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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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ven, gen 17, 2014  Marco Brezza
Scuola, Brescia: Insegnanti Pensionati Assistono Gratis Studenti Stranieri 3.00/5 (60.00%) 8 Vota Questo Articolo

Scuola ed immigrazione: un binomio che negli ultimi anni, a seguito dei folti movimenti migratori che continuano ad interessare la penisola italiana, ha cominciato a rivestire una notevole importanza. Da circa una ventina d’anni a questa parte si assiste infatti nel nostro paese ad una profonda trasformazione del tessuto sociale: è evidente come i flussi migratori provenienti da altre parti del mondo abbiano progressivamente modificato la conformazione sociale, etnica e religiosa della popolazione italiana. Tale mutamento di prospettiva ha investito i più svariati settori della vita dell’ordinamento italiano, ed in particolar modo il settore dell’istruzione.

Fonte: www.acliroma.it

Fonte: www.acliroma.it

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Il registro degli ex insegnanti pensionati

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L’intersezione di questo ampio movimento migratorio con la fase congiunturale di crisi economica che ha colpito l’Europa e l’Italia sta creando nuove particolari situazioni proprio nel settore scolastico: è il caso di ciò che sta accadendo in questi giorni a Brescia. Nella città lombarda infatti sta partendo una nuova iniziativa contro i dolorosi tagli della scuola pubblica causati dalla necessità di reperire risorse attraverso la “spending review”: l’Assessore alla Pubblica Amministrazione del Comune di Brescia, Roberta Morelli, ha infatti accolto il suggerimento degli istituti scolastici al fine di istituire un inedito registro all’interno del quale raccogliere la disponibilità di ex insegnanti, ora in pensione, a collaborare in forma gratuita per contribuire a consentire l’alfabetizzazione degli studenti stranieri.

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Per questi ex insegnanti sarà creato un albo ad hoc: coloro che saranno interessati dovranno soltanto consegnare il loro curriculum al Comune. Le loro richieste verranno poi trasmesse ai singoli istituti i quali potranno utilizzare il prezioso contributo degli insegnanti pensionati al fine di fornire assistenza agli studenti stranieri, che in quest’anno scolastico sono, soltanto nella città di Brescia, oltre il 25 per cento di tutti gli iscritti alle scuole statali elementari e medie del territorio del Comune lombardo.

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Il rombo delle polemiche: ecco l’opinione dell’Anief

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L’eco della iniziativa non ha mancato di causare forti polemiche: in particolare molto dure sono state le reazioni dell’Anief, l’associazione professionale sindacale che unisce docenti e ricercatori. Un comunicato emanato da quest’ultima ha infatti rivolto parole infuocate nei confronti dell’idea nata in territorio lombardo: “Dopo la carta igienica pagata dalle famiglie, le minacce di ridurre i riscaldamenti, i ritardi nel pagamento dei supplenti e il tentativo di assicurare gli aumenti di stipendio con il taglio delle attività extra-didattiche, arriva il professore in quiescenza che torna a lavorare senza compenso: la carenza di soldi nelle scuole sta producendo delle soluzioni sempre più ingegnose. Ma che a volte sembrano oltrepassare il buon senso”.
Secondo l’Anief, l’iniziativa sarebbe solo un altro fantasioso metodo utilizzato al fine di evitare di retribuire dei professionisti, una pericolosa deriva che trae la sua origine, sempre a parere dell’associazione sindacale, “dai tagli ai finanziamenti per le scuole e dalle inadempienze dei pagamenti da parte del Ministero delle Finanze”. Insomma si tratterebbe solo di una cattiva soluzione alla incipiente mancanza di fondi da destinare all’istruzione nel nostro paese, capace solo di reiterare ancora una volta la rinuncia ad assumere nuovi insegnanti.

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Ottima idea o smaccato sotterfugio?

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Le ragioni della protesta dell’Anief risiedono principalmente in due tematiche: da una parte l’associazione ritiene non corretto il fatto che non si sia atteso lo stanziamento dei fondi del Miur destinati alla formazione dei docenti impegnati nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua; dall’altra viene stigmatizzata la riduzione del 25 per cento complessivo delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
Insomma, l’idea dell’assessorato bresciano lascia permanere il dubbio: ottima idea per reperire in economia risorse verso l’integrazione o smaccato sotterfugio per evitare di pagare i professori? Enigmi ai tempi della spending review.

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Fonti: Repubblica, Orizzontescuola.it

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Marco Brezza

 

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mer, gen 15, 2014  Marco Brezza
Pensionamenti Scuola 2014: Il Nuovo Anno Riserverà Delle Sorprese? 3.47/5 (69.47%) 19 Vota Questo Articolo

Pensionamenti scuola per docenti e personale Ata: cosa riserva il neonato 2014 per queste categorie professionali nell’ambito pubblico? La tematica è molto folta e riveste grande importanza; le difficoltà presentate dall’avvento della crisi economica e la conseguente la scure dei tagli della “spending review” hanno fatto divenire il tema delle pensioni, ed in particolare quello dei pensionamenti scuola 2014 un punto di alta tensione per quanto riguarda le rivendicazioni ed i propositi di insegnati e relativi sindacati.

Fonte: online-news.it

Fonte: online-news.it

Pensionamenti scuola 2014: requisiti pensione di anzianità

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Va ricordato che per quanto riguarda la pensione di anzianità i requisiti per il 2014 sono i seguenti: età non inferiore a 60 anni e 36 anni di contribuzione oppure 61 di età e 35 di contribuzione, oppure 40 anni di anzianità a prescindere dall’età anagrafica entro il 31 dicembre 2011. A tal proposito ha rivestito notevole importanza l’incontro tenutosi lo scorso 13 dicembre al MIUR, in cui si è discusso del tema delle cessazioni dal servizio e dei pensionamenti docenti a partire dalla data del 1° settembre 2014. L’Amministrazione ha reso noto ai sindacati riuniti una bozza di nota che riecheggia a grandi linee quella, analoga, rilasciata lo scorso anno, comunicando poi che si trova in fase di approvazione il Decreto che prevede come termine di presentazione delle domande di pensionamento (per ciò che riguarda il personale docente e ATA) la data del 27 gennaio 2014.

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Assenze e servizio effettivo: alcune novità sui pensionamenti docenti 2014

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È stata presentata poi la richiesta di precisare esplicitamente come definire le assenze valutabili come servizio effettivo, le quali consentono ai lavoratori che accedono al pensionamento anticipato con una età inferiore ai 62 anni di non incorrere in penalizzazioni. In questo senso è risultata interessante la sottolineatura dell’importanza dell’art. 4-bis del Decreto Legge 101/2013 (convertito dalla Legge 125/2013) il quale ricomprende all’interno dell’anzianità contributiva da considerare alla stregua di prestazione lavorativa effettiva anche i periodi di contribuzione figurativa inerenti a donazioni di sangue e congedo parentale (o astensione facoltativa): queste fattispecie vanno ad allinearsi insieme alle altre tipologie di periodo disciplinate dal  Decreto Legge 216/2011, tra cui la maternità, il servizio militare, malattie ed infortuni e cassa integrazione. All’interno del serrato incontro riguardante i pensionamenti docenti 2014 è stata poi innalzata la proposta, proveniente da un coro all’unisono di tutte le organizzazioni sindacali, di prorogare il termine ai primi sette giorni di febbraio, anche al fine di agevolare l’accesso ai Patronati per ottemperare alla presentazione telematica delle domande.

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Pensionamenti scuola 2014: un tema bollente

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Per quanto riguarda il corpo dei dirigenti scolastici i termini verranno regolati dal CCNL (Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro inerente al comparto Scuola) dell’Area V del 15 luglio 2010: in esso è stabilita la data del 28 febbraio 2014 quale scadenza per le domande di cessazione (ferma sempre restando la possibilità di recesso anche in un momento successivo a tale data).
Come si può ampiamente leggere nel resoconto pubblicato on-line dalla Cisl Scuola inerente ai pensionamenti scuola 2014, all’interno dell’incontro si è anche dialogato a proposito della controversa tematica della “singola finestra di uscita dal servizio” per quanto riguarda il personale scolastico: sulla questione si è celermente suggerito all’Amministrazione di attivare rapide sedi di chiarimento con l’INPS. In questa direzione sindacati e dipendenti hanno posto l’attenzione sulla ineludibile necessità di equiparare alla stregua di servizio effettivo i periodi compresi fra il 1° settembre ed il 31 dicembre, riconosciuti utili per il computo dei requisiti: si ritiene che essi debbano poter avere valore ai fini dell’esclusione da eventuali penalizzazioni.
Tra gli altri temi “caldi” trattati per quanto inerisce la materia dei pensionamenti docenti 2014 si è poi discusso anche di arrotondamento dell’anzianità contributiva e di pensionamenti dei docenti in esubero attraverso strumenti normativi e con requisiti precedenti alla Riforma Fornero. Settori in cui la discussione rimane sempre serrata: insomma, pensioni e personale scolastico rimangono un tema aperto e dinamico, e per sua stessa composita natura ben lungi dall’essere definito una volta per tutte. Ulteriori novità a riguardo si attendono copiose.

 

 

Marco Brezza

 

 

 

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mer, gen 8, 2014  Marco Brezza
Guida Utile Al Fondo Pensione Scuola Espero Per I Dipendenti Scolastici 2.56/5 (51.11%) 9 Vota Questo Articolo

I chiari di luna non lasciano presagire un’evoluzione molto positiva per il sistema pensionistico del nostro paese: è per questo che notevole importanza viene oggi ricoperta dai fondi pensione complementari. Uno di questi è il fondo pensione scuola Espero. Ma che cos’è il fondo scuola Espero? Per illustrarne le caratteristiche più importanti è necessario fare una piccola introduzione al tema: nel nostro paese infatti, come in molti altri, il sistema pensionistico sta affrontando un periodo di evidente transizione.

La vita media si allunga sempre più, la popolazione invecchia, la crisi accentua la disoccupazione: pertanto il numero complessivo dei pensionati è in vertiginosa ascesa rispetto alla quota di persone che lavorano. Risulta allora importante accedere a strumenti di integrazione complementare della pensione obbligatoria al fine di poter usufruire di una rendita accettabile negli anni della vecchiaia, vista la difficoltà di ottenere nel futuro un trattamento pensionistico decente con il solo strumento obbligatorio.

È chiaro che iniziando il prima possibile ad edificare una pensione complementare, sarà possibile mantenere un tenore di vita analogo a quello condotto durante l’età lavorativa.

fondo pensione scuola espero

Fonte foto:  Marco Beltrametti

Che cos’è il fondo scuola Espero

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Ecco quindi venire in soccorso del lavoratore dipendente i fondi pensionistici complementari; e con particolare riferimento al settore dei dipendenti statali occupati nel settore scuola, cerchiamo di analizzare le caratteristiche del fondo pensione scuola Espero. Va innanzitutto premesso che Espero è un’associazione senza fini di lucro che si prefigge l’obiettivo di permettere al lavoratore dipendente di costruire una pensione complementare utile a bilanciare l’abbassamento della pensione pubblica obbligatoria; ed è inoltre uno dei maggiori fondi negoziali in Italia con all’attivo quasi 100mila iscritti. Lo scopo del fondo pensione complementare Espero, come si affermava in precedenza, è quello di raccogliere le somme versate a contributo complementare e di investirle in strumenti finanziari ricorrendo ad investitori professionali, nell’esclusivo interesse del contribuente e secondo le indicazioni da quest’ultimo fornite.

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Ma come fare per accedere al fondo pensione scuola Espero?

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Ecco come accedere al fondo pensione complementare: sul sito di Espero è infatti possibile compilare e sottoscrivere il modulo di adesione; è necessario poi stampare le copie del modulo necessarie per l’iscrizione che andranno inviate ai diversi destinatari previsti, tra cui il datore di lavoro.

Successivamente bisogna procedere alla spedizione del modulo ad Espero, non prima però di avere controllato che in ciascuna copia del modulo siano presenti la firma del dipendente, quella del datore di lavoro e la data. Successivamente alla ricezione del modulo Espero si preoccuperà di inviare una lettera di conferma di avvenuta ricezione volta all’attivazione del fondo pensione scuola.

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Come funziona il fondo pensione

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Il finanziamento del fondo pensione scuola Espero avviene mediante i versamenti dei contributi a carico del dipendente pubblico. I contributi versati, conteggiati al netto degli oneri trattenuti al momento del versamento – comprensivo di quota di iscrizione “una tantum” e quota associativa annua – vengono quindi investiti in strumenti finanziari (titoli obbligazionari, per fare un esempio) sulla base della politica di investimento definita per ciascun comparto, e producono, nel corso degli anni, un rendimento di tipo variabile a seconda dell’andamento dei mercati e delle scelte gestionali. È importante sottolineare che tutte le risorse appartenenti al fondo pensione scuola Espero vengono depositate presso una banca definita “depositaria”, la quale si occupa di custodire il patrimonio, con il ruolo di controllore in merito alla regolarità delle operazioni di gestione. Altro elemento importante è quello rappresentato dal fatto che Espero non effettua direttamente i suddetti investimenti ma affida la gestione a specialisti selezionati secondo le regole dettate dalla COVIP: i gestori specialisti sono comunque sempre tenuti ad operare in ossequio alle politiche di investimento deliberate dall’organo di amministrazione del fondo pensione.
Insomma, il fondo pensione scuola Espero aiuta il dipendente pubblico, in particolare quello più giovane, ad edificare una pensione aggiuntiva a quella obbligatoria, contribuendo a far maturare al lavoratore  prestazioni pensionistiche aggiuntive a quelle già erogate dal sistema pubblico: un accorgimento di non poco conto, fondamentale per il futuro.

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Fonte: Nota informativa del fondo scuola Espero

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Marco Brezza

 

 

 

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lun, lug 22, 2013  Roberta Buscherini
Calcolo Pensione Scuola: Simulatore e Requisiti di Pensionamento 3.54/5 (70.79%) 63 Vota Questo Articolo

Calcolo Pensione Scuola: Sei un insegnante di ruolo? Sai quando potrai andare in pensione? Sai come sarà calcolata la tua pensione? Conosci le differenze tra il sistema contributivo e retributivo? Ti hanno già spiegato cosa cambia per te dopo la riforma Fornero?

 

Ecco qui tutte le informazioni di cui hai bisogno per sapere esattamente quando potrai accedere al pensionamento e come verrà realizzato il tuo calcolo della pensione.

 

Calcolo pensione scuola: requisiti per insegnanti

 

Come dicevamo poco fa, i requisiti per andare in pensione sono cambiati da qualche mese dopo la riforma Fornero. Infatti, possiamo affermare che andare in pensione è ora più difficile di prima. Vediamo di ricordare, in modo sistematico, quali sono i requisiti pensionistici dei docenti per il calcolo della pensione.

 

Nel caso di docenti e personale della scuola, è possibile andare in pensione con:

-          36 anni di anzianità contributiva e 60 anni di età anagrafica (entro il 31 dicembre 2011)

-          35 anni di contributi e 61 anni di età (entro il 31 dicembre 2011)

-          40 anni di contributi (entro il 31 dicembre 2011)

-          Uomini di 65 anni di età (entro il 31 dicembre 2011)

-          Donne di 61 anni di età (entro il 31 dicembre 2011)

 

Calcolo pensione scuola: chiarimenti sui requisiti

 

-          Fino al 31 dicembre 2015, nel caso di donne insegnanti, è ancora possibile andare in pensione con 57 anni di età e 35 di contributi ((entro il 31 dicembre 2011).

Per i docenti che invece, raggiungono i requisiti per la pensione nel 2013, la pensione è prevista in questo modo:

-          Pensione di vecchiaia: 66 anni e 3 mesi di età per uomini e donne, con almeno 20 anni di anzianità contributiva al 31/12/2013.

-          Pensione anticipata: 41 anni e 5 mesi di anzianità contributiva per le donne; 42 anni e 5 mesi di anzianità contributiva per gli uomini.

 

Come viene fatto il calcolo pensione scuola

 

Basicamente in Italia ci sono due sistemi diversi per il calcolo pensione scuola: il sistema retributivo e il sistema contributivo.

Calcolo pensione Scuola: Sistema Retributivo

Il sistema retributivo è una cifra percentuale (tanto più alta quanti più anni l’individuo ha lavorato) che conteggia la media della retribuzione percepita negli ultimi anni di vita lavorativa. Tenendo conto che la pensione è pari al 2 % del reddito pensionabile moltiplicato per il numero di anni di contributi, un dipendente che ad esempio, ha lavorato per 35 anni otterrebbe il 70 % del reddito pensionabile.

Calcolo pensione Scuola: Sistema Contributivo

Nel sistema contributivo invece, il calcolo pensione scuola viene realizzato in base ai contributi versati. Nel momento in cui il dipendente va in pensione, la somma dei suoi contributi e delle rivalutazioni forma il montante contributivo che, moltiplicata per un coefficiente legato all’età, si trasforma in pensione.

Con le nuove normative, dopo la riforma Fornero, tutto il calcolo pensione scuola viene realizzato in base al sistema contributivo. Il sistema retributivo però è utilizzato ancora per i docenti che hanno maturato i requisiti per andare in pensione, con il sistema precedente, entro il 31 dicembre 2011.

 

Calcolo Pensione Scuola: Simulatore

 

Vuoi calcolare online la tua pensione? Il Sole 24 ore ha realizzato un simulatore che considera la situazione dei dipendenti pubblici e realizza una stima di tutti i fattori che influiscono nel calcolo pensioni scuola.

Ricordiamo che si tratta di una cifra approssimativa e, per ottenere con precisione il calcolo pensione scuola, è necessario rivolgersi ad un professionista.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: BorsaItaliana.it / Pre visionari Blog

 

Roberta Buscherini

 

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mar, giu 25, 2013  Ranalli
Part time Docenti: Diritti e Doveri degli Insegnanti per Contratto 4.00/5 (80.00%) 4 Vota Questo Articolo

L’istituto del part time docenti è regolato da una precisa norma contrattuale prevista nei CCNNLL del Comparto Scuola. Inizialmente, il part time docenti poteva essere richiesto solo dal personale in servizio a tempo indeterminato. E non solo. Anche i docenti di religione cattolica a tempo determinato ma stabilizzati e con diritto alla ricostruzione di carriera potevano accedere al suddetto beneficio.

 

Part time docenti: La domanda

part time docenti2La domanda di part time docenti va prodotta nel momento in cui viene pubblicata sulla G.U. la relativa ordinanza del MIUR. In genere le domande vanno prodotte entro il 15/3 di ogni anno. La concessione del beneficio, del part time docenti, non è scontato. Infatti vi è un contingente prestabilito che va rispettato.

Ove mai il numero di domande superasse il contingente prestabilito si stilerà una graduatoria che terrà conto di tutta una serie di requisiti dando ovviamente priorità all’anzianità di servizio, al fatto se un docente già goda dello stesso beneficio.

 

 

Part time docenti e pensionamento

All’inizio dell’elaborato vi accennavo degli inizi di questo istituto contrattuale particolare. Infatti esso si è evoluto nel corso degli anni ed oggi per quanti sono prossimi al collocamento in pensione vi è la possibilità di permanere in servizio utilizzando per l’appunto il part time e liberando una metà della propria cattedra che può essere così assegnata ad altri docenti.

Quindi questi docenti prossimi alla pensione ed in part-time percepiranno la pensione maturata e metà della retribuzione quest’ultima allo stato iniziale ovvero non terrà conto degli avanzamenti di carriera avvenuti nel corso degli anni di servizio .

Il docente invece ancora in servizio percepirà gli emolumenti in proporzione all’orario di servizio prestato vale a dire se un docente di scuola primaria in part-time per dodici ora percepirà esattamente la metà dei propri emolumenti così come il docente di scuola secondaria di primo e secondo grado in part-time per nove ore percepirà esattamente la metà dei propri emolumenti. Questi ovviamente a differenza di quanti chiedono il part time docenti accedendo anche alla pensione, percepiranno la retribuzione che terrà conto si del part time docenti ma che comprenderà la normale progressione di carriera per gli stessi nel frattempo intervenuta.

 

Part time docenti: TFR e TFS

E’ importante capire infine che cosa comporta dal punto di vista previdenziale i periodi di servizio trascorsi in part time docenti.

Dal punto di vista propriamente del trattamento di quiescenza per gli anni di servizio per i quali si è usufruito del part time l’erogazione del relativo assegno sarà in proporzione agli effettivi contributi versati per il numero di ore settimanali di insegnamento e non possono essere riscattati.

Dal punto di vista invece del trattamento di fine servizio essi possono essere riscattati per le ore occorrenti all’orario cattedra, ovvero quanti hanno insegnato in part-time per dodici ore possono riscattare in maniera onerosa il resto delle 12 ore a completamento delle 24 ore previste dalla cattedra.

Quanti invece si trovano in regime di trattamento di fine rapporto non possono riscattare il servizio part time docenti in nessuno dei due casi.

Va da se ricordare che l’onere per il riscatto ai fini del trattamento di fine servizio oggi è davvero altissimo per cui bisogna valutare bene la convenienza o meno. Va per se che un riscatto per chi è agli inizi della carriera e meno conveniente di chi invece è avanti nella carriera ricevendo una liquidazione maggiore.

 

Giancarlo Ranalli

 

 

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