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Pensioni dipendenti pubblici: come integrarle correttamente



Pensioni dipendenti pubblici: come integrarle correttamente
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Dipendenti pubblici a fine servizio: in quale modo è possibile accantonare e destinare il trattamento di fine servizio all’interno di vantaggiose forme di previdenza complementare? Un quesito che riveste discreta importanza in un questo momento. La transizione alle forme di complementari di previdenza è stata assolutamente riscoperta nell’ultimo decennio a una quota sempre più elevata sempre di lavoratori (in particolare le fasce più giovani), nell’ottica di integrare il reddito pensionistico con altre fonti al fine di garantirsi un trattamento pensionistico congruo.

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Dipendenti pubblici a fine servizio: come muoversi

 

Va detto che proprio in queste settimane si è concretizzata un’interessante novità che interessa da vicino molti tra coloro che lavorano presso il Pubblico Impiego. In particolare, toccati da vicino dalla misura che illustreremo nell’articolo, sono i dipendenti pubblici che intendono aderire al Fondo Espero (dipendenti della Scuola) e al Fondo Perseo Sirio (tutti gli altri dipendenti pubblici e della sanità). Ma cerchiamo di capire di cosa si tratta.
In primo luogo va detto che i dipendenti impiegati presso la Pubblica Amministrazione italiana avranno tempo sino al 31 dicembre 2020 per destinare il trattamento a tali tipologie di previdenza complementare. Il Consiglio dei Ministri ha infatti pochi giorni fa autorizzato il Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia ad esprimere il parere favorevole della compagine governativa in merito all’ipotesi di contratto collettivo nazionale quadro per la proroga del termine (definito presso l’art. 2, co. 3 dell’Accordo Quadro Nazionale del 29 luglio 1999 in materia di trattamento di fine rapporto e di previdenza complementare per i dipendenti pubblici). L’Accordo è stato stipulato presso l’ARAN lo scorso 15 gennaio.

 

I fondi di previdenza complementare per dipendenti pubblici

 

La bozza di contratto si propone di differire proprio al 31 dicembre 2020 il termine per l’esercizio dell’opzione per l’iscrizione ai Fondi di previdenza complementare. Termine che era inizialmente fissato al 31 dicembre 2001: un termine tante volte spostato in avanti, l’ultima volta al al 31 dicembre 2015.
I dipendenti pubblici che scelgono di aderire al Fondo Espero o al Fondo Perseo Sirio avranno infatti facoltà di optare per l’attribuzione della buonuscita in forme di previdenza complementare trasformando contestualmente il TFS (Trattamento di fine servizio) in TFR (Trattamento di fine rapporto). Ricordiamo a tal riguardo che il trattamento di fine servizio si configura alla stregua una indennità corrisposta, alla fine del rapporto di lavoro, ai dipendenti statali assunti prima del 1º gennaio 2001. In tale direzione, l’adesione a tale tipologia di fondi incarna senza alcun dubbio uno strumento fondamentale per integrare il trattamento pensionistico in tempi difficili per il sistema previdenziale italiano (di conseguenza per i cittadini italiani). Sono proprio di questi giorni gli invii delle buste arancioni da parte dell’INPS per informare i cittadini italiani sulle proiezioni dei trsttamenti pensionistici nel futuro

 

Incentivi alle adesioni

 

Pertanto, al fine di incentivare tale tipologia di adesioni da parte dei lavoratori in regime di TFS l’accordo nazionale stabilisce, oltre al contributo dell’1% sulla retribuzione maturanda a carico del datore di lavoro, un contributo aggiuntivo pari all’1,2% che l’INPS contabilizza sulle posizioni previdenziali complementari dei lavoratori optanti.

 

Fonte: pensionioggi.it

Patrizia Caroli

 

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