scende a 19 anni per le donne al 31 dicembre 2011 e con un’età anagrafica per entrambi i sessi di almeno 65 anni.

Per ciò che riguarda invece il prepensionamento nelle pensioni comparto sicurezza, questo sarà concesso solo al raggiungimento dei 42 anni e tre mesi, mentre prima dell’entrata in vigore della riforma, per i militari che volessero godere della pensione anticipata, bastava il raggiungimento dei 40 anni più uno.

 

Fonte: Forzearmate.org

 

Valentina Stipa

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