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Archivi per la categoria 'Pensioni Militari'

lun, gen 21, 2013  Valentina
Pensioni Comparto sicurezza: Ecco cosa cambia 4.00/5 (80.00%) 4 Vota Questo Articolo

Pensioni Comparto Sicurezza. Prima della riforma Fornero in tema di pensioni comparto sicurezza, il personale militare, che rappresenta circa il 15% degli impiegati nel settore del pubblico impiego, potevano ottenere tre tipi di pensione: quella di vecchiaia tra i 60 e i 65 anni in base al grado di appartenenza; quella di anzianità con almeno 40 anni di contributi che si fermavano a 35 se il soggetto richiedente aveva compiuto almeno 57 anni.

 

pensioni per i militari

Pensioni comparto sicurezza: cos’è cambiato?

Con l’entrata in vigore della riforma Fornero, guidata dalle parole dello stesso ministro dalla volontà di equipararele pensioni comparto sicurezza agli altri soggetti statali, molte cose sono cambiate. E purtroppo non in meglio.

 

Riflettendo proprio sulle pensioni del comparto sicurezza, come osservarono da subito gli stessi militari, rendendolo noto in un comunicato stampa firmato da Pietro Taccogna, segretario generale del sindacato nazionale di polizia Lo Scudo – affiliato UIL, l’eguaglianza rispetto agli altri dipendenti statali in termini di pensioni è sbagliata come principio da applicare: “i poliziotti, oltre a vincere un concorso fortemente selettivo, frequentano un corso di formazione di molti mesi, al termine del quale devono superare un ulteriore esame. Divenuti Agenti, questi sono costretti, da norme antistoriche, a trasferirsi in regioni lontane da quelle di origine, per le quali non possono neanche fare istanza di trasferimento prima di quattro anni (…) Lontani, con retribuzioni che sono le peggiori d’Europa della categoria, hanno enormi difficoltà a creare e mantenere un nucleo familiare (…) sono gli unici del pubblico impiego che possono essere licenziati con un provvedimento disciplinare del datore di lavoro con “tribunali” interni in cui non hanno diritto a un legale”.

 

L’articolo 24, comma 18, del D.L. 201/2011 convertito nella legge 214/2011 con l’adozione di un regolamento di armonizzazione ad oggi non è ancora stato emanato, quindi per le pensioni del comparto sicurezza continuano ad applicarsi i requisiti attualmente in vigore, soggetti però da inizio anni a una serie di adeguamenti già in vigore.

 

Pensioni Comparto Sicurezza: Quando si può andare in pensione oggi?

Prima di tutto potranno accedere alle pensioni comparto sicurezza di vecchiaia solo i membri della polizia che hanno compiuto 66 anni e tre mesi entro agosto 2013 oppure entro 31 2013. L’accesso alla pensione di vecchiaia per i militari del comparto sicurezza può avvenire anche se si è maturato almeno un’anzianità contributiva minima di 35 anni per gli uomini che scende a 19 anni per le donne al 31 dicembre 2011 e con un’età anagrafica per entrambi i sessi di almeno 65 anni.

Per ciò che riguarda invece il prepensionamento nelle pensioni comparto sicurezza, questo sarà concesso solo al raggiungimento dei 42 anni e tre mesi, mentre prima dell’entrata in vigore della riforma, per i militari che volessero godere della pensione anticipata, bastava il raggiungimento dei 40 anni più uno.

 

Fonte: Forzearmate.org

 

Valentina Stipa

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lun, nov 12, 2012  Roberta Buscherini
Pensioni Comparto Sicurezza: Tutti Delusi 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

Pensioni comparto sicurezza:

 

pensioni comparto sicurezza

Il regolamento di armonizzazione, meglio conosciuto come Decreto Fornero, che stabilisce i requisiti accesso al sistema pensionistico approvato dal consiglio dei ministri non ha previsto variazioni rispetto allo scorso anno per colore che maturano il diritto alle pensioni comparto sicurezza dentro il 31 dicembre di quest’anno.
Nello stesso regolamento di pensioni comparto sicurezza è prevista anche la possibilità di pensione anticipata al prezzo di una penale sulla propria retribuzione mensile pari a un punto percentuale per ogni anno di anticipo rispetto al requisito anagrafico di 58 anno fino a dicembre 2018 che diventano 59 anni da gennaio dell’anno successivo.

 

Pensioni Comparto Sicurezza

 

Entrando un po’ più nel dettaglio di questo regolamento si nota subito che dal 2013 invece le cose si complicano per i dipendenti statali soprattutto in tema di condizioni richieste per il personale docente. In ambito scolastico ad esempio potranno accedere alle pensioni comparto sicurezza, nello specifico, alla pensione di vecchiaia solo chi:

 

-    Ha compiuto i 66 anni e tre mesi entro il 31 agosto 2013 o antro il 31 dicembre
-    Uomini con almeno 65 anni e un’anzianità contributiva minima di 35 anni
-    Per le pensioni comparto sicurezza, nel caso di donne, è necessario avere almeno 65 anni e con un’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 2011 pari a 19 anni e 16 giorni, oppure 14 anni e 16 giorni ma in questo caso solo se entro il 321 dicembre 1992 si è accumulato almeno un giorno di contribuzione in conto tesoro .

 

 

Pensioni Comparto Sicurezza

 

Anche per gli oltre 700 mila lavoratore del comparto sicurezza le cose sono cambiate in tema di pensioni comparto sicurezza. In base a quanto stabilito dall’art. 24 comma 18 del D.L. 201/2011, conv. L.214/2011, nel rispetto anche degli incrementi per la speranza di vita, personale di truppa, marescialli e sergenti possono accedere alle pensioni comparto sicurezza con 60 anni di età che diventano 62 dal 2018. Per il resto del personale del comparto invece gli attuali 60 anni possono diventare dai 63 ai 66 e 7 mesi a partire dal 2018. Stesse regole valgono anche per i lavoratori del soccorso pubblico e degli iscritti a fondi Inps, ex-Enpals e ex-Inpdap.
Il Governo ci ha tenuto a precisare che queste misure sono state prese nel rispetto delle peculiarità delle carriere dei lavoratori. Non solo. Il Ministro Fornero ha voluto andare oltre, dichiarandosi “assolutamente serena anche rispetto ai termini usati: sacrifici, rigore finanziario ed equità. Non pretendo di convincere voi, ma sono convinta di quello che abbiamo presentato ”.
La verità, amara, è che nell’incontro dello scorso 21 settembre tra i ministri, il presidente del consiglio e tutte le associazioni di settore coinvolte nel regolamento di armonizzazione delle pensioni comparto sicurezza non sono state apportate modifiche  e di fatto si è ribadita la posizione delle istituzioni nell’ottica della spending review. Dunque un totale flop, una disfatta, come conferma anche Nicola Tanzi, segretario del sindacato autonomo SAP: “Ci hanno deluso perché non solo manca ancora la previdenza integrativa, ma non si rendono conto che così avranno presto una polizia geriatrica ”.

 

Fonti: Il Sole 24 ore / Esercito Italiano Blog

 

Roberta Buscherini

 

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gio, ott 25, 2012  Roberta Buscherini
Pensioni Ex Inpdap Sicurezza e Difesa: novità 2012 3.50/5 (70.00%) 4 Vota Questo Articolo

Pensioni Ex Inpdap del comparto difesa-sicurezza e del comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico:

Novità ottobre 2012

Il governo ha pubblicato una nuova bozza, con data 18 ottobre, sulle modifiche dei requisiti per accesso alle pensioni ex inpdap, nel caso dei dipendenti, appartenenti alle Forze dell’Ordine e le Forze Armate e ai vigili del fuoco.

 

Pensioni ex Inpdap: Militari e Polizia

L’obbiettivo di queste proposte è:

- aumentare l’età di accesso alle pensioni ex inpdap - pensione di vecchiaia

- cambiare i requisiti per accedere alla pensione anticipata

- limitare le maggiorazioni di servizio

 

1. PENSIONE DI VECCHIAIA: ELEVAZIONE REQUISITI ANAGRAFICI

 

Nel caso di pensioni ex inpdap, pensione di vecchiaia, I requisiti contemplati nelle tabelle per il primo triennio sono allineati ai requisiti previgenti, con le considerazioni giuste in quanto la finestra mobile di 12 mesi e dell’adeguamento alla speranza di vita decorrente dal 2013.

pensioni ex inpdap

 

 

pensioni ex inpdap

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Risparmio previsto

Sulla base delle modifiche nelle pensioni ex inpdap che contiene il decreto, il governo prevede un risparmio considerevole dal 2016 in poi. Nello specifico, è previsto risparmiare 155.000 migliaia di euro tra il 2016 e il 2022.

 

2. PENSIONE ANTICIPATA: MODIFICA DEI REQUISITI

È possibile accedere alla pensione anticipata con un’anzianità contributiva di 42 anni e tre mesi, comprensivo dell’adeguamento alla speranza di vita. Questa cifra è indipendente dall’età anagrafica dei dipendenti. Il decreto sulle pensioni ex inpdap prevede una riduzione sulla quota di pensione retributiva nel caso di dipendenti con 58 o meno anni di età fino 31 dicembre 2018 e di 59 anni dal 1 gennaio 2019.

 

 

Nel caso di poliziotti, militari o vigili del fuoco con meno di 42 anni di contributi, le pensioni ex inpdap di anzianità è possibile in base a queste condizioni:

 

pensioni ex inpdap

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3. AUMENTI DEI PERIODI DI SERVIZIO

Come novità nelle pensioni ex inpdap, è prevista la limitazione di 2,5 anni (dal 1 gennaio 2013) nell’aumento dei periodi di servizio di cui all’art. 5 del Decreto Legge 165/97, congelando in questo caso gli aumenti già maturati se eccedenti 12,5 anni.

 

Fonte: forzearmate.org

 

 

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mer, set 26, 2012  Roberta Buscherini
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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha inviato una nota riassuntiva riguardo all’incontro del 21 settembre tra governo e sindacati rappresentanti da Militari, Forze dell’Ordine e Vigili del Fuoco.

L’argomento: armonizzazione del sistema pensionistico.
Lo schema di regolamento, in base all’articolo 24, comma 18 del D.L. 201/2011, conv. L.214/2011, prevede:

 

 

1. Pensione di Vecchiaia Difesa e Sicurezza

 

Personale di truppa, Marescialli e Sergenti

Oggi A decorrere dal 2018*
60 anni 62 anni

Resto del Personale

Oggi Dal 2018
60 anni Dai 63 ai 66 anni e sette mesi*

*Ferma restando l’applicazione degli incrementi per speranza di vita.

 

 

2.    Pensione Anticipata Difesa e Sicurezza

 

-    Il pensionamento anticipato nel caso di appartenenti alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate sarà consentito con 42 anni e tre mesi di contribuzione (ad oggi 40 anni più un anno di finestra mobile) con applicazioni progressive per età, a regime, inferiori a 59 anni.
-    Si prevede che sulla quota retributiva di trattamento relativa ai contributi maturati entro l’1 gennaio 2012, è applicata una riduzione percentuale dell’1 % per ogni anno di anticipo rispetto all’età di 58 anni fino al 31 dicembre 2018; e rispetto ai 59 anni dal 1 gennaio 2019. Tale percentuale è elevata al 2 % per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.
-    Previsto il mantenimento del canale di pensionamento con il sistema delle c.d.”quote”, che salgono fino a raggiungere, a decorrere dal 2019, “quota 99”.
-    Prevista la limitazione a complessivi due anni e sei mesi delle maggiorazioni del periodo di servizio.

 

Il Ministero chiarisce nella nota che è consentito ai soggetti, in possesso dei requisiti prescritti, il collocamento a riposo d’ufficio se raggiungeranno il limite previsto alla data di entrata in vigore del regolamento stesso, in relazione al grado e la qualifica.

 

Altre Proposte del MEF

 

- l’inserimento nel testo dell’applicazione dell’incremento della speranza di vita per i dipendenti che maturino i requisiti pensionistici entro il 2012
- la limitazione della permanenza in ausiliaria a 67 anni per i dipendenti che cessano dal servizio ai 62 anni.

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lun, set 24, 2012  Roberta Buscherini
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I rappresentanti sindacali dell’ Aeronautica Militare, Cocer Aeronautica, ha incontrato ieri con responsabili del governo per continuare con le negoziazioni sull’armonizzazione delle pensioni dei militari. In questo senso, il Cocer si è mostrato dichiara che ci sono, da parte dal Governo, buone intenzioni di proseguire con la strada intrapresa di tenere in conto la specificità del comparto sicurezza e difesa per quel che riguarda i requisiti per accedere alla previdenza.

 

L’incontro di ieri è un semplice confronto formale che risponde alla volontà del governo di ascoltare tutti i rappresentanti dei militari e le forze dell’ordine. I quali, basicamente, sono d’accordo sul fatto che non possono essere applicare le misure riduttive e i tagli, previsti attualmente nella Spending Review, perché “se fossero attuati, avrebbero una gravissima ricaduta sulla vita del personale, sull’efficienza delle istituzioni e in definitiva sulla sicurezza di tutti i cittadini”.

 

Il Cocer Aeronautica considera positiva la riunione di ieri ma esige al Governo il rispetto al personale di questo comparto e al loro lavoro. In questo senso ricorda che “si sta mettendo mano ad una riforma che provocherà gravissime conseguenze per i giovani, i precari e le future generazioni” e chiede a tutte le forze politiche in Parlamento di vigilare a garanzia del rispetto degli impegni assunti dal Governo davanti a Popolo Italiano.

 

 

 

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